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giovedì 31 gennaio 2013

Santa comunicazione


 Storia della comunicazione vaticana: dalla pittura al web

Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione




47ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 

12 Maggio 2013 
Messaggio del Santo Padre


Cari fratelli e sorelle, 

in prossimità della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2013, desidero proporvi alcune riflessioni su una realtà sempre più importante che riguarda il modo in cui le persone oggi comunicano tra di loro. Vorrei soffermarmi a considerare lo sviluppo delle reti sociali digitali che stanno contribuendo a far emergere una nuova «agorà», una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità.

Questi spazi, quando sono valorizzati bene e con equilibrio, contribuiscono a favorire forme di dialogo e di dibattito che, se realizzate con rispetto, attenzione per la privacy, responsabilità e dedizione alla verità, possono rafforzare i legami di unità tra le persone e promuovere efficacemente l’armonia della famiglia umana. Lo scambio di informazioni può diventare vera comunicazione, i collegamenti possono maturare in amicizia, le connessioni agevolare la comunione. 

mercoledì 30 gennaio 2013

"L'EDUCAZIONE E’ COSA DEL CUORE - Dalle "Lettere" di san Giovanni Bosco

don bosco

Se vogliamo farci vedere amici del vero bene dei nostri allievi, ed obbligarli a fare il loro dovere, bisogna che voi non dimentichiate mai che rappre­sentate i genitori di questa cara gioventù che fu, sem­pre tenero oggetto delle mie occupazioni, dei miei studi, del mio ministero sacerdotale, e della nostra Congregazione salesiana. Se perciò sarete veri padri dei vostri allievi, bisogna che voi ne abbiate anche il cuore; e non veniate mai alla repressione o punizione senza ragione e senza giustizia, e solo alla maniera di chi vi si adatta per forze e per compiere un dovere.

Quante volte, miei cari figliuoli, nella mia lunga carriera ho dovuto persuadermi di questa grande ve­rità! È certo più facile irritarsi che pazientare: mi­nacciare un fanciullo che persuaderlo: direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza ed alla no­stra superbia castigare quelli che resistono, che cor­reggerli col sopportarli con fermezza e con beni­gnità. La carità che vi raccomando è quella che ado­perava San Paolo verso i fedeli di fresco convertiti alla religione del Signore, e che sovente lo facevano piangere e supplicare quando se li vedeva meno do­cili e corrispondenti al suo zelo.

Difficilmente quando si castiga si conserva quella calma, che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera per far sentire la propria autorità, o sfo­gare la propria passione.

L’Ausiliatrice di don Bosco



Molte sono le espressioni con le quali i cristiani invocano Maria. “Maria, Aiuto dei cristiani” è una di queste e, come le altre, mette in luce un aspetto della sua identità. D. Bosco, in modo particolare, ha contribuito alla diffusione di questo titolo, indicandola come “Madre e Maestra” ai suoi giovani ed a tutta la famiglia salesiana che l’ha fatta, poi, conoscere in tutto il mondo.

lunedì 28 gennaio 2013

Pange Lingua Gloriosi - Catholic Hymns, Gregorian Chant

domenica 27 gennaio 2013

GIORNO DELLA MEMORIA: la tazzina di Sylva e i custodi della memoria


“Erano ricchi e poveri, uomini e donne,
sani e malati.
C’erano bambini fra noi, molti,
e c’erano vecchi alle soglie della morte,
ma tutti siamo stati caricati
come merci sui vagoni,
e la nostra sorte,
la sorte di chi varcava i cancelli di Auschwitz,
è stata la stessa per tutti”

di Primo Michele Levi:

deportato nel campo di concentramento di Auschwitz in quanto ebreo. Scampato
al lager, tornò avventurosamente in Italia, dove si dedicò al compito di raccontare
le atrocità viste o subite. Il suo romanzo più famoso, che è anche la sua opera d'esordio,
Se questo è un uomo, racconta le sue terribili esperienze nel campo di sterminio nazista,
ed è considerato un classico della letteratura mondiale, inserendosi nel filone
della memorialistica autobiografica e nel cosiddetto neorealismo.

venerdì 25 gennaio 2013

Messaggio del 25 Gennaio 2013


"Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. La vostra preghiera sia forte come pietra viva affinché con le vostre vite diventiate i  testimoni. Testimoniate la bellezza della vostra fede. Io sono con voi e intercedo presso il mio Figlio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

8° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI




Camminare insieme nella celebrazione

Preghiera

O Dio ricco di grazia, fa’ che il tuo Spirito infonda nelle nostre comunità la gioia e la celebrazione, affinché possiamo rallegrarci per l’unità che già condividiamo, e affinché con zelo continuiamo la ricerca dell’unità visibile. Gioiamo per la fede e per la speranza di quei popoli che non permettono che la dignità sia violata, vedendo in loro la tua meravigliosa grazia e la tua promessa di libertà.
Insegnaci a condividere la loro gioia e ad imparare dalla loro fedele perseveranza. 
Ravviva in noi la speranza e sostieni il nostro proposito che nel nome di Cristo possiamo camminare insieme nell’amore, elevando un’unanime voce di lode e intonando insieme un canto di preghiera e adorazione. Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.


Domande per la riflessione personale

1. Quali sono le lotte per la giustizia nella tua comunità? Quali i motivi di celebrazione in questo cammino?
2. Quali sono le lotte per l’unità dei cristiani nella tua comunità? Quali i motivi di celebrazione in questo cammino?

giovedì 24 gennaio 2013

LA MADONNA… A CHI è STANCO O DEPRESSO


Un pensiero dei veggenti di Medjugorje, per chi è depresso, stanco o scoraggiato:

Apparizione nel 1981.
A quanto pare il male di questa nostra generazione: la depressione, la stanchezza, lo scoraggiamento ha una cura. Questa cura ce la suggerisce Maria a Medjugorje attraverso i suoi veggenti!
Un giorno la Madonna ci ha detto una bella cosa.

Satana tante volte approfitta di una persona che si sente indegna, che si sente depressa, che ha vergogna di Dio: questo è proprio il momento in cui Satana approfitta per distoglierci da Dio.

La Madonna ci ha detto di avere questa idea fissa: Dio è vostro Padre e non importa come tu sei.

Non lasciate nemmeno un momento di debolezza a Satana, a lui già gli basta per non farti incontrare col Signore.

Mai lasciate Dio perché Satana è troppo forte. Per es.: se hai commesso un peccato, se hai litigato con qualcuno, non rimanere solo, ma chiama subito Dio, chiedigli perdono e vai avanti.

preghiera con Gesù

 Dopo un peccato ci mettiamo a pensare e a dubitare che Dio mi possa perdonare

Non così… Noi misuriamo sempre Dio dalla nostra colpa. Diciamo: se il peccato è piccolo Dio mi perdona subito, se il peccato è grave Gli occorre tempo…

A voi servono due minuti per riconoscere di aver peccato; ma al Signore non occorre tempo per perdonare, il Signore perdona subito e voi dovete essere pronti per chiedere e accettare il Suo perdono e non lasciate che Satana approfitti di questi momenti di sbandamento, di deserto.

Chiamatelo come siete, andate avanti subito; davanti a Dio non dovete presentarvi belli e preparati; no, ma andate a Dio come siete così che Dio possa rientrare subito nella vostra vita anche nei momenti in cui si è più peccatori.

Proprio quando ti sembra che il Signore ti ha lasciato è quello il momento di tornare, presentandoti così come sei.

I veggenti di Medjugorje

7° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI





Camminare nella solidarietà

Preghiera

O Dio Trino, nella tua vita ci offri un modello unico di interdipendenza, di relazione amorevole e di solidarietà. Rendici uno affinché possiamo vivere la nostra vita in questo modo. 
Insegnaci a condividere la speranza che troviamo nelle persone che lottano per la vita, in ogni parte del mondo.
Fa’ che la loro perseveranza possa essere per noi ispirazione a superare le nostre divisioni, per vivere in santo accordo gli uni con gli altri e per camminare insieme nella solidarietà. Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.


Domande per la riflessione personale

1. Chi, nella tua comunità, ha bisogno della solidarietà della comunità cristiana?
2. Quali chiese sono, o sono state, in solidarietà con te?
3. In quale modo, nel tuo contesto, una maggiore unità fra i cristiani potrebbe accrescere la
solidarietà della Chiesa verso coloro che sono bisognosi di giustizia e di bontà?

mercoledì 23 gennaio 2013

6° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI




Camminare oltre le barriere

Preghiera
O Padre, perdonaci per le barriere di avidità, pregiudizi e disprezzo che continuamente innalziamo, e che ci separano all’interno e fra le chiese, da persone di altre fedi e da coloro che consideriamo meno importanti di noi. Fa’ che il tuo Spirito ci doni il coraggio di oltrepassare queste barriere e di demolire le mura che ci dividono gli uni dagli altri. Fa’ che possiamo poi, con Cristo, avanzare verso una terra sconosciuta per portare il suo messaggio di accoglienza amorevole e di unità a tutto il mondo. Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.


Domande per la riflessione personale
1. Quali sono le barriere che separano i cristiani nella tua comunità?
2. Quali sono le barriere che separano i cristiani dalle altre tradizioni religiose nella tua comunità?
3. Quali sono le differenze e le somiglianze tra il camminare oltre le barriere che separano i cristiani gli uni dagli altri, e il camminare oltre barriere che separano il cristianesimo dalle altre religioni?

martedì 22 gennaio 2013

Spirito Santo dai Luce - RnS

5° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA'





Camminare come amici di Gesù

Preghiera
O Gesù, dal primo momento della nostra esistenza Tu ci hai offerto la tua amicizia.
Il tuo amore abbraccia tutti i popoli, soprattutto quanti sono esclusi o ripudiati a motivo delle costrizioni umane di casta, razza o colore. Pieni di fiducia e certi della nostra dignità in te, fa’ che possiamo camminare in solidarietà gli uni con gli altri, ed abbracciarci vicendevolmente nello Spirito, come figli di Dio Padre. Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.


Domande per la riflessione personale
1. Chi sono quelli che, nella tua comunità, Cristo ha chiamato all’amicizia con te?
2. Che cosa impedisce agli amici di Gesù di essere amici gli uni degli altri?
3. In quale modo il fatto di essere amici dello stesso Gesù è una sfida per le chiese divise?

lunedì 21 gennaio 2013

4° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA'




Camminare come figli della terra

Preghiera
Dio della vita, ti ringraziamo per la terra, e per coloro che se
ne prendono cura e ne traggono frutti.
Fa’ che il tuo Spirito, datore di vita, ci aiuti a riconoscerci parte delle interrelazioni della creazione.
Fa’ che possiamo imparare ad avere a cuore la terra, e ad ascoltare il gemito della creazione. Fa’ che possiamo veramente camminare insieme sulle orme di Cristo, portando guarigione a tutto ciò che ferisce questa terra, e assicurando un’equa condivisione di ciò che essa produce. 
Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.


Domande per la riflessione personale


1. Le letture di oggi invitano i cristiani ad una maggiore unità di azione nella comune sollecitudine verso la terra. In quali situazioni mettiamo in pratica lo spirito dell’anno giubilare nella nostra vita di cristiani insieme?

2. In quali circostanze, nelle nostre comunità cristiane, ci rendiamo complici di situazioni di degrado e di sfruttamento della terra? In quali contesti possiamo lavorare di più insieme per imparare e insegnare il rispetto per la creazione di Dio?

domenica 20 gennaio 2013

3° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI



Camminare verso la libertà

Preghiera

O Dio liberatore, ti ringraziamo per il coraggio e la speranza della fede di coloro che combattono per la dignità e la pienezza di vita. Sappiamo che Tu rialzi i caduti e liberi i prigionieri. Tuo Figlio Gesù cammina con noi per mostrarci la via verso l’autentica libertà. Fa’ che possiamo apprezzare ciò che ci viene dato, e prendere forza nel contrastare tutto ciò che ci rende schiavi dentro. Manda il tuo Spirito perché la verità ci renda liberi, e possiamo proclamare con voce unita il tuo amore al mondo. Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.


Domande per la riflessione personale


1. Ci sono momenti in cui, nelle nostre comunità cristiane, i pregiudizi e i giudizi del mondo - riguardo la casta, l’età, il genere, la razza, il livello educativo - ci trattengono dal vederci gli uni gli altri chiaramente alla luce della gloria di Dio?



2. Quali piccoli passi concreti possiamo intraprendere, insieme come cristiani, verso la libertà dei figli di Dio (cfr Rom 8, 21) per le nostre chiese e per l’intera società?

sabato 19 gennaio 2013

2° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI




Camminare come corpo di Cristo

Preghiera

O Dio compassionevole, tuo Figlio è morto sulla croce perché le nostre divisioni potessero essere annientate dal suo corpo lacerato. Eppure, noi lo abbiamo crocefisso ancora, e ancora e ancora con la nostra disunione, e con sistemi e prassi che ostruiscono la tua amorevole cura e minano la tua giustizia verso gli esclusi dai doni della tua creazione. Manda il tuo Spirito a soffiare vita e guarigione sulla nostra divisione, perché possiamo insieme rendere testimonianza alla giustizia e all’amore di Cristo. Cammina con noi verso il giorno in cui potremo condividere l’unico pane e l’unico calice alla comune mensa. Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.


Domande per la riflessione personale

1. Alla luce della tradizione profetica secondo cui Dio desidera la giustizia piuttosto che rituali senza giustizia, dobbiamo domandarci: in quale modo l’Eucaristia, mistero della lacerazione e della nuova vita di Cristo, può essere celebrata ovunque nel nostro cammino?

2. Come potremmo, insieme come cristiani, testimoniare meglio la nostra unità in Cristo nelle situazioni di lacerazione ed emarginazione?

venerdì 18 gennaio 2013

1° GIORNO - OTTAVARIO DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI




Camminare in dialogo

Preghiera

Signore nostro Gesù Cristo, proclamiamo con gioia la nostra comune identità nel tuo nome, e ti ringraziamo per averci invitato ad un dialogo d’amore con te. Apri i nostri cuori affinché possiamo condividere più perfettamente la tua preghiera al Padre che tutti siamo una cosa sola, in modo che, mentre camminiamo insieme, possiamo avvicinarci gli uni agli altri. Donaci il coraggio di portare insieme testimonianza alla verità, e di includere nel nostro dialogo anche coloro che fanno perdurare la divisione. 
Manda il tuo Spirito a renderci capaci di affrontare le situazioni in cui mancano la dignità e la compassione nelle nostre società, nelle nostre nazioni e nel mondo. Dio della vita, guidaci verso la giustizia e la pace. Amen.

Domande per la riflessione personale

1. Dove possiamo realizzare un autentico dialogo, malgrado le differenze che ci separano?

2. Le nostre conversazioni sono improntate a qualche nostro progetto personale, o alla vita che porta la speranza della resurrezione?

3. Con quali persone conversiamo e chi, invece, non è incluso nel nostro dialogo? Per quale motivo?

giovedì 17 gennaio 2013

SANT' ANTONIO ABATE. Direttive per condurre la vita in Cristo estratte dalle sue venti lettere...




IL SANTO PADRE ANTONIO

per condurre la vita in Cristo

Ogni creatura ragionevole, uomo o donna che sia, possiede la capacità di amare Dio e gli esseri umani. L'uomo di Dio ama ciò che viene da Dio; l'uomo carnale ama ciò che appartiene alla carne.

Amando le cose di Dio, l'uomo cerca la purificazione da tutte le sollecitazioni del mondo esteriore; non ama le realtà effimere, né‚ i suoi impulsi naturali; prende la sua croce e seguendo il Signore compie sempre la volontà dell'Altissimo.

Dio scende nel cuore di queste creature e, prendendovi dimora, le ricolma di gioia e di dolcezza che sono l'alimento che nutre e porta a maturazione l'anima.

L'albero non cresce se non riceve l'acqua del cielo,
l'anima non sviluppa se è priva del nutrimento di dolcezza che viene dall'alto.

Lo Spirito e la mite irrorazione della dolcezza celeste conducono l'anima dell'uomo alla maturità (Lettera 13).


 

Il Santo Abba Antonio, Padre del Deserto, Patriarca del Monachesimo.
Kyrie Eleison Eleison
Da: Alfonso Dall' Agnol

Preghiera a Sant'Antonio, Abate

Antonio (Alto Egitto, c. 250 – 356) si sentì chiamato a seguire il Signore nel deserto udendo nella liturgia il vangelo: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi e dallo ai poveri» (Mt 19, 21); «Non affannatevi per il domani» (Mt 6, 34). Il suo esempio ebbe vasta risonanza e fu segnalato a tutta la Chiesa da sant'Atanasio. E' considerato il padre di tutti i monaci e di ogni forma di vita religiosa. Sensibile ai problemi del suo tempo, collaborò per il bene comune con i responsabili della vita ecclesiastica e civile. I Copti, i Siri e i Bizantini ricordano il suo «giorno natalizio» il 17 gennaio.

 Per saperne di piu:  S. ANTONIO -  ABATE


Preghiera 
O glorioso Sant'Antonio, abate, 
che per seguire fedelmente Gesù
rinunciasti a tutte le ricchezze umane
e abbracciasti volontariamente
la povertà evangelica,
insegnaci a distaccare il nostro cuore
dai beni terreni
per non divenirne schiavi.
Tu che vivesti nell'ardente amore
di Dio e del prossimo,
superando ogni egoismo, ottienici
di praticare la vera carità e di avere
il cuore aperto a tutte le necessità
dei nostri fratelli.
Ottienici dal Signore la grazia
di essere sempre vittoriosi nel duro
scontro con il potere delle tenebre
e la forza contro le insidie del maligno.
Fa' che, liberi da ogni compromesso
con il male, diventiamo ricchi  di Dio.
Amen

  




" L'ora dello Spirito Santo. Invochiamolo nella nostra vita!"

" tramite "...Laudate!" di don Tonino Lima":

“Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi”. (Gv 14, 15-17).
Prima della passione, nella notte, in quell’ultima cena memorabile, Gesù ha detto chiaramente agli apostoli Chiederò al Padre ed Egli vi manderà il Paraclito, il difensore. Questa è una promessa di Gesù che Egli realizza sempre che lo invochiamo con fede nella preghiera.

Dal nostro Battesimo, lo Spirito Santo agisce in ciascuno dei battezzati, portandoli ad aprirsi alla grazia. Egli è Colui che santifica attraverso i doni infusi della sapienza, scienza, conoscenza, fortezza, consiglio, pietà e timor di Dio. San Paolo dice: “E poiche siete figli, E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! “ (ai galati, 4, 6).
Nella pienezza del tempo lo Spirito Santo ha realizzato in Maria tutte le preparazioni per la venuta di Cristo. Per l’azione dello Spirito Santo il Padre ha dato al mondo l’Emmanuele, il Dio con noi (Matteo 1,23). Egli vive nel nostro spirito come ben dice S. Agostino.

 L’azione dello Spirito Sato nella vita della Chiesa si manifesta in diverse maniere: nella comunione viva nella fede degli Apostoli, nelle Scritture ispirando gli autori sacri, nella Tradizione, dalla quale, i Padri della Chiesa sono i testimoni, nella liturgia sacramentale, per mezzo delle parole e dei simboli, nella preghiera nella quale Egli intercede per noi; nei carismi, (S. Paolo nella 1 Corinzi 12, 4 ss..), nei frutti (S. Paolo ai Galati 5, 22 ss..), nella vita della Chiesa.

 Il Divino Spirito Santo abita nei nostri cuori. “ E poiche siete figli Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito Santo che grida Abba, Padre” (Gl 4,6).

 Il Signore vi benedica e vi custodisca, Don Tonino Lima.

http://dontoninolima.blogspot.it/2013/01/lora-dello-spirito-santo-invochiamolo.html

Ruah

mercoledì 16 gennaio 2013

Le gioie del mondo e le gioie di Dio





È inutile illudersi: il mondo è inconciliabile con Dio; non gli si può concedere nulla per nessuna ragione. Pretendere di andare al mattino da Gesù Sacramentato, e poi ritornare nei divertimenti, nelle mode, nella dissipazione del mondo è lo stesso che andare dal Re divino per abbandonarlo alla Passione e alla Morte. Non vale dire che un sollievo, un divertimento, una convenienza mondana è pur necessaria, perché è utopia credere di poter trattare col mondo senza macchiarsi.

Siamo pellegrini, la vita è breve, andiamo verso il Cielo, e non ci sono per noi gioie e sollievi più belli quanto quelli dello spirito. Possiamo fare a Dio l'ingiuria di dirgli che ci conforta di più una scena di teatro, dove la vita è stravolta che una scena del suo amore, dove la vita è sublimata? 
Possiamo dirgli che ci solleva più una conversazione vacua che essicca lo spirito che la conversazione con Lui che è per noi pienezza di gioia, e consolazione profonda?

Tutte le persone mondane testimoniano che la vita e i divertimenti del mondo le annoiano, e come potremmo noi dire "necessario sollievo" quello che annoia, turba, sconvolge, e porta la rovina nella vita?

Non ci sono innumerevoli persone che fanno a meno dei bagordi del mondo per le stesse necessità della vita materiale, del lavoro, dell'impiego, e nessuno osa dirle anormali, esagerate e squilibrate, e perché dovrebbe esserlo un cristiano che non ha gioie più belle di quelle che gli offre la stessa vita cristiana?

Ti attrae la scena dell'amore fittizio di una creatura, e non ti attrae la scena mirabile dell'amore di Dio? Ti entusiasma la lotta per un premio mortale, e non ti rapisce la lotta per il premio eterno? 


Le gioie del mondo passano sul cuore come acido corrosivo, le gioie di Dio vi passano come rugiada vivificante, e chi può essere così stolto da credere una necessità corrodersi e gettarsi nella pena dell'insaziabilità che è come quella di Tantalo?

Don Dolindo Ruotolo

martedì 15 gennaio 2013

Banneaux, la Vergine dei poveri


"Vengo per dare sollievo alle sofferenze"
"Credete in Me, io crederò in voi. Pregate molto."

Le apparizioni della Vergine a Banneux nel gennaio del 1933 sono state una luce nella notte del dolore e della sofferenza che l'umanità ha vissuto come conseguenza dell'illuminismo e del nazionalsocialismo.
Nella notte la Vergine dei Poveri viene per richiamare alla fede, per invitare a rimettersi in cammino, per sollecitare alla confidenza in Dio, per accompagnare l'umanità a Cristo Gesù.
Solo dodici giorni dopo la fine delle apparizioni a Beauraing la Madonna appare ad una bambina di 11 anni di nome Mariette Beco, a Banneaux, un paesino del Belgio non molto distante da Beauraing. 

La sera del 15 gennaio 1933, Mariette si trova in casa con la madre. Ad un tratto vede nel cortile una giovane signora che "sembra fatta di luce" e che le sorride. La Signora indossa una veste bianca con un nastro blu che le cinge la vita e un velo bianco e trasparente sulla testa. Mariette nota anche una rosa d'oro sul Suo piede destro e nella mano un rosario che sembra fatto anch'esso d'oro. La Signora ha le mani giunte come se pregasse. Mariette inizia a recitare il Rosario e mentre prega ha l'impressione che anche la Signora fuori dalla finestra muova le labbra come se pregasse. La Signora fa cenno a Mariette di uscire e quando la bambina fa per dirigersi verso la porta la madre preoccupata chiude a chiave. Quando Mariette guarda di nuova dalla finestra la Signora è ormai scomparsa.

La sera del 18 gennaio Mariette esce di casa,  mossa da un impulso interiore va ad inginocchiarsi vicino al cancello e inizia la recita del Rosario. Improvvisamente ecco la Vergine comparire fra due pini. La Signora si unisce alla preghiera della bambina. Mariette allora si alza e seguendo le indicazioni della Vergine, che le fa segno di seguirla, esce dal cancello del cortile di casa e si dirige verso la strada. Qui, cadendo in ginocchio va in estasi; la Madonna allora chiede a Mariette di immergere la mano in un corso d'acqua che si trova lì. La gente che intanto è intervenuta le sente ripetere ad alta voce le parole che le dice la Madonna: "Questo ruscello è riservato a Me". Subito dopo la Signora scompare.

Nel frattempo il padre della bambina (che da anni non entrava in una chiesa) chiede al parroco di potersi riaccostare ai sacramenti. Il sacerdote rimane colpito poiché aveva chiesto a Dio come segno che dimostrasse la veridicità delle apparizioni, proprio la conversione del padre di Mariette. La sera del 19 gennaio, alle 19.00 in punto, Mariette si inginocchia sulla neve ed inizia a pregare. Dopo aver recitato un paio di decine del Rosario compare la Madonna che le dice: "Io sono la Vergine dei Poveri". La bambina allora si dirige verso il ruscello e cade nuovamente in ginocchio. Maria le dice: "Questa sorgente è riservata a tutte le nazioni per dare sollievo agli ammalati". Alla fine di questa breve apparizione che durerà circa sette minuti, Mariette ripete le ultime parole della Signora: "Pregherò per te. Arrivederci".
Nell'apparizione del 20 gennaio Mariette chiede alla Madonna: "Che cosa volete?", "Una piccola cappella" risponde la Madonna e benedice la bambina con un segno di croce. La sera dell'11 febbraio, la festa di Nostra Signora di Lourdes, la Madonna appare di nuovo e dice a Mariette: "Vengo per dare sollievo alle sofferenze". Durante l'apparizione i presenti vedono Mariette immergere la mano nell'acqua e farsi il segno della Croce.
La successiva apparizione ha luogo il 15 febbraio. Durante il suo colloquio con la Vergine, Mariette le chiede un segno, come il parroco le aveva suggerito di fare. Alla fine dell'apparizione Mariette scoppia in lacrime - probabilmente a causa di un segreto che pare le avesse confidato la Madonna - e tutto quello che riesce a dire è che la Vergine le ha detto: "Credete in Me, io crederò in voi. Pregate molto. Arrivederci".
La sera di lunedì 20 febbraio Mariette si dirige verso il ruscello e quando la Madonna compare le dice: "Mia cara bambina, prega molto".

L'ottava ed ultima apparizione avverrà il 2 marzo 1933. Mariette attende la venuta della Vergine sotto una pioggia battente. Improvvisamente, un po' prima dell'apparizione, il maltempo cessa e il cielo si rasserena. A questo avvenimento assistono stupefatti numerosi testimoni. In quel momento la Madonna appare a Mariette e le dice: "Io sono la Madre del Salvatore, la Madre di Dio. Pregate molto", Mariette risponde "Si, si"; allora la Madonna benedice la bambina e prima di scomparire la saluta con un "Addio" anziché con l'ormai abituale "Arrivederci" delle precedenti apparizioni.

Una commissione episcopale venne incaricata nel 1935 di investigare sugli avvenimenti di Banneaux. Nel maggio del 1942 il Vescovo di Liegi approvò il culto della Vergine dei Poveri. Le apparizioni ricevettero un'approvazione preliminare nel 1947 e quella definitiva nel 1949.

Mariette Beco dopo la fine delle apparizioni e per il resto della sua vita ha cercato di condurre una vita normale, cercando di evitare ogni sorta di clamore e pubblicità.






 www.innamorati-di-maria.it


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lunedì 14 gennaio 2013

IL SIGNIFICATO DEL TEMPO PER Il CRISTIANO





     Che        cos’è il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; ma se voglio spiegare a chi me lo chiede, non lo so. Queste celebri parole di sant’Agostino confermano che alcuni termini di uso comune presentano un’ampia varietà di significati e spiegano perché a volte nella conversazione si oscilli tanto facilmente fra la banalità e la profondità.

domenica 13 gennaio 2013

PREGHIERA PER IL BATTESIMO DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO


O Padre, che nel battesimo del Giordano
con l'autorità della tua voce
e la discesa dello Spirito
ci hai presentato solennemente
il Signore Gesù come l'Unigenito che tu ami,
dona a chi,
rigenerato dall'acqua e dallo Spirito,
è diventato tuo figlio
di vivere senza smarrimenti
secondo il tuo disegno di amore.
Amen.

Largamente la tua paterna benedizione
discenda dal cielo, o Dio,
sulla tua Chiesa;
conferma nella fedeltà a te
chi è stato purificato dalle colpe
e rigenerato dallo Spirito,
e ravviva ogni giorno in noi
la grazia battesimale.
Amen.

sabato 12 gennaio 2013

Consacrazione alla Beata Vergine Maria

Consacrazione alla Beata Vergine Maria:

« O Vergine, tutta Santa e tutta Pura, Madre del mio Gesù e Madre mia, in questo giorno fortunato mi consacro a Voi! Vi offro il mio corpo con tutti i suoi sensi e l'anima con tutte le sue facoltà. Custodite voi la vostra figlia.

« Vi offro in particolare il mio passato. Vi dono i miei peccati e le mie infedeltà. Offrite continuamente a Gesù le mie col­pe, affinché le bruci con le fiamme del suo amore.

« Vi offro il mio presente. Questo cuo­re purificatelo Voi, o Vergine Immaco­lata. Distruggete tutto ciò che dà dolore al buon Gesù ed ottenetemi la forza della volontà per perseverare nel divino ser­vizio.

« Vi offro e vi consacro il mio avvenire. Tutti i miei dolori, fisici e morali, tutte le spine della mia vita, anche a mia insa­puta, raccoglieteli Voi e dateli a Gesù. Che servano i miei sacrifici a consolare il Cuore trafitto del Vostro Divin Figliuolo ed il Vostro Cuore di Madre. Tutte le mie opere buone ed i buoni pensieri, che po­tró fare nel resto della vita, tutto offrite a Gesù per la sua gloria e per il bene delle anime.

« Vi offro specialmente l'ultimo gior­no della mia vita, accettando sin da ora qualunque genere di morte piacerà a Dio di mandarmi. Sotto il vostro manto, o Vergine Potentissima, vorrò emettere l'ul­timo respiro, dopo aver pronunciato il vostro santo nome e quello di Gesù.

« Intendo, o Madre mia tenerissima, rinnovare questa Consacrazione ad ogni palpito del mio cuore, promettendo di amarvi e di farvi amare diffondendo la vo­stra devozione. Amen! ».

[Brano tratto da "Vera devozione a Maria", di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Can. Carciotto Vic. Gen., Catania 13 maggio 1952].

mercoledì 9 gennaio 2013

ECONOMIA E SOLIDARIETA'


“Noi credenti sentiamo nel fondo dell’anima, che chi definitivamente recherà
a salvamento la società presente, non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe,
bensì un santo, anzi una società di santi.”

Giuseppe Toniolo

martedì 8 gennaio 2013

Invochiamo la tua presenza

Preghiera vocazionale


Signore, se penso perché sono nato
tu sei la risposta più bella,
perché mi dici "sei nato perché ti amo".

Signore, se mi chiedo dove sono nato
tu sei la risposta più dolce,
perché mi dici "eri nel mio Cuore,
e sempre ci resterai".

Signore, se penso dove finirà la mia vita
ancora tu sei la risposta più serena,
perché mi dici "riposando
vivrai nel mio Amore".

Signore, sono sempre io,
ora penso come vivere la mia vita
e, pensa un po', tu sei la risposta più sicura,
perché ti dico "tu sei con me, perciò
non ho nessuna paura di vivere con te".

Parlami sempre, ogni giorno di più,
perché io ogni giorno di più ti ami.


(Fr. Dario Rossetti RCJ)
Tu... la risposta.

Vieni Signore Gesù !




Vieni, Signore Gesù, vieni a salvarci, ad accendere in noi la fiamma della fede perché
possiamo attraversare quella porta che ci fa entrare 
nella piena comunione con te e con il Padre, animati dallo Spirito.

Insegnaci ad ascoltare: ascoltare le tue parole 
che si fanno conoscere l’amore del Padre e
ascoltare i nostri fratelli e sorelle in cui ti
manifesti e ci sei vicino ogni giorno

( Dal Web)

Pensiero di San Pio n°34

domenica 6 gennaio 2013

CLAUDIA KOLL RACCONTA IL SUO LIBRO DELLA FEDE

sabato 5 gennaio 2013

La festività dell`Epifania: il motivo profondo della sua solennità

20150J

L`Epifania, il cui nome deriva dalla lingua greca, in latino può essere chiamata manifestazione.

Oggi, si è rivelato il Redentore di tutte le genti e a tutte le genti chiede solennità.

E, per questo, abbiamo celebrato la sua nascita, pochissimi giorni fa, e oggi celebriamo la sua stessa manifestazione.

Il Signore nostro Gesù Cristo, nato da tredici giorni, si dice sia stato adorato oggi dai Magi.Poiché avvenne che la verità del Vangelo parla: ma in quale giorno sia avvenuto dovunque l`importanza di questa solennità così gloriosa, lo dichiara.Sembrò giusto, infatti, e veramente è giusto, che poiché, primi fra i Gentili, i Magi conobbero il Signore Gesù, e, non ancora impressionati dalla sua parola, seguirono la stella apparsa loro che parlò loro visibilmente in luogo del Verbo incarnato, come lingua del Cielo (Mt 11,1-12), affinché i Gentili conoscessero, per grazia, il giorno della salvezza delle sue primizie, e lo dedicassero al Cristo Signore con solenne ossequio ed azione di grazie.Le primizie, certo, dei Giudei per la fede e la rivelazione del Cristo, esistettero in quei pastori, qui nello stesso giorno in cui egli nacque, lo videro col venire da molto vicino.Gli angeli annunziarono a quelli, la stessa a questi.A quelli fu detto: Gloria a Dio dal sommo dei Cieli (Lc 2,14): in questi si compì: I cieli cantano la gloria di Dio (Sal 18,2).

Gli uni e gli altri, senza dubbio, come gli inizi delle due pareti che provenivano da condizione diversa: dalla circoncisione e dal prepuzio accorsero alla pietra principale: per la loro pace, che l`una e l`altra cosa rendeva una sola (Ef 2,11-12).Nei Giudei fu prima la grazia, nei Gentili più abbondante l`umiltà.Veramente quelli lodarono Dio, perché avevano visto il Cristo: ma questi adorarono anche il Cristo che avevano visto.In quelli fu prima la grazia, in questi, più abbondante l`umiltà.

Forse quelli pastori di poca importanza, esultavano più fervidamente per la loro salvezza: ma questi Magi ricoperti di molti peccati chiedevano più umilmente il perdono.Questa è quella umiltà, che la Divina Scrittura esalta più in quelli che provenivano dai Gentili che nei Giudei.Dai Gentili, infatti, proveniva quel centurione che, avendo ricevuto il Signore con tutto il cuore, tuttavia si ritenne indegno, che egli esitasse nella sua casa, né volle che il suo ammalato fosse visto da lui, ma (volle) che si comandasse al salvo (cf. Mt 7,5-10).Così più intimamente lo considerava presente nel cuore, la cui presenza egli, nobilmente, teneva lontano dalla sua casa.Finalmente il Signore disse: «Non ho trovato in Israele una fede così grande».Anche quella donna Cananea viveva tra i Gentili e, quando si sentì chiamare dal Signore cane, e giudicata indegna che il pane dei figli fosse dato a lei, come un cane si accontentò delle briciole: e perciò non meritò di esserlo, poiché non rifiutò quello che non era stata.Infatti, in persona ascoltò queste parole dal Signore: O donna grande è la tua fede (ibid., 15, 21-28).L`umiltà in lei aveva reso grande la fede; perché essa stessa si era fatta piccola.I pastori dunque vengono da vicino a vedere, e i Magi vengono da lontano ad adorare.Questa è l`umiltà con la quale meritò di essere innestata sull`olivo selvaticamente, e di portare l`olivo contro natura (cf. Rm 11,17)...Celebriamo, dunque, con molta devozione questo giorno, e adoriamo presente nel Cielo, il Signore Gesù che quelle nostre primizie adorarono giacente nella mangiatoia.In lui, certo, essi veneravano ciò che accadrebbe, che noi veneriamo già adempiuto.Le primizie dei Gentili, lo adorarono raccolto sul seno materno: i Gentili lo adorarono seduto alla destra di Dio Padre.

(Agostino, Sermo 203, 1)

venerdì 4 gennaio 2013

Grazie, Signore!




Grazie, Signore,

per questo nuovo giorno di vita.

Un giorno che non ritornerà mai più.

Un giorno il cui significato

dipenderà dal mio atteggiamento.



Donandomi questo giorno, o Signore,

tu mi offri tempo

per conoscermi meglio,

per definire le mie scelte,

per gioire, per soffrire e sperare.



Ti chiedo, o Signore, di starmi vicino.

Aiutami a valorizzare il dono del tempo,

a risvegliare in me i tuoi richiami di grazia.



Dammi tempo, o Signore,

per riflettere e pregare,

per ascoltare e perdonare,

per dare e ricevere,

per ricordare e sognare.

Soprattutto, o Signore,

dammi tempo per amare!



Signore, aiutami a santificare il tempo,

che è dono tuo,

non sciupandolo nell’ozio,

non mortificandolo in atti stupidi,

ma rischiandolo per servire,

per servirti sempre.

Amen!



                                   Anonimo



giovedì 3 gennaio 2013

Il potere terapeutico del Nome di Gesù.





Meditazione di san Bernardo sul potere terapeutico del Nome di Gesù.

«NEL NOME DI GESÙ CRISTO NAZARENO, ALZATI E CAMMINA» (At 3,6)
II nome di Gesù non è soltanto luce, ma è anche cibo. Non ti senti forse rinforzato ogni volta che lo ricordi? Cosa nutre di più la mente di chi lo pensa? Cosa ristora, in uguale misura, i sensi affaticati, rafforza le virtù, fa crescere i comportamenti buoni ed onesti, alimenta gli affetti casti? Ogni cibo dell'anima è arido, se non è intriso di quest'olio; è insipido, se non è reso gustoso con questo sale. Se scrivi, per me non ha sapore, se non vi leggerò Gesù. Se discuti o discorri, per me non ha sapore, se non vi risuonerà Gesù. Gesù, miele nella bocca, melodia nell'orecchio, giubilo nel cuore.


Ma è anche medicina. Qualcuno di noi è triste? Gesù venga nel cuore, e di là salga nella bocca: ed ecco, al sorgere della luce del nome, ogni nube si dissipa, torna il sereno. Qualcuno cade in una colpa? Peggio, corre, senza più speranza, al laccio di morte? Non è forse vero che, se invocherà il nome della vita, immediatamente riprenderà fiato per la vita? Com'è possibile che, alla presenza del nome della salvezza, duri a lungo — come talvolta accade — la durezza del cuore, il torpore dell'ignavia, il rancore dell'animo, il languore dell'accidia? A chi la fonte delle lacrime, disseccata per caso, non sgorgò subito più abbondante, non fluì più soave, dopo aver invocato Gesù? A chi, sbigottito e trepidante fra i pericoli, l'invocazione del nome della potenza non donò all'istante fiducia, non allontanò il timore? A chi, domando, - mentre era agitato e inquieto fra i dubbi - all'invocazione del nome luminoso, non brillò all'improvviso la certezza? A chi mancò la fortezza se, mentre ormai aveva perso la fiducia e stava per venir meno, risuonò il nome di colui che viene in soccorso? Senza dubbio queste sono malattie e debolezze dell'anima, quel nome è la medicina. E si può anche provare: «Invocami — dice — nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria» (Sal 49(50),15). Niente trattiene altrettanto efficacemente l'impeto dell'ira, placa il gonfiore della superbia, guarisce la ferita del livore, limita il moto impetuoso della lussuria, spegne la fiamma della libidine, tempera la sete dell'avarizia e allontana la voglia di tutto ciò che è disonorevole. In verità, quando nomino Gesù, mi pongo davanti un uomo mite e umile di cuore, generoso, sobrio, casto, misericordioso, insomma, straordinario in ogni cosa onesta e santa e, contemporaneamente, il medesimo Dio onnipotente che mi guarisce con il suo esempio e rafforza con il suo aiuto. Tutte queste cose risuonano per me, quando percepisco l'eco interiore potente: di Gesù. Così prendo, per me, esempi da lui, come uomo, e aiuto da lui perché potente: quelli come essenze aromatiche, questo per renderle più efficaci; e confeziono un preparato che nessun medico è in grado di preparare.


Anima mia, hai questo farmaco, nascosto nel piccolo vaso di questo nome, che è Gesù, sicuramente portatore di salvezza, e che non si dimostrerà mai inefficace nei confronti di nessuna tua malattia. Sia sempre nel tuo petto, sempre nella tua mano, affinché tutti i tuoi sensi e le tue azioni siano orientati a Gesù. Infine, sei anche inviata. Dice la Scrittura: «Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio» (Ct 8,6). Ma di questo parleremo un’altra volta. Ora hai ciò con cui guarire sia il braccio sia il cuore. Tu hai – ripeto -, nel nome di Gesù, ciò con cui puoi, o correggere le tue azioni malvagie, o perfezionare quelle meno perfette; allo stesso modo hai ciò con cui custodire i tuoi sensi affinché non si corrompano o, con cui guarirli, se si corrompessero.


BERNARDO DI CLAIRVAUX (CHIARAVALLE), Sermoni sul Cantico dei cantici,15, in "Opere di San Bernardo", vol. V/I, prima parte I-XXXV, ed. F. Gastaldelli et alii, Milano 2006, 202-204:

http://www.cantualeantonianum.com/
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