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mercoledì 5 giugno 2013

5- GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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GIORNO V.

I. Titoli adorabili del sacro Cuore all’amor nostro.

- « Il Signore mi ha dato a conoscere che il suo Cuore è il Santo dei Santi, il Santo d'amore, che voleva essere conosciuto per entrar mediatore fra Dio e gli uomini, essendo egli onnipotente - a far con loro la pace, a stornare i castighi meritati dalle nostre colpe, ad ottenerci misericordia.

« Egli è una rocca ed un asilo sicuro per quelli che vorranno rifugiarvisi ad evitare la divina giustizia, di cui il corruccio inon­derebbe i peccatori coi loro peccati, a ca­gione del commettersene tanti.., che irritano quella giusta collera. Egli è il trono della misericordia, dove i più miserabili sono i meglio ricevuti, purchè l'amore li presenti, nell' abisso della loro miseria. E se noi siamo fiacchi, freddi, immondi ed imperfetti, non è egli una fornace ardente, dove biso­gna purificarci e perfezionarci come l'oro nel crogiuolo, per essere a lui, come ostia viva, tutto immolati, e sacrificati ai suoi disegni? Questo divin Cuore è un abisso di ogni sorta di beni, dove bisogna che ci perdiamo per non gustar più niente delle cose terrene; un abbisso di amore, dov' è la stanza ed il riposo nostro per sempre. E' una sorgente inesauribile di misericordia, di ogni maniera delizie, che più se ne pren­de, e più abbonda; sorgente di acqua viva, sorgente copiosa di benedizioni e di grazia, sorgente senza termine di tutta la scienza e carità dei santi.

E' tesoro nascosto ed infinito che cerca solamente di manifestarsi a noi, di spandersi e distribuirsi per arricchire la nostra povertà, e il tesoro del cielo e della terra.

È oratorio sacro, paradiso di pace e di delizie, altare dei nostri sacrifici, sovrano Santificatore, unico necessario al nostro cuo­re, nostro tutto in tutte le cose, che vuol essere in noi come germe di vita eterna; nostro liberatore che ci scioglierà dalla schiavitù di Satana, nostro buon Maestro, che insegneracci a conoscerlo ed amarlo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze nostre; nostra guida sapiente da cui dobbiam pienamente lasciarci con­durre, solleciti solo di amar lui e piacere a lui; postro delizioso ritiro, in cui, vivere al coperto dalle tempeste di questa vita.

« Finalmente il Cuore del Signore nostro è moneta inestimabile improntata del conio della Divinità, onde gli uomini pos­sano pagar i loro debiti e negoziar il gran­de affare di loro eterna salute.

II. Sentimento di amore fiducioso.

- « Ho tutta la mia speranza ed il mio ap­poggio nei limiti del Cuor di Gesù mio Signore, il quale si compiacque farsi mia cauzione, che risponda e paghi per me.

« Nel sacro Cuore del mio Gesù io tro­vo tutto il mancante alla mia indigenza, essendo egli ripieno di misericordia; nè mai ho trovato in tutte le mie afflizioni ri­medio più efficace di quell'adorabilissimo Cuore. Qua io dormo senza affanni, qua riposo senza inquietitudini; non si dà niente di così duro e penoso che non mi venga per esso addolcito; i malati e i peccatori vi trovano un ben guardato ricovero e vi dimorano a sicurtà. Quel divino ed amoroso Cuore forma tutta la mia speranza e il mio rifugio; il suo merito è mia salute, mia vita e mia risurrezione. Finché non mancherammi la sua misericordia, io sono ben provve­duta di meriti; perché più egli è potente a salvarmi, e più io sono in sicurezza. Io mi trovo talmente ricolma delle sue grazie e de' suoi beneficii, che non lo posso esprimere; e parmi di essere una tenue goc­cia immersa nell' oceano del sacro Cuore.

III. Attrattive poderose del Signor nostro sul cuore della Santa.

- Le Me­morie contemporanee ci narrano come ella essendo tuttavia nel secolo udì dal Signore dopo una comunione « che egli era il più bello, più ricco, più perfetto, più compito in fra' tutti gli amanti; e sappi, egli dicea, che se tu mi rimani fedele, io non ti ab­bandonerò punto e renderommi tua vittoria contro tutti i miei nemici; e se tu mi segui costante, io t'insegnerò a conoscermi e manifesterommi a te. Questo dicendo, im­presse una così gran calma in tutto l'interno di lei ch' ella fermò in quell'istante di morire piuttosto che cangiare il preso partito di farsi religiosa.

Nel giorno poi della vestizione, il « di­vino Signore le fece vedere com' egli inten­deva prendere nuovo possesso e signoria del cuore di lei, e come reciprocamente doveva ella amar lui di un amor di prefe­renza. Le fece quindi intendere che alla maniera degli amanti appassionati egli farebbe a lei gustare, durante il noviziato, tutto quanto fosse di più dolce nelle soavità del suo amore, e le furono di fatto così grandi ch'ella ne andava fuori di sè: Spesso col cuore tutto pieno di Dio ella esclamava: Oh quanto è bello il Di­letto dell'anima mia! perchè non posso io amarlo!... » E quando il Salvatore divino, quasi dubitandone dell'amore, sovente a lei domandava, come a san Pietro, se lo amasse, ella potea solo rispondere se non: « Ah Signore, voi sapete come il cuor mio lo desideri! »

IV. Aspirazioni al Cuor di Gesù.

- « Io vi adoro, Cuor del mio Gesù, salvatemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Creatore, perfezionatemi.

Io vi adoro Cuore del mio Salvatore, liberatemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Giudice, perdonatemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Padre, go­vernatemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Sposo, a­matemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Maestro, insegnatemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Re, coronatemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Pastore, custoditemi.

Io vi adoro, Cuore del mio Amico, ac­coglietemi.

lo vi adoro, Cuore del mio Fratello, con voi tenetemi.

lo vi adoro, Cuore d'incomparabile bontà, consolatemi.

Io vi adoro, Cuore tutto amabile, accendetemi.

O mio Gesù, sommo mio Bene, io vi amo, non per le ricompense promesse da voi a chi vi ama, ma puramente per amore di voi medesimo.

«Io vi amo al di sopra di tutte le cose amabili, al di sopra di tutti i piaceri, al di sopra di me stessa e di quanto è fuori di me, protestando in presenza del cielo e della terra che io voglio vivere e morire nel vostro santo amore, puro e semplice, e quando per così amarvi dovessi essere perseguitata, tormentata e sottoposta alla morte, ne sarò contentissima, e dirò sem­pre con san Paolo: Non avvi al mondo creatura che separare mi possa dalla carità del Sacro Cuore di Gesù Cristo, che amo e voglio amare in eterno!»

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