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lunedì 7 aprile 2014

Amore e croce


Ognuno “ prenda la sua croce “, dice Gesù. Strane e uniche queste parole. Ma anche queste, come le altre parole di Gesù, hanno qualcosa di quella luce che il mondo non conosce. Sono così luminose che gli occhi spenti degli uomini, e anche dei cristiani languidi, restano abbagliati e quindi accecati. L’amore ha spinto Gesà alla croce che da molti è ritenuta pazzia. Ma solo quella follia ha salvato l’umanità, ha plasmato i santi. I santi infatti sono uomini capaci di capire la croce. Uomini che, seguendo Gesù, l’Uomo-Dio, hanno raccolto la croce di ogni giorno come la cosa più preziosa della terra; l’hanno amata tutta la loro vita e hanno conosciuto e sperimentato che la croce è la “ chiave “, l’unica chiave che apre un tesoro, il tesoro. Apre piano piano le anime alla comunione con Dio. La croce è il mezzo necessario per cui il divino penetra nell’umano e l’uomo partecipa con più pienezza alla vita di Dio, elevandosi dal regno di questo mondo al Regno dei Cieli. La croce … cosa tanto comune. Così fedele, che non manca, all’appuntamento di nessun giorno. Basterebbe raccoglierla per farsi santi. La croce, emblema del cristiano, che il mondo non vuole, fuggendola, di fuggire al dolore, e non sa che essa spalanca nell’anima di chi l’ha capita il regno della Luce e dell’Amore: quell’amore che il mondo tanto cerca, ma non ha.

 (Chiara Lubich)
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