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lunedì 7 aprile 2014

Soffrire con Gesù


Ogni nostra croce è un frammento della Croce di Gesù. Ogni nostro sacrificio è una parte di quel supremo sacrificio. Non c’è dolore che egli non abbia patito; non c’è lacrima che non abbia versata; non c’è spina dalla quale non sia stato perforato. Ti domanda – domanda a tutti – una personale partecipazione. E’ lui che te la chiede, dopo avertene fissato il grado, il momento e l’intensità. Ogni tua piccola o grande croce è una parte della sua, fissata in maniera proporzionata alle possibilità e alle necessità che Egli solo conosce. Quando sei colpito dal dolore, quando esperimenti la trafittura delle spine, lo strazio di una ferita, l’onta di uno schiaffo, lo spasimo dei fori alle mani e ai piedi, l’umiliazione di un insulto o di una calunnia, non accusare nessuno; non incolpare i tuoi fratelli, le circostanze, gli eventi della vita. Essi non sono che strumenti: è lui, il divino Crocifisso, che ti invita a seguirlo, ad imitarlo, a continuare, in te, la grande legge della salvezza nella sofferenza. E’ lui che domanda di stenderti sul legno insanguinato della sua Croce. Ad ogni tua croce corrisponde un suo aiuto. Ad ogni tuo dolore, per quanto umanamente impossibile, una sua grazia particolare. E se ogni tua piccola croce è un frammento della sua Croce, tu la devi accettare e vivere con lui, con intensità di amore, con perfetta adesione ai suoi arcani disegni, con ferma convinzione di avere da lui la forza che ti è indispensabile.

 (Novello Pederzini)

Amore e croce


Ognuno “ prenda la sua croce “, dice Gesù. Strane e uniche queste parole. Ma anche queste, come le altre parole di Gesù, hanno qualcosa di quella luce che il mondo non conosce. Sono così luminose che gli occhi spenti degli uomini, e anche dei cristiani languidi, restano abbagliati e quindi accecati. L’amore ha spinto Gesà alla croce che da molti è ritenuta pazzia. Ma solo quella follia ha salvato l’umanità, ha plasmato i santi. I santi infatti sono uomini capaci di capire la croce. Uomini che, seguendo Gesù, l’Uomo-Dio, hanno raccolto la croce di ogni giorno come la cosa più preziosa della terra; l’hanno amata tutta la loro vita e hanno conosciuto e sperimentato che la croce è la “ chiave “, l’unica chiave che apre un tesoro, il tesoro. Apre piano piano le anime alla comunione con Dio. La croce è il mezzo necessario per cui il divino penetra nell’umano e l’uomo partecipa con più pienezza alla vita di Dio, elevandosi dal regno di questo mondo al Regno dei Cieli. La croce … cosa tanto comune. Così fedele, che non manca, all’appuntamento di nessun giorno. Basterebbe raccoglierla per farsi santi. La croce, emblema del cristiano, che il mondo non vuole, fuggendola, di fuggire al dolore, e non sa che essa spalanca nell’anima di chi l’ha capita il regno della Luce e dell’Amore: quell’amore che il mondo tanto cerca, ma non ha.

 (Chiara Lubich)
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