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lunedì 31 dicembre 2012

Credo nella famiglia


Credo nella famiglia, o Signore:
quella che è uscita dal tuo disegno creativo,
fondata sulla roccia dell'amore eterno e fecondo;
tu l'hai scelta come tua dimora tra noi,
tu l'hai voluta come culla della vita.

Credo nella famiglia, o Signore:
anche quando nella nostra casa
entra l'ombra della croce,
quando l'amore perde il fascino originario,
quando tutto diventa arduo e pesante.

Credo nella famiglia, o Signore:
come segno luminoso di speranza
in mezzo alle crisi del nostro tempo;
come sorgente di amore e di vita,
come contrappeso alle molte aggressioni
di egoismo e di morte.

Credo nella famiglia, o Signore:
come la mia strada verso la piena realizzazione umana
come la mia chiamata alla santità,
come la mia missione per trasformare il mondo
a immagine del tuo Regno.
Amen.

(Enrico Masseroni)

domenica 30 dicembre 2012

Dalle meditazioni del Canonico Don Paolo Bonaccia (1838-1894) - LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH



LA SANTA FAMIGLIA, MODELLO DI PREGHIERA

La preghiera di Maria SS. e di S. Giuseppe

E’ bello a Nazareth il silenzio profondo, santificato dalla sublime preghiera.
Tutte le ore del giorno e della notte
scoprono quei tre Cuori inabissati nella contemplazione.

… In tanti anni, nell’umile Casa di Nazareth
Maria lavora e prega, prega e lavora.
Il lavoro stesso è in un certo senso sublime preghiera
poiché, se le mani si posano sulla lana o sul lino,
oppure si dedicano alle cure domestiche,
il cuore è in Dio, gli occhi al Cielo, i pensieri nell’abisso della Divinità.
A somiglianza del Figlio, quando Maria prega, abbraccia tutti i tempi,
santificando ogni generazione:
tutti entrano nel suo Cuore
e sono fortificati dal suo amore;
per tutti Ella intercede, piange, supplica, si commuove di tenerezza materna.

… Anche Giuseppe comprende nella sua preghiera tutti i tempi,
unendosi in tal modo alla supplica universale del Redentore e della Corredentrice.
Quando Giuseppe prega, Gesù e Maria lo sostengono negli alti voli della contemplazione.
Sorte beatissima è quella del Patriarca,
che apprende a pregare da Gesù stesso, che prega al suo fianco,
e da Maria, che unisce le sue preghiere a quelle del suo Sposo.
Il Santo è introdotto nel santuario dei due Cuori di Gesù e di Maria
da cui attinge luce, calore e vita,
divenendo in tal modo il loro discepolo più perfetto
e, dopo Gesù e Maria, il nostro più grande Maestro.

… O Casa Nazarena, vera dimora di orazione,
degnati di abitare in ogni casa cristiana!
Genitori e figli, attingete da qui lo spirito di preghiera!
Quanto piace a Dio vedere una famiglia raccolta insieme nella lode comune!
Gli Angeli si deliziano nell’ascoltare la madre
che balbetta le preghiere della sera con il figliolino seduto sulle sue ginocchia;
gioiscono nel vedere il padre che unisce la sua mano a quella del fanciullo,
insegnandogli il segno della nostra Redenzione.
Queste sono le case che il Signore benedice,
e coloro che vi entrano assicurano che la benedizione di Dio è su di loro.

Pensiero di San Pio n°32

sabato 29 dicembre 2012

Messaggio a Ivan del 28 Dicembre 2012



Carissimi amici,

in mattinata Krizan ha contattato Ivan che gli ha chiarito un passaggio del messaggio ricevuto ieri (28.12.2012) sul Podbrdo. Il testo definitivo del messaggio è, dunque, il seguente:

"Cari figli, anche oggi desidero invitarvi alla gioia, vi invito di nuovo alla gioia. Nello stesso tempo, vi invito alla responsabilità. Cari figli, accogliete responsabilmente i miei messaggi e vivete i miei messaggi, perché, vivendo i miei messaggi, desidero condurvi a mio Figlio. In tutti questi anni in cui sono insieme a voi, il mio dito è rivolto verso mio Figlio, verso Gesù, perché desidero condurvi tutti a Lui. Perciò, anche nei prossimi giorni, ponetevi questa domanda: "Che cosa posso fare perché il mio cuore sia più vicino a Gesù?". Che questa domanda vi guidi. Dite a voi stessi: "Che cosa devo lasciare? Che cosa devo rifiutare, perché il mio cuore sia più vicino a Gesù?". Pregate, cari figli! Io pregherò per tutti voi, affinché la vostra risposta nei vostri cuori sia: "Sì, desidero essere più vicino a Gesù!". Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata e avete detto sì".

giovedì 27 dicembre 2012

Pensiero di San Pio n°31

mercoledì 26 dicembre 2012

Ti adoro, Bambino Gesù






Ti adoro, bambino Gesù, riposto nudo nella mangiatoia. Ormai voglio solo amare la tua infanzia e la tua povertà. Chi mi accorderà di essere innocente e povero come te?
O sapienza eterna ridotta all'infanzia toglimi ogni presunzione di falsa sapienza, e fammi bambino come te.  Beati i poveri di spirito, che tu, Gesù, hai reso simili a te nella grotta di Betlemme. Voi tutti che vi ritenete saggi, nei vostri pensieri, previdenti nei vostri disegni, forbiti nei vostri discorsi, io vi temo: la vostra grandezza mi intimidisce, ma io non so che farmene, perché ho bisogno soltanto della semplicità dei bambini.
Mentre il Verbo incarnato, la parola onnipotente del Padre fattosi bimbo, tace, vagisce, piange e manda gemiti, posso io continuare a compiacermi delle elucubrazioni del mio spirito e a soffrire se questo mondo non ha un'idea abbastanza alta delle mie capacità? Il mondo creda pure quello che vuole e dia le sue preferenze a chi gli pare; quanto a me, tutta la mia gioia è ormai diminuirmi, essere nei silenzio e nell'oscurità, passare pure per stolto ed anche esserlo pur di unirmi alle umiliazioni di Gesù crocifisso, all'impotenza e ai vagiti del bambino Gesù. (Fr. De Fénelon)

martedì 25 dicembre 2012

O Piccolo Bambino


O Piccolo
Bambino, 
mio unico tesoro,
tu mi appari tutto 
raggiante di amore. 

Io mi abbandono a te. 

Gesù, mio piccolo Fratello, 
non voglio altra gioia
se non di farti piacere.

Mio piccolo Re, 
donami le virtù della tua infanzia.

s. T. di Lisieux

Messaggio del 25 dicembre 2012




Questa Foto della Kraljice Mira -Regina della Pace -
è stata scattata mentre la veggente Mirjana aveva
l'apparizione natalizia della Vergine Maria e come
si vede ha in braccio per l'occasione il bambino Gesù.
 


Messaggio del 25 dicembre 2012

La Madonna è venuta con Gesù bambino tra le braccia e non ha dato messaggio,  ma Gesù bambino ha iniziato a parlare  e ha detto: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”. La Madonna e Gesù bambino, insieme, ci hanno benedetto con il segno della croce.


Apparizione annuale a Jakov Colo del 25 Dicembre 2012

Nell'ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l'apparizione una volta all'anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest'anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L'apparizione è iniziata alle 14 e 15 ed è durata 10 minuti.
Jakov , dopo di che , ha trasmesso il messaggio:

"Cari figli! Donatemi la vostra vita e abbandonatevi completamente a me perché io possa aiutarvi a comprendere il mio amore materno e l'amore del mio Figlio verso di voi.  Figli miei, io vi amo immensamente ed oggi, in modo particolare nel giorno della nascità del mio Figlio, desidero accogliere ciascuno di voi nel mio cuore e donare le vostre vite al mio Figlio. Figli miei,  Gesù vi ama e vi dona la grazia di vivere nella Sua misericordia, ma molti  dei vostri cuori sono presi dal peccato e vivete nelle tenebre. Perciò, figli miei, non aspettate, dite no al peccato e offrite i vostri cuori al mio Figlio perché soltanto così potrete vivere la misericordia di Dio ed incamminarvi sulla via della salvezza con Gesù nei vostri cuori.“

E’ Natale – Madre Teresa di Calcutta


E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri




martedì 18 dicembre 2012

La misericordia è lode di Dio


La grazia sublime di Dio, o carissimi, opera ogni giorno nei cuori cristiani, trasferendo ogni desiderio nostro dai beni terreni a quelli celesti. Ma anche la vita presente trascorre per dono del Creatore e viene sostenuta dalla sua provvidenza: infatti, colui che ci elargisce i beni temporali è lo stesso che ci promette i beni eterni. Per la speranza della felicità futura, verso cui corriamo per la fede, dunque, dobbiamo ringraziare Dio di averci innalzato fino ad accogliere questa sua opera preparatrice; ma nello stesso modo per i beni che conseguiamo nel corso di tutti gli anni dobbiamo onorare e lodare Dio che, all`inizio, diede fecondità alla terra, che impose ad ogni seme e ad ogni germoglio la legge della fertilità dalla quale mai si sottraggono; e così in tutte le realtà create resta continuamente operante il governo benigno del Creatore. Quello dunque che le messi, le viti e gli ulivi producono per il bene dell`uomo, profluisce tutto dalla munificenza della divina bontà, che variando le qualità degli elementi aiuta gli incerti lavori degli agricoltori, tanto che i venti e le piogge, il freddo e il caldo, il giorno e la notte servono alla nostra utilità. La ragione umana, infatti, non basterebbe a raggiungere l`effetto delle sue opere, se Dio, al nostro quotidiano lavoro di seminagione e di irrigazione, non aggiungesse la crescita.
La pienezza perciò della religiosità e della giustizia esige che anche noi aiutiamo gli altri con i doni che il Padre celeste ci ha misericordiosamente elargito. Molti sono quelli, infatti, che nulla hanno: né campi né vigne né ulivi; dobbiamo provvedere ai loro bisogni con l`abbondanza che Dio ci ha donato, così che essi benedicano con noi Dio per la fecondità della terra e godano che, ai possessori, siano stati elargiti i beni che essi mettono in comune con i poveri e gli estranei. Felice è quel granaio, e degno che in lui si moltiplichino tutti i frutti, che serve a saziare la fame dei bisognosi e dei deboli, che serve a sollevare le necessità degli estranei, che allevia i bisogni degli ammalati. La divina giustizia ha voluto che tutti fatichino e abbiano molestie di ogni specie, al fine di coronare i miseri per la loro pazienza e i misericordiosi per la loro benevolenza.
Leone Magno, Sermoni, 16

lunedì 17 dicembre 2012

Pensiero di San Pio n°30

domenica 16 dicembre 2012

conforto


Questo video è dedicato a tutti i fratelli e sorelle che stanno vivendo un periodo buio


Padre- preghiera diPadre Emiliano Tardiff



Padre di amore, ti benedico ti lodo e ti ringrazio perché per amore ci hai dato Gesù.
Grazie Padre, perché alla luce del tuo Spirito comprendiamo che Lui è la luce, la verità,
il Buon Pastore, che è venuto perché noi abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza.

Oggi, Padre, mi voglio presentare davanti a te come tuo figlio.

Tu mi conosci per nome. Volgi i tuoi occhi di Padre amoroso sulla mia vita.
Tu conosci il mio cuore e le ferite della mia vita. Tu conosci tutto quello che avrei
 voluto fare e che non ho fatto; quello che ho compiuto io e il male che mi hanno fatto gli altri.
Tu conosci i miei limiti, i miei errori e il mio peccato. Conosci i traumi e i complessi della mia vita.

Oggi, Padre, ti chiedo, per l'amore verso il tuo figlio Gesù Cristo, di effondere sopra di me
il tuo Santo Spirito, perché il calore del tuo amore salvifico penetri nel più intimo del mio cuore.
Tu che sani i cuori affranti e fasci le ferite, guarisci qui ed ora la mia anima, la mia mente,
la mia memoria e tutto il mio spirito. Entra in me, Signore Gesù, come entrasti in quella casa,
dove stavano i tuoi discepoli pieni di paura. Tu apparisti in mezzo a loro e dicesti: "Pace a voi".

Entra nel mio cuore e donami la pace; riempimi d'amore. Noi sappiamo che l'amore scaccia il timore.
Passa nella mia vita e guarisci il mio cuore. Sappiamo, Signore Gesù, che tu lo fai sempre,
quando te lo chiediamo; ed io lo sto chiedendo con Maria, nostra Madre, che era alle nozze di Cana
quando non c'era più vino e tu rispondesti al suo desiderio cambiando l'acqua in vino.

Cambia il mio cuore e dammi un cuore generoso un cuore affabile, pieno di bontà, un cuore nuovo.
Fa spuntare in me i frutti della tua presenza. Donami i frutti del tuo Spirito che sono amore, pace e gioia.
Che scenda su di me lo spirito delle beatitudini, perché possa gustare e cercare Dio ogni giorno,
vivendo senza complessi e senza traumi insieme agli altri, alla mia famiglia, ai miei fratelli.

Ti rendo grazie, o Padre, per quello che oggi stai compiendo nella mia vita.
Ti ringrazio con tutto il cuore, perché mi guarisci, perché mi liberi, perché spezzi le mie catene
e mi doni la libertà.
Grazie, Signore Gesù, perché sono tempio del tuo Spirito e questo tempio
non si può distruggere, perché è la casa di Dio. Ti ringrazio, Spirito Santo, per la fede,
per l'amore che hai messo nel mio cuore.

Come sei grande, Signore, Dio Trino ed Uno!
Che Tu sia benedetto e lodato, o Signore!

AMEN.

Padre Emiliano Tardiff

Dio e la sofferenza

Dio e la sofferenza

Dio non è venuto per cancellare la sofferenza. Egli non è venuto neppure per darne la spiegazione, bensì egli è venuto per colmarla della sua presenza.

(Paul Claudel)

Pensiero di San Pio n°29

giovedì 13 dicembre 2012

Preghiera a Santa Lucia

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O gloriosa Santa Lucia, che alla professione della fede, associasti la gloria del martirio, ottienici di professare apertamente le verità del Vangelo e di camminare con fedeltà secondo gli insegnamenti del Salvatore.

O Vergine Siracusana, sii luce alla nostra vita e modello di ogni nostra azione, cosicché, dopo averti imitato qui in terra, possiamo, assieme a te godere della visione del Signore. Amen.

Composta da Angelo Giuseppe Roncalli al tempo di Patriarca di Venezia; divenne poi Pp Giovanni XXIII (1958-1963); beatificato il 3 settembre 2000

VITA DI SANTA LUCIA

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La patrona di Siracusa, una martire del IV secolo, è diventata la protettrice della vista ereditando grazie al nome, che ricorda la luce, una funzione della dea Artemide, venerata anticamente sull'isola di Ortigia

La persecuzione contro i cristiani di Diocleziano e Massimiano, che co­minciò nel 303 e terminò nel 311, fu la più lunga e spietata che la storia ricordi. “Le carceri di ogni luogo” narra Eusebio nella Storia ecclesiastica «furono allora piene di vescovi, lettori, esorcisti cosicché non vi restava spazio per i condannati per delitti comuni.” Colpì quasi tutte le province dell'Impero e giunse fino a Siracusa dove morì decapitata un'adole­scente, Lucia, che apparteneva a una nobile famiglia della città. Sulla sua tomba fiorì un culto testimoniato da una lastrina marmo­rea, scoperta nel 1894 nella catacomba di San Giovanni, dove è scritto in greco: «Euskia, la irreprensibile, vissuta buona e pura per anni circa 25, mori nella festa della mia santa Lucia e per lei non vi ha elogio condegno; fu cristiana, fedele, perfetta, grata al suo marito di molta gratitu­dine». Vicino al sepolcro della martire venne costruita una basilica che i Normanni, passata la bufera araba, riedificarono nel XII secolo.


lunedì 10 dicembre 2012

LA VECCHIETTA CHE ASPETTAVA DIO




C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata.
Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: "Oggi verrò a farti visita". Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta.
Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio.
Dopo un po', qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: "Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!". E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: "Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!". E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. "Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa", implorò il povero.
"Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!" disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare.
Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: "Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto".

(B. Ferrero)

sabato 8 dicembre 2012

A cosa servono le benedizioni?


A cosa servono le benedizioni?
La liturgia della Parola di questo primo giorno del nuovo anno ci parla, tra le altre cose, della benedizione.
Nella prima lettura è Dio che benedice l'uomo.
Nella seconda lettura è l'uomo che benedice Dio, gridando a Lui, sotto l'influsso dello Spirito Santo: "Abbà!".
Nel Vangelo sono i pastori che, tornando da Betlemme benedicono Dio per tutto ció che hanno visto e udito.
Noi sentiamo spesso parlare di benedizioni.
Purtroppo, di questi tempi, sentiamo anche parlare molto di maledizioni e altre cose del genere, legate al mondo dell'occulto e della magia.
A capodanno chiediamo a Dio la sua benedizione, in modo speciale.
Ma cos'é una benedizione?

Immacolata "figlia del tuo Figlio", preservata dal peccato da colui che porti tra le braccia.


immacolata
Immacolata, dell'artista barocco Carlo Maratta

Nelle immagini che vedete in questo post, presento un modo di rappresentare la Madonna Immacolata che si differenzia dall’immagine della donna vestita di sole, solitaria, con i colori degli abiti bianchi e azzurri, tipica dell’arte spagnola e poi francese dal XVII sec. in poi, pensiamo a Velasquez, Tiepolo, Murillo, Zurbaràn ...(e impostasi poi ovunque dalla seconda metà dell’Ottocento a seguito delle apparizioni di Rue du Bac e poi Lourdes). E' una rappresentazione che definirei più teologicamente profonda e più in linea con la formulazione del dogma dell’Immacolata concezione, nel senso di redenzione che preserva dal peccato in previsione della nascita e dei meriti di Gesù.

RIFLESSIONI SU MARIA IMMACOLATA

Immacolata
Se si acquista uno splendido gioiello e lo si vuole esporre al pubblico oppure lo si vuole custodire gelosamente, certamente non lo si collocherà in un luogo qualsiasi, ma in un posto proporzionato alla bellezza e all’importanza dell’oggetto medesimo, quale potrebbe essere una vetrina luminosa o una cassaforte adeguata.
Analogamente, per entrare nella storia e dimorare con noi, il Verbo di Dio non poteva scegliere se non un seno carnale proporzionato alla sua grandezza, vale a dire perfetto e limpido sia pure nelle sue limitazioni; di conseguenza è cosa logica che Egli abbia dovuto predisporre per sé una donna assolutamente priva di tutte quelle carenze e peccaminosità che concernono la realtà umana, ivi compreso il peccato originale. Il corpo di Maria doveva essere assolutamente immacolato, ossia puro e limpido per poter ospitare il Dio delle assolute perfezioni che voleva farsi uomo.

mercoledì 5 dicembre 2012

Abbiamo bisogno




Abbiamo bisogno di trovarti, o Dio.
Più riceviamo nel silenzio della preghiera,
più daremo nella vita attiva.
Abbiamo bisogno di silenzio
per smuovere le anime.
Abbiamo bisogno di trovarti, o Dio.

L'importante non è ciò che diciamo,
ma ciò che tu dici attraverso di noi.
Tutte le nostre parole saranno vane
se non vengono da te.
Resteremo certamente poveri
finché non avremo scoperto le parole
che danno la luce di Cristo.
Resteremo ingenui,
finché non avremo imparato
che ci sono silenzi più ricchi
dello spreco di parole.
Resteremo inetti,
finché non avremo compreso che,
a mani giunte,
si può agire meglio
che agitando le mani.

Abbiamo bisogno di trovarti, o Dio.


(Helder Camara)

domenica 2 dicembre 2012

Messaggio del 2 dicembre 2012 (Mirjana)






Messaggio del 2 dicembre 2012 (Mirjana)     

«Cari figli, con materno amore e materna pazienza
vi invito di nuovo a vivere secondo mio Figlio,
a diffondere la sua pace ed il suo amore,
ad accogliere con tutto il cuore,
come miei apostoli, la verità di Dio
ed a pregare lo Spirito Santo affinché vi guidi.
Allora potrete servire fedelmente mio Figlio e,
con la vostra vita, mostrare agli altri il suo amore.
Per mezzo dell'amore di mio Figlio e del mio amore,
io, come Madre, cerco di portare nel mio abbraccio materno tutti i figli smarriti
e di mostrare loro la via della fede.
Figli miei, aiutatemi nella mia lotta materna
e pregate con me affinché i peccatori conoscano i loro peccati
e si pentano sinceramente.
Pregate anche per coloro che mio Figlio ha scelto
e consacrato nel suo Nome.
Vi ringrazio».

sabato 1 dicembre 2012

Pregare con Charles de Foucauld: Padre mi abbandono A Te




Padre, mi abbandono a Te, fa’ di me ciò che ti piace. Qualsiasi cosa Tu faccia di me, Ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la Tua volontà si compia in me, e in tutte le tue creature: non desidero nient’altro, mio Dio.

Rimetto l’anima mia nelle tue mani, Te la dono, mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo.

È per me un’esigenza di amore, il donarmi a Te, l’affidarmi alle tue mani, senza misura, con infinita fiducia: perché Tu sei mio Padre.

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