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martedì 8 dicembre 2015

Antologia di brani di lettere di amicizia spirituale di S. FRANCESCO DI SALES a S. GIOVANNA FRANCESCA DI CHANTAL




Antologia di brani di lettere di amicizia spirituale di S. FRANCESCO DI SALES a S. GIOVANNA FRANCESCA DI CHANTAL

L. 76 - «Dio, mi pare, mi abbia dato a voi. Ne sono più che sicuro a ogni ora. È tutto quello che vi posso dire». 

L. 77 - «Quanto più mi allontano da voi esteriormente, tanto più mi sento legato a voi interiormente» 

L. 79 - «Quale importanza può avere per voi sapere se mi potete considerare come il vostro direttore spirituale, quando sapete che la mia anima è in voi e io so che la vostra è in me? Io so che avete una piena e perfetta fiducia nel mio affetto: di questo non dubito assolutamente, e ne ricevo consolazione. Sappiate anche, ve ne prego, e credete fermamente che io ho una viva e straordinaria volontà di servire il vostro spirito con tutta la capacità delle mie forze, non saprei spiegarvi la qualità né la grandezza di questo desiderio che sento del vostro servizio spirituale; ma vi dirò decisamente che io penso che venga da Dio e, quindi, lo coltiverò con grande amore e, ogni giorno, lo vedo crescere e di latarsi visibilmente. Se lo stimassi conveniente, vi direi ancora qualcosa di più, e direi la verità, ma bisogna che mi fermi qui. Ora, mia buona Signora, potete vedere assai bene la misura con cui vi potete servire di me e quanta fiducia potete riporre in me. Mettete a profitto il mio affetto e usate di tutto quello che Dio mi ha dato per il servizio del vostro spirito. Eccomi qui tutto vostro; e non pensate più sotto qual nome o in quale misura io lo sia. Dio mi ha dato a voi; consideratemi come vostro in Lui e chiamatemi come meglio vi piacerà: questo non ha importanza. Per tagliare la strada a tutte le obiezioni che potrebbero sorgere nel vostro spirito, è necessario che vi dica ancora di non aver mai inteso che, fra noi, vi fosse un legame che non compo rtasse qualche obbligo, se non quello della carità e della perfetta amicizia cristiana. [...] Ecco, mia buona sorella (e permettetemi di chiamarvi con questo nome che è quello con cui gli Apostoli e i primi cristiani usavano esprimere il loro amore vicendevo le); ecco il nostro legame, ecco le nostre catene che, quanto più ci stringeranno, tanta maggior gioia e libertà ci daranno; nulla è più flessibile e nulla è più tenace che queste catene. Tenetemi dunque molto strettamente legato a voi, e non datevi pensiero di saper altro, se non che questo legame non è contrario a nessun altro, sia di voto che di matrimonio. Sotto questo aspetto, state dunque perfettamente in pace». 

L. 80 - «In secondo luogo, carissima Sorella, sappiate che, come vi ho detto, fin dalla prima volta che mi manifestaste la vostra anima, Dio mi diede un grande amore al vostro spirito; e quando mi vi manifestaste in un modo più particolare, si creò, fra la mia anima e la vostra, un legame d’affetto molto più stretto, che m’indusse a scrivervi che Dio mi aveva dato a voi, pensando che non si potesse più aggiungere nulla all'affetto che sentivo nel mio spirito, specialmente quando pregavo per voi. Ma ora, carissima Figlia, si è aggiunto a quello un affetto nuovo d’un genere che, mi pare, non si può definire, ma ha come effetto una grande soavità interiore che provo quando vi auguro la perfezione dell’amore di Dio e le altre benedizioni spirituali. No, non aggiungo nessun fronzolo alla verità: parlo della presenza del Dio del mio cuore e del vostro. Ogni affetto è diverso da tutti gli altri. Quello che provo per voi mi consola immensamente, e, per dir tutto in una parola, mi è immensamente benefico. Tenete tutto questo come pura verità e non dubitatene più. Non volevo dire tanto, ma una parola tir a l’altra; e spero che prenderete tutto in bene. È una cosa meravigliosa, mi pare, Figlia mia: la santa Chiesa di Dio, a imitazione del suo Sposo, non ci insegna a pregare per noi individualmente, ma sempre per noi e per i nostri fratelli cristiani. «Dacci », dice, «Concedici», usando sempre il plurale. non mi era mai accaduto di sentire il mio spirito legato a una persona particolare quando usavo certe espressioni; però, da quando sono partito da Digione, se dico noi , mi vengono in mente parecchie persone p articolari che mi sono raccomandate, e, quasi sempre, voi siete la prima. e se, qualche volta, ma raramente, non venite per prima, venite per ultima per rimanere più a lungo. Si può dire di più? Ma per amore di Dio, che queste cose non vengano confidate a nessuno, perché ho veramente detto troppo, sebbene abbia parlato con assoluta verità e sincerità [...] Se dessi retta a me stesso non metterei mai fine a questa lettera, scritta col solo intento di rispondervi. Voglio però terminarla chiedendovi una grande a ssistenza delle vostre preghiere. Io non prego mai senza avervi come partecipe delle mie suppliche, e non saluto i miei Angeli senza salutare anche il vostro. Ricambiatemi il favore e così faccia anche Celso Benigno [figlio della Chantal]

 L. 82 - «Prego questo santo benedetto è [Sainte - Claude] , testimone della sincerità e dell’integrità del cuore col quale vi amo nel nostro Signore e nostro comune Maestro, a impetrarvi dalla sua santa bontà l’assistenza dello Spirito Santo che ci è necessaria per entrare davvero nel riposo del tabernacolo della Chiesa. Sia detto una volta per sempre: sì, Dio mi ha dato a voi; voglio dire che mi ha dato in un modo unico, intero, irrevocabile». 

L. 83 - «Sono d’accordo che facciate vedere i miei consigli che si riferiscono alla vostra coscienza al vostro confessore, ma non le mie lettere, che sono un po’ troppo semplici e cordiali per essere vedute da altri occhi che non siano altrettanto semplici e pienamente corrispondenti alla mia intenzione tutta franca e leale nei vost ri confronti».

 L. 89 - «in quattro parole vi dirò ora qualcosa di me. Vorrei che poteste vedere perfettamente tutto il mio intimo, se le mie imperfezioni non vi scandalizzassero...... non vi dirò nulla della grandezza del mio cuore nei vostri riguardi: vi dirò solo che è molto superiore a tutto quello che si può immaginare. E il mio affetto per voi è candido come la neve e più puro del sole. Per questo durante questa lontananza, gli ho lasciato le briglie sul collo, permettendogli di correre a suo piacimento. Oh, Signore Dio! come si potrebbe dire quale consolazione debba essere, in Cielo, amarsi in un pieno mare di carità, quando i piccoli ruscelli di quaggiù ne possono procurare tanta?». 

L. 101 - «... Che Dio mi renda davvero bambino nell’innocenza e nella semplicità! Ma non sono veramente semplice quando vi dico queste cose? Non c’è rimedio voglio farvi vedere il mio cuore così come è in tutta la varietà dei suoi movimenti, perché, come dice l’Apostolo [2Cor 12,6] , voi non pensate di me più di quello che è in me». 

L. 102 - «Coraggio, coraggio! Gesù è nostro: che i nostri cuori siano sempre i suoi. Egli mi ha reso, mia cara Figlia, e mi rende ogni giorno più, mi pare, o almeno, mi rende sempre più sensibilmente, sempre più soavemente del tutto, in tutto e senza riserve, unicamente, inviolabilmente vostro in Lui e per Lui, al quale sia onore e gloria per tutti secoli dei secoli insieme con la sua santa Madre». 

L. 103 - «Non potreste credere quanto il cuore si conferma sempre più nelle nostre risoluzioni e come tutto concorre a confermarlo maggiormente. Io provo una soavità straordinaria per tali risoluzioni, come anche per l’amore che vi porto, e amo questo amore in un modo incomparabile. Esso è forte, ampio, senza misura né riserva, ma dolce, facile, purissimo e tranquillissimo; in una parola, se non m’inganno, è un amore che vive solo di Dio, perché dunque non lo dovrei amare? ma dove vado io? non intendo più tornare su queste parole, che sono troppo vere e prive d’ogni pericolo. Dio che vede tutte le pieghe del mio cuore, sa che, in questo, non vi è nulla che non sia per Lui e secondo Lui, senza il quale non intendo essere nulla per nessuno, con non intendo che nessuno sia qualcosa per me, ma in Lui, intendo non solo conservare, ma nutrire, e molto teneramen te, questo affetto unico. Ma lo confesso, il mio spirito non aveva il permesso di effondersi in questo modo, è sfuggito al mio controllo, e bisogna perdonarlo per questa volta, a condizione che non ne faccia più parola». 

L. 106 - «E poiché il mio cuore mi spinge a comunicarvi ogni piccola consolazione che mi capita (cosa che non farei con nessun altra creatura), vi dico che, negli ultimi tre giorni, ho sperimentato un piacere incomparabile pensando al grande onore che ha un cuore che può parlare da solo a solo al suo Dio...» 

L. 111 - «Gesù, nelle viscere del quale la mia anima ama la vostra in un modo unico, sia sempre la nostra consolazione, Figlia mia». 

L. 117 - «...E quando io parlo della mia anima, intendo parlare della mia anima tutta intera compren - dendo, quindi, anche quella che Dio mi ha unita inseparabilmente...... [...] Oh Dio! perché mai vi dico tutto questo, se non perché il mio cuore si apre e si spalanca senza riserve quando è a contatto col vostro?... [...] Credete che la prima parola che vi scrissi, cio è che Dio mi aveva dato a voi, esprimeva la verità; e i sentimenti che ne derivano sono ogni giorno più forti nella mia anima». 

L. 120 - «Perché mai pensiamo che Egli abbia voluto fare dei due un cuore solo, se non perché questo cuore sia straordinariamente audace, valoroso, coraggioso, costante e innamorato del suo Creatore e del suo Salvatore nel quale e per il quale io sono tutto vostro?» . J . M . J .

giovedì 22 ottobre 2015

PREGHIERA PER GLI AMICI - S. Anselmo

Signore, tu ci hai comandato di amare tutti gli uomini in te e per te: per tutti imploro la Tua clemenza.   Ci sono però molti per i quali Tu hai impresso nel mio cuore un affetto più intimo e familiare: a loro voglio bene con più ardore, per loro voglio pregare con più intensità.
Abbracciali nel Tuo amore, Tu che sei la fonte dell’amore, Tu che mi comandi di amarli e insieme me ne dai la capacità. Se la mia preghiera non vale ad ottenere per loro dei vantaggi perché ti è offerta da un peccatore, valga almeno perché nasce in risposta ad un Tuo comando.
Per te, dunque, che sei l’autore e la fonte dell’amore, per Te, e non per me, continua ad amarli, e fa' che essi pure Ti amino con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima, così che possano volere, dire e fare solo quanto piace a Te e giova al loro bene.
La mia preghiera è troppo tiepida, poiché debole è la fiamma del mio amore, ma Tu, che sei ricco di misericordia, non misurare i doni che Ti chiedo per gli amici sul torpore delle mie invocazioni, ma come la Tua benignità supera ogni amore umano, così la Tua risposta trascenda lo scarso fervore della mia supplica.
Fa' per loro e con loro, Signore, quanto li aiuta a procedere nel cammino che hai tracciato per loro, così che siano sempre e ovunque guidati e protetti da Te, fino a che raggiungano la sicurezza gloriosa del cielo. (S.  Anselmo)

giovedì 23 luglio 2015

Santificazione delle relazioni domestiche


 

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).


589.   La grazia non distrugge la natura ma la perfeziona. Ora le relazioni domestiche furono istituite da Dio stesso: volle che la specie umana si propagasse per mezzo della legittima e indissolubile unione dell'uomo e della donna, e che questa unione fosse ancor più rinsaldata dai figli che ne nascerebbero. Onde le intimissime e affettuosissime relazioni tra marito e moglie, tra genitori e figli, che la grazia del sacramento del matrimonio aiuta a rendere soprannaturali.

1° DELLE RELAZIONI TRA GLI SPOSI CRISTIANI.

590.   Assistendo alle nozze di Cana ed elevando il matrimonio cristiano a dignità di sacramento, Nostro Signore mostrò agli sposi che la loro unione può essere santificata e ne meritò loro la grazia.

A) Prima del matrimonio, l'amore cristiano, amore tenero e ardente, casto e soprannaturale, ne unisce i cuori e li prepara a sopportar più validamente i pesi della famiglia. La natura e il demonio tentano, è vero, d'insinuare in quest'affetto un elemento sensuale che potrebbe essere pericoloso per la virtù; ma i fidanzati cristiani, sorretti dalla pratica dei sacramenti, sapranno dominar questo elemento, e renderanno soprannaturale il mutuo amore, rammentandosi che tutti i nobili sentimenti vengono da Dio e a lui si devono riferire.

591.   B) La grazia del sacramento, unendone i cuori con vincolo indissolubile, ne affinerà e purificherà l'amore. [...]

592.   C) Quando Dio dà loro dei figli, li ricevono dalla sua mano come un sacro deposito, li amano non solo come parte di sè stessi ma come figli di Dio, membri di Gesù Cristo, futuri cittadini del cielo; li circondano di continuo affetto e premura; danno un'educazione cristiana, studiandosi di formare in essi le stesse virtù di Nostro Signore, ed esercitano a questo fine con riguardo, delicatezza, forza e dolcezza, l'autorità data loro da Dio. Non dimenticano che, essendo rappresentanti di Dio, devono evitare quella debolezza che tende a viziare i figli e quell'egoismo che vorrebbe goderne senza formarli alla virtù e al lavoro. Con l'aiuto di Dio e degli educatori, che scelgono con la massima cura, ne fanno uomini e cristiani, esercitando così una specie di sacerdozio in seno alla famiglia; potranno quindi fare assegnamento sulla benedizione di Dio e sulla riconoscenza dei figli.

2° DEI DOVERI DEI FIGLI VERSO I GENITORI.

593.   A) La grazia, che santifica le relazioni tra gli sposi, perfeziona pure e rende soprannaturali i doveri di rispetto, di affetto e di obbedienza che i figli devono ai genitori.

a) Ci mostra nei genitori i rappresentanti di Dio e della sua autorità; a loro, dopo Dio, dobbiamo la vita, la sua conservazione e la buona sua direzione. Il nostro rispetto per loro deve quindi giungere fino alla venerazione: ammirando in essi una partecipazione della divina paternità, "ex quo omnis paternitas in cælis et in terra", della sua autorità, delle sue perfezioni, Dio stesso dobbiamo venerare in loro.

b) L'affetto, la bontà, la sollecitudine loro verso di noi ci appariscono come un riflesso della provvidenza e della bontà divina, onde il nostro amor filiale diventa più puro e più intenso, giungendo persino alla più assoluta dedizione, tanto che saremmo pronti a sacrificarci per loro e dare, occorrendo, la vita nostra per salvar la loro; prestiamo quindi tutta l'assistenza corporale e spirituale di cui hanno bisogno, secondo tutta la nostra possibilità.

c) Vedendo in loro i rappresentanti dell'autorità di Dio, non esitiamo a obbedirli, in tutto, ad esempio di Nostro Signore che, per trenta anni, fu sottomesso a Maria e a Giuseppe: "et erat subditus illis". Questa obbedienza non ha altri limiti fuori di quelli posti dallo stesso Dio, cioè che si è obbligati a obbedire più a Dio che agli uomini; ond'è che in ciò che riguarda il bene dell'anima, e specialmente rispetto alla vocazione, al solo confessore dobbiamo obbedire, dopo averlo informato delle condizioni di famiglia. Anche in questo imitiamo Nostro Signore, il quale, quando la Madre gli chiese perchè l'avesse abbandonata, rispose: "Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio? Nesciebatis quia in his quæ Patris mei sunt, oportet me esse?" 593-3 Rimangono così salvi i diritti e i doveri di tutti.

594.   B) Entrando nel chiericato, abbandoniamo il mondo e fino a un certo punto anche la famiglia, per entrare nella grande famiglia ecclesiastica, e occuparci quindi innanzi principalmente della gloria di Dio, del bene della Chiesa e delle anime. Gli interni sentimenti di rispetto e d'affetto per i genitori non cangiano certo, anzi si affinano, ma le esterne manifestazioni dipenderanno quindi innanzi dai doveri del nostro stato; nulla dobbiamo fare per piacere ai genitori ove ne venga danno al nostro ministero. Il primo nostro dovere è di occuparci delle cose di Dio; ove dunque accadesse che il modo di vedere, i consigli, le esigenze loro si opponessero a ciò che da noi richiede il servizio delle anime, con dolcezza ed affetto ma con fermezza faremo loro intendere che, nei doveri del nostro stato, dipendiamo solo da Dio e dai superiori ecclesiastici. Continueremo però a onorarli, ad amarli, ad assisterli secondo tutta la possibilità compatibile coi doveri del nostro ufficio.

Cotesta regola s'applica pure, e a più forte ragione, a coloro che entrano in una congregazione o in un ordine religioso.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

La santificazione delle relazioni sociali

http://www.cavanis.org/noticias/img/861/20110704-Formazione-Cavanis.jpg

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).


584.   Fin qui abbiamo parlato delle relazioni tra l'anima e Dio, sotto la guida del direttore. Ma è chiaro che siamo obbligati ad aver numerose relazioni con molte altre persone, relazioni di famiglia e d'amicizia, relazioni professionali, relazioni d'apostolato. Ebbene tutte possono e devono essere santificate e contribuire a rassodarci nella vita interiore. Per agevolar questa santificazione, esporremo i principii generali che devono regolare queste relazioni, facendone poi l'applicazione alle principali relazioni.

I. Principii generali.

585.   1° Nel disegno primitivo le creature erano destinate a portarci a Dio, ricordandoci ch'egli è l'autore e la causa esemplare di tutte le cose. Ma, dopo la caduta, esse ci attirano in modo che, se non stiamo all'erta, ci distolgono da Dio o almeno ci ritardano il cammino verso di lui. Bisogna quindi reagire contro questa tendenza, e, con lo spirito di fede e di sacrificio, servirci delle persone e delle cose soltanto come mezzi per andare a Dio.

586.   2° Ora, tra le relazioni che abbiamo con le persone, ve ne sono delle volute da Dio, come le relazioni domestiche o quelle richieste dai doveri del nostro stato. Tali relazioni devono essere mantenute e rese soprannaturali. Infatti non si diventa liberi da questi doveri pel fatto che si aspira alla perfezione; si è invece obbligati a compirli in modo più perfetto degli altri. Bisogna però renderle soprannaturali riconducendole al nostro ultimo fine che è Dio. Il mezzo migliore per farlo sta nel considerar le persone con cui siamo in relazione, come figli di Dio, fratelli in Gesù Cristo, rispettarle e amarle in quanto possedono doti che sono un riflesso delle perfezioni di Dio, e sono destinate a parteciparne la vita e la gloria. Così in esse consideriamo e amiamo Dio.

587.   3° Vi sono invece relazioni pericolose o cattive che tendono a farci cadere in peccato o col destare in noi lo spirito mondano, o coll'attaccarci alle creature per via del piacere sensibile o sensuale che proviamo in loro compagnia e al quale siamo esposti a consentire. Fuggire, per quanto è possibile, queste occasioni è cosa obbligatoria e, se non si può evitar l'occasione, è dovere l'allontanarla moralmente, rafforzando la volontà contro l'affetto disordinato a tali persone. Chi opera altrimenti, compromette la propria santificazione e la propria salute; perchè chi ama il pericolo in esso perisce: "Qui amat periculum, in illo peribit" 587-1. Quanto più dunque si vuol essere perfetti, tanto più si deve fuggire le occasioni pericolose, come spiegheremo più tardi parlando della fede, della carità e delle altre virtù.

588.   4° Finalmente vi sono relazioni che per sè non sono nè buone nè cattive ma semplicemente indifferenti, e che possono quindi, secondo le circostanze o l'intenzione, riuscir utili o nocive: tali sono, per esempio, le visite, le conversazioni, le ricreazioni. Un'anima che tende alla perfezione renderà buone queste relazioni con la purità d'intenzione e con la moderazione che serberà in ogni cosa. Prima di tutto non cercherà se non quelle che sono veramente utili alla gloria di Dio, al bene delle anime o a quel necessario sollievo che è richiesto dalla salute del corpo o dal bene dell'anima. Poi, nell'uso di queste cose utili, praticherà quella prudenza, quella modestia, quella temperanza, che tutto riconduce all'ordine voluto da Dio. Quindi via quelle lunghe conversazioni oziose che sono perdita di tempo e occasione di mancare all'umiltà e alla carità; via quei prolungati e smodati divertimenti che stancano il corpo e deprimono l'anima.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

martedì 21 luglio 2015

Amare il silenzio


 

Amare il silenzio

by cordialiter
 
Tutte le anime che amano Dio amano anche la solitudine, perché nella solitudine è più facile raccogliersi ed elevare la mente al Signore. Nel silenzio e nella solitudine lo Spirito Santo parla al cuore delle sue anime dilette con parole che infiammano d'amore. Ducam eam in solitudinem, et loquar ad cor eius (Osee II, 14).

La virtù si conserva facilmente nella solitudine, mentre si perde facilmente nel conversare col mondo, ove poco si conosce Dio, e poco conto si fa del suo amore e dei beni che Egli dona a chi lascia tutto per amor suo. Diceva San Bernardo che lui aveva imparato molto più nella solitudine dei boschi che dai libri e dai maestri. Quindi i santi per vivere in solitudine e lontani dai tumulti del mondo hanno amato tanto le grotte, i monti e i boschi. La solitudine sarà una fonte perenne di allegrezza per quelle anime che la cercano: ella fiorirà come il giglio in bianchezza ed innocenza di vita, e produrrà i frutti di tutte le virtù. Queste anime felici un giorno saranno elevate a vedere la gloria del Signore e la sua infinita bellezza.

È certo che per mantenere l'anima unita con Dio bisogna conservar nella mente le idee di Dio e dei beni immensi che Egli prepara a chi lo ama. Ma quando noi abbiamo contatti col mondo, esso ci presenta le cose terrene, le quali cancellano le idee spirituali e ci privano dei sentimenti di pietà.

I mondani fuggono la solitudine perché nella solitudine si fan sentire i rimorsi delle loro coscienze, perciò costoro vanno cercando conversazioni e distrazioni di mondo. Al contrario, le anime che vivono con pace di coscienza non possono non amare la solitudine; e quando si trovano tra il baccano del mondo si sentono come pesci fuor d'acqua. È vero che l'uomo ama la compagnia; ma qual più bella compagnia che quella di Dio! Non apporta né amarezza né tedio l'allontanarci dalle creature per conversare intimamente col nostro Creatore.

Non è vero che la vita solitaria è vita malinconica; ella invece è un assaggio e principio della vita dei beati che godono un gaudio immenso nell'occuparsi solamente di amare e lodare Dio. I santi allorché vivono in solitudine sembrano soli, ma in realtà non stanno soli, stanno con Dio. Sembrano mesti, ma non sono mesti; il mondo, vedendoli lontani dai divertimenti terreni li giudica miseri e sconsolati, ma non è così; essi in realtà godono un'immensa e continua pace. Il Signore ben sa consolare un'anima che conduce una vita ritirata. Ella è sempre piena di gioia e d'allegrezza, e innalza ringraziamenti e lodi alla divina bontà.
 

Le vere amicizie

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).
 
L'amicizia può essere mezzo di santificazione o serio ostacolo alla perfezione, secondo che è soprannaturale o naturale e sensibile. [...]

1° DELLE VERE AMICIZIE.

Ne diremo la natura e i vantaggi.

595.   A) Natura. -- a) Essendo l'amicizia una mutua comunicazione tra due persone, si specifica innanzi tutto secondo la varietà delle comunicazioni e la qualità dei beni che si comunicano. Il che viene molto bene spiegato da S. Francesco di Sales: "Quanto più squisite saranno le virtù in cui comunicate, tanto più perfetta sarà l'amicizia. Se comunicate in scienze, l'amicizia è certamente assai lodevole; più lodevole ancora se comunicate in virtù, nella prudenza, nella moderazione, nella fortezza, nella giustizia. Se poi la vostra mutua comunicazione riguarda la carità, la devozione, la perfezione cristiana, oh Dio! quanto preziosa sarà l'amicizia! Sarà eccellente perchè viene da Dio, eccellente perchè tende a Dio, eccellente perchè ne è vincolo Dio, eccellente perchè durerà eternamente in Dio! Oh! che buona cosa è amare sulla terra come si ama in cielo e imparare ad averci in questo mondo quella reciproca tenerezza che ci avremo eternamente nell'altro!"

La vera amicizia è dunque in generale un'intima corrispondenza tra due anime per farsi scambievolmente del bene. Può restare semplicemente onesta, se i beni che si comunicano sono di ordine naturale. Ma l'amicizia soprannaturale è di ordine assai superiore. È un'intima corrispondenza tra due anime che si amano in Dio e per Dio, a fine di scambievolmente aiutarsi a perfezionar la vita divina che possedono. Fine ultimo ne è la gloria di Dio, fine immediato il progresso spirituale, e Gesù il vincolo di unione tra i due amici. Tal è il pensiero del Beato Etelredo [...] che il Lacordaire traduce così: "Non posso più amar persona senza che l'anima prenda posto dietro il cuore e che Gesù Cristo venga a fare il terzo in mezzo a noi".

596.   b) Perciò quest'amicizia, [invece] di essere appassionata, predominante, esclusiva come l'amicizia sensibile, ha per doti la calma, il riserbo e la mutua confidenza. È affetto calmo e moderato, appunto perchè fondato sull'amor di Dio ne partecipa la virtù; onde è pure affetto costante, che va crescendo, al rovescio dell'amore passionale che tende ad affievolirsi. Ed è accompagnata da savio riserbo: [invece] di cercar familiarità e carezze come l'amicizia sensibile, è piena di rispetto e di riservatezza, perchè non desidera altro che comunicazioni spirituali. Questa riservatezza non impedisce però la confidenza; mutuamente stimandosi e vedendo nella persona amata un riflesso delle divine perfezioni, si prova per lei confidenza grandissima, che è del resto reciproca; il che porta intime comunicazioni, perchè si brama di partecipare alle soprannaturali doti dell'amico. Si comunicano quindi i pensieri, i disegni, i desideri di perfezione. E bramando di scambievolmente perfezionarsi, non si peritano di avvertirsi dei difetti e di aiutarsi a correggerli. La mutua confidenza che regna tra i due amici impedisce all'amicizia di diventare inquieta, affannosa, esclusiva; non si ha per male che l'amico abbia altri amici, anzi se ne gode pel bene suo e per quello del prossimo.

597.   B) È chiaro che tale amicizia presenta grandi vantaggi. a) La S. Scrittura ne fa frequenti elogi: "Un amico fedele è tetto robusto, e chi lo trova ha trovato un tesoro... l'amico fedele è balsamo vitale [...]. Nostro Signore ce ne diede l'esempio nell'amicizia che ebbe per Giovanni, il quale era conosciuto per "l'amato da Gesù, quem diligebat Jesus". S. Paolo ha amici a cui porta profondo affetto; soffre della loro assenza e la sua più dolce consolazione è di rivederli; così è inconsolabile perchè non trova Tito al luogo convenuto [...]; si rallegra appena lo ritrova [...]. Si vede pure quale affetto nutriva per Timoteo e quanto bene gli faceva la sua presenza e che aiuto gli dava a farne anche agli altri; lo chiama quindi suo collaboratore, suo figlio, suo carissimo figlio, suo fratello [...].

Anche l'antichità cristiana ci porge illustri esempi di amicizia: uno dei più celebri è quello di S. Basilio e di S. Gregorio Nazianzeno.

598.   b) Da questi esempi si deducono tre ragioni a mostrare quanto utile sia l'amicizia cristiana, specialmente per il sacerdote di ministero.

1) Un amico è una tutela rispetto alla virtù, protectio fortis. Noi sentiamo il bisogno d'aprire il cuore a un intimo confidente; il direttore risponde talora a questo bisogno, ma non sempre: la sua amicizia paterna è diversa dall'amicizia fraterna che cerchiamo noi. Abbiamo bisogno d'un nostro pari con cui poter discorrere con tutta libertà. Se non lo troviamo, correremo pericolo di far confidenze biasimevoli a persone che non sempre riusciranno innocue per noi e per loro.

2) È pure un intimo consigliere a cui apriamo volontieri i dubbi e le difficoltà e che ci aiuta a risolverli; è un monitore savio e affettuoso, che, vedendoci all'opera e sapendo ciò che si dice di noi, ci dirà la verità, facendoci così schivar talora molte imprudenze.

3) È finalmente un consolatore, che ascolterà amorevolmente il racconto delle nostre pene, e troverà nel suo cuore le parole necessarie per addolcirle e confortarci.

599.   Si può chiedere se queste amicizie siano da approvarsi nelle comunità, potendosi infatti temere che portino danno all'affetto che deve unire tutti i membri e che generino gelosie. Bisogna certamente badare che tali amicizie non rechino nocumento alla carità comune, e che siano non solo soprannaturali ma tenute entro i giusti limiti fissati dai superiori. Con queste riserve, anche coteste amicizie hanno i loro vantaggi, perchè i religiosi hanno essi pure bisogno d'un consigliere, d'un consolatore e d'un monitore che sia insieme un amico. Tuttavia anche nelle comunità, anzi più che altrove, bisogna premurosamente evitare tutto ciò che può aver colore di falsa amicizia.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

martedì 23 giugno 2015

Salvatore Martinez si racconta a Soul

giovedì 18 giugno 2015

LAUDATO SI'



Laudato si' - La nuova enciclica di Papa Francesco !

foto di Avvenire.


Scarica gratis l'‪‎ Enciclica‬ ‪‎laudato si‬ di Papa‬ Francesco.

 Clicca sul link ---> http://buff.ly/1epUoLb

Ti ho cercato


Ti ho cercato

 
(Anselmo d'Aosta)
 
Ti ho cercato, o Signore della vita,
e tu mi hai fatto il dono di trovarti:
te io voglio amare, mio Dio.
Perde la vita, chi non ama te:
chi non vive per te, Signore,
è niente e vive per il nulla.
Accresci in me, ti prego,
il desiderio di conoscerti
e di amarti, Dio mio:
dammi, Signore, ciò che ti domando;
anche se tu mi dessi il mondo intero,
ma non mi donassi te stesso,
non saprei cosa farmene, Signore.
Dammi te stesso, Dio mio!
Ecco, ti amo, Signore:
aiutami ad amarti di più.

mercoledì 3 giugno 2015

"Non dialogare con la tentazione"


COLTIVARE L'ORRORE PER IL PECCATO

"Non dialogare con la tentazione"


Che ansia di riformare hanno molti! Non sarebbe meglio che ci riformassimo, tutti, singolarmente, per compiere fedelmente ciò che è comandato? (Solco, 132)




Dobbiamo alimentare nelle nostre anime un vero orrore per il peccato. Signore ripetilo con cuore contrito , non voglio offenderti mai più!

Ma non ti meravigliare se noti il peso del tuo povero corpo e delle umane passioni: sarebbe sciocco e ingenuamente puerile che ti accorgessi solo ora che «questo» esiste. La tua miseria non è di ostacolo, bensì di sprone per unirti di più a Dio, per cercarlo con costanza, perché è Lui che ci purifica.
(Solco, 134)

Non dialogare con la tentazione. Lascia che te lo ripeta: abbi il coraggio di fuggire; e la forza di non soppesare la tua debolezza, pensando fino a che punto potresti arrivare. Taglia, senza fare concessioni!
(Solco, 137)

Non hai scuse. La colpa è solamente tua. Se sai ti conosci quanto basta che, per questa strada con queste letture, con questa compagnia... , puoi finire nel precipizio, perché ti ostini a pensare che forse questa è una scorciatoia che facilita la tua formazione o fa maturare la tua personalità?

Cambia radicalmente progetto, anche se ti comporta maggior sforzo, meno svaghi a portata di mano. Ormai è ora che ti comporti da persona responsabile. (Solco, 138)  





Le tentazioni e le opere del Diavolo



Permesso di Dio

Niente, proprio niente succede casualmente nel mondo o nella vita di ciascuno di noi o, per meglio dire, senza il permesso di Dio. Lui sorveglia tutto: "Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà" (Lc 21, 18). Siccome ci ha dato la libertà, permette il male ma non lo desidera mai. Una volta lasciato che accada, cercherà di mutarlo in bene. Il Signore acconsente a Satana di insidiarci e di tormentarci, ma ci dà sempre tutte le grazie per poterglisi opporre. Nella Sacra Scrittura leggiamo: "Se vuoi, osserverai i comandamenti; l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere" (Sir 15, 15). In questa maniera ci aiuta a cogliere per noi stessi la grazia, a fortificarci nell'umiltà, nella pazienza, nell'esercizio spirituale...

Nella vita di alcuni Dio permette l'opera del Maligno per ottenere la loro crescita spirituale. Distrugge lo scopo del Demonio per realizzare il proprio. Lo possiamo vedere in alcune persone carismatiche alle quali dà i doni (carismi) permettendo che capitino loro sventure e croci. Un uomo del nostro tempo, padre Pio, recentemente beatificato dal Santo Padre Giovanni Paolo II, sopportò dolori lancinanti portando le stigmate per cinquant'anni, come il nostro Signore Gesù Cristo. Ma a nessuno era mai venuto in mente di pregare perché gli fossero tolte. Si trattava di un'opera straordinaria di Dio che mirava a qualcosa di eccezionale. Ovviamente Satana non aveva alcun interesse che padre Pio portasse le stigmate (anche se può succedere che provochi fenomeni del genere per sedurre le anime con i falsi mistici).

L'esempio biblico di Giobbe ci fa vedere una persona sofferente, abbattuta da tantissime pene e sventure e infine dalla malattia. Qualche volta Dio acconsente il male per trasformarlo nel bene. Prove come queste non sono ancora mali in sé. Sopra le righe storte Dio scrive diritto. Se l'uomo confida in Lui, tutto il male gli sarà convertito in bene.

Radicarsi nel peccato

A scopo dimostrativo prendiamo il modello di Giuda dalla Scrittura che, sordo agli inviti di Cristo, continuava a radicarsi nel peccato e finì col suicidarsi.

Vediamo quell'incancrenirsi nel male come le perversioni sessuali oggi in aumento, la violenza, l'alcool, gli stupefacenti, l'odio, la bestemmia, gli aborti, l'infedeltà coniugale che provoca il divorzio e di conseguenza le sofferenze dei tanti coinvolti.

Sofferenze causate dai malefici

In questo caso l'individuo non ha nessuna colpa. Commette il misfatto chi fa un maleficio o ordina che venga fatto. Questo campo scivoloso dove nascono gli inganni richiede cautela per i possibili imbrogli, perversioni, suggestioni. Esistono dei modi per fare del male ad una persona tramite l'azione del Demonio con diversi riti, come la cosiddetta legatura, il malocchio, la maledizione... Il fatto che ci siano ecclesiastici che non credono nei malefici è inconcepibile. Come potranno allora combattere per i loro fedeli colpiti da mali di questo tipo?

Alcuni si domandano perché Dio permette che succedano cose del genere. L'uomo usa la sua libertà per il bene quanto per il male. Può aiutare e altrettanto far del male agli altri, spesso in maniera ingiusta e violenta. È persino in grado di pagare un assassino per uccidere qualcuno. Ugualmente, può corrompere un fattucchiere o un mago per combinare il maleficio ad una persona. Il Signore nel suo infinito amore desidera salvare ogni sua creatura. Nella sua bontà sollecita ognuno ad amare, perdonare e gioire per la felicità degli altri. Ma il Maligno non riposa mai. Insidia la mente umana con idee di superiorità, pensieri di vendetta e d'odio. E che cosa avviene? Accade che l'uomo che ha smesso di pregare, non vivendo più la sua intimità con Dio, non essendo in grazia, solo, abbandonato a se stesso, non ha più la forza di affrontare il Demonio. Il Male lo vince ed egli comincia a fare ciò che il Signore non vuole. Dio invece cerca di convertirlo.

Dobbiamo sapere che in tutto Dio rispetta le decisioni dell'uomo. L'ha creato libero e gli lascia fino all'ultimo la sua libertà. Desidera che i suoi figli tornino liberamente al Creatore.
In quel senso possiamo dire che Dio acconsente il male ma non abbandona l'uomo senza il suo aiuto, dandogli la forza di combattere il Diavolo.

Fra Benigno e la "Charlie Charlie Challenge"



No al satanismo! - "Charlie Charlie Challenge" :PROPAGANDA GLOBALE ALLO SPIRITISMO ,PRESENTATO COME INNOCUO GIOCHINO.




"Charlie Charlie Challenge" :PROPAGANDA GLOBALE ALLO SPIRITISMO ,PRESENTATO COME INNOCUO GIOCHINO-GENITORI ,STATE ATTENTI AI VOSTRI FIGLI : NON SI PUO' 'GIOCARE' SENZA DANNI CON L'OCCULTISMO E CON I DEMONI

Si chiama "Charlie Charlie challenge" (La sfida del Charlie Charlie) ,è diventata la nuova moda tra i giovani di tutto il mondo, un fenomeno di seduta spiritica globale, che da qualche giorno si sta espandendo, ora dopo ora, attraverso i social media,è l'evocazione del demone Charlie :UNA PSICOSI DI MASSA,che sta causando la preoccupazione di molti genitori, dato che molti bambini e adolescenti curiosi che vi hanno partecipato finiscono per stare male,avere disturbi nel sonno ,attacchi di ansia o nel peggiore dei casi essere vessati o ossessionati da demoni, come è stato testimoniato da alcuni genitori che hanno riscontrato segni di profonde graffiature ,venute dal nulla,sul corpo dei loro figli e un numero infinito di eventi inquietanti ,anche nelle case e nelle scuole dove i bambini ,di 8 o 9 anni,si sono messi ad evocare il demone Charlie,perchè lo hanno visto fare nei video di youtube...


LA STAMPA DIFFONDE IL VELENO ,ne parla come si trattasse di un simpatico passatempo, contribuendo così all'indottrinamento di massa dei giovani allo spiritismo...


NOTIZIE COME QUESTE SONO GHIOTTE PER I MEDIA,A CUI NON INTERESSA LA VERA SALUTE PSICOFISICA DEI RAGAZZI E PENSANO SOLO ALLA PROPRIA PUBBLICITA' ...


Questo falso 'gioco' presume che 'lo spirito' risponda alle domande sul futuro ,facendo muovere da sole due matite posizionate su un quaderno su cui sono state scritte le parole 'si' e 'no',cioè le risposte....All'origine del fenomeno Charlie c'è il "Juego de las lapiceras" (lett. "Gioco delle penne ") già diffuso in Sud America e conosciuto come la tavola Ouija dei poveri.
Lo scopo del "gioco delle penne " è lo stesso della tavola Ouija e delle sedute spiritiche dei medium (la pretesa illusoria di conoscere il futuro ottenendo risposte dall'aldilà) ed il rito è esattamente uguale, ma questa volta lo spirito evocato ha un nome proprio (Charlie) la cui provenienza, al momento, è misteriosa.


SOLO SCHERZI E SUGGESTIONE ? Nonostante qualcuno parli di forza di gravità, di movimenti dovuti al vento o di persone suggestionate , il fenomeno non sembra avere spiegazioni naturali: nella maggioranza dei casi ,le penne o matite si spostano all'evocazione del demone ,niente trucchi, niente vento, niente magneti sotto il tavolo, niente fili trasparenti nè effetti ottici; inoltre data l'enorme quantità di video amatoriali pubblicati da diverse parti del mondo è difficile pensare a un lavoro di editing digitale di alta qualità.
Il fenomeno di Charlie non è creato dalla capacità tecnologica di chi ha pubblicato il video ma l'unica spiegazione plausibile rimanda ad una vera e propria seduta spiritica con l'intervento di una entità spirituale, presente ma invisibile. E' preoccupante l'ossessione che si sta creando nei più giovani ,che presi dalla 'gara' e dal 'gioco' ,ne vengono assuefatti e condizionati...
In ogni caso,che uno creda o no all'esistenza dei demoni ,giocare con l'occultismo e lo spiritismo è deleterio per la psiche ,degenera sempre in dipendenza patologica ....e devastazione spirituale.
Fonte http://catolicosalvatualma.blogspot.it/2015/05/alerta-juego-satanico-charlie-charlie.html

IL MONITO DEI SACERDOTI ESORCISTI E DEGLI PSICHIATRI
La diffusione del rito spiritista tra i giovani americani è allarmante: dal 24 maggio 2015 ,in 48 ore, l'hashtag (parola chiave di Twitter) charliecharliechallenge è stata utilizzata da più di due milioni di persone. E' questa diffusione massiva che ha spinto il sacerdote Stephen McCarthy, cappellano del liceo cattolico SS. Neumann and Goretti Catholic High School in Filadelfia, a scrivere una LETTERA PER METTERE IN GUARDIA I SUOI ALUNNI da questo gioco "affatto innocente":
"Sono venuto a sapere che circola un gioco molto pericoloso nei social media che incoraggia apertamente i giovani più sensibili a evocare demoni.Vorrei ricordare a tutti voi che non esiste modo di 'giocare innocentemente coi demoni'.
Per favore abbiate cura di NON parteciparvi e di incoraggiare gli altri ad evitare di parteciparvi.
Capisco quanto possa tentare la curiosità, ma il problema di aprirsi all'attività dei demoni è che si sta aprendo una finestra di sul mondo dell'occultismo che non sarà facile da chiudere.
Se vorrete 'sperimentare' qualcosa convocando enti spirituali, posso raccomandarvi la Messa o il Rosario! Penso che, a lungo andare, troverete queste alternative più sicure e molto più gratificanti.
Grazie in anticipo per la vostra cooperazione su questa questione così importante.
Che Dio ci benedica e ci protegga con l'aiuto del nostro angelo custode!"

Più volte nei suoi numerosi libri e interviste, il sacerdote esorcista italiano Padre Gabriele Amorth ha messo seriamente in guardia i suoi lettori sulla serietà e pericolosità dei rituali di spiritismo, "una pratica in forte espansione". Infatti, al contrario di quello che si potrebbe pensare, sono molti quelli che, mossi dalla semplice curiosità o dalla volontà di conoscere eventi passati o futuri, cercano il modo di evocare le anime dei defunti tramite medium o sedute spiritiche. Secondo Padre Amorth questo fenomeno è direttamente proporzionale alla crisi di fede e i rischi che si corrono sono di duplice natura;
oltre ai rischi di natura umana come i traumi psicologici (ansia, stress, apprensione, iper sensibilità alle realtà spirituali...)
si corrono dei grossi rischi di natura spirituale dovuti all'intervento del demonio: dai "disturbi malefici" alla vera e propria "possessione diabolica".
Più volte Amorth ha denunciato la mancanza di una adeguata formazione in materia, anche da parte di sacerdoti e vescovi che hanno la responsabilità di istruire giovani sui pericoli di queste pratiche spiritiche invitandoli a considerare la serietà di questi fenomeni e, dunque, a non scherzare col fuoco!

Il noto esorcista spagnolo Jose Antonio Fortea ha avvertito i genitori che 'la sfida di Charlie' non è un gioco innocuo, perché comporta la pratica occulta di "invocare spiriti" e perché "alcuni di quelli che giocano saranno tormentati da spiriti."
Alcune persone hanno già testimoniato eventi drammatici ,dopo la partecipazione all'evocazione di 'Charlie' ,avvertendo che il gioco può causare "gravi disturbi psichiatrici o tendenza all'autolesionismo e al suicidio".

Padre Fortea afferma che coloro che praticano questo 'apparente gioco' di spiritismo ,possono incorrere anche nell'infestazione del luogo ,"perchè lo spirito evocato può rimanere nella casa. "
Egli ha anche avvertito che la pratica occulta dello spiritismo ,anche se fatta per scherzo, "può rendere le persone coinvolte in una vera e propria dipendenza dallo spirito,in una comunicazione sempre più lunga e più frequente. E quelle persone possono subire conseguenze ancora peggiori dai demoni ,come la vessazione e possessione".

Come ha ricordato lo psichiatra Valter Cascioli, portavoce ufficiale dell’Associazione Internazionale Esorcisti, le pratiche di occultismo "aprono la strada all’attività demoniaca straordinaria.
Certamente, il numero delle persone che si rivolgono a queste pratiche con gravi danni sociali, psicologici, spirituali e morali, è in costante aumento e questo ci preoccupa perché, di rimando, abbiamo anche un aumento dell’attività demoniaca straordinaria, in modo particolare vessazioni, ossessioni e soprattutto possessioni diaboliche.

I pericoli, continua lo psichiatra sono spesso sottovalutati:
"Infatti occorre una maggiore vigilanza. Del resto, viviamo in un momento storico particolarmente critico, dove la fretta, la superficialità, l’individualismo esasperato, la secolarizzazione, sembrano quasi dominare la nostra società. La lotta contro il male e il maligno sta diventando sempre di più un’emergenza.
Questo chiaramente è dovuto, oltre che all’azione diretta del nemico di Dio, all’affievolirsi della fede, all’anomia, cioè alla mancanza di valori, e al relativismo culturale ormai dilagante.
Per altri versi, assistiamo al continuo proliferare di messaggi mediatici, libri, programmi televisivi, programmi cinematografici, che in qualche modo sulla scia del sensazionalismo e dello spettacolare incentivano, soprattutto le nuove generazioni, ad occuparsi dell’occultismo, del satanismo, e talvolta a praticarlo....
Sappiamo che colui che divide - il diavolo - non soltanto ci separa da Dio, ma separa le persone, le famiglie; separa inoltre anche dalla realtà, perché a volte abbiamo delle situazioni di alienazione, anche mentale, che sono secondarie all’attività demoniaca straordinaria".
Fonte http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/messaggio-papa-francesco-associazione-internazionale-esorcisti.aspx

IPOTESI CHARLIE EBDO nella ' Charlie Charlie Challenge'-
Esclusa l'improbabile ipotesi che 'Charlie' sia un demone messicano : María Elena Navez corrispondente messicana della BBC ha smentito categoricamente il legame tra il Charlie e la mitologia messicana :il presunto demone,qualora fosse di origine messicana, si sarebbe chiamato con nomi aztechi o maya ,oppure col nome spagnolo Carlitos . L'origine del nome Charlie resta un mistero ancora non risolto oppure non svelato.
Certo, è perlomeno curioso che ritorni il nome che qualche mese fa era sulla bocca di tutti dopo gli attentati parigini del 7 gennaio 2015 alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo.
La strage, costata la vita a dodici persone, ha ottenuto una risonanza mondiale senza paragoni anche grazie ai social networks che hanno aiutato alla diffusione del motto "Je suis Charlie" come gesto di solidarietà con le vittime dell'attentato; anche l'immagine della matita, simbolo della 'libertà di espressione' dei disegnatori satirici, (che ridicolizzavano tutte le religioni ,anche Gesù Cristo: l'insulto è istigazione all'odio ,non è mai libera espressione) è stata presa come icona di una campagna globale.
Ora è inquietante pensare il fatto che è proprio attraverso delle matite che uno spirito chiamato Charlie si manifesti in una ' catena globale' ....MA NON C'E' DA FARE SATIRA CON UN NOME CHE RICORDA UNA RECENTE TERRIBILE STRAGE E SOPRATTUTTO NON C'E' DA SCHERZARE CON LO SPIRITISMO E CON TUTTE LE FORME DI MAGIA E OCCULTISMO.

-Chris-

martedì 5 maggio 2015

GUARIRE DALLE EMOZIONI FERITE




GUARIRE DALLE EMOZIONI FERITE

"La nostra vita non è nata oggi, noi siamo l'insieme di tanti avvenimenti che sono successi nel nostro passato; e se noi oggi siamo quello che siamo è perchè abbiamo avuto tante esperienze.

Pensate, alcune esperienze che hanno inciso nella nostra vita risalgono alla nostra prima infanzia, o forse alla nostra nascita... 
Una mamma di famiglia venne da me e mi disse che in certi momenti di tensione si sentiva come soffocare e non capiva il perchè, le mancava l'aria! Terribile! Abbiamo pregato insieme e il Signore mi ha fatto capire nel cuore che lei aveva avuto un momento difficile durante la sua nascita, gliel' ho chiesto e lei ha confermato, stava per morire soffocata.
 Questa esperienza ha segnato profondamente tutta la sua esistenza!! Abbiamo iniziato a pregare insieme e io gli ho detto: - immaginati il tuo parto, immaginati che stai per nascere e immaginati che ti prende Gesù e Maria. Lei si immagino che Gesù la prendeva proprio nel momento della sua nascita e dal quel momento la sua paura di perdere l'aria passò! Era una esperienza proprio legata alla sua nascita, a un momento particolare, fondamentale, speciale della sua vita. Vedete come la nostra vita è allora un intreccio delle esperienze passate; Dobbiamo capire 'cosa ci sta sotto' quando c'è una reazione non normale, in rapporto a un fatto normale! Forse, sotto, c'è stata una esperienza traumatica, una esperienza in cui abbiamo avvertito una grande sofferenza.

Dobbiamo allora permettere al Signore di guarire i nostri ricordi; il passato non si può cambiare, l'interpretazione sì! Questa è una scoperta STRAORDINARIA! Noi possiamo, col Signore, cambiare gli avvenimenti fondamentali del nostro passato, gli avvenimenti negativi. "
 P. Salvatore Tumino 


giovedì 19 marzo 2015

Medjugorje: Messaggio del 18/03/2015

Cari figli! Vi prego con tutto il mio cuore, vi prego purificate i vostri cuori dal peccato e rivolgeteli in alto verso Dio e verso la vita eterna. Vi prego vegliate e siate aperti alla verità. Non permettete che tutte le cose di questa terra vi allontanino dalla conoscenza della vera soddisfazione che si trova nell’unione con il mio Figlio. Io vi guido sul cammino della vera sapienza perché soltanto con la vera sapienza potete conoscere la vera pace ed il vero bene. Non perdete il tempo chiedendo i segni al Padre Celeste perché il segno più grande ve l’ha già dato, ed è il mio Figlio. Perciò, figli miei, pregate affinché lo Spirito Santo possa introdurvi nella verità, aiutarvi a conoscerla e perché attraverso questa conoscenza della verità, possiate essere una cosa sola con il Padre Celeste e con il mio Figlio. Questa è la conoscenza che dona la felicità sulla terra ed apre la porta della vita eterna e dell’amore immenso. Vi ringrazio.

lunedì 2 marzo 2015

Medjugorje: Messaggio del 02/03/2015

"Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore. Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore. Vi guardo nel Padre Celeste, guardo i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre sofferenze e le porto a mio Figlio. Non abbiate paura! Non perdete la speranza, perché mio Figlio ascolta sua Madre. Egli ama fin da quando è nato, ed io desidero che tutti i miei figli conoscano questo amore; che ritornino a lui coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, l’hanno abbandonato e che lo conoscano tutti coloro che non l’hanno mai conosciuto. Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre. Pregate per avere la saldezza della fede, perché amore e misericordia vengono da una fede salda. Per mezzo dell’amore e della misericordia aiuterete tutti coloro che non sono coscienti di scegliere le tenebre al posto della luce. Pregate per i vostri pastori, perché essi sono la forza della Chiesa che mio Figlio vi ha lasciato. Per mezzo di mio Figlio essi sono i pastori delle anime. Vi ringrazio!"

Medjugorje: Messaggio del 02/03/2015

Medjugorje: Messaggio del 02/03/2015 "Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore. Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore. Vi guardo nel Padre Celeste, guardo i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre sofferenze e le porto a mio Figlio. Non abbiate paura! Non perdete la speranza, perché mio Figlio ascolta sua Madre. Egli ama fin da quando è nato, ed io desidero che tutti i miei figli conoscano questo amore; che ritornino a lui coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, l’hanno abbandonato e che lo conoscano tutti coloro che non l’hanno mai conosciuto. Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre. Pregate per avere la saldezza della fede, perché amore e misericordia vengono da una fede salda. Per mezzo dell’amore e della misericordia aiuterete tutti coloro che non sono coscienti di scegliere le tenebre al posto della luce. Pregate per i vostri pastori, perché essi sono la forza della Chiesa che mio Figlio vi ha lasciato. Per mezzo di mio Figlio essi sono i pastori delle anime. Vi ringrazio!"

sabato 21 febbraio 2015

Medjugorje: Messaggio del 20/02/2015

Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace, la pace è in pericolo, pregate di più, pregate col cuore! La Madre prega con voi ed intercedo presso mio Figlio per tutti voi. Grazie cari figli perchè anche oggi avete risposto alla mia chiamata.

Parentele Spirituali

 


La Chiesa è edificio, è albero, è corpo, è popolo, è città, è famiglia!

La Chiesa non è folla anonima, non è massa di gente, non è una piazza! Tra i vari membri della Chiesa c’è un rapporto vivo, un rapporto che li unisce perché li rende dono di Dio gli uni per gli altri. In particolare descriviamo i rapporti di vita che sussistono tra noi con termini desunti dall’esperienza familiare, perché sono questi i rapporti gratuiti, immutabili, che non sono nati per nostra scelta, ma sono donati e ricevuti indipendentemente dalla nostra volontà! Io non ho scelto i miei genitori, né ho scelto i miei fratelli e le mie sorelle o i cugini. Queste relazioni mi sono state donate, ed io non le posso rompere, nemmeno quando non sono capace di viverle pienamente in pace e in armonia!

I rapporti tra i vari membri della Chiesa assomigliano a queste relazioni: sono donati da Dio! Io sono stato consegnato agli altri cristiani per essere amato come un fratello e come un figlio. Ed io mi trovo accanto qualcuno che dovrò amare come amerei un fratello o una sorella o un figlio! La nostra parentela è spirituale, dipende dallo Spirito Santo che ci ha uniti a Gesù e al Padre! Sono essi la causa e il fondamento del nostro amore e del nostro servizio reciproco.

Noi non scegliamo i nostri rapporti reciproci, eppure li viviamo nella massima libertà. Liberamente abbiamo scelto di aderire a Gesù, di essere figli di Dio con lui e, fatte le debite distinzioni, come lui.
Chi non vuol vivere i rapporti di figliolanza, fraternità e paternità reciproche decide sostanzialmente di rompere la propria adesione a Gesù: lo rifiuta! E inoltre chi rifiuta lui rifiuta automaticamente la comunione che si vive nella Chiesa!

La libertà che noi viviamo nella Chiesa non è data dalla possibilità di scegliere chi vogliamo, chi ci piace, come nostri fratelli, di scegliere la parrocchia o il gruppo che vogliamo. Questa non è esperienza di libertà o perlomeno della libertà di cui stiamo parlando. La nostra libertà più bella è quella che sperimentiamo nel scegliere Gesù e nell’accogliere poi quelli che egli ci dà come padri, madri, fratelli e sorelle!

 http://www.cinquepani.it/pagine/dettaglio/opuscoli,31/cercati_un_uomo_di_fiducia,103.html#parent

martedì 3 febbraio 2015

Medjugorje: Messaggio del 02/02/2015

"Cari figli, eccomi sono qui in mezzo a voi. Vi guardo, vi sorrido e vi amo come solo una madre può fare. Attraverso lo Spirito Santo che viene per mezzo della mia purezza, vedo i vostri cuori e li offro a mio Figlio. Già da tanto tempo vi chiedo di essere miei apostoli, di pregare per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Chiedo la preghiera fatta con l’amore, la preghiera che fa opere e sacrifici. Non perdete tempo a capire se siete degni di essere miei apostoli, il Padre Celeste giudicherà tutti, ma voi amatelo ed ascoltatelo. So che tutte queste cose vi confondono, anche la mia venuta in mezzo a voi, ma accettatela con gioia e pregate per comprendere che siete degni di operare per il cielo. Il mio amore è su di voi. Pregate affinché il mio amore vinca in ogni cuore, perché questo amore che perdona si dona e non cessa mai. Vi ringrazio".


lunedì 26 gennaio 2015

  messaggio del 25 gennaio 2015

"Cari figli! Anche oggi vi invito:  vivete nella preghiera la vostra vocazione. Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare, con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine, l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è ne Dio ne preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli, iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore, perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con un amore umano e non con quell’immenso amore di Dio al quale Dio vi invita. Figlioli, la speranza in un domani migliore sia sempre nel vostro cuore.  Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”  

Come accogliere il MESSAGGIO della Madonna (come faceva Padre Slavko) 

1. RICEVETELO il giorno nel quale è stato donato 
2.LEGGETELO una prima volta in spirito di preghiera 
3.ACCOGLIETELO nel fondo del vostro cuore 
4.CONSIDERATELO come un messaggio che la Vergine vi dà personalmente e siateLe riconoscenti !! 

5.COPIATE il messaggio e mettetelo nel vostro messale, sul frigorifero, in ufficio, sullo specchio del bagno, sul parabrezza e dovunque, in modo da ricordarvelo sempre e che diventi il vostro compagno per tutto il mese.Con il permesso del vostro Parroco affiggetelo in parrocchia 

6.CONDIVIDETE il messaggio con tutti quelli che incontrate: è un tesoro del Cielo!Fate in modo cheTutto il mondo ne parli, fatelo pubblicare 
7.PREGATE il messaggio ogni giorno del mese; fate in modo che il messaggio dia il tono alla vostra vita spirituale.  Vi farà crescere, vi aprirà al pentimento, alla guarigione ed alla speranza.                   
8. CERCATE nel Vangelo i passaggi nei quali Gesù dice cose analoghe a quelle suggerite dalla Madonna.  


sabato 24 gennaio 2015

Quando vi radunate ...spesso, le forze di Satana sono annientate



Procurate di riunirvi più frequentemente per il rendimento di grazie e per la lode a Dio. Quando vi radunate ...spesso, le forze di Satana sono annientate e il male da lui prodotto viene distrutto nella concordia della vostra fede. Nulla è più prezioso della pace, che disarma ogni nemico terrestre e spirituale.
Nessuna di queste verità vi rimarrà nascosta se saranno perfetti la vostra fede e il vostro amore per Gesù Cristo. Queste due virtù sono il principio e il fine della vita: la fede è il principio, l'amore il fine. L'unione di tutte e due è Dio stesso, e le altre virtù che conducono l'uomo alla perfezione ne sono una conseguenza.

Chi professa la fede non commette il peccato e chi possiede l'amore non può odiare. «Dal frutto si conosce l'albero» (Mt 12, 33): così quelli che fanno professione di appartenere a Cristo si riconosceranno dalle loro opere. Ora non si tratta di fare una professione di fede a parole, ma di perseverare nella pratica della fede fino alla fine.

E' meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo. E' cosa buona insegnare, se chi parla pratica ciò che insegna. Uno solo è il maestro, il quale «parla e tutto è fatto» (Sal 32, 9), e anche le opere che egli fece nel silenzio sono degne del Padre. Chi possiede veramente la parola di Gesù è in grado di capire anche il suo silenzio e di giungere così alla perfezione. Egli con la sua parola opererà e con il suo silenzio si farà conoscere.

Nulla è nascosto al Signore; anche i nostri segreti sono davanti al suo sguardo. Facciamo dunque ogni cosa nella consapevolezza che egli abita in noi, perché possiamo essere suo tempio e perché egli in noi sia il nostro Dio. Così è di fatto e lo vedremo con i nostri occhi se giustamente lo amiamo.

Non illudetevi, fratelli miei; coloro che corrompono le famiglie non erediteranno il regno di Dio (cfr. 1 Cor 6, 9-10). Se coloro che così fecero secondo la carne furono puniti con la morte, quanto più non dovrà essere punito colui che con perversa dottrina corrompe la fede divina, per la quale Gesù Cristo è stato crocifisso? Un uomo macchiatosi di un tale delitto andrà nel fuoco inestinguibile, e così pure chi lo ascolta.

Il Signore ha ricevuto sul suo corpo un'unzione preziosa, perché si diffondesse nella sua Chiesa il profumo dell'immortalità. Guardatevi dunque dalle pestifere esalazioni del principe di questo mondo, cioè dai suoi errori, perché non vi trascini in schiavitù, lontano dalla vita che vi aspetta. Perché non diventiamo tutti saggi, ricevendo la conoscenza di Dio, che è Gesù Cristo? Perché corriamo stoltamente alla rovina, per l'ignoranza del dono che il Signore ci ha benignamente concesso?
Il mio spirito non è che un nulla, ma è associato alla croce, la quale se è scandalo per gli increduli, per noi invece è salvezza e virtù eterna (cfr. 1 Cor 1, 20-23).

(Dalla «Lettera agli Efesini» di sant'Ignazio di Antiochia, vescovo e martire)
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