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venerdì 12 aprile 2013

ll Diario di Santa Faustina Kowalska- I° Quaderno - Parte 1/4


(Pubblicazione a puntate - Segue dal I° quaderno - Parte 1/3)


I° Quaderno - Parte 1/4
 
Una volta vidi due suore che stavano per entrare nell'inferno. Un dolore indescrivibile mi strinse l'anima. Pregai Iddio per loro e Gesù mi disse: «Va' dalla Madre Superiora e dille che quelle due suore si trovano nell'occasione di commettere un peccato grave ». il giorno dopo lo dissi alla Superiora. Una di esse è già in stato di fervore; l'altra sta sostenendo una grande battaglia. Una volta Gesù mi disse: “Abbandonerò questa casa.. poiché vi sono cose che non Mi piacciono”. E l'Ostia uscì dal tabernacolo e si posò nelle mie mani, ed io con gioia la riposi nel tabernacolo. Il fatto si ripeté una seconda volta e io feci lo stesso. Ma la cosa si ripeté una terza volta e l'Ostia si trasformò nel Signore Gesù vivo, e Gesù mi disse: « Io non rimarrò qui più a lungo». Allora nella mia anima si risvegliò improvvisamente un grande amore per Gesù e dissi: « E io non Ti lascerò partire, Gesù, da questa casa ». E Gesù scomparve di nuovo e l'Ostia si posò nelle mie mani. La riposi nuovamente nella pisside e chiusi il tabernacolo. E Gesù rimase con noi. Per tre giorni mi preoccupai di fare l'adorazione riparatrice. Una volta Gesù mi disse: « Fa' sapere alla Madre Generale che in questa casa... succede la tal cosa... che non Mi piace e che Mi offende molto». Non lo feci sapere subito alla Madre; ma il turbamento che m'inviò il Signore, non mi permise d'attendere un momento di più e scrissi subito alla Madre Generale e la pace ritornò nella mia anima. Sperimentavo spesso sul mio corpo la Passione del Signore, sebbene ciò non fosse visibile all'esterno; di questo sono contenta, poiché Gesù vuole così. Ma questo durò per un breve periodo. Quelle sofferenze accesero nella mia anima il fuoco dell'amore per Iddio e per le anime immortali. L'amore sopporterà tutto; l'amore andrà oltre la morte; l'amore non teme niente.

22 FEBBRAIO 1931. La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l'anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: « Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te! Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l'anima, che venererà quest'immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria ». Quando ne parlai al confessore, ricevetti questa risposta: « Questo riguarda la tua anima ». Mi disse così: “Dipingi l'immagine divina nella tua anima”. Quando lasciai il confessionale, udii di nuovo queste parole: « La Mia immagine c'è già nella tua anima. Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia. Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per le anime dei peccatori. Il peccatore non deve aver paura di avvicinarsi a Me». « Le fiamme della Misericordia Mi divorano; voglio riversarle sulle anime degli uomini». Poi Gesù si lamentò con me dicendomi: « La sfiducia delle anime Mi strazia le viscere. Ancora di più Mi addolora la sfiducia delle anime elette. Nonostante il Mio amore inesauribile non hanno fiducia in Me. Nemmeno la Mia morte è stata sufficiente per loro. Guai alle anime che ne abusano! ». Quando dissi alla Madre Superiora che Iddio voleva questo da me, la M. Superiora mi rispose che Gesù doveva farlo riconoscere più chiaramente con qualche segno. Quando pregai Gesù di dare qualche segno a dimostrazione che “sei veramente Tu, Dio e Signore Mio, e che da Te vengono queste richieste”, udii nel mio intimo questa voce: « Mi farò conoscere dalle Superiore attraverso le grazie che concederò mediante questa immagine ». Quando volevo liberarmi da queste ispirazioni interiori, Iddio mi disse che nel giorno del Giudizio mi avrebbe chiesto conto di un gran numero di anime. Una volta che mi sentivo tremendamente stanca per le molte difficoltà che avevo per il fatto che Gesù mi parlava ed esigeva che venisse dipinta quell'immagine, decisi fra di me fermamente di chiedere al Padre Andrasz, prima dei voti perpetui, di sciogliermi da quelle ispirazioni interiori e dall'obbligo di dipingere quell'immagine. Ascoltata la confessione, il Padre Andrasz mi diede questa risposta: « Non la sciolgo da nulla, sorella, e non le è permesso sottrarsi a queste ispirazioni interiori, ma deve assolutamente parlare di tutto al confessore, nel modo più assoluto, altrimenti andrà fuori strada, nonostante queste grandi grazie del Signore. Momentaneamente lei si confessa da me, ma sappia bene che deve avere un confessore fisso, cioè un direttore spirituale ». Ne rimasi enormemente mortificata. Pensavo di potermi liberare da tutto, ed invece era avvenuto proprio il contrario: ora avevo l'ordine esplicito di ubbidire alla richiesta di Gesù. E di nuovo il tormento di non avere un confessore fisso. E se per un certo tempo mi confesso da qualcuno, non posso rivelargli la mia anima per quanto riguarda le grazie. Ne soffro in modo incredibile. Prego Gesù di concedere queste grazie a qualcun altro, perché io non so utilizzarle e le spreco soltanto. « Gesù, abbi compassione di me. Non affidarmi cose tanto grandi. Vedi bene che sono un pugno di polvere buono a nulla ». Tuttavia la bontà di Gesù è infinita. Mi aveva promesso un aiuto visibile in terra e l'ho ricevuto dopo poco tempo a Wilno. Ho riconosciuto in Don Sopocko quell'aiuto divino. L'avevo conosciuto prima di arrivare a Wilno grazie ad una visione interiore. Un giorno lo vidi nella nostra cappella tra l'altare ed il confessionale. Avevo udito improvvisamente nel mio intimo una voce: « Ecco l'aiuto visibile per te sulla terra. Egli ti aiuterà a fare la Mia volontà sulla terra ». Una volta che ero stanca di queste incertezze domandai a Gesù: « Gesù, sei Tu il mio Dio o sei un fantasma? I Superiori infatti mi dicono che capitano illusioni e fantasmi di vario genere. Se sei il mio Signore Ti prego di benedirmi ». Allora Gesù fece un gran segno di croce su di me e io mi segnai. Quando chiesi perdono a Gesù per quella domanda, Gesù mi rispose che con quella domanda non Gli avevo recato alcun dispiacere ed il Signore mi disse inoltre che la mia fiducia Gli piaceva molto.

1933 CONSIGLI SPIRITUALI DATIMI DA PADRE ANDRASZ S. J.

Primo. Non le è lecito, sorella, sfuggire a queste ispirazioni interiori ma deve informare di tutto il confessore. Se lei riconosce che tali ispirazioni interiori riguardano, ossia sono di vantaggio alla sua anima o ad altre anime, la prego di ascoltarle e non le è permesso trascurarle, ma sempre d'accordo col proprio confessore. Secondo. Se queste ispirazioni non concordano con la fede e con lo spirito della Chiesa, bisogna respingerle immediatamente, poiché provengono dallo spirito maligno. Terzo.Se queste ispirazioni non riguardano le anime in generale, né il loro bene in particolare, allora, sorella, non se ne preoccupi eccessivamente, e non le prenda affatto in considerazione. Tuttavia non decida da sola in questa materia in un senso e nell'altro, poiché può andare fuori strada, nonostante queste grandi grazie del Signore. Umiltà, umiltà e sempre umiltà, poiché noi da soli non possiamo nulla. Tutto questo è soltanto grazia di Dio. Mi dice che Iddio esige tanta fiducia dalle anime; ebbene sia lei la prima a dare la dimostrazione di tale fiducia. Ancora una parola: accetti tutto questo con serenità. Parola di uno dei confessori: Sorella, Iddio le prepara molte grazie particolari, ma lei faccia in modo che la sua vita sia pura come le lacrime davanti al Signore, senza badare a quello che potranno pensare di lei. Le basti Iddio e Lui solo. Verso la fine del noviziato il confessore mi disse queste parole: Avanza nella vita facendo del bene, in modo che sulle pagine della tua vita io possa scrivere: visse facendo del bene. Iddio realizzi questo in lei, sorella. Un'altra volta il confessore mi disse: si comporti davanti al Signore come la vedova del Vangelo, la quale benché avesse deposto nel tesoro una moneta spicciola di poco valore, dal Signore fu ritenuta più meritevole di quelli che avevano fatto ricche offerte. Un'altra volta ricevetti questo insegnamento: si comporti in modo che chiunque si avvicini a lei, se ne parta felice. Diffonda attorno a sé il profumo della felicità, poiché da Dio ha ricevuto molto e quindi deve dare molto agli altri. Che tutti possano ripartire felici da lei, anche se hanno appena sfiorato l'orlo della sua veste. Ricorda bene le parole che ti ho detto ora. Un'altra volta mi disse queste parole: permetta al Signore di spingere la navicella della sua vita in alto mare, sulle acque immensamente profonde della vita interiore. Alcune parole di un colloquio avuto con la Madre Maestra verso la fine del noviziato: la caratteristica particolare della sua anima sia la semplicità e l'umiltà. Vada attraverso il cammino della vita come una bambina, sempre fiduciosa, sempre provvista di semplicità ed umiltà, contenta di tutto, felice di tutto. Là dove le altre anime si spaventano, lei, sorella, passi tranquillamente grazie alla semplicità ed all'umiltà. Questo, sorella, lo ricordi per tutta la vita: come le acque scendono dai monti verso le valli, così le grazie del Signore scendono soltanto sulle anime umili. O mio Dio, comprendo bene che vuoi da me l'infanzia spirituale, dato che me la chiedi continuamente tramite i Tuoi rappresentanti. Le sofferenze e le contrarietà all'inizio della vita religiosa mi avevano spaventata e mi avevano tolto il coraggio. Per questo pregavo continuamente perché Gesù mi rendesse più forte e mi concedesse il vigore del Suo Santo Spirito, per poter adempiere in tutto la Sua santa Volontà, poiché fin dall'inizio conoscevo e conosco tuttora la mia debolezza. So bene chi sono da me stessa, poiché Gesù ha svelato agli occhi della mia anima tutto l'abisso della mia miseria e pertanto mi rendo conto perfettamente che tutto quello che c'è di buono nella mia anima è soltanto frutto della Sua santa grazia. La consapevolezza della mia miseria mi fa conoscere in pari tempo l'abisso della Tua Misericordia. Nella mia vita interiore guardo con un occhio verso l'abisso di miseria e di abiezione che sono io, e con l'altro occhio verso l'abisso della Tua Misericordia, o Dio. O mio Gesù, Tu sei la vita della mia vita. Tu sai bene che non desidero nient'altro all'infuori della gloria del Tuo Nome e che le anime conoscano la Tua bontà. Perché le anime si tengono lontano da Te, o Gesù? Questo proprio non lo capisco. Oh! potessi io dividere il mio cuore in minime particelle e offrirtele, o Gesù, in modo che ogni particella fosse come un cuore intero, nell'intento di compensarTi, almeno in parte per i cuori che non Ti amano! Ti amo, Gesù, con ogni goccia del mio sangue e lo verserei volentieri per Te, per darTi la prova del mio amore sincero. O Dio, più Ti conosco e meno riesco a comprenderTi, ma questa mia incapacità a comprenderTi mi fa capire quanto sei grande, oDio. E questa impossibilità a comprenderTi accende una nuova fiamma nel mio cuore per Te, o Signore. Dal momento in cui mi hai permesso, o Gesù, di immergere lo sguardo della mia anima in Te, riposo e non desidero nient'altro. Ho trovato la mia destinazione nel momento in cui la mia anima è annegata in Te, unico oggetto del mio amore. Tutto è nulla se lo si confronta con Te. Le sofferenze, le contrarietà, le umiliazioni, gli insuccessi, i sospetti che gravano su di me, sono fuscelli che ravvivano il mio amore verso di Te, o Gesù. Pazzi ed irrealizzabilì sono i miei desideri. Desidero nascondere a Te che soffro. Per I i miei sforzi e le mie opere buone desidero non essere mai ricompensata. O Gesù, Tu solo sei la mia ricompensa. Tu mi basti, oTesoro del mio cuore. Desidero condividere le sofferenze del prossimo e tener nascoste nel cuore le mie sofferenze non solo al prossimo, ma anche a Te, o Gesù. Le sofferenze sono una grande grazia. Attraverso la sofferenza l'anima diviene simile al Salvatore; nella sofferenza l'amore si cristallizza: maggiore è la sofferenza, più puro diviene l'amore. Una volta di notte venne a trovarmi una delle nostre suore, che era morta due mesi prima. Era una suora del primo coro. La vidi in uno stato spaventoso: tutta avvolta dalle fiamme, con la faccia dolorosamente stravolta. L'apparizione durò un breve momento e scomparve. I brividi trapassarono la mia anima, ma pur non sapendo dove soffrisse, se in purgatorio o all'inferno, raddoppiai in ogni caso le mie preghiere per lei. La notte seguente venne di nuovo ed era in uno stato ancora più spaventoso, tra fiamme più fitte, sul suo volto era evidente la disperazione. Rimasi molto sorpresa di vederla in condizioni più orribili, dopo le preghiere che avevo offerto per lei e le chiesi: « Non ti hanno giovato per nulla le mie preghiere? ». Mi rispose che le mie preghiere non le erano servite a nulla e che niente poteva aiutarla. Domandai: « E le preghiere fatte per te da tutta la Congregazione, anche quelle non ti hanno giovato niente? ». Mi rispose: « Niente. Quelle preghiere sono andate a profitto di altre anime ». E io le dissi: «Se le mie preghiere non le giovano per niente, la prego di non venire da me ». E scomparve immediatamente. Io però non cessai di pregare. Dopo un certo tempo venne di nuovo da me di notte, ma in uno stato diverso. Non era tra le fiamme come prima ed il suo volto era raggiante, gli occhi brillavano di gioia e mi disse che avevo il vero amore per il prossimo, che molte altre anime avevano avuto giovamento dalle mie preghiere e mi esortò a non cessare di pregare per le anime sofferenti nel purgatorio e mi disse che essa non sarebbe rimasta a lungo in purgatorio. I giudizi di Dio sono veramente misteriosi!

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