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mercoledì 19 settembre 2012

CIMITERO DI DESIO. IL SEPPELLIMENTO DEI BIMBI UCCISI CON L’ABORTO.



di Paolo Deotto

croce

questa Croce è stata rimossa, su iniziativa di un assessore PD. Turbava le coscienze democratiche?

Già dal 17 gennaio di quest’anno sul “Giornale di Desio”, Giorgio Celsi, indomito fondatore dell’Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” denunciava lo stato di abbandono in cui versa il settore del cimitero di Desio in cui vengono seppelliti i “feti” ovvero, se vogliamo avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome, i cadaveri dei bimbi uccisi, in piena e democratica legittimità, col crimine dell’aborto.

Ora Giorgio Celsi mi ha inviato questa lettera:

Ieri 6/09/2012 alle ore 14 c'è stato il seppellimento dei bambini abortiti a Desio, ti allego le foto dove si vedono gli scatoloni dei "RIFIUTI SPECIALI" dove vengono messi questi bambini dopo gli aborti, buttati in un fosso. Pensate: i bambini come “rifiuti". Meno male che riusciamo a far venire sempre un sacerdote per una benedizione ridando così a questi bimbi un po’ di dignità almeno nella morte. . Abbiamo però constatato che ci hanno tolto una piccola croce e i fiori che avevamo messo nel campo dove avviene la sepoltura, e questo per ordine di un Assessore del PD; anche una vecchietta che aveva portato dei fiori ha dovuto riportarli a casa, altrimenti li avrebbero buttati. Su questa storia però noi andremo a fondo e Martedì 11 uscirà un articolo sul giornale di Desio, e si interesserà anche Monsignor Burlon del decanato di Desio, perché dove la croce tocca feconda e se permettiamo che la tolgano dappertutto, non possiamo poi lamentarci che il Signore non risponda alle nostre chiamate.
Sono foto dure, ma "la verità non fa sconti" ed è triste pensare che nei rifiuti speciali finisca il nostro futuro e quello dei nostri figli!
Speriamo almeno che il Signore ci perdoni per tutto il male che abbiamo fatto a questi nostri fratellini più piccoli e indifesi e converta i nostri cuori.

C'è poco da aggiungere alle parole così chiare dell’amico Giorgio Celsi, che ringraziamo per la sua incessante opera di testimonianza a difesa della vita.
Mentre a Roma stralunati clown discutono di politiche economiche, di alleanze elettorali, di matrimoni tra invertiti, in Italia, nell’Italia vera e reale di ogni giorno, si muore così, ammazzati dopo essere stati estratti dal luogo che più d’ogni altro dovrebbe essere sinonimo di sicurezza e di amore, il seno materno.

Poi, dopo l’omicidio, il vilipendio: seppelliti tra i “rifiuti sanitari speciali”. Un solerte assessore PD (che ne dice, signora cattolica Rosy Bindi?) provvede anche a far togliere la Croce. La Croce! Ma siamo matti? Magari ricorderebbe troppe cose… meglio farla sparire. Meglio sarebbe se sparisse quell’assessore così zelante nell’operare per il male.
Come può sperare di rinascere un Paese finchè dura un tale obbrobrio?

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dentro quegli scatoloni bianchi per "rifiuti sanitari speciali" ci sono i resti dei bimbi ai quali una legge infame e l'appannamento della morale hanno impedito di nascere. Assassinati legalmente.

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La benedizione dopo la strage degli innocenti. Poi la ruspa verrà a coprire tutto, ma non potrà coprire il crimine abominevole commesso.


http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1805:cimitero-di-desio-il-seppellimento-dei-bimbi-uccisi-con-laborto-un-solerte-assessore-fa-rimuovere-la-croce-una-lettera-da-giorgio-celsi-di-paolo-deotto&catid=52:-a-cura-di-piero-vassallo&Itemid=123

Lettera alla mamma di un bimbo mai nato....

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Cara mamma,

prima di formarmi nel tuo grembo Dio mi conosceva e, prima ancora che uscissi alla luce, mi aveva consacrato ad essere suo. Mentre ero intessuto nelle profondità del tuo corpo, era Lui che nel segreto formava le mie ossa e ordinava le mie membra ( Geremia 1,5; Salmo 138,15-16).

Mi stavo aprendo alla vita e tu me l'hai negata. Ero una creatura nuova, col mio cuore che palpitava in te, vicino al tuo, felice di esistere e impaziente di nascere per vedere il mondo. Volevo uscire alla luce, vedere il tuo volto, il tuo sorriso, i tuoi occhi, e invece tu mi hai fatto morire. Hai fatto violenza contro di me senza che io potessi difendermi. Perché? Perché hai ucciso la tua creatura?

Sognavo di essere fra le tue braccia, essere baciato dalla tua bocca, sentire il tuo profumo e l'armonia della tua voce. Sarei diventato una persona importante e utile alla società, amato da tutti. Forse sarei divenuto uno scienziato, un artista, un insegnante, un medico, un ingegnere, o forse un apostolo di Dio. Avrei avuto anch'io un coniuge da amare, dei figli da custodire, dei genitori da assistere, degli amici da condividere, dei poveri da aiutare: gioia di quanti mi avessero conosciuto.

Era bello stare nella tua pancia al caldo e al sicuro, vicino al tuo cuore, e attendere il grande giorno della luce per incontrarmi con te. Sognavo già di correre fra i prati in fiore, rotolarmi sull'erba fresca, rincorrerti e giocare a nascondermi e poi portarti un fiore nelle mie manine, per dirti che ti volevo bene, e poi essere abbracciato e coperto di baci. Sarei stato il sole della tua casa e la gioia della tua vita.

Stavo formandomi bene, sai? Ero bello, perfetto e sano come tu e papà. I miei piedi, le mie mani, la mia mente, si stavano formando in fretta, perché volevo vedere questa meraviglia che è il mondo, vedere il sole, la luna, le stelle e stare con te, mamma! Il mio cuore palpitava per te e prendeva il tuo sangue. Crescevo bene: io, vita della tua vita. Ma tu non mi hai voluto! Anche ora non posso capire come hai potuto eliminarmi senza sentirti straziare il cuore. È un orrore che mi tormenta anche quassù, in cielo. Non posso credere che la mia mamma mi abbia ucciso!

Chi ti ha ingannata fino a questo punto? Tu, che sei la figlia del Padre, come hai potuto tradire il Padre del tuo figlio? Perché hai fatto pagare a me il tuo errore? Perché mi hai giudicato un intruso per i tuoi piani? Perché hai disprezzato la grazia di essere mamma? I perversi ti hanno traviato il cuore e tu non hai voluto ascoltare la Chiesa, la quale insegna il bene della verità e la verità del bene. Non hai creduto in Dio, non hai voluto ascoltare la sua parola d'amore, non hai voluto seguire la sua via di verità. Hai venduto la tua anima per un piatto di lenticchie, come Esaù (Libro della Genesi 25,29-34). Oh! se avessi ascoltato la coscienza che gridava in te, avresti trovato la pace! ed io ci sarei ancora. Per un momento di prova, Dio ti avrebbe dato un'eternità di gloria. Per un po' di tempo consumato per me, Egli ti avrebbe dato l'eternità con Lui.

Ti avrei dato tanta gioia, mamma! Sarei stato il tuo "bambino" per tutta la vita, il tuo tesoro, il tuo amore, la luce dei tuoi occhi. Ti avrei amata di amore vero, per tutta la mia esistenza. Ti avrei accompagnata nella vita, consigliata nel dubbio, rafforzata nella fede, aiutata nel lavoro, arricchita nella povertà, rallegrata nel dolore, consolata nella solitudine, premiata nella carità, assistita nella morte, amata per sempre. Non mi hai voluto! Satana ti ha ingannata, il peccato ti ha legata, la lussuria ti ha sedotta, la società ti ha corrotta, il benessere ti ha accecata, la paura ti ha oppressa, l'egoismo ti ha vinta, la Chiesa ti ha perduta. Tu, mamma, eri il frutto della vita e hai privato la vita del suo frutto! Hai dimenticato i comandamenti e li hai considerati leggi per bambini, mentre in verità sono precetti divini scolpiti sulla roccia, che non passeranno mai, nemmeno dopo che è passato il mondo (Vangelo di Matteo 5,17-18; 24,35). Se avessi osservato il precetto dell'amore! saresti stata considerata grande nel regno dei cieli (Vangelo di Matteo 5,19).

Non sai che io avevo già un'anima immortale e che ti avrei preceduto nell'altra vita? Non ricordi le parole di Gesù? "Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna" (Vangelo di Matteo 10,28). Il diavolo, che ha ucciso la mia carne, non poteva uccidere il mio spirito. Per questo io sarò il tuo rimprovero nell'al di là, finché non verrai da me in paradiso. Uccidendo momentaneamente il mio corpo, hai rischiato di uccidere per sempre la tua anima. Ma spero, madre mia, che il Signore abbia misericordia di te e che un giorno tu possa venire qui, nella Luce. Io ti perdono, perché Satana ti ha ingannata e tu hai mangiato (Libro della Genesi 3,13), ma dovrai scontare il tuo peccato e la tua disubbidienza. Sappi che Dio è giusto oltre che misericordioso. Quando sarai purificata, quando avrai conosciuto la santità della legge divina e la stoltezza della vanità umana, quando avrai sperimentato la disgrazia di perdere Iddio, allora sarai pronta per venire da me e io ti accoglierò con gioia, ti abbraccerò, ti bacerò e ti consolerò per lo sbaglio che hai commesso. Io ti amo e ti perdono.

Infatti, prima di accoglierti fra le sue braccia, il Signore mi domanderà: "Figlio, hai perdonato alla tua mamma?". Ed io gli risponderò: "Sì, Padre! per la mia morte ti chiedo la sua vita". Poi Egli potrà guardarti senza rigore. Non avrai paura di Lui, anzi ti meraviglierai del suo immenso amore e piangerai di gioia e di riconoscenza, poiché anche Gesù è morto per noi. Capirai allora quanto Egli meritava il nostro amore. Vedi, mamma? sarò io la tua salvezza, dopo che tu fosti la mia rovina. Io ti salverò dal fuoco eterno, poiché ho pagato per te e posso decidere se accoglierti o no in paradiso. Ma non temere! Uno che vive in questo luogo d'amore non può che volere il bene, specie per la sua mamma. Vieni, piangi sul mio cuore, dopo che io ho pianto tanto sul cuore di Dio!

Nel glorioso giorno della risurrezione, quando vedrai il mio corpo luminoso, bello, giovane e perfetto come il tuo, ti renderai conto di quanto incantevole sarebbe stato il figlio tuo sulla terra. Li conoscerai questi occhi deliziosi come i tuoi, questa bocca e questo naso simili ai tuoi, queste braccia armoniose, queste mani delicate, queste gambe belle come le tue, questi piedi perfetti, e mi dirai allora: "Sì, tu sei veramente la carne della mia carne e le ossa delle mie ossa (Libro della Genesi 2,23), io ti ho formato. Perdonami! perdona il male che ti ho fatto, tesoro mio! perdona il mio egoismo e la mia stolta paura! Sono stata sciocca e imprudente. Il Serpente mi ha ingannata (Libro della Genesi 3,13). Ho sbagliato! Ma... vedi? ora sono pura come te e posso vedere Dio, perché ho purificato il mio cuore, ho scontato il mio peccato, ho santificato il mio spirito, ho meritato il mio premio, ho conservato la fede, ho perfezionato la carità. Finalmente ho capito! Grazie, amore, che hai pregato per me e mi hai atteso fino ad ora!".

Dirai mamma: "Vieni, tesoro mio, dammi la tua mano e lodiamo insieme il Signore così: Sia benedetto Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua misericordia ci ha rigenerati mediante la sua vita, morte e risurrezione, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe e non marcisce (Prima Lettera di San Pietro 1,3). Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo. Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati (Libro dell'Apocalisse 15,3-4). A Te, che sei il Salvatore: lode, onore e gloria nei secoli dei secoli! Amen".

Dal web

Natura della vita spirituale

Capitolo I
Tu eri dentro di me e io ti cercavo fuori
(S. Agostino, Le Confessioni)

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La forza propulsiva della nave è "nascosta", sommersa nell'acqua. La carica vitale che irradia tutte le tue azioni, che dà valore e senso a tutta la tua vita, esce dal tuo cuore ed è la tua INTERIORITA '. Perciò custodiscila e coltivala.

La scoperta "folgorante" di Dio , che senza dubbio è la scoperta più esaltante nella vita di una persona, ha fatto capire a S. Agostino che la VIA per incontrarLO PASSA PER IL CUORE, meglio dire: E' DENTRO IL CUORE. Un mistico orientale definisce così il "CUORE": "La sorgente vitale, oscura e profonda, da cui scaturisce tutta la vita psichica e spirituale dell'uomo e attraverso la quale l'uomo si avvicina e comunica con la Sorgente stes­sa della vita" (E. Bhr-Sigel).

Fratello, sorella, se vuoi, puoi veramente incontrare Dio nel tuo cuore. Tu solo possiedi la chiave per aprirGli dal di dentro...
Dio lo potrai trovare al di fuori di te soltanto dopo che ti sei disposto ad incontrarlo in te, perché tu sei il suo TEMPIO VIVENTE.

Il grande maestro di vita spirituale e grande mistico S. Bernardo te lo esprime con grande forza. "Dovunque ti trovi, prega dentro di te. Se ti trovi distante dalla Chiesa, non andare lontano alla ricerca di un luogo di preghiera, perché tu stesso sei quel luogo. In qualunque posto tu sei, prega perché lì è il tuo tempio e il tuo Dio"...
Il primo che te lo dice, però, e te lo dice come Lui solo sa dirtelo, è Gesù. "Tu, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompen­serà" (Mt. 6,6). La CAMERA, che ti isola in un rapporto personale con il Dio Vivente, è il tuo CUORE. Non c'è luogo, neanche la Chiesa, che possa metterti in comunica­zione con Dio, se tu lo tieni lontano dalla tua mente e dal tuo cuore.

Quando si dice VITA SPIRITUALE, si dice, dun­que, VITA INTERIORE.
Ogni persona fa l'esperienza che la propria vita ha due dimensioni nettamente diverse: la dimensione DENTRO DI SE'=VITA IN PROFONDITÀ; la dimensione FUORI DI SE'=VITA IN SUPERFICIE.

La VITA FUORI DI SE' o VITA ESTERIORE è fatta di calcolo, di pensiero, di efficientismo, di distrazio­ne verso le mille cose che attirano.
La VITA DENTRO DI SE' o VITA INTERIORE viene, invece, "costruita" da ciascuno secondo le qualità dei rapporti, delle scelte, delle motivazioni e degli orien­tamenti che dà alla propria esistenza, in ordine a quello che percepisce come il BENE SUPREMO. Questo si riassume in una sola parola: AMORE. "Dimmi Chi o che cosa ami e ti dirò chi sei" (S. Agostino), perché là "dov'è il tuo tesoro ivi è il tuo cuore" (Gesù), ossia lì ci sei tu.

Ogni uomo si gioca il proprio destino eterno secon­do le scelte di BENE o di MALE che opera nel cuore.

Per capire la natura e il valore della VITA SPIRI­TUALE, ci serviamo di un paragone molto chiaro. La nave, che solca i mari e gli oceani, è composta da due parti unite, ma funzionalmente ben diverse: la parte im­mersa nell'acqua e la parte emersa dall'acqua. La parte della nave immersa nel mare è la più importante, perché contiene gli apparecchi che le danno la forza propulsiva per muoversi e la guidano nella rotta da seguire. La VITA INTERIORE o VITA SPIRITUALE è la FORZA PROPULSIVA e il TIMONE, perché anima, dà valore e guida la VITA ESTERIORE.

Apprezzare e coltivare la vita spirituale è un dovere di ogni persona che voglia dare un senso alla propria esistenza. Non solo. La VITA SPIRITUALE è la VIA che ci è stata tracciata per raggiungere la SANTITA'. Molti quando sentono parlare di SANTITA', rimangono sì am­mirati, ma non si sentono per nulla coinvolti personal­mente. Ritengono che essa sia riservata agli altri, a qual­che categoria "privilegiata" di persone. Nulla di più falso. Dio chiama tutti indistintamente alla SANTITA', che si­gnifica a VIVERE la COMUNIONE CON CRISTO e IN CRISTO, PER LA GLORIA DEL PADRE. S. Paolo lo afferma categoricamente : "Questa è la volontà di Dio, la vostra SANTIFICAZIONE (I Tess. 4,3).

Dio viene sempre incontro all'uomo, ma l'uomo spesso non è interiormente disposto per incontrarLo. La VITA SPIRITUALE non può crescere e svilupparsi senza l'impegno, la volontà e la ricerca di Dio. I mezzi per coltivare la VITA SPIRITUALE sono la riflessione, la meditazione, la preghiera, l'esame di coscienza, il con­fronto costante con la PAROLA di DIO. L'uomo, però, con le sue sole forze, non può raggiungere il traguardo della VITA SPIRITUALE, che è la comunione piena con Dio. Ha bisogno della GRAZIA DIVINA, che gli viene donata dal Padre in CRISTO, suo Figlio, mediante i Sa­cramenti della Chiesa.

In una parabola del Vangelo Gesù ci parla del TE­SORO NASCOSTO. In questo possiamo raffigurare la VITA SPIRITUALE. Come il tesoro è ben sotterrato nel campo, così Dio - IL VERO TESORO DELLA TUA VITA - si cela nel più intimo del tuo cuore, sempre in attesa che tu voglia affacciarti fino a quelle profondità. Ti attende per incontrarti lì. Se tu non vendi quello che pos­siedi, ossia se non ti spogli del tuo egoismo e non "scavi" in te stesso, non troverai il TESORO. Un'altra immagine: la VITA SPIRITUALE è come la radice della pianta: non si vede, ma è la parte più necessaria. Come la radice attinge dal terreno sempre linfa nuova per nutrire la vita della pianta, così la persona attinge dal cuore la linfa che rinnova tutto il suo essere.

"L'uomo buono dal suo buon tesoro (il cuore buo­no) trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo catti­vo tesoro trae cose cattive" (Mt. 12,35)

Nel suo sviluppo la VITA SPIRITUALE segue il dinamismo della crescita umana, che tende progressiva­mente alla sua maturazione.

Possiamo sintetizzare questo processo in tre principi:

1. DI INTERIORIZZAZIONE: l'uomo, nel Cammino Spirituale, con il passare degli anni, si fa sempre più ri­flessivo. Anche se attratto dal mondo che lo circonda, dà sempre meno ascolto alle parole che gli giungono dal­l'esterno, mentre ascolta sempre più i messaggi che gli giungono dal di dentro. Tende, cioè, ad interiorizzare e unificare la propria vita. In questo itinerario, la Parola di Dio diventa il suo costante punto di riferimento: "Lampa­da per i miei passi è la tua Parola, Luce sul mio cammi­no" (Sal. 119,05).

2.DI SPOGLIAZIONE: il veloce alternarsi delle sta­gioni, lo scorrere implacabile del tempo, tolgono gradual­mente all'uomo le sue false sicurezze, la sua prestanza fisica, l'influsso sociale. Quando la morte si fa più vicina della nascita, le prove dell'esistenza fanno sentire all'uo­mo che è "un soffio" che passa: "L'uomo è come un soffio che va e non ritorna" (Sal. 77,39)... Avverte sempre più acutamente la sua precarietà e fugacità in questo mondo, che lo sta portando verso la sua spogliazione totale e ra­dicale. "Nudo uscii dal seno di mia madre e nudo vi ritornerò" (Gb. 1,21).

3. DI ESSENZIALITÀ: il passeggero e il caduco fanno sempre meno presa su di lui. Aderisce sempre più alle cose che non deludono e che non tramontano. Egli tende a trattenere soltanto ciò che ha sapore di eternità, perché si rende conto con S. Paolo che:" Le cose VISIBILI sono DI UN MOMENTO, quelle INVISIBILI sono ETERNE" (2 Cor. 4,18)

La VITA SPIRITUALE infatti si proietta come DIMENSIONE DEFINITIVA OLTRE LA MORTE e dà perpetuità e stabilità all'Edificio Interiore. La MORTE, vista in questa prospettiva, diventa la VERA NASCITA dell'uomo. Mentre la VITA FISICA è sottoposta ad un progressivo ed inevitabile disfacimento, la VITA SPIRI­TUALE cresce di giorno in giorno. "Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro UOMO ESTERIORE si va disfacendo, quello INTERIORE si rinnova di giorno in giorno" (2 Cor. 4,16).

A conclusione di questo tema così essenziale per orientare e dare senso alla nostra vita "sempre in fuga", non possiamo non sottolineare il valore del SILENZIO, condizione indispensabile per poter percepire la PRE­SENZA di Dio. Vivekananda, un illuminato rappresentan­te dell'induismo moderno e un grande spirito ecumenico, scrive:
"Siediti ai bordi dell'aurora per te si leverà il sole. Siediti ai bordi della notte per te scintilleranno le stelle. Siediti ai bordi del torrente per te canterà l'usignolo. Siediti ai bordi del SILENZIO, Dio ti parlerà "

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"Le anime si pesano nel SILENZIO come l'oro e l'argento si pesano nell 'acqua pura e le parole che pronunciamo non hanno peso che grazie al SILENZIO in cui sono immerse" (Maurice Maeterlinck).

Solo nel SILENZIO la verità di ciascuno si ricompone, mette radici. Solo nel SILENZIO la preghiera" rigenera" l'uomo, lo guarisce dalla propria colpa.
"Ogni infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: non saper restare in silenzio in una camera" (B. Pascal).
Il Maestro sommo della VITA SPIRITUALE, S. Gio­vanni della Croce, nella pagina stupenda che riportiamo, ci mostra, come il SILENZIO è il "custode" di tutte le virtù, lo scrigno prezioso che "protegge" la VITA SPIRI­TUALE nel suo sviluppo.
"Tacere di sè è UMILTÀ tacere i difetti altrui è CARITÀ tacere parole inutili è PENITENZA tacere a tempo e a luogo è PRUDENZA: tacere nel dolore è EROISMO. Saper parlare è un vanto di molti Saper tacere è una SAGGEZZA di pochi saper ascoltare una GENEROSITÀ di pochissimi
 
Per possedere il Tutto
non possedere nulla di nulla!
Quando ti rifugi in qualche cosa
cessi di lanciarti nel Tutto.
Se vorrai possedere qualcosa del Tutto
non hai posto il tuo tesoro nel Tutto!"
(S. Giovanni della Croce)

Cittadino del mondo

 
Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere... straniero.

(fonte non specificata)

Pensiero di San Pio n°13

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