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venerdì 30 dicembre 2011

Preghiera per la famiglia

Ti preghiamo, Signore, per la nostra famiglia
e per tutte le famiglie della terra.

Fa' che tra di noi ci sia sempre il dialogo e il rispetto,
e che sappiamo accettarci così come siamo,
senza mai rinfacciarci il bene che ci siamo dati.

Fa' che abbiamo cura dei nostri momenti di unità,
del nostro ritrovarci insieme a tavola
e non attorno alla televisione
o da soli al computer.

Fa' che a nessuno di noi sfuggano i bisogni dell'altro
e fa' che sappiamo aiutare chi tra di noi è stanco
o è preoccupato.

Facci anche litigare, ma facci fare la pace.
Facci avere opinioni diverse, ma facci ricercare il bene che non ci divide.
Fa' che ognuno sia se stesso
e che non impedisca all'altro di esprimersi
per quello che è nella sua natura.

Fa', o Signore, che viviamo insieme
momenti di allegria, di gioia e di festa.
E fa' che nei momenti di prova e di tristezza
non perdiamo mai la fiducia in te.

E quando per qualche nostro familiare
arriverà il momento di lasciare questa terra,
fa', Signore, che siano le tue mani a sorreggere i suoi passi
nel viaggio che porta alla tua casa di luce,
dove un giorno ci ritroveremo uniti in te
e come una grande famiglia
sarà festa per sempre.
Amen.

(Don Angelo Saporiti, Commento alla Festa della Famiglia)



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lunedì 26 dicembre 2011

Sono nel tuo Natale




Signore eccomi davanti a te! Sono nel tuo Natale...

Davanti alla tua capanna di luce lontana che illumina i miei passi insicuri.
Davanti ai tuoi pastori che mi ricordano la bellezza semplice della vita.
Davanti ai raggi della tua stella che filtrano negli occhi della mia anima e rincuorano il cammino.
Davanti ai tuoi angeli che, fratelli e sorelle, mi parlano di te.
Davanti a Maria, tua madre, che, come me, vive il sogno silenzioso del Dio vicino.
Davanti a Giuseppe, tuo padre nella fedeltà, che, come me, cerca risposte nel vangelo che non abbandona.
Davanti alle tue creature che, come me, vivono la fragilità dell'umanità.
Davanti alla tua storia che, fuori dal tempo, vive la storia del mio tempo.
Davanti alla tua luna splendente che, come me, vive la nostalgia della tua tenerezza.

Si Signore, sono davanti a te! Infreddolito, incredulo, ma meravigliato che mi cerchi ancora...


(fonte non specificata)
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domenica 25 dicembre 2011

Apparizione annuale a Jakov Colo del 25 Dicembre 2011

 
 

Nell'ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l'apparizione una volta all'anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest'anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesù tra le braccia. L'apparizione è iniziata alle 15 e 30 ed è durata 11 minuti.
La Madonna ha detto a Jakov:  "Cari figli, oggi in modo particolare desidero condurvi e consegnarvi al mio Figlio. Figlioli aprite i vostri cuori e permettete a Gesù di nascere in voi, perché soltanto così figlioli, voi stessi potrete sperimentare la vostra nuova nascita e con Gesù nei vostri cuori incamminarvi verso il cammino della salvezza . Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
 Fonte Info da Medj

Messaggio del 25 dicembre 2011




"Cari figli, anche oggi vi porto tra le mie braccia il mio figlio Gesù affinché Lui vi dia la Sua pace. Pregate figlioli e testimoniate perché in ogni cuore prevalga  non  la pace umana ma la pace divina che nessuno può distruggere. Questa è quella pace del cuore che Dio da a coloro che ama. Attraverso il battesimo tutti voi siete chiamati e amati in modo particolare, perciò testimoniate e pregate per essere le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

giovedì 22 dicembre 2011

SEMPRE NATALE....


SEMPRE NATALE....

Quando crediamo nella vita e nel tuo amore
quando sappiamo perdonare
quando ti cerchiamo o Signore
quando il nostro cuore anela a Te
quando vediamo il Tuo volto nel volto del fratello
quando sappiamo diventar bambini
è sempre Natale!

(dal web)

l'Inno Akathistos per intero

 

l'Autore, quasi tutta la tradizione manoscritta trasmette anonimo l'inno Akathistos. La versione latina redatta dal Vescovo Cristoforo di Venezia intorno all'anno 800, che tanto influsso esercitò sulla pietà del medioevo occidentale, porta il nome di Germano di Costantinopoli ( 733). Oggi però la critica scientifica propende ad attribuirne la composizione ad uno dei Padri di Calcedonia: in tal modo, questo testo venerando sarebbe il frutto maturo della tradizione più antica della Chiesa ancora indivisa delle origini, degno di essere assunto e cantato da tutte le Chiese e comunità ecclesiali.


 

       

 

 

 

L'INNO AKATHISTOS
 
PARTE NARRATIVA

1. Il più eccelso degli Angeli fu mandato dal Cielo
per dir "Ave" alla Madre di Dio.
Al suo incorporeo saluto
vedendoti in Lei fatto uomo,
Signore,
in estasi stette,
acclamando la Madre così:

Ave, per Te la gioia risplende;
Ave, per Te il dolore s'estingue.
Ave, salvezza di Adamo caduto;
Ave, riscatto del pianto di Eva.
Ave, Tu vetta sublime a umano intelletto;
Ave, Tu abisso profondo agli occhi degli Angeli.
Ave, in Te fu elevato il trono del Re;
Ave, Tu porti Colui che il tutto sostiene.
Ave, o stella che il Sole precorri;
Ave, o grembo del Dio che s'incarna.
Ave, per Te si rinnova il creato;
Ave, per Te il Creatore è bambino.
Ave, Sposa non sposata!
 

2. Ben sapeva Maria
d'esser Vergine sacra e così a Gabriele diceva:
«Il tuo singolare messaggio
all'anima mia incomprensibile appare:
da grembo di vergine
un parto predici, esclamando:
Alleluia!»
 
3. Desiderava la Vergine
di capire il mistero
e al nunzio divino chiedeva:
«Potrà il verginale mio seno
mai dare alla luce un bambino?
Dimmelo!»
E Quegli riverente
acclamandola disse così:

Ave, Tu guida al superno consiglio;
Ave, Tu prova d'arcano mistero.
Ave, Tu il primo prodigio di Cristo;
Ave, compendio di sue verità.
Ave, o scala celeste
che scese l'Eterno;
Ave, o ponte che porti gli uomini al cielo.
Ave, dai cori degli Angeli cantato portento;
Ave, dall'orde dei dèmoni esecrato flagello.
Ave, la Luce ineffabile hai dato;
Ave, Tu il «modo» a nessuno hai svelato.
Ave, la scienza dei dotti trascendi;
Ave, al cuor dei credenti risplendi.
Ave, Sposa non sposata!
 
4. La Virtù dell'Altissimo
adombrò e rese Madre
la Vergine ignara di nozze:
quel seno, fecondo dall'alto,
divenne qual campo ubertoso per tutti,
che vogliono coglier salvezza 

cantando così:
Alleluia!

5.
Con in grembo il Signore
premurosa Maria
ascese e parlò a Elisabetta.
Il piccolo in seno alla madre
sentì il verginale saluto,
esultò,
e balzando di gioia
cantava alla Madre di Dio:

Ave, o tralcio di santo Germoglio;
Ave, o ramo di Frutto illibato.
Ave, coltivi il divino Cultore;
Ave, dai vita all'Autor della vita.
Ave, Tu campo che frutti ricchissime grazie;
Ave, Tu mensa che porti pienezza di doni.
Ave, un pascolo ameno Tu fai germogliare;
Ave, un pronto rifugio prepari ai fedeli.
Ave, di suppliche incenso gradito;
Ave, perdono soave del mondo.
Ave, clemenza di Dio verso l'uomo;
Ave, fiducia dell'uomo con Dio.
Ave, Sposa non sposata!
 
6. Con il cuore in tumulto 
fra pensieri contrari
il savio Giuseppe ondeggiava:
tutt'ora mirandoti intatta 
sospetta segreti sponsali, o illibata!
Quando Madre ti seppe
da Spirito Santo, esclamò:
Alleluia!
 
7. I pastori sentirono 
i concerti degli Angeli 
al Cristo disceso tra noi. 
Correndo a vedere il Pastore, 
lo mirano come agnellino innocente 
nutrirsi alla Vergine in seno, 
cui innalzano il canto:
 

Ave, o Madre all'Agnello Pastore,
Ave, o recinto di gregge fedele.
Ave, difendi da fiere maligne,
Ave, Tu apri le porte del cielo.
Ave, per Te con la terra esultano i cieli,
Ave, per Te con i cieli tripudia la terra.
Ave, Tu sei degli Apostoli la voce perenne,
Ave, dei Martiri sei l'indomito ardire.
Ave, sostegno possente di fede,
Ave, vessillo splendente di grazia.
Ave, per Te fu spogliato l'inferno,
Ave, per Te ci vestimmo di gloria.

Ave, Vergine e Sposa!

 
8. Osservando la stella
che guidava all'Eterno, 
ne seguirono i Magi il fulgore. 
Fu loro sicura lucerna 
andando a cercare il Possente, 
il Signore. 
Al Dio irraggiungibile giunti, 
l'acclaman beati: 
Alleluia!
 

9. Contemplarono i Magi 
sulle braccia materne 
l'Artefice sommo dell'uomo. 
Sapendo ch'Egli era il Signore 
pur sotto l'aspetto di servo, 
premurosi gli porsero i doni, 
dicendo alla Madre beata:

Ave, o Madre dell'Astro perenne,
Ave, o aurora di mistico giorno.
Ave, fucine d'errori Tu spegni,
Ave, splendendo conduci al Dio vero.
Ave, l'odioso tiranno sbalzasti dal trono,
Ave, Tu il Cristo ci doni clemente Signore.
Ave, sei Tu che riscatti dai riti crudeli,
Ave, sei Tu che ci salvi dall'opre di fuoco.
Ave, Tu il culto distruggi del fuoco,
Ave, Tu estingui la fiamma dei vizi.
Ave, Tu guida di scienza ai credenti,
Ave, Tu gioia di tutte le genti.

Ave, Vergine e Sposa!
 

10. Banditori di Dio 
diventarono i Magi 
sulla via del ritorno. 
Compirono il tuo vaticinio 
e Te predicavano, o Cristo, 
a tutti, noncuranti d'Erode, 
lo stolto, incapace a cantare:

A
lleluia!
 
11. Irradiando all'Egitto 
lo splendore del vero, 
dell'errore scacciasti la tenebra: 
ché gli idoli allora, o Signore, 
fiaccati da forza divina caddero; 
e gli uomini, salvi, 
acclamavan la Madre di Dio:

Ave, riscossa del genere umano,
Ave, disfatta del regno d'inferno.
Ave, Tu inganno ed errore calpesti,
Ave, degl'idoli sveli la frode.
Ave, Tu mare che inghiotti il gran Faraone,
Ave, Tu roccia che effondi le Acque di Vita.
Ave, colonna di fuoco che guidi nel buio,
Ave, riparo del mondo più ampio che nube.
Ave, datrice di manna celeste,
Ave, ministra di sante delizie.
Ave, Tu mistica terra promessa,
Ave, sorgente di latte e di miele.

Ave, Vergine e Sposa!
 
12. Stava già per lasciare 
questo mondo fallace 
Simeone, ispirato vegliardo. 
Qual pargolo a lui fosti dato, 
ma in Te riconobbe il Signore perfetto, 
e ammirando stupito 
l'eterna sapienza esclamò:

A
lleluia!



PARTE TEMATICA


13. Di natura le leggi 
innovò il Creatore, 
apparendo tra noi, suoi figlioli: 
fiorito da grembo di Vergine, 
lo serba qual era da sempre, inviolato: 
e noi che ammiriamo il prodigio 
cantiamo alla Santa:

Ave, o fiore di vita illibata,
Ave, corona di casto contegno.
Ave, Tu mostri la sorte futura,
Ave, Tu sveli la vita degli Angeli.
Ave, magnifica pianta che nutri i fedeli,
Ave, bell'albero ombroso che tutti ripari.
Ave, Tu in grembo portasti la Guida agli erranti,
Ave, Tu desti alla luce Chi affranca gli schiavi.
Ave, Tu supplica al Giudice giusto,
Ave, perdono per tutti i traviati.
Ave, Tu veste ai nudati di grazia,
Ave, Amore che vinci ogni brama.

Ave, Vergine e Sposa!

 
14. Tale parto ammirando, 
ci stacchiamo dal mondo 
e al cielo volgiamo la mente. 
Apparve per questo fra noi, 
in umili umane sembianze l'Altissimo, 
per condurre alla vetta 
coloro che lieti lo acclamano: 

A
lleluia!
 
15. Era tutto qui in terra, 
e di sé tutti i cieli 
riempiva il Dio Verbo infinito: 
non già uno scambio di luoghi, 
ma un dolce abbassarsi di Dio verso l'uomo 
fu nascer da Vergine, 
Madre che tutti acclamiamo:

Ave, Tu sede di Dio, l'Infinito,
Ave, Tu porta di sacro mistero.
Ave, dottrina insicura per gli empi,
Ave, dei pii certissimo vanto.
Ave, o trono più santo del trono cherubico,
Ave, o seggio più bello del seggio serafico.
Ave, o tu che congiungi opposte grandezze,
Ave, Tu che sei in una e Vergine e Madre.
Ave, per Te fu rimessa la colpa,
Ave, per Te il paradiso fu aperto.
Ave, o chiave del regno di Cristo,
Ave, speranza di eterni tesori.

Ave, Vergine e Sposa!
 
16. Si stupirono gli Angeli 
per l'evento sublime 
della tua Incarnazione divina: 
ché il Dio inaccessibile a tutti 
vedevano fatto accessibile, uomo, 
dimorare fra noi 
e da ognuno sentirsi acclamare:
Alleluia!
 
17. Gli oratori brillanti 
come pesci son muti 
per Te, Genitrice di Dio: 
del tutto incapaci di dire 
il modo in cui Vergine e Madre Tu sei. 
Ma noi che ammiriamo il mistero 
cantiamo con fede:


Ave, sacrario d'eterna Sapienza,
Ave, tesoro di sua Provvidenza.
Ave, Tu i dotti riveli ignoranti,
Ave, Tu ai retori imponi il silenzio.
Ave, per Te sono stolti sottili dottori,
Ave, per Te vengon meno autori di miti.
Ave, di tutti i sofisti disgreghi le trame,
Ave, Tu dei Pescatori riempi le reti.
Ave, ci innalzi da fonda ignoranza,
Ave, per tutti sei faro di scienza.
Ave, Tu barca di chi ama salvarsi,
Ave, Tu porto a chi salpa alla Vita.

Ave, Vergine e Sposa!
 
18. Per salvare il creato, 
il Signore del mondo, 
volentieri discese quaggiù. 
Qual Dio era nostro Pastore, 
ma volle apparire tra noi come Agnello: 
con l'umano attraeva gli umani, 
qual Dio l'acclamiamo: 

A
lleluia!
 
19. Tu difesa di vergini, 
Madre Vergine sei, 
e di quanti ricorrono a Te: 
che tale ti fece il Signore 
di tutta la terra e del cielo, o illibata, 
abitando il tuo grembo 
e invitando noi tutti a cantare:


Ave, colonna di sacra purezza,
Ave, Tu porta d'eterna salvezza.
Ave, inizio di nuova progenie,
Ave, datrice di beni divini.
Ave, Tu vita hai ridato ai nati nell'onta,
Ave, hai reso saggezza ai privi di senno.
Ave, o Tu che annientasti il gran seduttore,
Ave, o Tu che dei casti ci doni l'autore.
Ave, Tu grembo di nozze divine,
Ave, che unisci i fedeli al Signore.
Ave, di vergini alma nutrice,
Ave, che l'anime porti allo Sposo.

Ave, Vergine e Sposa!
 
 

20. Cede invero ogni canto 
che presuma eguagliare 
le tue innumerevoli grazie. 
Se pure ti offrissimo inni 
per quanti granelli di sabbia, Signore, 
mai pari saremmo ai tuoi doni 
che desti a chi canta: 

A
lleluia!
 
21. Come fiaccola ardente 
per che giace nell'ombre 
contempliamo la Vergine santa, 
che accese la luce divina 
e guida alla scienza di Dio tutti, 
splendendo alle menti 
e da ognuno è lodata col canto:

Ave, o raggio di Sole divino,
Ave, o fascio di Luce perenne.
Ave, rischiari qual lampo le menti,
Ave, qual tuono i nemici spaventi.
Ave, per noi sei la fonte dei sacri Misteri,
Ave, Tu sei la sorgente dell'Acque abbondanti.
Ave, in Te raffiguri l'antica piscina,
Ave, le macchie detergi dei nostri peccati.
Ave, o fonte che l'anime mondi,
Ave, o coppa che versi letizia.
Ave, o fragranza del crisma di Cristo,
Ave, Tu vita del sacro banchetto.

Ave, Vergine e Sposa!
 
22. Condonare volendo 
ogni debito antico, 
fra noi, il Redentore dell'uomo 
discese e abitò di persona: 
fra noi che avevamo perduto la grazia. 
Distrusse lo scritto del debito, 
e tutti l'acclamano:

A
lleluia!
 
23. Inneggiando al tuo parto 
l'universo ti canta 
qual tempio vivente, o Regina! 
Ponendo in tuo grembo dimora 
Chi tutto in sua mano contiene, il Signore, 
tutta santa ti fece e gloriosa 
e ci insegna a lodarti:

Ave, o «tenda» del Verbo di Dio,
Ave, più grande del «Santo dei Santi».
Ave, Tu «Arca» da Spirito aurata,
Ave, «tesoro» inesausto di vita.
Ave, diadema prezioso dei santi sovrani,
Ave, dei pii sacerdoti Tu nobile vanto.
Ave, Tu sei per la Chiesa qual torre possente,
Ave, Tu sei per l'Impero qual forte muraglia.
Ave, per Te innalziamo trofei,
Ave, per Te cadon vinti i nemici.
Ave, Tu farmaco delle mie membra,
Ave, salvezza dell'anima mia.

Ave, Vergine e Sposa!
 
24. Grande ed inclita Madre,
Genitrice del sommo fra i Santi,
Santissimo Verbo,
or degnati accogliere il canto!
Preservaci da ogni sventura, tutti!
Dal castigo che incombe
Tu libera noi che gridiamo:

A
lleluia!



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domenica 11 dicembre 2011

Donaci intelligenza



Vieni, Signore Gesù,
donaci l'intelligenza per vagliare ogni cosa
e la forza per scegliere ciò che è buono.
Donaci la voce per gridare di prepararti la strada,
e coraggio per essere i primi a prepararla.


Donaci la capacità di essere sempre lieti
anche quando la tua parola,
che innalza i piccoli e abbassa i forti,
ci pone contro la logica umana.


Donaci di consolare chi sta peggio di noi,
di confortare chi soffre più di noi,
di rallegrare chi ha meno gioia di noi,
di farci vicini a chi ha bisogno di noi.
Amen!


(Tonino Lasconi)


sabato 10 dicembre 2011

preghiera della sera





Signore, mio Dio, ti ringrazio
di questo giorno che si chiude;
ti ringrazio di aver dato riposo al corpo e all'anima.


La tua mano è stata su di me,
mi ha protetto e mi ha difeso.


Perdona tutti i momenti di poca fede
e le ingiustizie di questo giorno.


Aiutami a perdonare tutti coloro
che sono stati ingiusti con me.


Ti affido i miei cari, ti affido questa casa,
ti affido il mio corpo e la mia anima.



Dio, sia santificato il tuo santo nome




(Dietrich Bonhoeffer)

Beata Vergine di Loreto - Traslazione santa casa di Loreto


 

La tradizione popolare racconta che nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 1294 le pietre della casa di Nazareth vennero trasportate in volo dagli angeli. La versione popolare del trasporto 'per mano di angeli' con ogni probabilità è nata dal fatto che nella vicenda hanno svolto un ruolo chiave e primario i regnanti dell'Epiro, appartenenti alla famiglia Angeli, come risulta da un documento notarile del 1294, scoperto recentemente.


In realtà, alcuni studi e dei documenti ritrovati hanno confermato che il trasporto avvenne per mare su navi crociate.


Gli studi recenti delle pietre e dei graffiti e di altri documenti, purificando la tradizione da elementi leggendari, confermano e attestano l'autenticità della Santa Casa che è assolutamente priva di fondamenta che sono a Nazareth davanti alla grotta.


Il santuario di Loreto è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico.

E' stato visitato da circa 200 santi e beati, e da numerosi Papi.


Il santuario racchiude la Santa Casa come uno scrigno che contiene perle preziosissime: si tratta delle povere pareti legate ai ricordi più cari al cuore della cristianità. Qui fu annunziato il mistero dell'incarnazione, qui ebbe inizio la storia della salvezza con il sì di Maria all'annuncio dell'angelo; queste pietre sono state santificate dalla presenza e dalla vita quotidiana della Santa Famiglia e sono testimoni mute e perenni del passaggio del Figlio di Dio sulla terra.


Per sette secoli milioni di pellegrini hanno sostato in preghiera in questa casa benedetta, sotto lo sguardo benedicente di Maria in atto di consegnare ancora Gesù al mondo. Maria ha accolto e continua ad accogliere tutti i suoi figli nella sua casa e nel suo cuore di Madre. Tra queste pareti hanno sostato anche personaggi illustri, soprattutto tanti santi e pontefici.


Loreto è il santuario mariano per eccellenza, senza dubbio un «alto luogo dello Spirito», come si è espresso papa Giovanni Paolo II.


Quando papa Pio II era ancora cardinale si ammalò grave­mente, allora chiese di essere trasportato al santuario di Loreto dove pregò la Santa Vergine per la sua guarigione. Maria SS. allora apparve al cardinale ammalato in un sogno, gli prean­nunciò la sua guarigione e che presto sarebbe stato elevato al Soglio di Pietro. Piero Barbo fu infatti presto guarito e venne eletto papa nel 1464. Come atto di riconoscenza verso la Santa Vergine il nuovo papa fece ricostruire il santuario che era crollato. Pio II morì nel 1471.

PREGHIERA NEL SANTUARIO DI LORETO

             Santa Maria, Madre di Dio, ti salutiamo nella tua casa.

            Qui l'arcangelo Gabriele ti ha annunciato che dovevi diventare la Madre del Redentore; che in te il Figlio eterno del Padre, per la potenza dello Spirito Santo, voleva farsi uomo.

            Qui dal profondo del tuo cuore hai detto: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc.1,38). Così in te il Verbo si è fatto carne (Gv.1,14).

           Così tu sei diventata tempio vivente, in cui l'Altissimo ha preso dimora corporalmente; sei diventata porta per la quale Egli è entrato nel mondo.

            Dopo il ritorno dall'Egitto qui, sotto la fedele protezione di san Giuseppe, hai vissuto insieme con Gesù fino all'ora del Suo battesimo nel Giordano.

            Qui hai pregato con Lui, con le antichissime preghiere d'Israele, che allora diventavano parole del Figlio rivolte al Padre, cosicché ora noi, in queste preghiere, possiamo pregare insieme col Figlio e siamo uniti al tuo pregare, santa Vergine Madre.

            Qui avete letto insieme le Sacre Scritture e certamente avete anche riflettuto sulle parole misteriose del libro del profeta Isaia: "Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità... Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo... Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità" (Is.53,5.8.11). Già poco dopo la nascita di Gesù, il vecchio Simeone nel tempio di Gerusalemme ti aveva detto, che una spada avrebbe trafitto la tua anima (Lc.2,35).

            Dopo la prima visita al tempio con il Dodicenne siete tornati in questa casa a Nazareth, e qui per molti anni hai sperimentato quello che Luca riassume nelle parole: "... e stava loro sottomesso" (Lc.2,51). Tu hai visto l'obbedienza del Figlio di Dio, l'umiltà di Colui che è il Creatore dell'universo e dai Suoi connazionali veniva chiamato ed era "il carpentiere" (Mc.6,3).

            Santa Madre del Signore, aiutaci a dire "sì" alla volontà di Dio anche quando non la comprendiamo. Aiutaci a fidarci della Sua bontà anche nell'ora del buio. Aiutaci a diventare umili come lo era il tuo Figlio e come lo eri tu. Proteggi le nostre famiglie, perché siano luoghi della fede e dell'amore; perché cresca in esse quella potenza del bene di cui il mondo ha tanto bisogno. Proteggi il nostro Paese, perché rimanga un Paese credente; perché la fede ci doni l'amore e la speranza che ci indica la strada dall'oggi verso il domani. Tu, Madre buona, soccorrici nella vita e nell'ora della morte. Amen.

Benedetto XVI

giovedì 8 dicembre 2011

Solenne Consacrazione all'Immacolata - scritta da san Massimiliano Kolbe




Solenne Consacrazione all'Immacolatascritta da san Massimiliano Kolbe
O Immacolata,
Regina del cielo e della Terra, rifugio dei peccatori e madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l'intera economia della misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi, supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua e di fare ciò che ti piace di me e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso, senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di te: "Ella ti schiaccerà il capo" (Gn 3,15)  come pure: "Tu sola hai distrutto tutte le eresie del mondo intero", affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere in tal modo, quanto più possibile, il benedetto Regno del ss.Cuore di Gesù.
Dove tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e santificazione, poiché ogni grazia scorre, attraverso le tue mani, dal cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.
Concedimi di lodarti o Vergine Santissima. Dammi forza contro i tuoi nemici.
Amen

mercoledì 7 dicembre 2011

Preghiera di AVVENTO: Signore, abbiamo bisogno di te.



Signore, abbiamo bisogno di te.


È Avvento, di nuovo. Come ogni anno. Come ogni periodo che precede il Natale. Come ogni tempo in cui l'uomo attende. E spera. E lavora perché "l'arrivo", quell'arrivo sia ancora più importante, più partecipato.


Signore, abbiamo bisogno di te.


È Avvento, di nuovo. Un Avvento - come ce ne sono stati nella storia - contrassegnato da venti di guerra, da dolori e da sconfitte, da ansie e da paure. Come ai profeti una volta, anche oggi a noi il Signore, però, torna a dire: "Preparate le mie vie".


Signore, abbiamo bisogno di te.


È Avvento, di nuovo. Ma è Avvento ogni giorno se l'uomo si impegna perché la giustizia e la pace possono nascere ancora, come in quella notte nella stalla di Betlemme. È Avvento ogni momento se il credente combatte per una giustizia per tutti, e non per pochi; per gli ultimi anziché per i primi.


Signore, abbiamo bisogno di te.


È Avvento, di nuovo. È Avvento ogni giorno se sapremo leggere questo periodo come attesa per riscoprire la nostra identità di uomini e di cristiani; la nostra spiritualità di figli di Dio; la nostra verità di custodi di un messaggio di salvezza; la nostra realtà di battezzati nella Chiesa e per la Chiesa.


Signore, abbiamo bisogno di te.


E con te, abbiamo bisogno degli altri, di tutti gli altri. Nostri fratelli, nel pellegrinaggio comune che ci conduce al tuo regno, già presente e non ancora goduto; già in noi e non ancora disgelato.


Signore, abbiamo bisogno di te.


Perché attraverso il nostro impegno in questo Avvento si possa, finalmente, vivere un Natale un po' meno di guerra, almeno nei nostri cuori.


Signore, abbiamo bisogno di te.


Per ridare vigore alla vita, stupenda e da te donata e salvata. Troppe "ossa aride" abitano i nostri giorni. Tante sono le malinconie generate da fatue libertà.


Signore, abbiamo bisogno di te.


Noi ti crediamo anche se ci viene la tentazione dei primi discepoli di volerti vedere e sappiamo che sei con noi sempre in attesa di vederti quando tu vorrai e verrai. Qui, ora, ci custodisca la maternità di Maria e della Chiesa.


Amen!





(Dal web)

domenica 4 dicembre 2011

SIGNORE GESÙ, VIENI ACCANTO A NOI!




SIGNORE GESÙ, VIENI ACCANTO A NOI!

Signore Gesù,
vieni accanto a noi!
Come un pastore buono,
prendici in braccio e consolaci.
Parla al nostro cuore,
e scaccia da noi la paura
di camminare sulle tue strade.

Aiutaci a non trattenere per noi
i doni della tua bontà,
ma a trafficarli generosamente,
per colmare i vuoti dell'indifferenza
ed eliminare gli inciampi dell'egoismo.

Signore Gesù,
aiutaci a vivere
nella santità della condotta
e nelle preghiere,
affinché la misericordia e la verità,
la giustizia e la pace si incontrino
anche nella nostra vita.



(Tonino Lasconi)

La voce che grida nel deserto



Un uomo abbandona la vita mondana e si trasforma in eremita. Lontano dal
centro delle decisioni politiche della sua epoca, trascorre diversi anni
della propria vita tentando di preparare il cammino per il Messia. Si
definisce come "Voce di uno che grida nel deserto".
In un primo momento, possiamo pensare che quell'uomo - Giovanni Battista -
non abbia avuto alcuna influenza nella sua epoca. Ma la storia ci dimostra
esattamente il contrario: la sua presenza fu fondamentale nella vita di
Gesù.
Quante volte ci sentiamo come delle voci che gridano nel deserto? Le nostre
parole sembrano perdersi nel vento, i nostri gesti apparentemente non
destano alcuna reazione. Giovanni persistette. A noi tocca fare la stessa
cosa. Le voci che gridano nel deserto sono quelle che scrivono la storia del
loro tempo.

(Paulo Coelho)

sabato 3 dicembre 2011

LA PREGHIERA DELLA RANA


LA PREGHIERA DELLA RANA

Una sera fratel Bruno 
era assorto in preghiera


quando fu disturbato 
dal gracidare di una rana.

Per quanti sforzi facesse, 
non gli riuscì di ignorare quel rumore 
e allora si sporse dalla finestra e urlò:
"Silenzio! Sto pregando".
 

Poiché egli era un santo, 
tutti obbedirono al suo ordine immediatamente. 
Ogni creatura vivente si zittì 
in modo da creare il silenzio necessario 
alla preghiera.
Ma ecco che Bruno fu di nuovo interrotto, 
questa volta da una voce dentro di lui che diceva:
"Forse a Dio il gracidare di quella rana 
era altrettanto gradito 
dei salmi che tu stati recitando".
 

"Che cosa possono trovare di bello 
le <orecchie> di Dio nel verso di una rana?", 
replicò Bruno sprezzante.
Ma la voce proseguì:

"Perché mai allora Dio avrebbe inventato 
un simile suono?".
 

Bruno decise di scoprirlo da sé.
Si sporse dalla finestra e ordinò: "Canta!", 
e l' aria fu piena del gracidare ritmato della rana, 
con l'accompagnamento di tutte le raganelle 
del vicinato.

 

Bruno si pose in ascolto con attenzione 
e subito non udì più alcun frastuono, 
ma scoprì che, se smetteva di irritarsi, 
quelle voci in realtà rendevano più ricco 
il silenzio della notte.
 

Grazie a quella scoperta, 
il cuore di Bruno entrò in armonia 
con l'universo intero e, 
per la prima volta nella sua vita, 
egli capì che cosa significa pregare.


(La preghiera della rana, pagine 15-16, Edizioni Paoline 1989)
Grazie ad Emilio e Valentina
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