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sabato 15 giugno 2013

15- GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

136-2252

GIORNO XV.

I. Divine predilezioni del Cuore di Gesù.

- Fino dalla più tenera infanzia fu la Santa oggetto delle predilezioni meravi­gliose di nostro Signore, come ella racconta in queste parole: « Riguarda, figliuola mia, disse Gesù, se tu puoi trovare un padre fe­rito d' amore per l'unigenito suo, il quale siasi preso a cuore di dargli tanti segni del suo amore quanti a te ne ho io dato del mio.

« Io ho scelta l'anima tua per mia sposa e noi ci siamo impromessi quando per mia ispirazione tu mi hai fatto il voto di castità, prima che il mondo avesse parte nel tuo cuore, volendolo io puro di terrene affe­zioni. E per conservarlo a me, tolsi via tutta la malizia di tua volontà e ti affidai alle cure della mia santa Madre, a fine che ella ti venisse perfezionando secondo i miei disegni.

Io mi son fatto tuo padre, tuo maestro e tua guida fin dai più teneri anni, porgen­doti prove continue dell'amore del mio di­vin Cuore, nel quale appunto ho stabilito la presente e la eterna tua dimora. Ma per maggior sicurtà, dimmi quale prova più forte tu brami dell'amor mio, io te la darò. « Conserva in purità il tempio del Si­gnore, perchè dovunque esso sia, Dio l'as­sisterà con una speciale presenza di pro­tezione e di amore. Io ti sono al governo, a cui tu devi del tutto abbandonarti, senza cura nè pensiero di te; poiché tu non man­cherai di aiuto, se non quando il mio Cuore mancherà di potenza; e sarà mia cura di ricompensare o castigar tutto quello che per altri ti sarà fatto. Così penserò io a coloro che avranno fiducia nelle tue pre­ghiere, a fine che tu ti occupi tutta e ti spenda nel mio amore.

Ho stabilito il mio regno di pace nel­l'anima tua; nessuno lo potrà turbare; e quello dell'amor mio nel tuo cuore ti darà una gioia che nessuno ti potrà togliere.

Cosi prevenuta dai favori divini, la San­ta insegna pure a noi il secreto di renderci oggetto delle predilezioni del sacro Cuore.

« L'anima che sarà più umile e più di­spregiata sarà più innanzi in quel divin Cuore. La più spogliata e nuda di tutto possederà lui di vantaggio. La più mortifi­cata ne sarà la più accarezzata. La più obbediente lo farà trionfare. La più caritatevole ne sarà la più amata. La più silen­ziosa ne sarà la meglio ammaestrata ».

II. La più umile e più dispregiata sarà più innanzi nel Cuore divino

- « Non avvi che il cuore umile il quale sia in grado di penetrare nel sacro Cuor di Gesù, di conversare con lui, di amarlo ed esserne riamato. Il Cuore divino del Signor nostro sovrano è sorgente inesauribile, che brama solo di spandersi nei cuori umili, vuoti, non attaccati a niente, per essere pronti sempre di sacrificarsi al buon pia­cere di lui, ne costi quanto vogliasi alla natura.

« Il Cuor di Gesù gusta di essere ser­vito dai piccoli ed umili di cuore, e dà grandi benedizioni alle loro fatiche. Egli pur si compiace nelle anime annientate che sono tutte in lui, ed in lui trovano tutto, quando non sono più niente in se mede­sime.

« Allorchè voi sarete nell' umiliazione, rallegratevi, perchè allora entrerete molto avanti nelle buone grazie del sacro Cuore. Abbracciate amorosamente tutto quello che più vi umilierà ed annienterà, come l'aiuto più acconcio a far trionfare il dolce e amabile Cuore di Gesù, ed a far regnare alla sua volta il vostro nel suo. Io stimo esservi fatto da lui un favor singolare in darvi la cognizione e 1' amor della vostra abbiezione, mentre non si dà nulla di più efficace per entrare e conservarsi nell'ami­cizia del sacro Cuore; è come un'acqua cordiale, valevole a dare all'anima vostra la vita della grazia, e quella del puro amore al cuor vostro ed a tutte le vostre buone azioni. In una parola, è la virtù del sacro Cuore di Gesù, il quale non abbassa la sua grandezza in noi, se non a misura che ritrovaci annientati nell'amore della nostra picciolezza; e vuol prendersi cura di elevar­ci alla unione con lui a misura che que­santa virtù ci disunirà per affezione da tutto quello che' abbia appariscenza innanzi la creatura e dentro di noi.

« Dio mio, che gran tesoro è 1' amore alla bassezza ed alla nostra propria abie­zione! Che non dovremmo fare e patire per giungere a possederlo? perocchè 1' anima che ne gode è come in sicurezza, e non le può mancar nulla, mentre l'Onnipossente trova il suo piacere in lei. « Riguardate questa via umile come la vera da lui tracciatavi, e la più spedita per arrivare a lui. E di che temete in una via tanto sicura quanto è quella delle umilia­zioni, la migliore delle quali è quella di cui non ci accorgiamo? Dacchè l'umiltà questo ha di proprio, ch' ella svanisce tosto che altri la scorga in sè medesimo ».

Alle quali parole può servire di prova un esempio tolto dalla vita della Beata. La vigilia della Visitazione, racconta ella di sè, dopo molti inutili sforzi per can­tare all' Invitatorio e seguire il coro nella salmodia, al primo versetto del Te Deum mi sentii tutta compresa da tale potenza, a cui tutte le mie tosto si applicarono in ispirito di omaggio e di adorazione. Ed avendo io le braccia incrociate dentro le maniche della veste, una divina luce venne a posarvisi in forma d'un fanciullino, o piuttosto di un sole smagliante, il che mi fece dire: O mio Signore, e mio Dio, per quale eccesso di amore abbassate voi così la vostra grandezza? - Vengo a chiederti, figliuola mia, perchè mi dica tu sì spesso di non avvicinarmi a te: - Lo sapete, o mio Sovrano, che io non son degna di av­vicinarmi a voi, e molto meno di toccarvi. - Intendi però che quanto più ti ritrai tu nel tuo niente, tanto più la mia grandezza si abbassa per ritrovarti. - Ma temendo io che potesse essere un angelo di Satana, gli feci questa domanda: Se siete voi o Dio mio, fate dunque che io canti le vostre lodi. Nello stesso punto mi sentii la voce libera e più forte che mai. Così seguitai colle altre il Te Deum, e il rimanente del­1' ufficio, senza che mi vi rendessero meno attenta le carezze onde la bontà di lui si degnò onorarmi. Solamente io sentiva tutto il mio interno come potentemente legato a quella divina presenza ed occupato ad ono­rarla. Al fine egli mi disse: Ho voluto pro­vare il motivo per cui tu recitavi le mie laudi; che se tu anche solo un momento ti fossi tenuta meno attenta in recitarle, io mi sarei dipartito.

« Tutto questo rimase in me così forte­mente impresso, che toltomi dagli occhi il sonno, mi fece tuttavia parere la notte assai breve ».

« III. La piú spoglia e nuda di tutto lo possederà di vantaggio.

- « Solo nel perfetto spogliamento di te stesso e di quanto non è Dio troverai la vera pace e la perfetta felicità perchè non avendo niente, tu avrai tutto nel sacro Cuore di Gesù.

Sii povero di tutto; ed il sacro Cuore ti arricchirà; vuotati di tutto, ed egli ti riempirà: obblia te stessa, abbandonati a lui, ed egli si prenderà pensiero e cura di te. Io non posso dire altra cosa, fuorchè l'annientamento di te eleveratti all’unione del tuo sommo Bene; e dimenticandoti di te, possederai lui; ed abbandonandoti a lui, egli possederà te.

«E qual bene maggiore del non essere più niente al mondo e a noi, per essere posseduti da lui e non possedere che lui solo? »

IV. Aspirazioni al sacro Cuore di Gesù.

- Vi adoro, Cuore caritatevole, operate in me.

Vi adoro, Cuore misericordioso, rispon­dete per me.

Vi adoro, Cuore umilissimo, riposate in me.

Vi adoro Cuore sapientissimo, soppor­tate me.

Vi adoro, Cuore fedelissimo, pregate per me.

Vi adoro, Cuore ammirabile e degnissi­mo, benedite me.

Vi adoro, Cuore desiderabile e bellissi­mo, rapitemi.

Vi adoro, Cuore illustre e perfettissimo, nobilitatemi.

Vi adoro, Cuore sacrato balsamo pre­zioso, conservatemi.

Vi adoro, Cuore di Gesù esemplare di perfezione, rischiaratemi.

Vi adoro, Cuore divino origine di ogni bene, fortificatemi.

Vi adoro, Cuore di benedizioni eterne, chiamatemi ».

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