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lunedì 19 marzo 2012

CONVERTIAMOCI E CREDIAMO AL VANGELO

 

Nel tempo forte e impegnativo della Quaresima, riflettiamo su tre dimensioni essenziali per il cristiano:

-La Preghiera: "…la preghiera è il respiro dell'anima, ci mette in comunicazione con Dio, ci unisce ai fratelli, ci fa capire quello che Dio vuole da noi, ci rende segno di Vangelo nel mondo e ci fa superare le difficoltà della vita personale, comunitaria e di apostolato. La nostra preghiera più sarà umile e semplice e più sarà accetta al Signore e ci otterrà le grazie di cui abbiamo bisogno per mantenerci fedeli alla nostra vocazione"(Dal test. Spirit. di Elisa Miceli)

- La Parola di Dio: "L'Opera che il Signore ci ha ispirato merita amore, fedeltà e dedizione. La diffusione della Parola di Dio tra il popolo, comporta anzitutto la conoscenza della Sacra Scrittura e della Dottrina cristiana. Cercate di approfondire sempre più la Parola di Dio e di essere fedeli al Magistero della Chiesa, che ci viene attraverso l'insegnamento del Papa e dei Vescovi"(Dal Test. Spirit. Di E.Miceli).

- La terza esigenza della vita cristiana, da praticare con maggiore impegno durante la Quaresima, è l'elemosina.

            L'elemosina è un atto di amore, ma anche di giustizia. Il nostro Papa, Benedetto XVI, nel suo messaggio per la Quaresima, ci offre una visione che oltrepassa quella della giustizia puramente distributiva. Egli ci invita a guardare alla giustizia divina, dono del Padre nel Figlio,

 

morto e risorto per ricostruire l'immagine stampata nel cuore di ogni uomo dal Creatore e deturpata dal peccato.

            Il santo Padre afferma che c'è speranza di giustizia solo per mezzo della fede in Gesù Cristo; egli ripropone San Paolo ai Romani :"Ora, invece, indipenedentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio… per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c'è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. E che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione , per mezzo della fede, nel suo sangue"(Rom 3,21-25).

            La giustizia divina, che non coincide con quella umana, viene dalla grazia, dove non è l'uomo che ripara, guarisce se stesso e gli altri. Il fatto che l'espiazione avvenga nel sangue di Gesù, significa che non sono i sacrifici dell'uomo a liberarlo dal peso delle sue colpe, ma il gesto dell'amore di Dio che si apre fino all'estremo, fino a far passare in sé la 'maledizione', che spetta all'uomo, per trasmettergli in cambio la 'benedizione' che spetta a Dio(Gal 3,13-14)".

            Convertirsi e credere al Vangelo significa uscire dalla illusione dell'autosufficienza, riconoscere ed accettare la propria indigenza e quella degli altri, riconoscere di avere bisogno del perdono e dell'amicizia del Signore". Per immettersi in questo processo, è necessaria la virtù dell'umiltà, che conduce alla scoperta della verità del proprio essere: creatura debole, fragile, limitata, bisognosa dell'Altro e degli altri.

            Nella Quaresima, appena iniziata, il Buon Dio offre a ciascuno dei suoi figli il tempo opportuno per prendere coscienza dello stato di salute della propria vita, costruire relazioni armoniose nella carità fiduciosa e dare al proprio cammino quella svolta decisiva che si può vedere solo alla luce del volto misericordioso del Padre celeste  

Signore Gesu',

accusato e

condannato

ingiustamente,

Tu che ci hai detto:

"Perdonate e vi

sarà perdonato",

insegnaci a non farci

giudici dei nostri

fratelli,

a capirli e a

scusarli.

Tu che vivi e regni

col Padre nello Spirito Santo.

Amen.

Il sogno di Giuseppe

 

 

Il testo che segue è tratto dal libro

"L'ombra del padre – Il romanzo di Giuseppe"

 di Jan Dobraczynski (al capitolo 17).

 

Non poteva stare sdraiato. Si sedette. All'intorno c'era la notte fonda.

Dalle stelle che brulicavano nel cielo scendeva un pulviscolo verde argento.

Si era fatto molto freddo. Si sfregò con le mani le braccia intirizzite,

si avvolse meglio che poté nella tunica, poiché non aveva preso con sé il mantello.

Il sonno se ne era andato. Il pensiero lavorava febbrilmente.

 

Un segno per me … ? Quale segno ?

Che cos'ha in comune la storia di una bisavola con quello che è toccato a me ?

Ho deciso di andarmene. Non trovo un'altra via di uscita. Non vedrò più Miriam.

Non potrei vederla. Se la guardassi, non riuscirei a credere alla realtà.

Bisogna essere pazzi per non ammettere la verità di ciò che dicono gli occhi e gli orecchi.

Eppure … così debbo andarmene ! Debbo fuggire ! Ma se non ho fatto nulla di male ?

Perché debbo scappare come un vigliacco, che teme la punizione ?

Se fuggirò, questa fuga farà sì che tutti mi giudicheranno indegno. Ma soltanto così posso salvarla.

Io non posso accusarla. Debbo rinunciare sia a lei che al mio buon nome …

 

- Non temere, prendila in casa tua …

 Sentì quelle parole come se qualcuno le avesse pronunciate ad alta voce accanto a lui.

Si guardò vivamente all'intorno. Ma niente intorno a lui era cambiato.

Continuava la notte, argentea e gelida. Il chiarore delle stelle era tanto vivido,

che vedeva tutto attorno a sé. Non c'era nessuno.

Nei pressi era cresciuto soltanto un fiore bianco, dall'intenso profumo.

 Del resto poteva darsi che il fiore fosse serrato

e che soltanto nell'oscurità avesse dischiuso i suoi petali ?

 

Si raggomitolò cercando calore nel proprio corpo. Si addormentò di nuovo.

Nel sonno il fiore crebbe, divenne enorme, si piegò su di lui. Disse :

 - Accoglila in casa come tua moglie. Non è stato un uomo a portartela via …

Egli stesso si è piegato su di lei. Colui che nascerà sarà il Redentore atteso da tutti.

Proprio di lei e di Lui parlava il profeta. Giungerà per insegnare l'amore più grande.

Non riuscirei neppure a dirti quanto Lui vi ami … Egli stesso ve lo dirà, genere umano.

Egli stesso ve lo dimostrerà. Ma prima che ciò accada, la cosa deve rimanere celata.

Questo Egli vuole, per non abbagliare con la sua luce. Non costringere.

Desidera conquistarvi, come un ragazzo conquista colei che ama,

travestendosi da mendicante e ponendo il suo cuore ai suoi piedi.

Proprio tu dovresti comprenderlo …

 

Giuseppe stava sdraiato tutto tremante.

Adesso non sapeva più se dormiva o se sentiva davvero quelle parole.

 - E' possibile ? … – sussurrò.Tutto questo è vero – gli parve di sentire.

 – Come Lo conoscete poco, pur avendo sperimentato tanto amore …

Davvero non sapete fino ad ora chi Egli sia ?

Ascolta, Giuseppe, figlio di Davide e Acaz, di Ezechia e di Giacobbe.

Egli ti chiede: vuoi tu, che hai fatto la rinuncia insieme a lei,

rimanere presso di lei come l'ombra del Padre … ? Acconsenti ?

 

Giuseppe sedette di nuovo. Il profumo del fiore si spandeva verso di lui nell'oscurità.

Sul suo capo scintillavano le stelle. Il silenzio regnava.

Si passò le dita sul viso, come ad assicurarsi che non avesse cambiato la sua forma.

 - Ci riuscirò ? – sussurrò. – La amo tanto …

 - Prendila in casa tua …

 Le ultime parole risonarono nel silenzio. Quando si levò in piedi, non vide più il fiore.

 Strinse le mani al viso. Aveva pregato tante volte nella vita:

Rivelami, Signore, la Tua volontà, indicami quel che devo fare.

Attenderò paziente il tuo comando … Aveva atteso tanti anni.

Gli pareva di sapere che cosa stesse aspettando. Quello che attendeva era giunto.

Ma al contempo aveva superato le sue aspettative.

Si trovava al cospetto di qualcosa di così enorme,

che gli pareva che quell'enormità lo schiacciasse. Lo prese il timore.

Ma in quello sbigottimento una cosa sapeva: c'era la felicità di poter tornare da Miriam.

 

Scosse con forza il capo, come se volesse, con questo movimento, a

llontanare da sè tutte le recriminazioni umane.

In qualche punto in lontananza, sulla cima lucente dell'Hermon,

si era lacerata la cortina della notte.

Una striscia di luce era comparsa al di sopra del merletto formato dalla cima.

 

Aprì le braccia e pregò: Oh Signore, non distogliere da me il Tuo volto.

Sii benevolo e misericordioso verso la mia ottusità.

Adesso so che cosa mi hai ordinato di attendere. Chi mai sono io, per osare ribellarmi ?

Poiché Tu esigi che io abbia una moglie che non sarà mia moglie,

e un figlio per il quale dovrò essere padre, anche se padre non sono,

che accada conformemente alla Tua volontà. che sia come tu vuoi. S

ostienimi, se la mia intelligenza e la mia volontà si indeboliranno.

Accogli la mia decisione oggi, che mi hai donato la forza …

 

In faccia al giorno che schiariva si erse come Giosuè alle soglie della Terra Promessa

e come quello mormorò l'antica preghiera:

 - Accolgo il peso del Tuo Regno, Signore nostro …

 

Proposto da : Graziella Raneri

 

 



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