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lunedì 7 maggio 2012

Semina


Semina sorriso fin dal mattino,
e nel tempo fiorirà un giardino.
Semina grani di certa speranza
ci sarà molta esultanza.
Semina nella fede e con l'ardore
e l'angolo più grigio avrà colore.
Semina parole e fatti d'amore
e nel mondo avrà senso il cuore.
Semina entusiasmo e semplicità
e sarà facile la felicità.
Semina sempre con forza e coraggio
e la paura avrà nuovo linguaggio.
Semina in pazienza e perseveranza
e la terra avrà frutti in abbondanza.
Semina gesti di vera dolcezza
perché la violenza genera tristezza.
Semina dovunque germi di pace
e di certo l'urlo di guerra tace.
Semina, semina il bene: crescerà
ed ogni seme nuova vita darà.

(fonte non specificata)

7. LA REGINA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

«Non temere, Maria. Concepirai
un Figlio... Dio gli darà il trono di David... e il suo regno non avrà fine».
Lc. 1,32-33
Il titolo di Regina è stato attribuito alla Vergine fin dai primi secoli dalla tradizione cristiana per indicare la sua preminenza di Grazia e di potenza.
Questo titolo, ed altri appellativi regali, entrarono progressivamente nell'uso del popolo di Dio fino a diventare espressione della Liturgia e della iconografia, che rappresenta la Vergine incoronata dal serto regale.

L'attribuzione della regalità a Maria divenne ufficiale in tutta la Chiesa quando, nel 1954, Pio XII istituì la festa di Maria Regina. Il Pontefice giustifica questo titolo su fondamenti biblici e sul Vangelo di Luca in particolare, sulla dottrina dei Padri e su argomenti teologici, quali: la Maternità divina di Maria e la sua associazione all'Opera della Redenzione.
Maria è Regina perché ha dato la vita ad un Figlio, che nel medesimo istante del suo concepimento, anche come uomo, è Re e Signore di tutte le cose. «Maria è veramente divenuta Signora di tutta la creazione, quindi anche degli angeli e dei santi, nel momento
in cui diede il Corpo e il Sangue al Creatore» afferma S. Giovanni Damasceno.
«Tuttavia - dice ancora Pio XII - la beatissima Vergine si deve proclamare Regina non soltanto per la sua maternità divina, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell'Opera della nostra salvezza eterna». Con questi motivi noi riteniamo che
sia ampiamente giustificato attribuire a Maria anche il bel titolo di Regina del Preziosissimo Sangue. S. Bernardo ci dice che «la regalità di Maria è stata sigillata dal Sangue Divino». Allorché Pio XI istituì la Festa di Cristo Re ed elevò la Festa del Preziosissimo
Sangue a rito doppio di prima classe, secondo la Liturgia del tempo, scrisse: «Quale pensiero potremmo avere più dolce e più soave di questo, che Cristo è nostro Re, non solo per diritto nativo, ma anche per diritto acquisito e cioè la Redenzione?
Ripensino tutti gli uomini dimentichi quanto costiamo al nostro Salvatore! Non siete stati redenti con oro ed argento, ma col Sangue Prezioso di Cristo! » Orbene, se Maria in quest'Opera meravigliosa fu strettamente associata al Cristo Re dell'universo, merita, per tale motivo, anch'ella il titolo dolcissimo di Regina della Redenzione, Regina di quel Sangue col quale Cristo ci ha riscattati. Ce lo dice anche S. Anselmo, che quel grande Pontefice cita nella sua enciclica: «La Vergine Maria è nostra Signora per il singolare concorso prestato alla nostra Redenzione, somministrando la sua sostanza, cioè il Sangue Prezioso, che Gesù doveva offrire al Padre per riscattarci». Pio XII dice ancora: «Se Maria venne scelta a Madre di Cristo proprio per essere associata a lui nella Redenzione del genere umano, fu lei, esente da ogni colpa, che l'offrì sul Golgota all'Eterno Padre, sacrificando insieme l'amore e i diritti materni. Dalla sua intima unione col Cristo deriva da Lei tale splendida sublimità da superare l'eccellenza di tutte le
cose create, le deriva anche quella regale potenza, per cui può dispensare i tesori del Regno del Divin Redentore, le deriva anche la inesauribile efficacia della sua intercessione materna per noi presso il Figlio e presso il Padre». Ai nostri tempi, per via delle nuove idee sociali, la regalità ha perduto il suo fascino.
Ma non si pensi, parlando di Cristo e della Vergine, ad una regalità mondana, che si esprime nel dominio e nella imposizione egoistica dell'uomo che sta al potere. Il Regno di Cristo e il Regno di Maria non sono di questo mondo; Cristo regna dall'alto della Croce ed è ai piedi della croce che Maria conquista particolarmente il suo titolo regale.
Il Regno di Cristo e di Maria è il regno della fede, il regno dell'amore, il regno che abolisce le divisioni sociali, il regno che porta la pace e che esalta la nostra dignità umana. Non dimentichiamo che il Sangue di Cristo ha suggellato la regalità di Maria e ha fatto anche di noi un popolo regale. Maria Regina proclama sul Calvario il carattere regale di tutti i credenti in Cristo, resi partecipi della regalità del suo Sangue. Questo segno è però effettivo solo in chi lo accoglie, come la Vergine, con fede, povertà di spirito e sincerità di cuore, e, soprattutto, nella sofferenza.
O Regina, nel tuo seno il Cristo Dio indossa, come un principe, l'abito di porpora che il tuo sangue gli ha misticamente tinto, per regnare sull'universo: facci grazia di dominare le forze del male, di vivere la vita come servizio, di collaborare alla realizzazione del Regno.
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