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domenica 19 dicembre 2010

La figura di Giuseppe.


Giuseppe, chi è?



Da subito ci accorgiamo di una sua caratteristica: è un uomo SILENZIOSO,
senza fare molto chiasso è entrato in silenzio nella vita di ciascuno, nelle nostre case.
Nessuno si sognerebbe di preparare un Presepe, senza la statua di San Giuseppe.


Ma chi è Giuseppe di Nazareth?
 CARTA D'IDENTITA':

Matteo nel Vangelo di oggi, ultima domenica di Avvento,
 ci presenta la sua

Nome:Giuseppe
Luogo di nascita: Betlemme
Residenza: Nazareth
Nazionalità: Ebreo, della stirpe di Davide
Professione: Falegname
Sposato con: Maria di Nazareth
Figli: Gesù, a cui dà il nome
Parole pronunciate nel Vangelo: Nessuna

Segni particolari:
Faceva frequenti sogni rivelatori

Onore al Merito:
* Capacità di amare gratuitamente
* Capacità di andare controcorrente
* Obbedienza cieca alla Volontà di Dio

Viene chiamato anche:
* Uomo giusto
* Uomo del silenzio
* Uomo della ricerca
* Uomo della fedeltà assoluta
* Uomo dei sogni
* Uomo dell'ascolto

Ma veniamo al FATTO raccontato da Matteo:


1) Giuseppe è promesso sposo di Maria, viene a sapere che lei è incinta.


2) Secondo la legge ebraica per un simile peccato Maria
 doveva essere ripudiata e lapidata.


3) Giuseppe, chiamato Uomo giusto, decide
 di rimandarla a casa in segreto, senza scandali.
Giuseppe UOMO DEBOLE?

4) No, Giuseppe rivela la sua responsabilità


dinanzi a un evento capace di sconvolgere la storia.


5) Giuseppe è l'uomo che Dio ha scelto per essere vicino a Maria,
partecipa in modo speciale al Progetto di Dio sull'umanità.


6) Viene investito da un'ondata di Amore divino, che lo rende capace di dar forma sulla terra alla famiglia di Nazareth a immagine di Dio Trinità.


7) Se a Maria viene dato il privilegio di portare nel suo grembo il Figlio di Dio,
a Giuseppe è dato il privilegio di chiamarlo per nome: Gesù=Dio salva.


8) In questo modo dichiara davanti al mondo
 e agli uomini l'esistenza del Salvatore:
Dio che salva è qui presente in mezzo a noi, è l'Emmanuele.


9) Gesù, la parola pronunciata da Giuseppe migliaia di volte, risuona nella storia come Parola viva ed efficace, come Parola di Speranza per tutti gli uomini.

Ma guardiamo più da vicino:
Chi è questo Giuseppe?

Uomo giusto: lo era per diversi motivi, ma principalmente perché era uomo di parola, un uomo che non si è sottratto ai problemi, anche se gli sarebbe stato facile, secondo la mentalità corrente e largamente diffusa sbarazzarsi di una giovane donna, sulla quale forse nutriva qualche dubbio e rompere ogni rapporto con lei, condannandola a una fine ignominiosa.


Uomo del silenzio: sulle sue labbra nessuna parola, nessuna reazione nervosa o inconsulta. Il suo silenzio appare perciò fecondo e prezioso: l'atteggiamento di chi ha imparato a riflettere, confrontare, aspettare per discernere, comprendere e agire di conseguenza.


Uomo della ricerca: portata avanti comunque, costi quello che costi, pur di fare in tutto la volontà di Dio, percepita nel silenzio e confrontata con la parola dei profeti.


Uomo della fedeltà assoluta: non solo nei confronti del progetto di Dio, ma anche nei confronti di Maria, sua sposa, custodendo come un tesoro prezioso la sua verginità, dimostrandole un amore più grande e più forte.


Uomo dei sogni: Giuseppe aveva come tutti gli uomini un sogno: poter sposare Maria, la più bella ragazza di Nazareth, conquistato dalla sua umiltà e dal suo sorriso verginale. Dio entra nel suo sogno con altri sogni che fanno di quel primo sogno una novità di vita per tutte le coppie.


Uomo dell'ascolto: un ascolto coraggioso, anche a costo di grossi sacrifici. Per Giuseppe ascoltare la Parola significa accogliere personalmente Dio nella sua vita, nella sua casa; accoglierlo con tutto il peso di un progetto che umanamente risulterebbe inaccettabile. Un ascolto fatto non solo con le orecchie e con il cuore, ma anche con la vita stessa.

Cosa dice a noi oggi Giuseppe?

Quali sono gli atteggiamenti di Giuseppe
che potrebbero interpellarci oggi?

Raccoglimento, silenzio, ascolto, senso di responsabilità, fedeltà
anche nell'incomprensione sono i messaggi che Giuseppe di Nazareth
attualizza qui e ora per noi che per lo più preferiamo rifugiarci
nei luoghi del frastuono assordante e degli incontri collettivi
 per sottrarci all'incontro con noi stessi e con Dio.
Aiutami, Signore, a non sognare la mia vita senza di te,
ma completa tu i miei sogni ed illumina i miei passi".



Giuseppe ci fa comprendere che stare dalla parte di Dio
 non significa vedere mutilata
o addirittura negata la propria libertà ma, al contrario,
significa andare sicuri alla meta
che il nostro cuore incontenibilmente desidera:
la pienezza dell'amore.

Molto ci sarebbe da dire su Giuseppe... terminiamo con questa preghiera
venuta provvidenzialmente tra le nostre mani, al momento di concludere
 questo commento al Vangelo di questa domenica:


"Signore, penso a Giuseppe...
Aveva un sogno nel cuore e lo stava realizzando:
una famiglia insieme con Maria.

C'era qualcosa di male?


Giuseppe era un uomo giusto,
non uno sprovveduto, non un imbranato.
Non capisce, ma non vuole sbagliare.


Giusto: educato al dialogo con te,
per decidere la propria vita
cercando luce nella tua Parola.


Disponibile a capire, pronto ad agire.


Accetta il tuo sogno, intanto.


Chi ama sa sognare.


Anche tu, Signore, hai sogni grandi, sogni di bene, su di noi e con noi.
( Comunità Missionaria Villaregia  )

Da: Lucia Rizzo
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