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domenica 30 gennaio 2011

Le beatitudini

Le beatitudini
Beati i poveri in spirito, di essi è il regno dei ciel
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti perché erediteranno la terra. 
Beati quelli che han fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati. Bea - ti.
Beati i misericordiosi, troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 
Beati i costruttori di pace, saran chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia,
di essi è il regno dei cieli. Bea - ti.Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa,
nei cie - li, nei cie - li. Bea - ti, bea - ti.



Le beatitudini sono il cuore del messaggio di Gesù, per capirle bisogna lasciar parlare il testo.
Innanzitutto Gesù sale sulla montagna e pronuncia il discorso circondato dai dodici e dalle folle: si tratta di una folla venuta da ogni dove, persino dalla decapoli e da oltre il Giordano. Il discorso, quindi, non è rivolto solo ai dodici o al popolo giudaico, ma a tutti.
Certo le beatitudini rimandano a Gesù. Ma quale significato egli vi attribuì? Pensiamo di riassumere il suo pensiero in tre affermazioni.
- Le beatitudini sono una proclamazione messianica, un annuncio che il Regno di Dio è arrivato. I profeti hanno descritto il tempo messianico come il tempo dei poveri, degli affamati, dei perseguitati, degli inutili. Gesù proclama che questo tempo è arrivato. Per i profeti le beatitudini erano al futuro, una speranza. Per Gesù sono al presente: oggi i poveri sono beati.
- C’è un secondo aspetto: con le beatitudini Gesù non solo proclama che il tempo messianico è arrivato, ma proclama che il Regno è arrivato per tutti, che di fronte all’amore di Dio non ci sono i vicini e i lontani, non ci sono emarginati: anzi, coloro che noi abbiamo emarginato sono i primi.
- Infine va detto che Gesù non solo proclamò le beatitudini, ma le ha vissute. Ecco perché la proclamazione delle beatitudini, è preceduta da un’annotazione generale che riassume l’attività di Gesù (4, 23-24): lo circondavano ammalati di ogni genere, sofferenti, indemoniati, epilettici. Ha cercato i poveri e li ha amati, preferiti. Egli fu povero, sofferente, affamato: eppure amato da Dio.
Sta qui il paradosso delle beatitudini: la vita di Cristo dimostra che i poveri sono beati, perché essi sono al centro del regno e perché – contrariamente alle valutazioni comuni – sono essi, i poveri, i crocifissi, che costituiscono la storia della salvezza.
Esaminiamo ore le singole beatitudini.

Beati i poveri. La differenza tra il “povero” di Luca e il “povero nello spirito” di Matteo non cambia nella sostanza. Matteo non intende certamente riferirsi a coloro che, benché ricchi, sono spiritualmente staccati dalle loro ricchezze. Molto probabilmente la frase echeggia Is 61,1 (v. Lc 4,18). Entrambi le beatitudini (di Mt e Lc) designano la classe povera che costituiva la grande maggioranza della popolazione del mondo ellenistico. Il “povero in spirito” di Matteo pone l’accento più che sulla mancanza letterale di ricchezze, sulla bassa condizione dei poveri: la loro povertà non permetteva l’arroganza tipica delle persone ricche, ma imponeva loro un rispetto servile. Sono questi  “poveri nello spirito” che ora sono “beati”.

Beati gli afflitti. Riecheggia in questa beatitudine la situazione descritta in Is 61,1. La beatitudine si riferisce a coloro che non hanno alcuna gioia in questo mondo, e in questo senso essa sarebbe molto vicina e simile alla prima e terza beatitudine. Si intendono qui molto probabilmente coloro che piangono per i mali d’Israele dovuti ai suoi peccati. La loro consolazione consisterà nell’esperienza della salvezza messianica.

Beati i miti. Questi fanno parte della stessa classe dei “poveri in spirito”, che non sono in grado di essere aggressivi. L’ideale della mitezza è descritto in termini concreti in 5, 39-42: “Se uno ti percuote la guancia destra…”. I miti possederanno la terra escatologica d’Israele, recuperata mediante le opere salvifiche di Dio. La frase riecheggia le promesse della terra fatte ai patriarchi dell’A.T.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia. La “giustizia” di cui bisogna aver fame e sete è un termine assai pregnante. In Mt essa designa la condizione di buoni rapporti con Dio, ottenuti con la sottomissione alla sua volontà. Nel giudaismo farisaico si pensava che questa condizione venisse garantita mediante l’osservanza minuziosa della legge secondo i modelli farisaici. Gesù afferma con insistenza che i suoi discepoli devono sforzarsi di attuare qualcosa di più perfetto: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e farisei …” (Mt 5,20).

Beati i misericordiosi. La misericordia è una caratteristica di Dio; Dio è fedele nonostante le infedeltà degli uomini. L’ ideale della misericordia o compassione ricorre spesso in tutti i vangeli. La beatitudine è illustrata dalla parabola del servitore spietato (Mt 18, 23-35). Le due opere di misericordia maggiormente sottolineate in Mt sono l’elemosina e il perdono. La ricompensa della misericordia è di ricevere misericordia.

Beati i puri di cuore. La purezza di cuore è contrapposta alla purezza levitica esteriore ottenuta mediante l’abluzione rituale: è questo un punto di numerose diatribe tra Gesù e i farisei. Ciò che si intende per “purezza di cuore” è spiegato in Mt 5, 13-20 (“Voi siete il sale della terra… La luce del mondo… Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone…). La ricompensa della purezza di cuore è di vedere Dio. Ciò non significa ciò che in teologia è chiamato la “visione beatifica”, ma l’ammissione alla presenza di Dio (v. Mt 18,10: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio”).

Beati gli operatori di pace. Questa parola ebraica “i pacificatori” significa “coloro che compongono i dissidi”. La riconciliazione è un compito spesse volte raccomandato nei vangeli: Mt 5,23-26 “Se presenti la tua offerta all’altare… và prima a riconciliarti”. La ricompensa è  di essere chiamati figli di Dio. E’ questo un titolo attribuito a Israele nell’A.T.; coloro che compongono dissidi sono israeliti autentici.

Beati i perseguitati per la giustizia. La persecuzione subita per amore della giustizia è la persecuzione che viene accettata allo scopo di mantenere i buoni rapporti con Dio mediante la sottomissione alla sua volontà (v. commento a 5,6). In questo ampliamento (5,11-12) della beatitudine Gesù viene identificato con la giustizia. Egli sostituisce la legge quale unico mezzo sicuro per mantenersi in buoni rapporti con Dio. Tale rapporto causerà certamente la persecuzione (descritta in termini dell’esperienza della Chiesa primitiva), ma la ricompensa supererà ogni ricompensa precedente. La Chiesa succede ai profeti che furono perseguitati dal loro stesso popolo. La persecuzione a cui si allude qui è molto probabile l’offensiva scatenata dai giudei contro la comunità cristiana.

venerdì 28 gennaio 2011

Piccolo figlio mio.





Piccolo figlio mio, ti amo.
Ecco, Io vengo a ripetere quanto ho già detto, ma che tu tendi a dimenticare.
Vengo a dirti il mio Amore senza inizio e senza fine, perché sempre sussistente.
Ti amo perché sono Amore.
Ti amo perché sono Misericordia.
Ti amo perché ti ho voluto come figlio.
Ti amo perché voglio amarti come sei oggi.
Ti amo perché tu possa amarmi, ora e per sempre.
Ti amo perché voglio che tu sia felice, ora e per sempre.
Ti amo perché voglio essere felice con te, ora e per sempre.
Ti amo perché voglio che, insieme, noi diventiamo Amore Eterno.
Troppe volte tu pensi di non essere degno del mio Amore e, come logica conseguenza, tendi a rifiutarlo. Tu credi che il mio Amore debba essere guadagnato, ma non è così. Il mio Amore è preveniente e quindi del tutto gratuito. Non sono necessari presunti meriti per godere del mio Amore. Ti ho creato per amarti e perché nel mio Amore tu potessi vivere la gioia senza fine. Ti amo perché esisti ed esisti perché Io da sempre ho voluto amarti e voglio amarti per sempre.
E' proprio perché ti amo che voglio valorizzarti, per mezzo del mio Amore che ti trasforma, fino a completare in te quel capolavoro originale e perfetto, che corrisponde al Progetto che ho su di te fin da prima che tu nascessi. Voglio che tu ti realizzi come figlio e collaboratore mio, perché la tua collaborazione è per me preziosa e insostituibile.

Camminiamo insieme: tu donami la tue debolezze ed Io ti dono la mia Potenza, per vincere i nemici della gioia vera. Sii piccolo e cammina umilmente con Me, il tuo Papà Celeste.
Ancora oggi ti fidi troppo di te stesso e rimani deluso e triste a piangere sui tuoi progetti non riusciti. Non credi forse che il mio Progetto su di te possa essere migliore dei tuoi progetti? Io voglio costruire la tua vita insieme a te e portare a compimento il tuo essere, che è in continua evoluzione. Questo lo voglio fare con te, che sei meravigliosamente libero di vivere insieme a Me, lasciandoti plasmare dal mio Amore, che dissolve le molte contraddizioni che ancora sussistono nella tua vita e che lacerano il tuo cuore. Puoi lasciarti guidare dal mio Santo Spirito, ma puoi anche rifiutare l'Amore che ti offro. Io ti dico che fai le tue scelte continuamente, mettendo te stesso al centro della tua vita, oppure mettendo il tuo Dio. Fai attenzione alle tue scelte, perché in ogni caso avranno le loro conseguenze.
Io sempre ti accolgo e sempre ti perdono per le tue infedeltà. Io sono Amore Eterno.

Non sono sdegnato per i tuoi tradimenti, perchè il mio Amore è infinitamente più grande di quanto oseresti sperare. Lasciati perdonare sempre e impara anche tu a fare altrettanto con il tuo prossimo.
Io sono Gioia Eterna: lasciati plasmare dal mio Amore, per diventare un raggio della mia Gioia infinita. Io sono Luce: lasciati illuminare e porta ovunque la mia Luce, perché si diffonda.
Io sono Pace: lasciati conquistare dalla mia Pace e vivi in essa, per esserne trasmettitore.
Io, con Gesù e lo Spirito Santo, sono il Regno di Dio: quella realtà soprannaturale che cerca dimora nel cuore di tutti gli uomini. Io sto alla porta e busso: aprimi. Meglio ancora sarebbe se mi consegnassi le chiavi di casa (del tuo cuore) perché il Regno della gioia prenda possesso del tuo essere e per sempre con la tua attiva collaborazione. Sii umile e perseverante.

Voglio che tu partecipi della nostra Gioia, perché sei un figlio della Gioia, della Pace e dell'Amore. Voglio che tu realizzi appieno la tua vocazione: l'amore.
Piccolo figlio mio, ti amo. Lasciati amare oggi e sempre.
Dio, tuo Padre


























mercoledì 26 gennaio 2011

Il giorno della memoria "La Shoah "



27 gennaio: il Giorno della Memoria. Per sapere, per non dimenticare e per scegliere la giustizia, la tolleranza e la pace. "Shoah" è un termine ebraico che significa "annientamento", "sterminio".
Esso si riferisce ad una delle più vergognose vicende della storia umana, quando i regimi dittatoriali nazi-fascisti, poco più di sessant'anni fa, stabilirono, attraverso leggi razziali, di far arrestare tutti gli Ebrei e di rinchiuderli nei campi di lavoro forzato e di sterminio, per eliminare del tutto la loro "razza", ritenuta inferiore.
La stessa sorte toccò agli zingari, agli slavi, agli handicappati, ai neri, e a tutti coloro che, secondo i nazisti e i fascisti, non appartenevano alla razza bianca ariana, considerata superiore e pura.



Oggi a noi può sembrare impossibile e incredibile che possano essere successi quei fatti e che donne, uomini e bambini di un intero popolo siano stati perseguitati, torturati e uccisi nei campi di concentramento e nelle camere a gas: ma è tutto tragicamente vero e ogni uomo appena ragionevole si vergogna ancora oggi di quello che successe.
E non dobbiamo pensare che i nazisti e i fascisti fossero tutti dei pazzi: sarebbe troppo facile liquidare lo sterminio accusando uno o due pazzi responsabili. I loro capi erano persone istruite e di normale intelligenza: sapevano quello che avevano deciso di fare. Lo sapeva Hitler e chi stava al suo fianco, lo sapeva Mussolini e il re d'Italia che firmarono le leggi razziali per perseguitare gli Ebrei italiani. Lo sapevano tutti coloro che obbedirono a quelle leggi sbagliate e crudeli.

Il "GIORNO DELLA MEMORIA" che viene celebrato ogni 27 gennaio, nella nazione e nelle scuole, serve proprio a non dimenticare le sofferenze di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.

Ma la strada verso la giustizia e la pace è ancora lunga: basta guardare a quante guerre e persecuzioni sono ancora in atto in ogni continente del mondo. Occorre proprio l'impegno di tutti noi.

Disse Primo Levi a proposito di Anna Frank:
"Una singola Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, la cui immagine è rimasta nell’ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere".


Dal web. 



La preghiera di papa Giovanni Paolo II al muro del pianto

"Dio dei nostri padri, 
tu hai scelto Abramo e i suoi discendenti
per portare il tuo Nome fra i popoli.


Siamo profondamente rattristati per il comportamento di coloro
che nel corso della storia hanno provocato sofferenze a questi tuoi figli
e chiedendo il Tuo perdono vogliamo impegnarci
in una fratellanza sincera con il popolo dell'Alleanza"

martedì 25 gennaio 2011

MESSAGGIO DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE DEL 25 GENNAIO 2011




"Cari figli! Anche oggi sono con voi e vi guardo,
vi benedico e non perdo la speranza
che questo mondo cambierà in bene
e che la pace regnerà nei cuori degli uomini.
 La gioia regnerà nel mondo
perché vi siete aperti
alla mia chiamata e all’amore di Dio.
Lo Spirito Santo cambia
la moltitudine di coloro che hanno detto si.
 Perciò desidero dirvi:
grazie per aver risposto alla mia chiamata.”



Fonte:
http://www.medjugorje.hr/

venerdì 21 gennaio 2011

L'alfabeto di DIO


L'alfabeto di DIO

A – Anche se non sei corrisposto, ama lo stesso, mi somiglierai.

B – Benedici sempre, perché tu sei una benedizione di Dio.

C – Chiamami Padre, solo così potrai chiamare tutti gli altri fratelli.

D – Dona con gioia. I musi lunghi sono figli delle tenebre.

E – Esci dal guscio del tuo egoismo: troverai un mondo che ti aspetta.

F – Fa' della tua vita una sinfonia di gioia; darai frutti saporiti.

G – Gira l'ago della tua calamita sempre dove ti porta il cuore: sempre e solo a Dio.

H – Hai un dono straordinario, per cui mi assomigli: l'amore; sfruttalo con gioia.

I – Intorno a te c'è tanta morte, odio e tenebre; ma tu sii sole che illumina e riscalda.

L – La terra non è la tua patria. Sei di terra, ma hai la mia vita: guarda allora in alto.

M – Metti la tua vita nel cuore di mio Figlio e di Maria: sarai dono d'amore.

N – Non permettere che il maligno deturpi la tua libertà. Aggrappati a me e sarai libero.

O – Odia il peccato, ma ama il peccatore: impara a perdonare e ama chi sbaglia, lo conquisterai.

P – Porta la pace di Dio col tuo sorriso: c'è bisogno di un raggio di sole e luce negli occhi.

Q – Quadro stupendo ti ho dipinto col sangue dell'Agnello; sei il mio capolavoro.

R – Resta un po' con me, figlio, quando si fa sera: io ti guardo e tu mi guardi ed è pace.

S – Senza il tuo mattone, la costruzione è vuota. Sii strumento docile nelle mie mani.

 
T – Tutto ho messo nelle tue mani, sei il signore della natura: conservala senza macchia.

U – Unisci cuore e mente: con la mente progetti, ma è col cuore che salvi e realizzi.

V – Vuoi essere felice? Sgombra tutto ciò che ti impedisce di volare e sciogli le vele.

Z – Zaino di Eucaristia, preghiera e servizio sarà il tuo compagno di viaggio: farai miracoli.
 

giovedì 20 gennaio 2011

Scopri l'amore





Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa' bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
e vivi nella luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo.

(Mahatma Gandhi)

mercoledì 19 gennaio 2011

preghiera per l'unità dei cristiani





__,_._,___
In Cristo il mondo è riconciliato con Dio che ci affida il messaggio di riconciliazione. Quali ambasciatori dell'opera riconciliatrice di Cristo, eleviamo a Dio le nostre invocazioni.


Quando preghiamo insieme secondo le nostre diverse tradizioni,
- O Unico Santo, che ci rendi uno, rendi visibile la nostra unità e risana il mondo.



Quando leggiamo la Bibbia insieme, nella diversità di lingue e contesti,
- O Unico Rivelatore, che ci rendi uno, rendi visibile la nostra unità e risana il mondo.



Quando stabiliamo relazioni di amicizia fra ebrei, cristiani e musulmani, quando abbattiamo il muro di indifferenza e di odio,
- O Unico Ricco di misericordia, che ci rendi uno, rendi visibile la nostra unità e risana il mondo.


Quando operiamo per la giustizia e la solidarietà, quando ci lasciamo alle spalle la paura e andiamo verso la fiducia,
- O Unico e Potente, che ci rendi uno, rendi visibile la nostra unità e risana il mondo.


Dove c'è sofferenza a motivo della guerra e della violenza, dell'ingiustizia e delle diseguaglianze, delle malattie e del pregiudizio, della povertà e della disperazione, che ci avvicina alla croce di Cristo e gli uni agli altri,
– O Unico Trafitto, che ci rendi uno, rendi visibile la nostra unità e risana il mondo.




Insieme ai cristiani della Terra Santa, anche noi siamo testimoni della nascita di Gesù Cristo a Betlemme, del suo ministero in Galilea, della sua morte e resurrezione, e della discesa dello Spirito Santo a Gerusalemme; quando invochiamo la pace e la giustizia per tutti, nella certa e salda speranza del tuo regno che viene,
- O Unico Trino, che ci rendi uno, rendi visibile la nostra unità e risana il mondo.


Preghiamo con le parole che Gesù ci ha insegnato:

- Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà
come in cielo anche in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non indurci in tentazione
ma liberaci dal Male.
Tuo è il regno, la potenza e la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

sabato 15 gennaio 2011

Un racconto sull' amore...... per riflettere

 



C’era una volta un’isola, dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini: il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere, incluso l'Amore.
Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l’isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro barche e partirono, solo l’Amore volle aspettare fino all'ultimo momento.
Quando l’isola fu sul punto di sprofondare, l’Amore decise di chiedere aiuto.

La Ricchezza passò vicino all'Amore su una lussuosissima barca e l’Amore le disse: “Ricchezza, mi puoi portare con te?”. “Non posso, c'é molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te”.

L'Amore allora decise di chiedere all’Orgoglio, che stava passando su un magnifico vascello:

“Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?”. “Non ti posso aiutare, Amore” -rispose l'Orgoglio- “qui é tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca”.

Allora l’Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto: “Tristezza ti prego, lasciami venire con te”. “Oh Amore” -rispose la Tristezza- “sono così triste che ho bisogno di stare da sola”.

Anche il Buon Umore passò di fianco all’Amore, ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando. All'improvviso, una voce disse: “Vieni Amore, ti prendo con me”. Era un vecchio che aveva parlato. L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia, che dimenticò di chiedere il nome al vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò.

L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere: “Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato?”. “E' stato il Tempo” rispose il Sapere. “Il Tempo?” -si interrogò l'Amore- “Perché mai il Tempo mi ha aiutato?”. Il Sapere pieno di saggezza rispose: “Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto l'Amore sia importante nella vita”.


Dal web

venerdì 14 gennaio 2011

L’AMICO FEDELE



 
L’amico fedele
del mio cuore inquieto
sei solo tu,
Gesù!

Lungo le strade
del duro pellegrinaggio
solo tu, Gesù,
mi dai coraggio.

Quelli che per il mondo
sono uno straccio,
solo tu, Gesù,
li prendi in braccio.

Quando di te
sento nostalgia
ti posso incontrare
nell’eucaristia.

Il tuo amore, Gesù,
è così forte
che resisterà
oltre la morte.

Il Cuore Immacolato
della Vergine Maria
al Cuore del Figlio
indica la via.

Tutti i cuori uniti
in un unico Cuore
doneranno al mondo
la civiltà dell’amore

La Parrocchia Sottomarina ( P.Livio)
Radio Maria


mercoledì 12 gennaio 2011

Non importa.


L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico,
Non importa, amalo.
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici,
Non importa, fa il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici,
Non importa, realizzali.

Il bene che fai, verrà domani dimenticato,
Non importa, fa il bene.
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile,
Non importa, sii franco e onesto.
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo,
Non importa, costruisci.
Se aiuti la gente, se ne risentirà,
Non importa, aiutala.
Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci,
Non importa, dà il meglio di te.

Madre Teresa

martedì 11 gennaio 2011

Il tuo volto, o Signore!


Il tuo volto, o Signore!


Lo sguardo tuo sereno
e mite incantò l'anima mia,
che cosa potrò dirti
in cambio, Signore,
quale lode ti potrò offrire?

Tu dai la grazia
perché l'anima bruci
incessantemente d'amore
e non conosca riposo,
né giorno né notte.

In te solo trovo riposo,
il tuo ricordo riscalda l'anima.
Ti cerco. Ti perdo.
Mostrami il tuo volto,
desiderato giorno e notte.

Signore, fa' che io ami te solo!
(Silvano del Monte Athos)

lunedì 10 gennaio 2011

IL FRUTTO DEL SILENZIO E’ LA PREGHIERA.



IL FRUTTO DEL SILENZIO E’ LA PREGHIERA.[…]

Comincio sempre la mia preghiera in silenzio, perché è nel silenzio del cuore che Dio parla. Dio è amico del silenzio: dobbiamo ascoltare Dio perché ciò che conta non è quello che diciamo noi, ma quello che Egli dice a noi e attraverso di noi.

La preghiera alimenta l’anima: essa sta all’anima come il sangue sta al corpo, e porta più vicini a Dio. Dona inoltre un cuore limpido e puro. Un cuore limpido può vedere Dio, può parlare a Dio e può vedere l’amore di Dio negli altri. Quando hai un cuore limpido, vuol dire che sei aperto e onesto con Dio, che non Gli stai nascondendo nulla, e ciò consente a Lui di prendere da te quello che vuole. […]

Esiste un solo Dio ed Egli è il Dio di tutti. E’ importante, dunque, che ognuno venga considerato uguale davanti a Lui. Ho sempre detto che dovremmo aiutare un hindu a diventare un hindu migliore, un musulmano migliore, un cattolico a diventare un cattolico migliore.


IL FRUTTO DELLA PREGHIERA E’ LA FEDE
Dio è ovunque e in ogni cosa e senza di Lui non possiamo esistere. Io non ho mai dubitato dell’esistenza di Dio, nemmeno per un momento, ma so che talune persone sono dubbiose. Se non credi in Dio, puoi aiutare gli altri facendo opere d’amore, e i frutti di queste opere saranno le grazie che entrano nella tua anima. Comincerai allora, lentamente, ad aprirti e a desiderare la gioia di amare Dio. […]

Siamo tutti capaci di fare il bene e il male. Non siamo nati cattivi: ognuno ha dentro qualcosa di buono. Alcuni lo nascondono, altri lo trascurano, ma c’è. Dio ci ha creati per amare ed essere amati, e la prova a cui Dio ci sottopone sta nel vedere se scegliamo una strada o l’altra. Qualsiasi negligenza nell’amare può indurre a dire «si» al male, e quando ciò avviene, non abbiamo idea di quanto si possa diffondere. Questo è triste. Se qualcuno sceglie il male, si erge un ostacolo tra quella persona e Dio: e chi è gravato da quel fardello non riesce più a vedere Dio chiaramente. Ecco perché dobbiamo evitare qualsiasi tipo di tentazione che ci distruggerà. La preghiera ci dà la forza per sconfiggere le tentazioni: se siamo vicini a Dio diffondiamo gioia e amore su chiunque sia intorno a noi.

Se il male si impossessa di qualcuno, questi, a sua volta può diffondere il male intorno a sé. Se siamo vicini a persone di questo tipo, dobbiamo provare ad aiutarle, e mostrare loro che anch’esse stanno a cuore a Dio. Prega intensamente per favorire il loro riavvicinamento alla preghiera, di modo che possano vedere ancora Dio in se stesse, per poterLo poi vedere negli altri. È questo che aiuta la persona cattiva, perché tutti, indistintamente, sono stati creati dalla stessa mano amorevole. L’amore di Cristo è sempre più forte del male nel mondo, e dunque abbiamo bisogno di amare e di essere amati: è tanto semplice. Non dovrebbe essere una conquista così dura. […]


IL FRUTTO DELLA FEDE E’ L’AMORE
La peggiore malattia dell’Occidente oggi non è la tubercolosi o la lebbra, ma è il non sentirsi desiderati né amati, il sentirsi abbandonati. La medicina può guarire le malattie del corpo, ma l’unica cura per la solitudine, la disperazione e la mancanza di prospettive è l’amore. Vi sono molte persone al mondo che muoiono per un pezzo di pane, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza d’amore. E la povertà in Occidente assume forme nuove: non è solo solitudine, ma anche povertà spirituale. Vi è fame d’amore, e vi è fame di Dio. […]

L’amore non è accondiscendente, e la carità non ha nulla a che vedere con la pietà: è amore. Carità e amore sono la stessa cosa. Con la carità dai amore: perciò non limitarti a dare denaro, ma invece tendi la mano. […]

L’amore non ha senso se non viene condiviso. L’amore deve venire posto all’opera. Devi amare senza aspettative, fare qualche cosa per l’amore fine a se stesso, non per quello che ne potrai ricevere in cambio. Se ti attendi qualche forma di ricompensa, non è amore: l’amore vero è amare senza condizioni e senza aspettative. […]

Ciò che conta non è quanto fai, ma quanto amore metti in ciò che fai e condividi con gli altri. Cerca di non giudicare gli altri. Se giudichi gli altri, non stai dando nessun amore. Piuttosto, cerca di aiutarli comprendendo quali sono le loro esigenze e agendo per farvi fronte. […]

Dobbiamo crescere nell’amore, e per farlo dobbiamo continuare ad amare e amare e a dare e dare finché non ci fa male – come ha fatto Gesù. Fare cose ordinarie con straordinario amore: piccole cose, come assistere i malati e i senzatetto, chi è solo o non è stato desiderato, lavare e pulire per loro.

Devi dare ciò che ti costa qualcosa. Quindi, non significa solo donare ciò di cui puoi fare a meno, ma ciò di cui non puoi fare a meno o di cui non vorresti fare a meno, qualcosa che ti piaccia davvero. Allora il tuo dono diviene un sacrificio, che avrà valore davanti a Dio. Qualsiasi sacrificio è utile se viene fatto con amore.

Anche questo dare finché non ti fa male – questo sacrificio – fa parte di quello che io chiamo amore in azione. […]

La parola d’ordine dei primi cristiani era «gioia», e dunque continuiamo a servire il Signore con gioia. […]

La gioia è amore, la gioia è preghiera, la gioia è forza. Dio ama chi dà con gioia; se tu dai con gioia, dai sempre di più. Un cuore allegro è il risultato di un cuore ardente d’amore.

Le opere d’amore sono sempre opere di gioia. Non abbiamo bisogno di cercare la felicità: se possediamo l’amore per gli altri, ci verrà data. È il dono di Dio.


IL FRUTTO DELL’AMORE È IL SERVIZIO.[…]

La preghiera attiva è amore, e l’amore attivo è il servizio. Cerca in ogni momento di dare incondizionatamente qualsiasi cosa di cui una persona abbia bisogno. L’importante è fare qualche cosa (per quanto piccola) e dimostrare con le proprie azioni, donando il proprio tempo, che si vuol bene. A volte vorrà dire impegnarsi in un lavoro fisico (come facciamo nelle nostre Case per i malati e i moribondi), altre volte offrire sostegno spirituale a chi se ne sta sempre chiuso in casa. Se un malato vuole medicine, dagli medicine, se ha bisogno di conforto, confortalo.

Siamo tutti figli di Dio, perciò è importante condividere i Suoi doni. […]

Il nostro lavoro è costante, le nostre Case sono piene. I problemi dei poveri continuano, e quindi continua il nostro lavoro. Eppure tutti, non solo i Missionari della Carità, possono fare qualcosa di buono per Dio andando incontro ai poveri dei loro paesi. Non vedo alcuna esitazione ad aiutare gli altri, vedo solo gente piena d’amore di Dio che vuole compiere opere d’amore. È questo il futuro – questo è il desiderio di Dio, che noi dobbiamo servire per mezzo dell’amore nell’azione, e dobbiamo lasciarci ispirare dallo Spirito Santo ad agire quando vi siamo chiamati.

Non saremmo in grado di svolgere il nostro lavoro senza i volontari. Vengono da molte esperienze, culture e fedi diverse, ma noi chiediamo loro solo di essere in grado di dare amore e tempo agli altri.


IL FRUTTO DEL SERVIZIO È LA PACE.
Le opere dell’amore sono sempre opere di pace. Ogni volta che dividerai il tuo amore con gli altri, ti accorgerai della pace che giunge a te e a loro. Dove c’è pace c’è Dio; è così che Dio tocca le nostre vite e mostra il Suo amore per noi, riversando pace e gioia nei nostri cuori. […]

Abbiamo diritto di vivere felici e in pace. Siamo stati creati per questo – per essere felici- e possiamo trovare la vera felicità e la vera pace solo quando siamo in un rapporto d’amore con Dio: vi è gioia nell’amare Dio, vi è grande felicità nell’amarLo. Molti pensano, specie in Occidente, che il denaro renda felici. Io penso invece sia più difficile essere felice se sei ricco, perché ti è più difficile vedere Dio: hai troppe altre cose a cui pensare . Se tuttavia Dio ti ha dato il dono della ricchezza, allora usala per i Suoi scopi:aiutare gli altri, aiutare i poveri, creare posti di lavoro, dare lavoro agli altri. Non sprecare la tua ricchezza: anche avere cibo, una casa, dignità, libertà, salute e istruzione sono tutti doni di Dio, ed è questo il motivo per cui dobbiamo aiutare chi è meno fortunato di noi. […]

È soltanto Dio che ha il potere di donare e di togliere: condividi dunque tutto ciò che ti è stato dato, compreso te stesso. […]

Tratto dal libro di Madre Teresa con Lucinda Vardey: "
Il cammino semplice "

Milano Oscar Mondadori 2001

Perché i buoni soffrono?






Non più tardi di ieri l'altro, il signor N. N. mi ha posto la seguente domanda: "Di solito i buoni soffrono, mentre il più delle volte i cattivi se la passano abbastanza bene. Dove sta la giustizia?".
"Iddio è infinitamente giusto, non è vero?".
"Si, certo".
"Altrimenti non sarebbe Dio. Di conseguenza, Egli deve ricompensare ogni buona azione e punire ogni azione cattiva. Nessuna azione, nessuna parola, nessun pensiero sfuggirà al Suo giudizio. Attualmente, però, esiste forse al mondo una persona, sia pure la peggiore di tutte, che non faccia mai nulla di buono?".
"Non esiste di certo".
"Ebbene, almeno qualche volta ognuno compie bene il proprio dovere, oppure dimostra pietà verso il suo prossimo, oppure riesce a fare almeno qualche altra cosa buona. Ebbene, se quest'uomo sarà vissuto talmente male da meritare, dopo la morte, l'inferno, quando sarà che Dio lo ricompenserà di quel poco di bene che avrà fatto?… Quando?…".
"Nell'altro mondo".
"Ma al di là lo attende solo l'inferno".
"Allora in questo…".
"Inoltre, esiste forse una persona, sia pure la migliore di tutte, che non abbia mai fatto alcunché di male?".
"Neppure una persona simile esiste".
"Ed è vero, poiché anche 'il giusto cade sette volte' (Pr 24, 16) al giorno. Perciò, se Dio vuole abbreviargli il purgatorio o concedergli subito il paradiso, dove avrà luogo il 'saldo dei conti'?".
"Ah! dev'essere proprio così…".
"Iddio manifesta un amore particolare proprio verso coloro che punisce già in questo mondo, poiché nel purgatorio vi è soltanto una lunga e pesante punizione, mentre se accettiamo volontariamente le croci in questo mondo, ci meritiamo una gloria ancora maggiore in paradiso; di qui pure il proverbio: Dio ama colui che Egli percuote".
Non sono affatto da invidiare, quindi, le persone cattive che godono una vita felice; costoro, anzi, dovrebbero temere fortemente che questo fatto possa essere già la ricompensa per quel poco di bene da essi operato.

Santa giornata a tutti sotto il Manto dell'Immacolata!

Massimiliano M. Kolbe

giovedì 6 gennaio 2011

PREGHIERA DI LIBERTÀ


Chiediamo a MARIA IMMACOLATA di farsi MEDIATRICE fra noi e il Suo FIGLIO GESÙ affinché con la POTENZA del SUO SANGUE , ci liberi. "Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi, state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù" (Galati 5,1)





Padre Celeste,
Tu sei il mio Rifugio e la mia Roccia di salvezza.
Tu sei saldamente in controllo di tutto ciò che accade nella mia vita.
Io sono il Tuo servo e porto il Tuo Nome. Grazie per avermi donato l'elmo della salvezza; la mia identità
nel Tuo Figlio Gesù è sicura. Niente potrà mai separarmi dal Tuo Amore.
 Grazie, perché perdoni i miei peccati e cancelli la mia colpa.
Io indosso ora la Tua Corazza della giustizia.

 Spirito Santo ricerca dentro di me e
porta alla luce ogni strategia delle tenebre che sia diretta contro di me.
Io imbraccio lo scudo della fede per stare ben saldo nella Parola di Dio, che mi assicura che:
"...Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv. 3,8)





Perciò, Padre Santo, nel Nome Glorioso del Tuo Figlio Unigenito, Gesù Cristo, per l'autorità che mi proviene dal mio Battesimo IO RINUNCIO a ogni opera del maligno di qualsiasi origine essa sia, occulta, medianica, o di stregoneria.
E con la fede che Tu Padre, mi hai donato, proclamo che ogni sua opera nella mia vita sia distrutta.
Gesù, mio Signore e Salvatore, Tu hai trionfato su di lui nel deserto, sulla Croce, e nel sepolcro e con la Tua gloriosa Risurrezione, lo hai vinto per sempre sigillando così la sua fine e il suo destino.


In Te, anch'io trionfo su di lui, con la potenza del Tuo Santo Nome, davanti al quale: "ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, in terra e sotto terra" (Fil 2,10)
Con la forza che mi proviene da Te o Signore, io resisto e mi oppongo a tutti gli sforzi del maligno di opprimermi, affliggermi o ingannarmi e voglio lottare energicamente contro il suo sforzo di rubarmi la gioia ed il frutto della mia salvezza.

Con la potenza del Tuo Preziosissimo Sangue versato per me sul Calvario, io Ti chiedo di allontanare da me tutte le potenze delle tenebre che mi attaccano, o che mi circondano e di ordinare loro di andarsene adesso da me, dove Tu o Signore vorrai affinché non tornino più. Grazie Signore Gesù!




RINUNCE
Nel nome di Gesù Cristo, in virtù del mio Battesimo e per l'intercessione della Beata Vergine Maria, io rinuncio ad ogni spirito di medianità e ad ogni legame medianico che proviene dai miei antenati, o dalle mie stesse libertà traviate, in particolare da... e mi consegno totalmente a Gesù mio Signore e Salvatore.


Nel Nome di Gesù Cristo, in virtù del mio Battesimo e per l'intercessione della Beata Vergine Maria, io rinuncio a qualsiasi maleficio legato al mio fisico, alla mia anima, alla mia mente, che tocca me, la mia famiglia, il mio matrimonio. Padre metto questa mia rinuncia e la mia vita, sotto la Tua Santa Protezione e la cura del Tuo Amore tenerissimo e fedele.

O Gesù, Signore mio e Dio mio, mio Dio e mio Tutto, che con il sacrificio della Croce ci hai redenti e hai sconfitto il potere di satana, Ti prego di liberarmi da ogni presenza malefica e da ogni sua influenza. Te lo chiedo per la Potenza del Tuo Nome, per la Potenza delle Tue Sante Piaghe, per la Potenza del Tuo Sangue, per la Potenza della Tua Croce.

Te lo chiedo accompagnato dall'intercessione di Maria Tua e mia Madre, Immacolata e Addolorata. Il Sangue e l'Acqua che scaturiscono dal Tuo Costato, scendano su di me per purificarmi, liberarmi illuminarmi affinché rimanga lontano dal peccato, e guarirmi. Amen. Amen. Amen.
 

Preghiera ai Santi Magi


O Santi Magi che viveste in continua attesa della stella di Giacobbe che
doveva ammirare la nascita del vero Sole di giustizia, otteneteci la grazia
di vivere sempre nella speranza di veder spuntare su di noi il giorno della
verità, la beatitudine dei Paradiso.


O Santi Magi che al primo brillare della stella miracolosa abbandonaste i
vostri paesi per andare in cerca dei Re dei Giudei appena nato, otteneteci
la grazia di corrispondere prontamente come voi a tutte le ispirazioni
divine.

O Santi Magi che non temeste i rigori delle stagioni, la scomodità dei
viaggio per trovare il Messia appena nato, otteneteci la grazia di non
lasciarci mai intimorire dalle difficoltà che incontreremo sulla via della
Salvezza.

O Santi Magi che abbandonati dalla stella nella città di Gerusalemme,
ricorreste con umiltà a chiunque potesse darvi notizie certe del luogo ove
si trovava l'oggetto delle vostre ricerche, otteneteci dal Signore la grazia
che in tutti i dubbi, in tutte le incertezze, noi ricorriamo umilmente a Lui
con fiducia.

O Santi Magi che inaspettatamente foste consolati dalla ricomparsa della
stella, vostra guida, otteneteci dal Signore la grazia che rimanendo fedeli
a Dio in tutte le prove, dispiaceri, dolori, meritiamo di essere consolati
in questa vita e salvati nell'eternità.

O Santi Magi che entrati pieni di fede nella stalla di Betlemme vi
prostraste a terra in adorazione dei Bambino Gesù, anche se circondato da
povertà e debolezza, otteneteci dal Signore la grazia di ravvivare sempre la
nostra fede quando entriamo nella sua casa, al fine di presentarci a Dio con
il rispetto dovuto alla grandezza della sua Maestà.

O Santi Magi che offrendo a Gesù Cristo oro, incenso e mirra, lo
riconosceste come Re, come Dio e come uomo, otteneteci dal Signore la grazia
di non presentarci con le mani vuote davanti a Lui, ma che anzi possiamo
offrire l'oro della carità, l'incenso della preghiera e la mirra della
penitenza, perché anche noi possiamo degnamente adorarlo.

O Santi Magi che avvisati in sogno di non ritornare da Erode vi avviaste
subito per un'altra strada verso la vostra patria, otteneteci dal Signore la
grazia che dopo esserci riconciliati con Lui nei Santi Sacramenti viviamo
lontani da tutto quello che potrebbe essere per noi occasione di peccato.

O Santi Magi che attratti a Betlemme dallo splendore della stella giungeste
da lontano guidati dalla fede, siate simbolo per tutti gli uomini, affinché
scelgano la luce di Cristo rinunciando ai miraggi dei mondo, alle lusinghe
dei piaceri della carne, al demonio ed alle sue suggestioni e possano così
meritare la visione beatifica di Dio.

"Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore
brilla sopra di te" (Is 60,1).

Dal Web

Santa Epifania nella Pace, nella Luce, nella Gioia del Signore
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