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giovedì 5 aprile 2012

Lavanda dei piedi, scuola dell'amore.

 
 
 
Giovedì Santo: la lavanda dei piedi;
 è la scuola dell'Amore;
è il vangelo più eucaristico,
perché l'Eucaristia è il massimo dell'abbassamento di Dio;
la lavanda dei piedi è un atteggiamento talmente impossibile
che solo Dio poteva inventarlo.
Non credere di poterci riuscire da solo.
Tutto si gioca su un'umiliazione;
le umiliazioni sono le cose più preziose che abbiamo; s
tiamo parlando un linguaggio incomprensibile al mondo, siamo al Giovedì Santo.
 
Qui non si parla di servizi da vetrina, ma di servizi non gratificanti.
Un servizio che si venga a sapere, con il rischio che qualcuno ti lodi,
perde i connotati della lavanda dei piedi.
Non credere di lavare i piedi quando servi i poveri,
ma quando fai, senza farti accorgere,
un lavoro noioso che toccherebbe a un altro, senza brontolare o farlo pesare.
Quando fai un servizio a uno che soffre molto,
non credere di lavargli i piedi, è lui che lava i piedi a te.

Lavi i piedi quando sei umiliato ingiustamente,
o quando qualcuno ti butta in faccia un difetto in malo modo e tu non ti ribelli,
ma accogli con umiltà la verità da qualunque parte venga,
anche se detta senza carità.

Lavi i piedi quando sopporti con pazienza una persona indigesta.
Lavi i piedi quando per amore del Signore non ti risparmi,
accettando qualsiasi lavoro, senza che qualcuno si accorga,
senza ricevere approvazioni o ringraziamenti.
Colui che lava i piedi è uno schiavo, e dunque uno senza diritti;
per cui tutto quello che riceve, lo riempie di stupore e di gioia.
Lavare i piedi è schiavitù per amore.

Per questo senza la grazia divina è un atteggiamento impossibile all'uomo.
Il lavare i piedi se è autentico, non è episodico, ma dura tutta la vita.
Lavare i piedi è morire ogni giorno e non da eroe.

 
Domenico Machetta e i giovani della comunità di Nazareth

Gesù lava i piedi ai suoi discepoli.





Gesù lava i piedi ai suoi discepoli. Prova a immaginare la scena. Questi uomini grandi che hanno camminato a piedi nudi nella polvere si vedono il Maestro mettersi attorno alla vita un asciugamano e prendere un catino con dell'acqua, chinarsi e fare ciò che spettava agli schiavi. Che significato c'è dietro questo gesto? Lo dice alla fine: Come ho fatto io, fate anche voi. Cioè: di fronte agli altri dovete stare non come padroni, ma come schiavi, come persone capaci di perdonare con l'amore tutte le "polveri" che giorno per giorno si accumulano sulle membra de fratelli. Non ha paura Gesù di perdere qualcosa, perché essere Signore significa amare i figli e servirli. Anche le mamme fanno tutto ai loro bambini, ma non per questo si pensa che siano schiave. In questo giorno santo in cui Gesù si offre come pane per restare sempre con noi, impariamo ad essere dono per tutti. Quello che riceviamo da Dio non è per noi, è per i nostri fratelli. Non facciamo i ladri, tenendoci tutto per noi!


Fonte: http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/3269.html
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