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domenica 24 marzo 2013

Rimani con noi, Signore, nell'ora della prova.





Il cammino di Quaresima anche quest'anno volge al termine.
È stato così intenso e pieno di avvenimenti e di vicende, soprattutto per la vita della Chiesa, ma anche per la nostra società civile, che ci è passato via quasi inosservato, e la Pasqua ci coglie alla sprovvista. Però il cammino volge al termine, si compie; e si compie anche il nostro grazie al Padre per averci sempre e comunque manifestato la sua misericordia, il suo perdono, la sua vicinanza e la sua fiducia.


Ma ora, Signore, ti preghiamo, e ti chiediamo di non abbandonarci, al termine di questo cammino. Ti chiediamo di rimanere con noi, perché questa è l'ora decisiva. È l'ora della prova.


Rimani con noi, Signore, perché questo cammino che si è concluso non apre direttamente la porta della fede su un destino di gloria, ma sulle tenebrose vicende umane di una settimana di passione.


Rimani con noi, come sei rimasto con noi nel deserto, dove abbiamo sentito fame e sete e abbiamo creduto di poterci sfamare da soli; dove abbiamo creduto che tutto quanto esiste era in nostro possesso; dove ti abbiamo sfidato perché tu facessi quello che noi ti dicevamo di fare.


Rimani con noi, come sei rimasto con noi sul monte della Trasfigurazione, dove i nostri sogni di gloria sono passati subito in secondo piano non appena la nube del mistero ha avvolto la nostra vita.


Rimani con noi, come sei rimasto con noi nel bel mezzo della tua vigna, dove sei venuto a cercare in noi frutti di bontà, di mitezza e di giustizia e non hai trovato che sterili foglie.


Rimani con noi, come sei rimasto con noi mentre, esiliati in un paese lontano, abbiamo sperperato tutto, vivendo di nostalgia per la casa del Padre; oppure, abitanti fedeli della Casa di Dio, non siamo stati capaci di gioire per il ritorno di chi se ne era allontanato.


Rimani con noi, come sei rimasto con noi quando, prostrati nella polvere e spalle contro il muro, stavamo per essere lapidati da chi ci voleva santi e per primo non era capace di esserlo.

Rimani con noi, che ora ti osanniamo e subito dopo metteremo a tacere chi lo fa', e ti tradiremo, ti consegneremo nelle mani di chi ti farà morire, e magari prima diremo a tutti che noi non ti lasceremo mai, che ti seguiremo sulla croce, e poi negheremo addirittura di conoscerti; e poi ancora ci laveremo le mani dell'ingiustizia commessa nei tuoi confronti, e ti getteremo in mano ai tuoi aguzzini, e preferiremo a te un assassino, e addirittura fino all'ultimo ti insulteremo perché non sei stato un Dio potente, capace di salvarci da morte sicura...

Rimani con noi: e fissa ancora su di noi il tuo sguardo, perché possiamo uscire fuori a piangere amaramente, consapevoli di quanto grande sia la tua tenerezza con noi.


Rimani con noi: e perdonaci in ogni momento, fino all'ultimo, quando - sia pur per interesse - abbiamo la sfrontatezza di chiederti perdono per entrare con te nella tua gloria.


Rimani con noi, anche quando tutto sarò finito e ci metteranno una bella pietra sopra.


Rimani con noi, anche quando i nostri occhi saranno incapaci di riconoscerti e il nostro cuore sarò duro e tardo nel capire le parole dei profeti.


Rimani con noi, perché ci farai ardere il cuore in petto, e i nostri occhi ti riconosceranno quando, come in quell'ultima cena, spezzerai ancora il pane per noi.




don Alberto Brignoli
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