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lunedì 30 luglio 2012

Vecanze cristiane

Ferie:
DIECI CONSIGLI UTILI PER UNA VACANZA DA CRISTIANI

Il cattolico si distingue anche dal modo in cui si riposa e si diverte: anche sotto l'ombrellone o in cima a una montagna, la meta della vita non è un pacchetto turistico, ma il Paradiso
di Mario Palmaro
Arriva l'estate e l'uomo moderno si misura con un appuntamento obbligato quasi per tutti: le vacanze. Faccenda profana, ma che ha a che fare con i temi della fede e dell'apologetica. Perché il cattolico si riconosce anche dalle vacanze che fa.
Ovviamente, c'è una grande libertà di scelta tra le molte opzioni che abbiamo a disposizione, in una forbice che va da Borghetto Santo Spirito alle Antille. Ma dentro questa libertà ci sono alcuni punti fermi che ci dovrebbero guidare anche durante le nostre ferie. Proviamo a stilare un piccolo vademecum per "la vacanza cattolica".

1. CONTINUA A ESSERE CRISTIANO ANCHE IN VACANZA Questo dovrebbe essere il punto di partenza di ogni cattolico che progetta il suo tempo di riposo e di divertimento. Andare tre settimane in Patagonia non è un delitto per un cristiano. Ma lo diventa se uno nemmeno si pone la domanda: e la Messa? In tempi di turismo globale, e di pacchetti turistici che ci portano agevolmente ovunque, bisogna stare attenti a non dimenticarsi l'essenziale: che non è il passaporto, ma Gesù Cristo. Che si incontra innanzitutto a Messa, almeno la domenica e nelle feste comandate.

2. RIPOSA MA NON OZIARE Vacanza è, semplicemente, cambiare attività. Questo è vero anche solo dal punto di vista umano. C'è qualcosa di patologico nell'idea di "bruciare" il tempo delle ferie nel nulla assoluto, in un'abulia senza costrutto che è, notoriamente, l'anticamera del vizio e del peccato. Per questo motivo anche una giornata di vacanza richiede una certa disciplina, cioè un programma di vita nel quale ci siano tanto riposo e divertimento, il fermo proposito di lasciare da parte il lavoro di ogni giorno, ma anche il tempo per gli altri, a cominciare dai nostri familiari.

3. STAI ALLEGRO, DIVERTITI MA NON PECCARE Era uno dei consigli fondamentali di don Bosco. La vacanza è un grande privilegio, che i nostri antenati non hanno praticamente conosciuto. Chi dice che è un diritto, esagera. E' piuttosto un grande dono, un talento, a patto di saperlo trafficare bene. E' innanzitutto un tempo di rigenerazione, e quindi di meritato riposo. E' legittimo anche divertirsi, purchè questo obiettivo non travolga il primo: infatti, quale riposo è possibile se cerchiamo solo la confusione, la folla assordante, il rumore; se, in altre parole, ricreiamo a centinaia di chilometri di distanza lo stesso scenario confuso e dissipato in cui siamo costretti a vivere ogni giorno? Ci sono ambienti e divertimenti che in sé non sono illeciti, ma che costituiscono l'humus ideale per il peccato. Sono le famose occasioni, e già ricercarle e non fuggirle diventa una colpa grave.

4. DATTI DELLE NORME DI VITA Sappiamo benissimo che in vacanza è molto più difficile rispettare un certo ordine nella giornata. Paradossalmente, il lavoro, la scuola e la famiglia impongono un ritmo, degli orari, e dentro questa cornice il cattolico può inserire le sue pratiche di pietà, la Messa, il rosario. Con le vacanze, questi schemi inevitabilmente saltano, e c'è il rischio – spesso la certezza – che vada a farsi benedire anche la vita di fede. Invece che avere più tempo per il Signore, ci dimentichiamo di lui. Anzi: potremmo addirittura aver vergogna di mostrare a parenti e amici che, anche a Cortina o a Ischia, vorremmo andare a Messa in settimana, o prenderci un quarto d'ora per l'orazione. Tenendo sotto controllo l'eccesso opposto – l'ostentazione – dobbiamo invece difendere questi spazi sacri, senza essere d'ostacolo ai legittimi progetti di svago della nostra compagnia.

5. FAI LA VACANZA PROPORZIONATA AL TUO TENORE DI VITA Non è una questione di dottrina ma di buon senso. Quanti soldi è giusto investire nelle nostre vacanze? Ovviamente non esiste una tabella o una soglia dell'esagerazione. C'è però un criterio sempre buono: evitare gli eccessi, mantenendo una proporzione fra il nostro tenore di vita ordinario e l'investimento per il viaggio di piacere o la settimana al mare o ai monti. Inseguire una vacanza al di sopra delle proprie normali possibilità può essere il sintomo di un'esistenza triste, nella quale si passa l'anno aspettando quei quindici giorni come se fossero l'unica ragione per cui vale la pena vivere. Gli eccessi sono sempre ingiustificati, per ragioni morali e di stile. Inoltre, chi esagera si priva della possibilità di fare, con quel denaro, qualche opera di bene per la Chiesa e per i poveri.

6. NON LASCIARE CHE I TUOI FIGLI VADANO DOVE VOGLIONO E CON CHI VOGLIONO Vacanze autonome per i figli? Anche qui, mode e abitudini contemporanee talvolta fanno a pugni con le esigenze della morale. Ad esempio, è assolutamente da riprovare la leggerezza con cui i genitori tollerano o incoraggiano le vacanze congiunte di ragazzi e ragazze; prassi che diviene addirittura "istituzionale" quando due giovani sono più o meno fidanzati. Mandare in vacanza un gruppo di ragazzi e ragazze significa incoraggiarli alla promiscuità; mandarci due fidanzati è "istigazione al peccato". Significa costruire una generazione di persone senza forza di volontà, appassita prima di fiorire nella freschezza degli anni più belli della vita. Pianificare vacanze cristiane significa anche far ragionare i nostri figli sulla opportunità di certe comitive, e sul primato che comunque la famiglia merita – almeno fino a una certa età – anche in materia di vacanze. Si dice: durante l'anno non c'è nemmeno il tempo per guardarsi un po' in faccia. Ma se poi arrivano le vacanze e i figli vanno da una parte, e i genitori dall'altra, quando la famiglia sta insieme? E chi l'ha detto che ognuno deve andare in vacanza solo dove ci sono i divertimenti adatti alla sua età, sennò "che vacanza è?" Non conformarsi alla mentalità del tempo, come ammonisce San Paolo, significa anche spezzare questi luoghi comuni e re-imparare a stare insieme nel tempo delle ferie.

7. FAI LETTURE UTILI ED EDIFICANTI In vacanza si cerca un po' di evasione, anche nei libri. Naturale. Tuttavia è consigliabile portarsi al mare o ai monti almeno una lettura edificante che ci faccia conoscere meglio la nostra fede: la vita di un santo, un romanzo apologetico, il saggio di un autore cattolico affidabile, un testo sulla preghiera o sulla dottrina, il Vangelo, il Timone. Insomma: c'è molta scelta, basta volerlo.

8. VISITA I LUOGHI DELLA FEDEAlcuni trascorrono le loro vacanze in un monastero o in un'oasi di preghiera. Bello, ma praticamente impossibile per molti, e certamente per una famiglia. Si può però inserire sapientemente in ogni vacanza la visita ai luoghi della fede più vicini al nostro soggiorno estivo: un santuario, una cattedrale, la città di un grande santo, una comunità di religiosi, un sacerdote amico o il parroco del paesino di villeggiatura. Un modo semplice per insegnare anche ai propri figli che il nostro cuore è con Cristo anche quando ci stiamo rilassando e divertendo.

9. RICORDATI DEGLI ALTRI La vacanza ci fa pensare che stiamo "incassando" una ricompensa meritata con un anno di lavoro stressante, o di studi faticosi, e guai a chi ce la tocca. C'è il rischio di guardare solo a sé stessi e di abbandonarsi all'egoismo; il mondo ci sussurra suadente che ci meritiamo un po' di attenzione tutta per noi, e gli altri si arrangino. Ma il cristiano non può dimettersi durante le vacanze: San Josemaria Escrivà scriveva che "la santità e l'autentico desiderio di raggiungerla non si concede né soste né vacanze" (Cammino, n. 129). Allora, teniamo lo sguardo vigile e attento sugli altri, chiediamoci che cosa possiamo fare per aiutarli e se possibile mettiamo loro davanti alle nostre aspirazioni. Gesù ci ripagherà con vacanze bellissime, dove la gioia degli altri diventa la nostra gioia.

10. NON TRALASCIARE I SACRAMENTI Durante l'anno diciamo sempre: non ho tempo. Di pregare, di fare direzione spirituale, di confessarmi, di fare una visita in chiesa. In vacanza non abbiamo alibi, e allora approfittiamone. Non c'è fede cattolica senza sacerdote e senza sacramenti. Parafrasando una vecchia, celebre pubblicità di un'agenzia di viaggi, potremmo concludere dicendo: "Cristiano fai da te? No Chiesa? Ahiahahiahi!"




Fonte: Il Timone, luglio-agosto 2012

venerdì 27 luglio 2012

L'Arcangelo Gabriele

giovedì 26 luglio 2012

Preghiere a Santi Gioacchino e Anna


 

I Nonni di Gesù

Sant'Anna e San Gioacchino,
rappresentano un pezzo fondamentale della storia della salvezza.
Davvero preziosa è la loro eredità,
se essa è costituita dalla persona stessa del Verbo incarnato!
Il loro nipote è Gesù Cristo,
Dio generato nella carne umana da Maria.
Gesù dice “Dai frutti conoscerete la pianta”
Dalla santità del frutto, cioè di Maria, Immacolata fin dal concepimento,
colei che doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo,
deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.

Celebrare la festa dei “nonni” di Cristo,
significa per la Chiesa prendere sul serio, fino in fondo,
l’inserzione di Dio stesso nelle generazioni umane.


PREGHIERA A SAN GIOACCHINO
O grande e glorioso san Gioacchino,
quanto sono felice pensando che fosti eletto fra tutti i santi
a cooperare ai divini misteri e ad arricchire il mondo
della Madre di Dio, Maria Santissima!
Per questo singolare privilegio divenisti potentissimo
presso la Madre e il Figlio, per ottenerci le grazie necessarie.
Con tale fiducia ricorro alla tua protezione e ti raccomando
tutte le necessità mie e della mia famiglia, spirituali e temporali;
ti raccomando inoltre la grazia particolare che desidero
e che attendo dalla tua paterna intercessione...(chiedere la grazia)
e poichè fosti modello perfetto di vita interiore,
ottienimi il raccoglimento e il distacco da tutti i beni passeggeri
di questa terra e un amore vivo e perseverante a Gesù e a Maria.
Ti prego d'implorare per me all' Eterno Padre devozione
e obbedienza sincera alla santa Chiesa e al sommo Pontefice che la governa,
e ti prego di chiedere al Signore che io possa vivere e morire
nella fede, speranza e carità perfette,
invocando i nomi Santissimi di Gesù e di Maria, e salvarmi.
Amen.

PREGHIERA A S.ANNA
O benedetta fra le madri,
gloriosa Sant'Anna che aveste per figliola
a voi soggetta ed obbediente la Madre di Dio,
ammiro l'altezza di vostra elezione
e le grazie di cui adornò l'Altissimo !
Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine
nell'onorarvi, nell'amarvi, nell'affidarmi alla vostra tutela.
A Gesù, a Maria ed a Voi consacro tutta la mia vita
come un umile tributo della mia devozione;
Voi ottenetemi che passi per me santa e degna del Paradiso. Così sia.


Fra Biagio Conte Ultimo tra gli ultimi nel 2012


L’estate è ormai nel pieno del suo svolgimento, c’è chi la vive e può permettersi spostamenti, giorni di riposo e di divertimento, c’è chi vive nella sofferenza e se non per il clima caldo, si rende conto che sia estate, perché come tutti i giorni dell’anno si trova a dover far fronte a situazioni di disagio e di vita quotidiana. Gli ultimi. Quante volte sentiamo parlare degli ultimi della società, non basta andar lontani dalle nostre città, dai nostri quartieri per renderci conto come siano numerosi i nostri fratelli bisognosi non solo di assistenza fisica, quanto di amore.

Oggi vi voglio raccontare la storia di una figura a me molto cara, Siciliano come me e con una fede, che lo ha portato all’età di 26 anni a diventare missionario. È Fra Biagio Conte, che da più di vent’anni ormai, ha lasciato la “tradizionale” vita fatta di beni e di agiatezza per seguire l’esempio del poverello d’Assisi. A 26 anni decide di abbandonare tutto, di condurre inizialmente una vita da eremita, che lo porterà prima a camminare per lontani luoghi della Sicilia e dell’Italia, tra cui Assisi, luogo che più di tutti ha rappresentato la lanterna che gli ha fatto luce nel mondo degli inferi della Sicilia, fra i poveri, i tossicodipendenti, le prostitute, gli ultimi di quella Sicilia da cui lui stesso si era allontanato e in cui Dio l’ha riportato per servirli e amarli.

Abbandona un lavoro, una famiglia, inizia a recarsi alla stazione di Palermo, inizia ad assistere i poveri, li lava e li veste, come lui stesso racconta, inizialmente nelle fontane limitrofe perché non aveva sedi in cui portarli. Tutti alla stazione si ricordano di lui e in tutta Palermo non c’è persona che non abbia a cuore il sorriso di un missionario con la barba e gli occhi azzurri follemente innamorato di Gesù e del prossimo. E se vent’anni fa Fra Biagio era solo, oggi ha creato con forza, amore e tanta preghiera nei pressi della stazione la “Missione di speranza e carità”che oggi ospita più di un migliaio di famiglie, con l’appoggio di numerosissimi volontari che operano dentro le sedi e per le strade di Palermo.

Tutto questo vive ogni giorno grazie alla Provvidenza e all’amore per il prossimo in maniera radicale. Chi passa dalla Missione di fra Biagio vede un missionario che si aggira con il suo bastone o con la carrozzina, amato dai suoi fratelli di ogni nazionalità, un tempo ultimi di questa società, oggi parte di una grande famiglia. Insieme a lui si sono consacrati anche alcune donne oggi divenute sorelle missionarie e che si occupano della sezione femminile e un giovane che dopo anni di volontariato ha deciso di indossare il saio come lui a dedicarsi alla missione. I membri di questa grande famiglia che ha oggi diverse strutture a Palermo, partecipano ognuno con le proprie forze, chi come meccanico, chi come idraulico, muratore , cuoco ecc.

C’è una frase molto bella che mi piace di ricordare di questo piccolo, grande, uomo. “Molte persone passano da qui, dicendomi che vogliono andare in Africa, poi si guardano intorno e ci rimangono per sempre, puoi amare il prossimo e farlo sentire tuo fratello anche qui e in ogni parte della terra, non ci sono posti specifici per amare”.

Grazie Fra Biagio per essere uno strumento nelle mani di Dio e come dici sempre tu “nel mondo e non del mondo”.

www.pacepace.org sito della Missione


Fonte: http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/2012/07/26/fra-biagio-conte-ultimo-tra-gli-ultimi-nel-2012/



Semplice ed immediato.

Da: http://muniatintrantes.blogspot.it

Semplice ed immediato.


 
S. COMUNIONE


cosa vedono gli atei ************ cosa vedono i protestanti


Cosa vedono i Cattolici **************** Cosa è veramente


***

Un'immagine presa da Facebook molto eloquente e che, con quattro semplici frasi, trasmette un messaggio vero, corretto e immediato.
Non c'è altro da aggiungere.

mercoledì 25 luglio 2012

Messaggio del 25 Luglio 2012




Messaggio del 25 Luglio 2012

"Cari figli! Oggi vi invito al bene. Siate portatori di pace e di bontà in questo mondo. Pregate che Dio vi dia la forza affinché nel  vostro cuore e nella vostra vita regnino sempre la speranza e la fierezza perché siete figli di Dio e portatori della Sua speranza in questo mondo che è senza gioia nel cuore e senza futuro perché non ha il cuore aperto verso Dio, vostra salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


Fonte testo e immagine: www.medjugorje.hr

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PREGHIERA PER LE VOCAZIONI


preghiera per le vocazioni

PREGHIERA  PER  LE  VOCAZIONI  
Signore Gesù,
ai tuoi Apostoli, come Risorto, hai affidato un prezioso mandato:
“Andate ed ammaestrate tutte le nazioni…”, rassicurando loro e noi:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Hai chiesto ai tuoi discepoli di farsi carico del bisogno delle folle,
a cui volevi offrire non solo il cibo per sfamarsi,
ma anche rivelare il cibo “che dura per la vita eterna”.  
Da questo tuo sguardo di amore sgorga per tutti noi,
ancora oggi, il tuo invito:
“Pregate dunque il padrone della messe,
perché mandi operai nella sua messe”.
Aiutaci a comprendere, o Signore,
che corrispondere alla tua chiamata significa
affrontare con prudenza e semplicità ogni situazione di difficoltà
e sofferenza nella vita, perché “un discepolo non è da più del suo maestro”.  
Grazie, o Signore, per le “testimonianze commoventi”
che sempre ci doni, capaci di ispirare tanti giovani
a seguire a loro volta Te, che sei la Vita,
trovando così il senso della “vita vera”.
Grazie per questi “testimoni della missione”,
liberi di lasciare tutto, per annunciare Te
con profonda originalità e umanità.
Santa Maria, Regina degli apostoli, Madre della speranza,
insegnaci a credere, sperare e amare con te.
Stella del mare, brilla su di noi, rendici “missionari della speranza”
e guidaci nel nostro cammino!  Amen
 (Papa Benedetto XVI)


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preghiera vocazionale
      Vieni e seguimi!

        (Preghiera di un giovane in ricerca) 
Signore Gesù, sono un giovane d’oggi.
Mi piacciono le comodità,
mi attraggono le scelte facili.
Sono un figlio del mio tempo. 
Oggi però, tra mille vociSento anche
la tua, inconfondibile:
“VIENI E SEGUIMI!”.
In un attimo sconvolgi i miei sogni,
rovesci i miei progetti.
Hai bisogno di me, del mio entusiasmo,
della mia generosità,
delle mie energie da giovane.
Cosa vuoi da me, dove mi porti, Signore? 
Donami il coraggio di partire,
di lasciare le mie cose,
la mia casa,la mia terra, la mia gente.
Sono cosi incerto e giovane Signore!


preghiera voc  
  Non temere, non dire:

  “sono giovane”, ma và… Io sarò con te sempre

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Signore Gesù,
che continui a chiamare con il tuo sguardo d’amore
tanti giovani e tante giovani, che vivono nelle difficoltà del mondo odierno,
apri la loro mente  riconoscere ,
fra le tante voci che risuonano intorno ad essi,
la voce inconfondibile, mite e potente, che ancora oggi ripete:
“ VIENI e SEGUIMI!” 
Muovi l’entusiasmo della nostra gioventù alla generosità
e rendila sensibile alle attese dei fratelli
che invocano solidarietà e pace, verità e amore. 
Orienta il cuore dei giovani verso la radicalità evangelica,
capace di svelare all’uomo moderno le immense ricchezze
della tua carità.  
Chiamali con la tua bontà, per attirarli a Te!
Prendili con la tua dolcezza, per accoglierli in Te!
Mandali con la tua verità, per conservarli in Te! 
 Amen                                        
(Giovanni Paolo II)  

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Giovani di Europa Preghiera per i giovani di Europa
Signore Gesù Cristo,
che guidi la tua chiesa per le strade del mondo,
volgi il tuo sguardo sull’ Europa, terra generosa, da cui lungo i secoli,
partirono schiere  di missionari  per  recare il tuo Vangelo
in ogni angolo della terra, e che oggi, a sua volta,ha bisogno di chi annunci
con coraggio e fedeltà la tua parola di salvezza. 
Figlio di Dio, suscita nel cuore di tanti giovani
la prontezza di accogliere la tua chiamata,
vincendo la comprensibile trepidazione davanti ad un impegno senza riserve.
Ripete loro l’invito forte e suadente che indusse Pietro a risponderti
“Sulla tua parola getterò le reti”.
La tua grazia sia per essi fiamma che illumina e riscalda,
roccia salda che sostiene e da sicurezza,
sorgente di fiducia  e di sempre nuovo entusiasmo. 
Ti preghiamo per i genitori, tuoi collaboratori nel dare ai figli l’esistenza,
perché li introducano alla scoperta della vita come dono da condividere.
Ti raccomandiamo i sacerdoti, i consacrati e le consacrate,
perché testimonino con gioia la bellezza di appartenere totalmente a Te, Dio della vita.
Ti affidiamo i catechisti e gli educatori, perché orientino efficacemente i giovani
ad assumere la missione che da sempre Tu hai pensato per ciascuno di loro.


Fonte:  http://www.consom.org/preghiera-voc.html

martedì 24 luglio 2012

Prendi la mia vita purché egli sia salvo!





Prendi la mia vita purché egli sia salvo! 

 È l'ora in cui a Lourdes gli ammalati dalle Piscine vengono riportati alle corsie dell'Asilo. Uno degli spettatori di questa scena impressionante, vera sfilata di miserie e di sofferenze atroci, è un miscredente.

Più di tutti gli ammalati attira la sua attenzione una giovanetta, per la serenità che le illumina il volto, sul quale però si leggono i segni della morte imminente. Pur attratto da un sentimento di sincera pietà, il miscredente, che finora ha deriso tutto come fanatismo religioso, vorrebbe la soddisfazione di raccogliere dalle labbra stesse della giovanetta la confessione del disinganno per la mancata guarigione.

 «Povera piccola, come devi soffrire! Se la tua Madonna fosse davvero così potente, avrebbe senz'altro dovuto guarirti. Se non l'ha fatto è perché non esiste». Alla bravata provocatrice ed insolente dell'incredulo, il volto della giovanetta, invece di mostrare la più piccola ombra di  disappunto, s'illumina tutto d'un sorriso meraviglioso. «Guarire? Ma io non ho mai domandato questo alla Madonna!». «Eppure, tu l'hai pregata tanto». «Certo, ed oggi più che mai. So che la Madonna ascolta sempre coloro che la invocano. Ed io sono sicura di essere esaudita. Io non conto nulla, l'ho pregata per un'anima da salvare».

E mentre la barella si allontana lentamente verso l'Asilo, la piccola malata continua a fissarlo con la dolce intelligenza d'una sfida o d'intesa per un appuntamento.
Dinanzi a quelle inverosimili parole, l'incredulo rimane sconcertato. Individuata la sala dove vien portata la giovanetta, nel pomeriggio si mette alla ricerca di lei. Barattata sulla soglia qualche parola con la suora di guardia, questa lo accompagna verso il letto, dove egli riconosce subito la fanciulla di poche ore  prima.

Quel corpicino è là, inerte, ma il volto ancora più pallido ha il fascino di una casta e trasfigurata bellezza. L'uomo fa per chinarsi sopra di lei, ma bruscamente si rialza col viso sconvolto.
«Morta?!». «Sì - gli risponde a voce bassa e con strana naturalezza la suora - poco prima che lei entrasse».

Gli occhi del visitatore si gonfiano improvvisamente di lacrime e fissano la morticina in un silenzio intenso e carico di commozione. Chi rompe questo silenzio è la suora: «È morta pronunciando queste parole: Nostra Signora di Lourdes, prendi la mia vita, perché egli sia salvo. Non ho nessun  dubbio che questa piccola debba aver fatto il voto di finire qui la sua dolorosa esistenza e di consumare il suo sacrificio per una persona che le è cara».

L'incredulo si sente preso dalle vertigini. Ma in questo smarrimento di sé, egli cade finalmente tra le braccia di Dio, che lo ha come travolto con la sua grazia. Due giorni appresso, nel piccolo corteo funebre, egli è là, che segue la bara, piangendo. È il suo tributo di grazie a colei che lo ha salvato.

 (Da R. Gaell, Sofferenza miracolosa, guida spirituale dell'ammalato a Lourdes)


lunedì 23 luglio 2012

23 Luglio - Santa Brigida di Svezia.WMV

domenica 22 luglio 2012

S. BRIGIDA di Svezia, Religiosa, Compatrona d'Europa.


                    


23 Luglio 


Santa Brigida di Svezia, Religiosa

Brigida di Svezia nacque nel giugno del 1303 nel castello di Finsta, presso la città di Uppsala.
La prima parte della sua vita fu quella di una laica felicemente sposata: dal suo matrimonio nacquero ben otto figli, la secondogenita fu Caterina (S. Caterina di Svezia).

Rimasta vedova, nel 1344, si dedicò totalmente alla vita ascetica e contemplativa. Terziaria francescana, diede origine all’ “Ordine del Santissimo Salvatore”. La passione di Gesù fu al centro delle sue esperienze mistiche le «Rivelazioni», raccolte in otto volumi e uno supplementare, ad opera dei suoi discepoli. A questi scritti la Chiesa dà il valore che hanno le rivelazioni private: credibili per la santità della persona che le propone, tenendo sempre conto dei condizionamenti del tempo e della persona stessa.
Come tante spiritualità del tardo medioevo, Brigida ebbe il merito di mettere le verità della fede alla portata del popolo, con un linguaggio visivo che colpiva la fantasia, toccava il cuore e spingeva alla conversione; per questo le «Rivelazioni» ebbero il loro influsso per lungo tempo nella vita cristiana, non solo dei popoli scandinavi, ma anche dei latini.

L' “Ordine del Santissimo Salvatore”, le cui religiose sono dette comunemente "Brigidine ",  venne fondato tra il 1344 ed il 1346 nel castello reale Vadstena, presso Linköping, donato alla religiosa dal re Magnus IV di Svezia (1316-1374). I lavori di trasformazione del palazzo in monastero iniziarono nel 1369 con il sostegno della Santa Sede. La fondatrice diede alle sue suore la regola agostiniana che venne approvata, con alcune modifiche, dal Beato Urbano V (Guillaume de Grimoald, 1362-1370) nel 1370 e confermata da Pp Urbano VI (Bartolomeo Prignano, 1378-1389) il 3 dicembre del 1378 con la bolla “Hiis quae pro divini cultus aumento

Per due secoli l’Ordine ebbe un grande influsso sulla vita religiosa dei Paesi Scandinavi  (nel periodo di maggiore fioritura, contava 78 monasteri ) nonostante le rigide regole.
Declinò e fu sciolto prima con la riforma protestante luterana, poi con la Rivoluzione Francese;  in Italia le due prime Case si ebbero a Firenze e a Roma, dove si era stabilita nel 1349 per iniziare nuove missioni.

Brigida morì a Roma il 23 luglio 1373; venne canonizzata da Pp Bonifacio IX (Pietro Tomacelli, 1389-1404) nel 1391, 18 anni dopo la morte.

L'antico Ordine è rifiorito, nel ramo femminile, grazie alla Beata Maria Elisabetta Hesselblad (1870-1957) che ne fondò un nuovo ramo, all'inizio del Novecento.
Le "Brigidine " (al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 566 religiose in 49 case, fra  cui Vadstena, primo Centro dell'Ordine) sono oggi presenti in Italia, Svizzera, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Estonia, Polonia, Germania, Paesi Bassi, India, Palestina, Israele, Filippine, Indonesia, Stati Uniti d’Ameria, Messico e Cuba.
Le "Brigidine " si riconoscono per il tipico copricapo: due bande formano sul capo una croce, i cui bracci sono uniti da una fascia circolare e con cinque fiamme, una al centro e quattro sul bordo, che ricordano le piaghe di Cristo.

S. Brigida, già patrona della Svezia dal 1° ottobre 1891, fu proclamata compatrona d'Europa il 1° ottobre 1999, insieme a S. Caterina da Siena e S. Edith Stein (S. Teresa Benedetta della Croce), dal Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) che così si espresse : “Seppe essere modello nella vita laicale, esperta della realtà cristiana europea, dotata di forza profetica, prezioso legame ecumenico, ancor oggi, per le terre scandinave, distaccate dalla piena comunione con la sede di Roma”.

Significato del nome Brigida : "alta, forte, potente" (celtico).

Per approfondimenti & la Catechesi di Papa Benedetto XVI


Fonti principali : santiebeati.it; wikipendia.com; gesunuovo.it (« RIV.»).





Preghiera a S. Brigida

Con cuori confidenti a te ci rivolgiamo, S. Brigida,
per domandare in questi tempi di oscurità
e di miscredenza la tua intercessione in favore
di quelli che sono separati dalla Chiesa di Gesù Cristo.
Per la chiara cognizione che tu avesti dei
crudeli patimenti del nostro Crocifisso Salvatore,
prezzo della nostra redenzione, ti supplichiamo di ottenere
la grazia della fede a coloro che sono fuori dell'unico ovile,
cos
ì che le disperse pecorelle possano ritornare all'unico
vero Pastore. Per Cristo nostro Signore.
Amen.

S. Brigida, intrepida nel servizio di Dio, prega per noi.
S. Brigida, paziente nelle sofferenze e nelle umiliazioni, prega per noi.
S. Brigida, mirabile nell'amore verso Gesù e Maria, prega per noi.

Pater, Ave, Gloria.

Orazioni di Santa Brigida sopra le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo


Orazioni di 1 anno.


 
A Santa Brigida, desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che Nostro Signore Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione, apparve Gesù che le disse:
“Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno 15 Pater e Ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie piaghe”.

Le promesse di Gesù a Santa Brigida.
Per grazia di Dio estese anche a tutti quanti reciteranno queste orazioni per un anno:
1. Libertà dal purgatorio di 15 anime della sua stirpe.
2. E 15 giusti della sua stirpe saranno confermati e conservati in grazia.
3. E 15 peccatori della sua stirpe si convertiranno.
4. La persona che le dirà avrà il primo grado di perfezione.
5. E 15 giorni prima di morire riceverà il mio prezioso corpo, di modo che sarà liberata dalla fame eterna e berrà il mio prezioso Sangue perché non abbia sete eternamente.
6. E 15 giorni prima di morire avrà una amara contrizione di tutti i suoi peccati e una perfetta conoscenza di essi.
7. Metterò il segno della mia croce Vittoriosa davanti a lei per soccorrerla e difenderla contro gli attacchi dei suoi nemici.
8. Prima della sua morte io verrò a lei con la mia amatissima e dilettissima Madre.
9. E riceverò benignamente la sua anima e la condurrò alle gioie eterne.
 10. E conducendola fino là, le darò con singolare tratto a bere alla fonte della mia Deità, ciò che non farò con quelli che non hanno recitato queste orazioni.
11. Perdonerò tutti i peccati a chiunque è vissuto per 30 anni in peccato mortale se dirà devotamente queste orazioni.
12. E lo difenderò dalle tentazioni.
13. E gli conserverò i suoi cinque sensi.
14. E lo preserverò dalla morte improvvisa.
15. E salverò la sua anima dalle pene eterne.
16. E la persona otterrà tutto quello che domanderà a Dio e alla Vergine Maria.
17. E se è vissuto, sempre secondo la sua volontà e se è dovuto morire l'indomani, la sua vita si prolungherà.
18. Tutte le volte che reciterà queste orazioni guadagnerà indulgenze.
19. E sarà sicura di essere aggiunta al coro degli Angeli.
20. E chi insegnerà queste orazioni ad un altro, avrà gioia e merito senza fine che saranno stabili in terra e dureranno eternamente in cielo.
21. Dove sono e saranno dette queste orazioni, Dio è presente con la sua Grazia.

 Le orazioni si recitano ogni giorno per un intero anno senza interruzione, se si interrompono debbono essere iniziate daccapo. Secondo le promesse di Gesù, coloro che intraprenderanno il loro meraviglioso cammino di santità portando a termine queste orazioni saranno colmati di gioie in terra e in Cielo, se solo vivranno in santità per il resto della vita.
Con queste orazioni si ottiene la grazia di vivere in grande comunione con Gesù e Maria, quindi ognuno, pervaso da Spirito Santo, saprà come vivere in santità ...

Riconoscimenti.
Questa devozione fu riconosciuta cosa buona, utile e raccomandabile dal Sacro Collegio per la Propaganda della Fede e da Papa Clemente XII. Anche Innocenzo III riconobbe autentiche le rivelazioni di S. Brigida di Svezia.
Imprimatur: Scegli, 24 Aprile 1903 - P.I. GIRARD, Vic. Gen.
Imprimatur: Hydrunti, 7 Gennaio 1918 - L. MUSCARI, Vic. Gen.
Imprimatur: Nida, 23 Settembre 1940 - V. GERMOND, Vic. Gen.



† Prima orazione
O Signore Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che ti amano, giubilo che trapassa ogni gioia ed ogni desiderio, salute ed amore di coloro che si pentono, ai quali dicesti: “Le mie delizie sono con i figlioli degli uomini“, essendoti fatto uomo per loro salvezza ricordati di quelle cose che ti mossero a prendere la carne umana e di quello che sopportasti dal principio della tua incarnazione fino al salutifero tempo del tuo patire, ad eterno ordinato nel Dio Uno e Trino. Ricordati del dolore che, come affermi tu stesso, ebbe l'anima tua, quando dicesti: “Mesta è l'anima mia fino alla morte“ quando nell'ultima cena che tu facesti coi tuoi discepoli, dando loro per vivanda il corpo e sangue tuoi, lavando i loro piedi e amorevolmente consolandoli predicesti la tua imminente Passione. Ricordati del tremito, dell'angustia e dolore che sopportasti nel santissimo corpo, prima di andare sul patibolo della Croce, quando dopo l'avere tu fatto tre volte orazione al Padre, pieno di sudor di sangue, ti vedesti tradito da uno dei tuoi discepoli, preso dal tuo popolo eletto, accusato da falsi testimoni, iniquamente da tre giudici condannato a morte, nel più solenne tempo della Pasqua, tradito, burlato, spogliato dei tuoi vestiti, percosso nella faccia (con gli occhi bendati), legato alla colonna, flagellato e coronato di spine. Concedimi adunque, ti prego dolcissimo Gesù, per le memorie che serbo di queste pene, prima della mia morte, sentimenti di vera contrizione, una sincera confessione e remissione di tutti i miei peccati. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! Amen. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Seconda orazione
O Gesù, vera letizia degli Angeli e Paradiso di delizie, ricordati degli orribili tormenti che provasti, quando i nemici tuoi, come ferocissimi leoni, avendoti circondato con schiaffi, sputi, graffi ed altri inauditi supplizi, ti lacerarono; e per le ingiuriose parole, per le aspre percosse e durissimi tormenti, con i quali i nemici tuoi t'afflissero, io ti supplico che voglia liberarmi dai miei nemici così visibili come invisibili, e concedi che sotto l'ombra delle ali tue io ritrovi la protezione dell'eterna salute. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Terza orazione
O Verbo incarnato. Onnipotente creatore del mondo, che sei immenso, incomprensibile e puoi racchiudere l'universo nello spazio di un palmo, ricordati dell'amarissimo dolore che sopportasti quando le santissime tue mani e piedi furono confitti con chiodi acuminati sul legno della croce. Oh! Qual dolore provasti, o Gesù, allorché i perfidi crocifissori dilaniarono le tue membra e sciolsero le congiunture delle tue ossa, tirarono il tuo corpo per ogni verso, a loro piacere. Ti prego per la memoria di questi dolori sopportati da te sopra la croce, che tu mi voglia concedere ch'io ti ami e tema quanto si conviene. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Quarta orazione
O Signore Gesù Cristo Celeste Medico, ricordati delle sofferenze e dei dolori che sentisti nelle tue già lacerate membra, mentre si levava in alto la croce. Dai piedi alla testa eri tutto un cumulo di dolori; e nondimeno ti scordasti di tanta pena, e porgesti pietosamente preghiere al Padre per i nemici tuoi dicendo: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno“. Per questa smisurata carità e misericordia e per la memoria di questi dolori concedimi di ricordarmi della tua amatissima Passione, affinché essa mi giovi per una piena remissione di tutti i miei peccati. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Quinta orazione
Rammentati, o Signore Gesù Cristo, specchio di eterna chiarezza, dell'afflizione che avesti quando, veduta la predestinazione di quelli eletti che, mediante la tua Passione, dovevano salvarsi, prevedesti ancora che molti non ne avrebbero profittato. Pertanto ti chiedo per la profondità della misericordia che mostrasti non solo nell'aver dolore dei perduti e disperati, ma nell'adoperarla verso il ladrone quando gli dicesti: “Oggi sarai meco in paradiso“, che tu voglia pietoso Gesù, adoperarla sopra di me al punto della mia morte. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Sesta orazione
O Gesù Re amabile, ricordati del dolore che provasti, quando nudo e disprezzato pendesti in Croce, senza avere, fra tanti amici e conoscenti che t'erano d'intorno, chi ti consolasse, eccetto la tua diletta Madre, alla quale raccomandasti il discepolo prediletto, dicendo: “Donna, ecco il tuo figlio; ed al discepolo: ecco la tua Madre“. Fiducioso ti prego, pietosissimo Gesù, per il coltello del dolore che allora le trapassò l'anima, che tu abbia compassione di me nelle afflizioni e tribolazioni mie così del corpo come dello spirito, e mi consoli, porgendomi aiuto e gaudio in ogni prova ed avversità. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Settima orazione
O Signore, Gesù Cristo, fonte di dolcezza inestinguibile che mosso da intimo affetto di amore, dicesti in Croce: “Io ho sete, cioè desidero sommamente la salute del genere umano”, accendi, ti preghiamo, in noi il desiderio di operare perfettamente, spegnendo del tutto la sete delle concupiscenze peccaminose e il fervore dei piaceri mondani. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Ottava orazione
O Signore Gesù Cristo, dolcezza dei cuori e soavità grandissima delle menti, concedi a noi miseri peccatori, per l'amarezza dell'aceto e del fiele che per noi gustasti nell'ora della tua morte, che in ogni tempo, specialmente nell'ora del morire nostro, noi ci possiamo cibare del Corpo e Sangue tuo non indegnamente, ma in rimedio e consolazione delle anime nostre. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Nona orazione
O Signore Gesù Cristo, giubilo della mente, ricordati dell'angustia e dolore che patisti quando per l'amarezza della morte e l'insulto dei giudei gridasti al Padre tuo: “Eloi, Eloi, lamma sabactani; cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Per questo ti chiedo che nell'ora della mia morte tu non mi abbandoni. Signor mio e Dio mio. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Decima orazione
O Signore Gesù Cristo, principio e termine ultimo del nostro amore, che dalla pianta dei piedi alla cima del capo ti sommergesti nel mare dei patimenti ti prego, per le larghe e profondissime tue piaghe, che mi voglia insegnare ad operare perfettamente con vera carità nella legge e nei precetti tuoi. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Undicesima orazione
O Signore Gesù Cristo, profondo abisso di pietà e di misericordia io ti domando, per la profondità delle piaghe che trapassarono non solo la carne tua e le midolla delle ossa, ma anche le più intime viscere, che ti piaccia sollevare me, sommerso nei peccati e nascondermi nelle aperture delle tue ferite. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Dodicesima orazione
O Signore Gesù Cristo, specchio di verità, segno d'unità e legame di carità, abbi in mente le innumerevoli ferite di cui fu ricoperto il tuo Corpo, lacerato dagli empi Giudei e imporporato del tuo stesso preziosissimo Sangue. Scrivi, ti prego, con quello stesso Sangue nel cuore mio le tue ferite, affinché, nella meditazione del tuo dolore e del tuo amore, si rinnovi in me ogni giorno il dolore del tuo patire, si accresca l'amore, ed io perseveri continuamente nel renderti grazie sino alla fine della mia vita, cioè fino a quando io non verrò da te, pieno di tutti i beni e di tutti i meriti che ti degnasti donarmi dal tesoro della tua Passione. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me  peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Tredicesima orazione
O Signore Gesù Cristo, Re invittissimo ed immortale, rammentati del dolore che sentisti quando, essendo tutte le forze del Corpo e del Cuore tuo venute meno, inchinando il capo dicesti: “Tutto è compiuto“. Perciò ti prego per tale angustia e dolore, che tu abbia misericordia di me nell'ultima ora della mia vita, quando sarà l'anima mia turbata dall'ansia dell'agonia. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Quattordicesima orazione
O Signore Gesù Cristo, Unigenito dell'altissimo Padre, splendore e figura della sostanza sua, ricordati dell'umile preghiera con la quale raccomandasti lo spirito tuo dicendo: “Padre, raccomando nelle tue mani lo spirito mio” . E dopo piegato il capo e aperte le viscere per riscattare, esclamando mandasti fuori l'ultimo respiro. Per questa preziosissima morte ti prego, Re dei Santi, che mi faccia forte nel resistere al diavolo, al mondo ed alla carne, affinché morto al mondo, io viva a te solo, e tu riceva nell'ultima ora della mia vita lo spirito mio, che dopo lungo esilio e pellegrinaggio desidera di ritornare alla sua patria. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
Quindicesima orazione
O Signore Gesù Cristo, vera e feconda vita, ricordati dell'abbondante effusione del sangue tuo, allorché piegato il capo sulla Croce, il soldato Longino ti squarciò il costato da cui uscirono le ultime gocce di sangue ed acqua. Per questa amarissima Passione ferisci, ti prego, dolcissimo Gesù, il cuor mio, affinché, giorno e notte io versi lacrime di penitenza e di amore: convertimi totalmente a te perché il mio cuore sia perpetua abitazione di te e la conversione mia ti piaccia e ti sia accetta, ed il termine della mia vita sia lodevole, per lodarti insieme con tutti i Santi in eterno. Amen. O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore. O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in cielo, abbi di noi pietà.
Pater, Ave.
 
O Signore mio Gesù Cristo, Figlio di Dio vivo, accetta questa preghiera con lo stesso immenso amore, col quale sopportasti tutte le piaghe del tuo Santissimo Corpo; abbi di noi misericordia, ed a tutti i fedeli, vivi e defunti, concedi la tua misericordia, la tua grazia, la remissione di tutte le colpe e pene, e la vita eterna.
Amen. †
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