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sabato 9 ottobre 2010

Signore...



Signore, tu conosci le mie tristezze, le mie soste, i miei ripensamenti.
A volte sono così ripiegato su di me che non vedo altro:
non vedo più chi sta male, chi è solo, chi è povero, chi è disperato.
Pretendo, con le mie piccole e anguste vedute, di interpretare la storia.
Tu sei stato così umile.
Tu sei stato così lungimirante.

Signore, rivelati a me nella tua potenza di parole e di opere:
 insegnami a riconoscere il tuo passaggio,
la fecondità della tua croce, la verità della tua Pasqua.
Perdona la mia arroganza, che vuole sapere,
vuole spiegare: vuole fare a meno della croce.

Signore, tu guidi la storia, e le vicende degli uomini;
sono io colui che è forestiero e non capisce
e non coglie il nesso degli avvenimenti.
Aiutami a contemplare il tuo mistero di amore per me:
 tu ti sei consegnato perché mi volevi bene, e sei morto per me.

Signore, indirizza le mie speranze secondo i tuoi disegni.
 Insegnami a cercare innanzitutto il tuo regno;
 non permettere che mi leghi alle cose che passano;
 quando la speranza diventa debole,
 quando diventa difficile camminare,
quando tutto sembra inutile, donami la forza della perseveranza.
Di fronte ad ogni sepolcro ricordami sempre che Dio è più grande.

Signore indirizza il mio sguardo verso i segni della tua risurrezione.
Mantieni in me le intuizioni vivaci della fede,
 il gusto della preghiera, la passione per la carità.
Possa esprimermi tutti i giorni in un intenso desiderio di conversione.
 Mantieni viva la mia vita spirituale, liberami da ogni abitudine di morte, guariscimi...

Signore, manda ancora nella mia vita qualcosa
che mi possa sconvolgere e portare con rinnovata freschezza fino a te.
 Io credo, o Signore, di fronte alla miseria del mondo,
 di fronte alla fragilità dei miei peccati, che tu sei vivo.
Voglio credere di fronte al dolore del mondo che nulla è impossibile a Dio. 
 
Ti prego, Gesù, rimani vivo nel mio cuore e nei gesti della mia vita
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