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venerdì 31 maggio 2013

MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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IMPRIMI POTEST
P. JOSEPHUS FILOGRASSI S. J
Preap. Prov. Rom.
Romae, die 2 ottob. 1927
IMPRIMATUR
+ANTONIUS M. JANNOTTA
Episcopus Sorae, Aquini et Pontiscurvi
Sorae, 20 oct. 1927

GIORNO PRECEDENTE (AL 1° GIUGNO)

I. La Santa riceve da Gesù Cristo l'in­carico d'insegnarci ad amare l'adorabile suo Cuore.

- Nostro Signore fece un giorno a lei udire queste parole: « Io voglio che tu mi serva di strumento per attirare i cuori all'amor mio. - Non posso intendere, o mio Dio, come si possa ciò fare, ella ri­spose. Ed egli: Per la mia onnipotenza, la quale ha fatto il tutto dal nulla. Non di­menticarti, mai del tuo niente, e come tu sei la vittima del mio Cuore e devi essere però sempre disposta ad immolarti per la vitrità. Laonde il mio amore non rimarrà oziosa in te, ma sempre faratti operare o patire; senza pretensione di ascriverne la minima parte a tuo conto; di quel modo che il lavoro punto non appartiene allo Strumento onde l'artefice si servì per compierlo. Ma in cambio tu possederai, secondo ti ho già promesso, i tesori del mio Cuore, con facoltà di usarne a tuo grado in favore delle anime ben disposte. Tu non devi punto appropriarti queste grazie, nè con riserva, distribuirle agli altri; poichè a me piacque servirmi del tuo cuore, come di canale per diffonderle giusta i miei disegni nelle ani­me, molte delle quali saranno per tal ma­niera ritratte dall' abisso di perdizione, conte io ti farò vedere in appresso ».
Delle quali grazie risovvenendosi la Beata, scriveva: « Quando il Signore mi im­pegnò in modo speciale all'amore del suo sacro Cuore, mi mostrò insieme quanto avrei da soffrire per questo amore, e come le grazie apparecchiatemi non erano tanto per me, quanto per coloro ch'egli a me­ menerebbe, ai quali io dovrei semplicemente rispondere ciò ch'egli mi porrebbe in mente; mentre egli vi applicherebbe l'unzione della sua grazia, con che attirar molti cuori al­l'amor suo ».

II. Mirabile contrasto fra Gesù e la sua, Sposa.

- Ci volle l'autorità divina per indurre la Beata ad accettare il sublime ufficio impostole. « Ohimè, Dio mio, escla­mava ella, io sento la mia fiacchezza, temo di tradirvi e di veder troppo male in sicuro i vostri doni presso di me. Oh l’unico amor mio, perchè non mi lasciate voi nella vita comune alle Figlie della Visitazione? Mi avete forse menata in questo luogo a per­derrni? Tali preziose grazie concedete a quelle anime elette che vi corrisponderanno, glorificando voi assai meglio; mentre io non faccio che resistervi. Per me non vo­glio altro che la vostra croce e il vostro amore: tanto mi basta per esser buona re­ligiosa, ciò che io solo desidero ». Ma il divino, Signore le rispose: « Com­battiamo, figliuola mia; io ne sono conten­to; ma vedremo poi di chi sarà la vittoria, se del Creatore o della creatura, della forza o della debolezza, della onnipotenza o della impotenza ». Le quali parole, dice la Beata, mi posero in gran confusione; quindi egli soggiunse: « Sappi che io non mi tengo punto offeso da tutti questi contrasti ed opposizioni che tu mi fai per obbedienza; ma voglio che tu apprenda come io sono il padrone assoluto de' miei doni e delle mie creature, nè cosa può al mondo impe­dirmi di compiere i miei disegni ». Altre volte il Signore le disse ancora: « Io regnerò malgrado de' miei nemici, e verrò a termine del disegno a cui ti ho scelta, per quanti facciano sforzi gli oppo­sitori. Passeranno il cielo e la terra; ma le mie parole non rimarranno senza effetto». Quindi la Beata coll'ordinaria sua fiducia: «O Salvator mio amabilissimo, quando dunque verrà questo felice momento! Intanto affido a voi la cura di difendere la vostra causa, mentre io patirò in silenzio ».

III. Preghiera al sacro Cuore, per in­tercessione di Maria.

- O santissima, amabilissima e gloriosissima Vergine Madre di Dio, Madre nostra diletta, signora ed avvocata, eccoci di comune accordo pro­strati ai vostri piedi per rinnovare il voto di nostra fedele servitù inverso di Voi, e per supplicarvi che ci offeriate come cosa vostra, ci dedichiate, consacriate; immoliate al Cuore adorabile di Gesù; noi con quanto siamo, con quanto faremo, con quanto patiremo senza veruna riserva; perchè non vogliamo avere altra libertà fuori di amar lui, altra gloria fuori di appartenere a lui quali schiavi e vittime del puro, amor suo!

domenica 26 maggio 2013

Trisagio preghiera SantissimaTrintà.

TRISAGIO

E' una delle preghiere più belle in onore della Santissima Trinità;

un serto di invocazioni e di lodi prese dalla Sacra Scrittura e dalla Liturgia che aprono il cuore all'adorazione, al ringraziamento e all'amore verso le tre divine Persone; 
un'eco solenne del "Santo- Santo - Santo"che cantano in cielo gli Angeli e i Santi, riempie l'universo e trova gioiosa risonanza nel cuore dell'uomo; "un unico ininterrotto canto di lode e di gloria alla Santa Trinità".

 

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.


PRIMA PARTE
Dio Santo, Dio Forte, Dio Immortale,
Abbi pietà di noi.
Padre nostro…
A Te lode, a Te gloria, a Te grazie nei secoli, o beata Trinità.
Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
(Le due precedenti invocazioni si ripetono per nove volte)
Gloria al Padre a al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.


 

(La seconda e la terza parte
come la prima iniziando da Dio Santo, Dio Forte…)
 

ANTIFONA:
Benedetta la Santa Trinità, che crea e governa l'universo,
benedetta ora e sempre.
Gloria a te, o Santa Trinità,
Tu ci doni misericordia e redenzione.



 
PREGHIAMO
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini in mistero della tua vita, fa' che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l'unico Dio in tre Persone.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Conclusione:
In Te credo,
in Te spero,
Te amo,
Te adoro, o beata Trinità.


Antifona finale:
Ave Figlia di Dio Padre,
Ave Maria di Dio Figlio,
Ave Sposa dello Spirito Santo,
Santuario della Santissima Trinità.


Fonte:http://www.artcurel.it



sabato 25 maggio 2013

Messaggio del 25 maggio 2013


"Cari figli! Oggi vi invito ad essere forti e decisi nella fede e nella preghiera affinché le vostre preghiere siano tanto forti da aprire il cuore del mio amato Figlio Gesù. Pregate figlioli, senza sosta affinché il vostro cuore si apra all'amore di Dio. Io sono con voi,  intercedo per tutti voi e prego per la vostra conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

__._,_.___

Don Puglisi proclamato Beato, martire della fede e della carità educativa

Don Pino Puglisi e' stato proclamato beato. Circa 80mila le persone presenti oggi alla Messa presieduta all Foro Italico Umberto I di Palermo dall’arcivescovo della diocesi palermitana, il cardinale Paolo Romeo. A rappresentante del Papa è stato il cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo, che il 15 settembre 1999 diede avvio al suo processo di Beatificazione, e che oggi ha letto la lettera apostolica per la proclamazione della Beatificazione.

"La beatificazione di padre Pino Puglisi – afferma il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone in un messaggio - e' un momento di festa e di testimonianza per la Chiesa che e' a Palermo, in Sicilia e nell'Italia intera". "L'esempio e l'intercessione di don Puglisi – prosegue il messaggio -
sacerdote esemplare, martire della fede e della carita' educativa, in particolare verso i giovani, continui a suscitare nella comunita' ecclesiale e civile risposte generose e coerenti alla chiamata di Cristo e al tal fine invoco da Signore abbondanti grazie celesti".

"Più guardiamo il volto di don Pino Puglisi, svelato solennemente durante il rito di beatificazione, più sentiamo che il suo sorriso ci unisce tutti - ha detto nell'omelia il cardinale Romeo -. Sorride ancora don Pino. La Chiesa riconosce nella sua vita, sigillata dal martirio in odium fidei, un modello di imitare". "La mano mafiosa che, quel 15 settembre del 1993, lo ha barbaramente assassinato - ha detto - ha liberato la vera vita di questo chicco di grano, che nella ferialità della sua opera di evangelizzazione, moriva ogni giorno per portare frutto. Quella mano assassina ha amplificato oltre lo spazio e il tempo la sua delicata voce sacerdotale, e lo ha donato martire non solo a Brancaccio ma al mondo intero".[...] 

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/25/Don%20Puglisi%20proclamato%20Beato,%20martire%20della%20fede%20e%20della%20carit/it1-695418
del sito Radio Vaticana 



Inno dedicato a Don Giuseppe Puglisi




COL TUO SORRISO - INNO AL BEATO PINO PUGLISI

Armonizzazione vocale e 
arrangiamento orchestrale:
Giuseppe Sanfratello

(MARTIRIO)

Cantiamo a te, Martire di Cristo,
con la tua vita sei prezioso esempio
di santità che rischiara e rivela a noi
l’amore immenso del Signore.

Col tuo sorriso, o Beato Pino,
hai incarnato il vangelo del Signore:
“Chi mai potrà separarmi dall’amore di Cristo Dio”.
Il tuo sangue feconda questa Chiesa nel suo cammino.

(VOCAZIONE)

Cantiamo a te, Segno di fortezza,
con il tuo sì hai fatto il Suo volere.
Con carità tu sospingi il Regno di Gesù
E annunci la Sua misericordia.

(SACERDOZIO)

Cantiamo a te, Servo del Signore,
con la tua vita incarni il Buon Pastore,
e vita dai per il popolo che ti donò,
il Cristo eterno sacerdote.

(GIOVANI)

Cantiamo a te, Volto di speranza,
per chi ricerca Dio Padre Nostro.
La gioventù non è mai lontana dal tuo amor,
Soave, Dio bussa ad ogni cuore.

(ASSASSINIO)

Cantiamo a te, Testimone vero,
che con prudenza e con temperanza,
il tuo Signor, hai accolto in chi uccideva te,
Stringendo con gioia la tua croce.

(PALERMO)

Cantiamo a te, voce di Giustizia,
la tua Palermo, hai riscattato
mostrando che chi combatte il male con l’amor,
Beato sarà nel regno eterno.

Col tuo sorriso, o Beato Pino,
hai incarnato il vangelo del Signore:
“Chi mai potrà separarmi dall’amore di Cristo Dio”,
Ora dal cielo prega per no - i… Verso la santità!




DON PINO PUGLISI "Lascia perdere chi ti porta a mala strada"


La storia di padre Puglisi, parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia. Tra le numerose interviste, quella esclusiva dell’assassino di don Puglisi, per l’occasione condotto dalla sua residenza protetta. Rai Vaticano






Vivere cristianamente

Riporto alcuni brani di una lettera che ho scritto tempo fa a una signora attratta dalla vita devota.

Carissima sorella in Cristo,
                                          sono molto contento di sapere che cerchi di fare una vita "eremitica" pur vivendo nel mondo. Per vita eremitica intendo dire vita ritirata, cioè lontana dalle vanità del mondo. Chissà quante tue coetanee perdono tempo nel leggere rotocalchi scandalistici nei quali si spettegola della vita privata dei personaggi famosi. Queste sono cose vane che spesso inducono al peccato. Continua pure a fare una vita ritirata, ma non parlare di ciò con persone che non ti capiscono. Puoi parlarne solo con persone spirituali e fedeli alla Dottrina Cattolica. La Madonna non visse nel deserto, visse nel mondo, ma condusse una vita ritirata, semplice e umile.

venerdì 24 maggio 2013

Canto Te, Maria Ausiliatrice

giovedì 23 maggio 2013

Atto di Abbandono - don Dolindo


Preghiera scritta dal Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo. 

Video realizzato da tvcattolica




Preghiera per chiedere la sapienza




San Tommaso d'Aquino  (1225-1274), 
teologo domenicano, dottore della Chiesa


« Abbiate sale in voi stessi »

Concedimi, o Dio misericordioso, 
di desiderare con ardore ciò che approvi, 
di ricercarlo con prudenza, 
di riconoscerlo in verità, 
di compierlo perfettamente, 
a lode e gloria del tuo nome.

Metti ordine nella mia vita, o Dio mio, 
e dammi di conoscere ciò che vuoi che io faccia, 
concedimi di compierlo come conviene 
e come è utile alla mia anima.

Dammi, Signore mio Dio,
di venire a te per un cammino sicuro,
diritto, piacevole e che giunga alla meta,
di non smarrirmi in mezzo alla prosperità 
e all'avversità ; 
non lasciare che l'avversità mi deprima, 
né che la prosperità mi esalti.

Che nulla mi rallegri, né mi rattristi 
se non ciò che conduce a te, 
o mi distoglie da te. 

Che io non desideri di piacere 
o tema di dispiacere ad alcuno, 
se non a te. 

Che quanto accade non m'interessi, 
mentre ciò che ti riguarda mi sia caro,
ma soprattutto te, mio Dio, più di ogni altra cosa...
Che non desideri niente al di fuori di te... 

Donami, Signore mio Dio, un'intelligenza che ti conosca,
una premura che ti cerchi, una sapienza che ti trovi,
una vita che ti piaccia, una perseveranza che ti attende con fiducia
ed una fiducia che alla fine ti possiede.

Dammi di condividere le tue pene per penitenza,
di profittare nel cammino dei tuoi benefici per grazia,
di godere le tue gioie nella patria per gloria.
O te che sei Dio e vivi e regni per tutti i secoli!

Amen

Il sale nella vita di un cristiano.



Che cos’è il sale nella vita di un cristiano, quale sale ci ha donato Gesù?[...]Il sale che ci dà il Signore, ha osservato, è il sale della fede, della speranza e della carità.[...]“Il sale ha senso quando si dà per insaporire le cose. Anche penso che il sale conservato nella bottiglietta, con l’umidità, perde forza e non serve.Il sale che noi abbiamo ricevuto è per darlo, è per insaporire, è per ...offrirlo."[...]Possiamo far vedere il sale: questo è il mio sale. Ma che bello che è! Questo è il sale che ho ricevuto nel Battesimo, questo è quello che ho ricevuto nella Cresima, questo è quello che ho ricevuto nella catechesi… Ma guardate: cristiani da museo! Un sale senza sapore, un sale che non fa niente!”.

(Papa Francesco)






mercoledì 22 maggio 2013

SANTA RITA DA CASCIA

(1381-1457) 22 maggio

StaRitadeCascia

Sposa, madre, vedova, suora agostiniana, grande misticaRita è una santa di notevole popolarità, specialmente in Italia, dove viene invocata come patrona dei casi più disperati.
Era nata in una famiglia di contadini a Roccaporena (Perugia), figlia ottenuta in tarda età da genitori che la circondarono di premure. La madre molto devota, ebbe la visione di un angelo che le annunciava la tardiva gravidanza, che avrebbero ricevuto una figlia e che avrebbero dovuto chiamarla Rita; in ciò c'è una similitudine con s. Giovanni Battista, anch'egli nato da genitori anziani e con il nome suggerito da una visione.

VIDEO-STORIA

http://www.youtube.com/watch?v=YLWXnprRVfU


Messaggio del 20 maggio 2013 a Ivan


"Cari figli, anche oggi in modo particolare vi invito, in questo tempo di grazia: apritevi allo Spirito Santo. Cari figli, non permettete che il mondo vi guidi. Perciò che lo Spirito Santo vi guidi! Pregate, perseverate nella preghiera. Che lo Spirito Santo scenda sulle vostre famiglie che sono nel buio. La Madre prega insieme con voi e intercede presso suo Figlio. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata".

domenica 19 maggio 2013

L' unzione dello Spirito Santo







La Bibbia afferma che tutti i cristiani, in quanto tali, all'atto della nuova nascita, nel momento in cui diventano figli di Dio "con il battesimo" e poi "confermati dalla cresima", vengono unti, ma quell'unzione non basta, poiché nella vita cristiana di tutti i giorni bisogna imparare a scorrere nell'unzione, ossia nella manifestazione della personalità dello Spirito Santo, nella grazia divina che fornisce le abilità e la forza necessaria per compiere le Sue opere.





La parola 'unzione' deriva dall'ebraico mashyach, che indica chi è stato unto per un ufficio o per una funzione speciale. Nella lingua ebraica viene usata la forma 'Jeshua Machyach' per indicare che Gesù è il Messia, l'Unto per eccellenza, Colui che avrebbe adempiuto la profezia fatta dal  profeta Isaia. In Luca 14:18 sono riportate le funzioni per le quali Egli fu unto dallo Spirito Santo e per cui viene unto ogni cristiano. 





 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l'anno accettevole del Signore».

Per avere l'idea di cosa sia l'unzione, basta conoscere il suo corrispettivo dell'Antico Testamento. L'unzione veniva fatta con un olio speciale preparato, su espresse istruzioni divine, con cinque ingredienti, uno dei quali era l'olio d'oliva e gli altri quattro erano aromi che avevano significati ben precisi.


 


Esodo 30:23
«Procurati anche i migliori aromi: cinquecento sicli di mirra liquida, duecentocinquanta, cioè la metà, di cinnamomo aromatico e duecentocinquanta di cannella aromatica, 24 cinquecento sicli, in base al siclo del santuario, di cassia e un hin di olio d'oliva. 25 E ne farai un olio per l'unzione sacra, un profumo composto con arte di profumiere: sarà l'olio per l'unzione sacra.


Il numero cinque indica la grazia e i cinque ingredienti con cui veniva preparato l'olio dell'unzione rappresentavano la futura manifestazione della grazia divina, infatti quell'olio descriveva profeticamente ciò che lo Spirito Santo avrebbe fatto nella nostra vita. Quando qualcuno guarisce in seguito alla nostra preghiera, è perché Dio ha agito attraverso di noi, ha messo sulla nostra bocca le parole giuste, ci ha dato la giusta attitudine e la giusta unzione per compiere quel miracolo.





Ma che cos'è l'Unzione dello Spirito Santo?

E' un dono di Dio, una grazia carismatica.

Potremmo osare dire che è " il Dono dei doni".

L'unzione è una libera manifestazione dello Spirito, sta a indicare una forza particolare, che avvolge e ricolma l'unto, in modo che questi possa compiere opere impegnative, sia immune dagli attacchi dei nemici e sia vittorioso e potente.




Tale forza proviene a lui dalla presenza e dall'azione dello Spirito di Dio, per cui l'unto è l'uomo che possiede lo Spirito di Dio, è guidato e illuminato da Lui.
Per questo motivo egli è dotato di sapienza particolare, che gli consente di avere intuizioni e vedute chiare nel governare la propria vita e nell'annunciare con verità e con efficacia la parola di Dio. Tutto questo comporta in lui una relazione con Dio molto intensa, per cui vive in intima unione con Dio ed è "sacro", cioè appartiene a Dio.

 
Si riconosce un'unzione del tipo della manifestazione che essa produce ; per esempio, un'unzione di guarigione libererà la potenza di operare delle guarigioni, un'unzione di consolazione comunicherà la consolazione nei cuori, ecc.


L'unzione spirituale è data dallo stesso Spirito Creatore, Colui che è dolce e soave e che rende dolci e soavi coloro che lo ricevono.Ma per poterlo ricevere degnamente, bisogna prima "rompere il vasetto di alabastro" cioè rompere la nostra indole umana, in parole povere, morire a se stessi.


Gesù dice nel vangelo di Giovanni : " Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito " (Gv 3, 8), quando parla a Nicodemo gli dice che "deve rinascere dall'alto", riferendosi alla nuova nascita nello Spirito.

Gesù, fonte di Acqua Viva, che purifica, lava, dona nuova vita.

Questa unzione è dunque davvero una libera e gratuita manifestazione dello Spirito Santo. Detto ciò, questa grazia carismatica può riposare su un luogo di grazia, come il Cenacolo (At 4, 31), su una persona unta, come il re David o il profeta Eliseo (1Sam 16, 13 ; 1Re 19, 16), o ancora su un oggetto, che da questo punto di visto sarà anche veicolo d'unzione, come i fazzoletti di Paolo negli Atti degli apostoli (At 19, 11-12). 

Ora, noi sappiamo di aver già ricevuto lo Spirito Santo attraverso i Sacramenti del Battesimo e poi della Cresima detta anche Confermazione, che è il sigillo di Dio, impresso nella nostra anima, qualcosa di indelebile che ci fa appartenere per sempre a Dio.

Ma come dunque ravvivare in noi ciò che già possediamo!

Con la preghiera fiduciosa al Padre, preghiera filiale, perchè non ce lo dimentichiamo, noi siamo figli di Dio.
Se desideriamo avere l'unzione di Dio nella nostra vita dobbiamo innanzitutto vivere nell'ubbidienza di fare la volontà di Dio ed avere perseveranza. Se perseveriamo nella fede anche durante le tentazioni, saremo riconosciuti come figli di Dio. L'unzione di Dio può fluire nella vita di ogni persona che desidera fare la Sua volontà!

Ogni figliolo di Dio ha lo Spirito Santo dentro di sè, ma non tutti hanno lo stesso livello di unzione: ci sono persone battezzate di Spirito Santo, altre ripiene di Spirito Santo, ed altre ancora camminano nella potenza dello Spirito Santo. Ma tutti dovremmo desiderare di avere il massimo livello di unzione di Spirito Santo.


A volte affrontiamo le situazioni con l'attitudine sbagliata, ed è per questo che non camminiamo nella potenza dello Spirito Santo.

L'unzione di Dio deve fluire con potenza nella nostra vita, non per noi, ma per fare del bene agli altri.

Noi, infatti, siamo graziosi agli occhi delle altre persone perchè dentro di noi c'è la presenza di Dio.





Otto verità sull' unzione


1. È Dio che unge: "Come Dio abbia unto…".
  Nelle chiese c'è chi aspira ad avere un incarico o una posizione, ma questo è il livello più basso di leadership, perché a fare la differenza tra i leaders è l'unzione, che non viene dagli uomini, ma da Dio. Gli uomini possono costituirci in autorità, ma non possono darci l'unzione.
 Saul era re, ma non scorreva nell'unzione di Dio e perdette il regno; Davide non era re, ma aveva l'unzione di Dio e salì al trono.  
Anche noi dobbiamo aspirare alle cose che vengono dall'alto e non a quelle che vengono dagli uomini. Giovanni Battista disse: "L'uomo non può ricevere nulla, se non gli è dato dal cielo"
(Giovanni 3:27), e quando qualcosa ci viene dal cielo risulta evidente a tutti.

   2.     Dio unge persone: "… Gesù di Nazaret…"
Anche se nato a Betlemme di Giuda, Gesù viene indicato come "Gesù di Nazaret" in quanto lì crebbe e lì era conosciuta la sua umanità. Come unse Lui, Dio unge anche noi. Egli rilascia la Sua unzione solo sulle persone, per abilitarle a svolgere un compito, e noi abbiamo bisogno della Sua unzione anche per predicare l'Evangelo. Dio non ha mai unto alcun angelo, quindi gli angeli non possono compiere opere che sono esclusiva prerogativa umana.

 Numeri 18:8 L'Eterno disse ancora ad Aaronne: «Ecco, io vi affido pure la cura delle mie offerte elevate, di tutte le cose consacrate dei Figli d'Israele; le do a te e ai tuoi figli, come uno statuto perpetuo a motivo della vostra unzione.

 Dio dice che l'unzione serve per rappresentarLo. Aronne ricevette l'unzione divina per potere svolgere il ruolo di sommo sacerdote e potere entrare nel luogo santissimo, Gesù di Nazaret fu unto per svolgere il Suo ministero sulla terra e noi abbiamo bisogno dell'unzione divina per potere continuare la Sua opera e predicare il Suo Evangelo. Possiamo farlo solo grazie all'unzione dello Spirito Santo, infatti è Lui che ci dà le parole giuste al momento giusto per aiutare le persone, noi dobbiamo solo avere la sensibilità di cogliere le Sue ispirazioni.

   3.   Dio unge con lo Spirito Santo: "…con lo Spirito Santo
Molte volte non ci accorgiamo della presenza di Dio che ci avvolge come un mantello, che era il simbolo dei profeti. Lo Spirito Santo può venire su di noi come un fuoco, come un vento, come un senso di benessere o una gioia incontenibile. Viene per equipaggiarci, per mettere su di noi il Suo sigillo, per riempirci e pur essendo invisibile ci è indispensabile. È Lui che fa la differenza, perché dove c'è Lui manifesta la Sua presenza, ci parla, fa segni e miracoli, risponde ai nostri bisogni, ci dà rivelazioni.

   4.   Dio unge con potenza: "…e di potenza…"  
Dio manifesta la Sua potenza nella nostra debolezza. Egli può servirsi di noi e fare cose grandi e gloriose solo quando ci sentiamo deboli, mentre se ci sentiamo forti, bravi e capaci, se abbiamo l'attitudine a prendere per noi la gloria di ciò che riusciamo a fare, non può usarci.
Siamo consapevoli che per compiere le cose che sono nella volontà di Dio abbiamo bisogno della Sua potenza? Abbiamo l'umiltà di riconoscerLo? Gli chiediamo di aiutarci? Solo così Dio può rilasciare su di noi la Sua unzione e la Sua grazia, consentirci di dialogare con lo Spirito Santo e di collaborare con Lui nelle situazioni pratiche della vita quotidiana.

   5.   L'unzione abilita le persone a fare il bene: "…il quale andò attorno facendo del bene".
Anche per fare il bene è necessaria l'unzione, poiché non possiamo farlo senza l'intervento dell'unico che è buono! Per fare il bene abbiamo bisogno di Lui, della Sua ispirazione, ma abbiamo anche bisogno di stare con persone che fanno il bene, poiché stare con chi ha attitudini vendicative, aggressive, astiose, ci influenza a fare tutt'altro che il bene.

      6.   L'unzione permette di portare frutto nella guarigione: "…e sanando tutti coloro…"  
      A guarire i malati non siamo noi, è l'unzione dello Spirito Santo; fu necessaria anche a Gesù per compiere miracoli; da parte nostra però dobbiamo permetterle di fluire attraverso di noi e non bloccarla con riflessioni e ragionamenti che innescano dubbi e ostacolano l'iniziativa di Dio.
Attraverso l'unzione, lo Spirito Santo vuole restituire alle persone quanto il nemico ha loro rubato.

Restituisce la salute del corpo:
Matteo 14:36 e lo pregarono che potessero toccare almeno il lembo della sua veste, e tutti quelli che lo toccarono furono perfettamente guariti.
Restituisce la salute mentale:
Marco 5:15 Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura.
  Guarisce dalle ferite dell'anima, ristora dalle violenze subite, dai traumi, dalle angosce.
1Pietro 1:22 Avendo purificato le anime vostre con l'ubbidienza alla verità mediante lo Spirito, per avere un amore fraterno senza alcuna simulazione, amatevi intensamente gli uni gli altri di puro cuore.

Oltre a guarire il corpo, la mente e l'anima, l'unzione dello Spirito Santo rigenera lo spirito umano dandogli la natura divina.

    7. L'unzione libera dall'oppressione del diavolo: "…tutti coloro che erano oppressi dal diavolo…".
Opprimere vuol dire fare pressione allo scopo di spingere a compiere ciò che è sbagliato, che si oppone al bene e che fa stare male; vuol dire distruggere ciò che è giusto, buono e santo. Ad opprimere è uno spirito distruttivo e Gesù, grazie all'unzione che era su di Lui, è venuto per distruggere tutte le opere del diavolo.

1Giovanni 3:8 Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.
L'unzione ci rilassa, distrugge il giogo, ci libera dai pesi che gravano sulle nostre spalle, se solo crediamo e deponiamo ai piedi della croce tutto ciò che ci appesantisce.
Isaia 10:27 In quel giorno avverrà che il suo carico sarà allontanato dalle tue spalle e il suo giogo dal tuo collo; il giogo sarà distrutto dall'unzione dell'olio».
  
   8.  L'unzione è la prova che Dio è con noi: "Perché Dio era con lui".
     Gesù fece tutte le cose di cui abbiamo notizia perché Dio era con Lui. Allo stesso modo quando le persone operano tramite il ministero dello Spirito Santo, abbiamo la prova che Dio è con loro. 
Se  entriamo in una chiesa in cui avvertiamo l'assenza dello Spirito Santo perché non c'è nulla di divino e tutto avviene per iniziativa umana, ci stanchiamo e non vediamo l'ora di andare via, mentre dove c'è la presenza dello Spirito Santo, l'atmosfera è completamente diversa, non ci si accorge del tempo che passa, tutto è bello, interessante e glorioso, c'è l'evidenza che tra noi c'è Dio.
 Da cosa possiamo riconoscere che Dio è con noi? Dalla Sua presenza e dalla Sua unzione!
Nel libro dell'Esodo Mosè chiarisce cosa avrebbe fatto riconoscere il popolo di Dio dagli altri popoli: la presenza di Dio! 

Esodo 33:16 Come si potrà ora conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi? Non è forse perché tu vieni con noi? Così noi saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra».

Qual è la differenza tra le religioni e il Vangelo, tra lo spirito religioso e la presenza di Dio? 
A fare la differenza e a contraddistinguere il popolo di Dio è la Sua presenza, che si può percepire e che dà sicurezza, è lo Spirito Santo con la Sua unzione. La presenza e l'unzione di Dio sono la testimonianza che si è nella verità. Chi è abituato alla presenza di Dio, alla Sua unzione, alla Sua grazia, ai Suoi doni, alla Sua manifestazione, alle Sue benedizioni, alla Sua pace e alla Sua gioia, avverte subito quando tutto questo manca.

 1Giovanni 3:24 Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio, ed egli in lui; e da questo sappiamo che egli dimora in noi: dallo Spirito che egli ci ha dato.
La presenza e l'unzione di Dio sono la testimonianza che Egli è vicino a noi ed è con noi per riempirci, per benedirci, per parlarci, guarirci e ristorarci.






Vieni, alito di vita...




Vieni, alito di vita,
scuoti la nostra pigrizia,
sostienici tu con potenza,
anima in noi la preghiera.

Vieni, Fuoco d'Amore,
con rovente carbone purificaci,
la viva tua fiamma ci scaldi,
al tuo ardente calore plasmaci.

Vieni, Maestro interiore,
svelaci i misteri della fede,
le nostre ignoranze illumina,
parlaci dell'eterna Sapienza.

Vieni, Sorgente d'acqua viva,
irrora i deserti dell'anima,
la sete d'Eterno soddisfa,
rigenera chi è morto alla grazia.

Gloria a te, Spirito Santo,
consacraci tempio vivente
per la lode del Padre e del Figlio,
ora e sempre, nei secoli. Amen.

san Luigi M. da Montfort
ispirato al C 141



__,_._,___

sabato 18 maggio 2013

Vegia di Penteconte in Piazza San Pietro: Papa Francesco risponde alle quattro domande dei fedeli.

giovedì 16 maggio 2013

L'acqua viva dello Spirito Santo




L'acqua viva dello Spirito Santo

Nuova specie di acqua che vive e zampilla, ma zampilla solo per chi ne è degno. Per quale motivo la grazia dello Spirito è chiamata acqua? Certamente perché tutto ha bisogno dell'acqua. 'acqua è generatrice delle erbe e degli animali. L'acqua della pioggia discende dal cielo. Scende sempre allo stesso modo e forma, ma produce effetti multiformi. Altro è l'effetto prodotto nella palma, altro nella vite e così in tutte le cose, pur essendo sempre di un'unica natura e non potendo essere diversa da se stessa. La pioggia infatti non discende diversa, non cambia se stessa, ma si adatta alle esigenze degli esseri che la ricevono e diventa per ognuno di essi quel dono provvidenziale di cui abbisognano.

    Allo stesso modo anche lo Spirito Santo, pur essendo unico e di una sola forma e indivisibile, distribuisce ad ognuno la grazia come vuole. E come un albero inaridito, ricevendo l'acqua, torna a germogliare, così l'anima peccatrice, resa degna del dono dello Spirito Santo attraverso la penitenza, porta grappoli di giustizia. Lo Spirito appartiene ad un'unica sostanza, però, per disposizione divina e per i meriti di Cristo, opera effetti molteplici.

    Infatti si serve della lingua di uno per la sapienza. Illumina la mente di un altro con la profezia. A uno conferisce il potere di scacciare i demoni, a un altro largisce il dono di interpretare le divine Scritture. Rafforza la temperanza di questo, mentre a quello insegna la misericordia. Ispira a un fedele la pratica del digiuno, ad altri forme ascetiche differenti. C'è chi da lui apprende la saggezza nelle cose temporali e chi perfino riceve da lui la forza di accettare il martirio. Nell'uno lo Spirito produce un effetto, nell'altro ne produce uno diverso, pur rimanendo sempre uguale a se stesso. Si verifica così quanto sta scritto: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune» (1 Cor 12, 7).

    Mite e lieve il suo avvento, fragrante e soave la sua presenza, leggerissimo il suo giogo. Il suo arrivo è preceduto dai raggi splendenti della luce e della scienza. Giunge come fratello e protettore. Viene infatti a salvare, a sanare, a insegnare, a esortare, a rafforzare e a consolare. Anzitutto illumina la mente di colui che lo riceve e poi, per mezzo di questi, anche degli altri.

    E come colui che prima si trovava nelle tenebre, all'apparire improvviso del sole riceve la luce nell'occhio del corpo e ciò che prima non vedeva, vede ora chiaramente, così anche colui che è stato ritenuto degno del dono dello Spirito Santo, viene illuminato nell'anima e, elevato al di sopra dell'uomo, vede cose che prima non conosceva. 

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo
(Catech. 16, sullo Spirito Santo 1, 11-12. 16; PG 33, 931-935. 939-942)

venerdì 10 maggio 2013

Claudia Koll ai giovani: cercare Dio per trovare l’amore


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POMPEI (NA) – La Divina Misericordia, la devozione per la Madonna di Pompei, la conversione, i giovani e il mondo di oggi. Claudia Koll è serena, vuole testimoniarlo ai giovani del meeting e anche a Korazym.org. "Bisogna cercare la libertà nella verità", dice. E ai giovani lontani dalla Chiesa, l'invito a seguire Cristo: "Vogliate un'altra gamba per camminare, per incontrare l'amore e il Signore, amare in maniera disinteressata e fare piccoli gesti d'amore gratuiti, non aspettandovi niente in cambio". I giovani di Pompei si incontrano per riflettere su un ideale e una prospettiva comune. Qual è il messaggio di Claudia Koll?
"Il messaggio che porto è quello della fiducia in Dio. Un Dio che è amore, che è infinitamente buono, dolcissimo. La vita acquista un senso diverso se lo si incontra. Quindi bisogna fare di tutto per conoscerlo. Se si conosce Gesù, lo si ama con forza e più lo si ama più lui si fa conoscere".
Tutti i giovani vivono in una società non sempre ospitale, piena di insidie. Molte volte però le difficoltà formano e aiutano ad arrivare a Dio…
"Santa Faustina Kowalska, che ha ricevuto le rivelazioni da Gesù sulla Divina Misericordia, diceva che la sofferenza è una grazia. In effetti questo è successo anche a me. Io sono ritornata a Dio quando ero nella difficoltà. In quei momenti, cadono un po' le nostre sicurezze, la nostra onnipotenza, si comprende che si è infinitamente deboli e desiderosi di colui che ci ha creati". Siamo a Pompei, città mariana per eccellenza. Conosciamo il suo grande legame alla Madonna del Rosario… "Quando sono nata mia mamma è stata molto male e i medici non le avevano dato molte speranze. In questo momento di sconforto ha deciso di affidarmi alla Madonna. La mia famiglia era molto devota alla Madonna del Rosario e io fui affidata proprio alla Vergine di Pompei. Al Battesimo, mi fu dato il secondo nome di Maria Rosaria, in segno di riconoscenza. So che la Madonna mi è stata vicina fin dall'inizio e ha fatto in modo che io tornassi a Dio con tutto il cuore. Sicuramente è stata fondamentale la testimonianza di una nonna con la quale sono cresciuta, che credeva e aveva una grande devozione al rosario e alla Madonna di Pompei". Un esempio importante… "È questa la grande testimonianza che offre una persona di famiglia che prega, che si rivolge al Signore con semplicità. Tutto ciò ha gettato il seme nella mia vita che, al momento opportuno, ha portato il suo frutto. Da piccola sono stata affidata a persone molto adulte, ho avuto grandi problemi in famiglia. La Madonna è sempre stato un punto di riferimento per me, una mamma ideale. Un giorno, tornata da scuola, dopo aver visto un film della Madonna di Fatima, Le ho chiesto di andare in cielo, perché non volevo vivere, volevo stare con lei. La Madonna non ha ascoltato, il Signore non mi ha preso con sé in cielo quando ero bambina, ma ha permesso che io mi allontanassi e mi perdessi. Dopodiché sono ritornata a lui con tutto il cuore".
Nel tempo, ci sono stati altri segnali importanti?

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"In tutti questi anni in cui non ho frequentato la Chiesa, ho mantenuto una nostalgia di Maria, soprattutto di quello che è: purezza, bellezza, armonia, pace, dolcezza, maternità. È l'emblema di colei che ama incondizionatamente. Un giorno, quando ancora ero lontana, chiesi ad un sacerdote una foto della Madonna, perché mi mancava. Era un po' questo filo rosso che mi legava a Lei, e il sacerdote mi portò un quadro della Madonna del Rosario. Inizialmente, proprio perché ero nel peccato e nelle tenebre, non capii che era una risposta del Signore e della Madonna stessa. Lo presi semplicemente con me ed oggi è ancora con me, a casa mia. Fu un sollievo averlo in camerino prima di andare in scena. Quando poi si è nella fede si cominciano a capire tutti i segnali di Dio in ogni piccola cosa, in ogni incontro, in ogni avvenimento della giornata. Il Signore non ci fa più sentire soli quando ci dona la fede".
La solitudine – una condizione percepita da tanti, soprattutto dai giovani – spesso va a sfociare nella voglia di cercare altro, qualcosa di più…
"Questo è insito nel cuore dell'uomo. Anche nella Genesi l'uomo creato non era soddisfatto e aveva bisogno di una compagna a fianco, e quindi il Signore gliel'ha data. Credo che questo grido sia proprio nel cuore dell'uomo. Giovanni Paolo II diceva che quando i giovani cercano l'amore cercano Gesù Cristo. Io ho fatto esperienza di questo. Desideravo tanto l'amore, l'ho cercato per strade sbagliate, consumandolo: non riuscivo ad essere appagata da quello che incontravo. Oggi che ho incontrato Dio, è cresciuto in me un senso profondo di pace, un amore diverso, che mi appaga, che mi fa riposare, che mi svuota e poi mi riempie, per poi donarmi agli altri. Questo, poi, è il grido di Dio: 'amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato'".
La sua è una splendida esperienza di conversione legata alla Divina Misericordia. Cosa direbbe ai tanti giovani che non sono presenti al meeting di Pompei, perché distanti dalla Chiesa o per presa di posizione? "Di cercare sempre la libertà nella verità. La libertà fine a sé stessa non basta, perché si rimane chiusi nel proprio egoismo, si soffre ad appagare i propri bisogni per dare gioia agli altri, per amarli e per donarci a loro. Bisogna cercare la verità, perché il Signore non sopporta la menzogna. Cominciate a fare una scelta profonda, a dire che non accettate questo mondo fatto di compromessi, di ipocrisie, dove nessuno si mostra veramente com'è. Dite che avete voglia di essere veri e sinceri. Vogliate un'altra gamba per camminare e per incontrare l'amore e il Signore, per amare in maniera disinteressata e fare piccoli gesti d'amore gratuiti, non aspettandovi niente in cambio. Piccoli gesti e piccoli fiori da presentare a Dio e poi il Signore si mostrerà, perché il Signore vuole farsi conoscere da tutti perché vuole essere amato da tutti".

[Fonte: Missione in Web, 02/05/2007]

Claudia Koll: "La Vergine Maria mi aiuta ad essere pienamente donna"

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La testimonianza dell'attrice Claudia Koll all'Umbria International Film Fest
di Luca Marcolivio
TERNI, martedì, 22 novembre 2011 (ZENIT.org) – La seconda giornata dell'Umbria International Film Fest si è chiusa ieri sera sul tema della devozione mariana. Presso il Cityplex Politeama è stato infatti proiettato il film Lourdes di Jessica Hausner, preceduto dalla testimonianza di Claudia Koll.
L'attrice ha spiegato che, alla base della sua conversione, avvenuta una decina di anni fa, c'è proprio la Vergine Maria. Lourdes e Fatima, in particolare, hanno giocato un ruolo decisivo nella vita spirituale della Koll che è cresciuta in una famiglia particolarmente devota alla Madonna.
L'infanzia di Claudia Koll non è stata una delle più facili: l'attrice ha raccontato di essere stata cresciuta da una nonna non vedente ma fervente cattolica che, per non perdere mai il contatto con la nipotina, era solita legarla al polso da un filo di lana.
"Mia nonna è stata il più grande esempio di fede nella mia famiglia – ha raccontato la Koll al pubblico dell'Umbria Film Fest -. La vedevo recitare quotidianamente il Rosario e parlare direttamente con Dio. La sua testimonianza mi ha segnata in modo indelebile".
La madre di Claudia, nei primi anni di vita della bambina, trascorse molto poco tempo con lei, per motivi di salute. "Dopo che mi ebbe partorito ricevette una trasfusione di sangue infetto e rimase per sei mesi tra la vita e la morte", ha proseguito la Koll.
"Quando poi mamma fu finalmente guarita – ha aggiunto l'attrice – andammo con tutta la famiglia a rendere grazie alla Madonna di Pompei. Sempre come ringraziamento alla Madonna sono stata battezzata con il nome completo di Claudia Maria Rosaria".
"Recentemente ho riaperto i bauli con le foto della mia vita – ha proseguito la Koll -. In mezzo agli scatti del mio periodo adolescenziale ho trovato un'immagine del Gesù della Divina Misericordia: mi ha fatto pensare che, già allora, il Signore mi stava parlando ma io non lo ascoltavo, anzi, iniziai ad andare in tutt'altra direzione".
L'attrice ha poi raccontato di aver vissuto le proprie aspirazioni artistiche – inizialmente ostacolate dalla famiglia – come un mezzo per appagare il proprio bisogno di libertà e di autenticità, salvo accorgersi, specie dopo essere diventata famosa, che quel tipo di libertà era assai poco autentica.
Dopo il successo del film erotico Così fan tutte (1992) di Tinto Brass, la Koll rimase per qualche tempo intrappolata nel cliché dei ruoli sexy, tuttavia, ha raccontato, "non era quello che veramente volevo. Questo mi procurò una crisi di identità che, se già avessi avuto la fede, avrei saputo affrontare meglio".
Verso la metà degli anni '90, la carriera cinematografica della Koll incontrò una fase di stallo, durante la quale, l'attrice meditò di abbandonare le scene e riprendere gli studi.
Nella seconda metà dello stesso decennio tuttavia la sua carriera prese definitivamente quota con la conduzione del Festival di Sanremo del 1995, della trasmissione L'angelo su Canale 5, dedicata all'arte, e della celebre fiction Linda e il brigadiere, con Nino Manfredi.
Claudia Koll si rivelò artista duttile, talentuosa e raffinata ma, nella vita privata, si scoprì profondamente inquieta ed infelice. "In particolare la mia vita sentimentale era assai problematica: molte storie brevi, nessuna veramente 'importante', molti tradimenti, poche certezze".
Questa inquietudine ebbe ripercussioni negative anche sulla vita artistica della Koll. "Un giorno stavo interpretando la parte di una donna che doveva piangere: a differenza del solito le lacrime proprio non mi uscivano; qualcosa mi bloccava, non entravo proprio nella parte", ha raccontato.
"Fu allora – ha proseguito – che Geraldine, la mia assistente di scena, mi rivolse parole molto schiette ed esplicite: Claudia, come puoi pretendere di essere credibile in scena, se nella tua vita privata c'è così poca autenticità?".
Da quel momento inizia il graduale cambiamento interiore e spirituale di Claudia Koll. "Sono una figlia del Grande Giubileo – ha detto -. Nel 2000 un'amica americana mi chiese di accompagnarla a varcare la Porta Santa a San Pietro ed io lo feci come cortesia personale. Dopo quell'esperienza, però, non fui più la stessa".
"Il Signore stava sgretolando tutti i miei piani e le mie ambizioni personali – ha raccontato la Koll -. Avevo davvero toccato il fondo".
Nei successivi dieci anni, l'attrice ha vissuto la propria crescita spirituale, attraverso l'esperienza concreta dell'amore come mezzo di perseveranza, in particolare nella vicinanza ai poveri e ai malati. E ha spiegato che "qualsiasi esperienza pratica d'amore che mi abbia particolarmente segnata, l'ho sempre poi riscontrata nelle Sacre Scritture".
A conclusione della propria testimonianza, la Koll è tornata sull'importanza della devozione mariana nella propria vita, accennando alle emozioni provate dopo i pellegrinaggi a Medjugorie e a Lourdes. "Da bambina rimasi colpita dalla storia della Madonna di Fatima e di come la Vergine avesse potuto affidare a tre bambini così piccoli, dei compiti così enormi".
"Pensando in particolare a Giacinta e Francesco, da piccola pregai la Madonna di portarmi in cielo con Lei. Ciò non è successo, però, Maria mi ha insegnato a scoprire il bello dell'essere donna, di esprimere al meglio tutte le mie qualità femminili: la dolcezza, lo spirito materno. Grazie a Lei sono diventata anche meno aggressiva".
"Ho inoltre capito quanto sia bella la diversità e la complementarità tra uomo e donna – ha aggiunto -. In un certo senso il Signore mi ha 'corretta' nel mio femminismo".
"Ho scoperto che Dio è fedele e mantiene le promesse: la più grande di queste promesse è quella di amarci", ha poi concluso la Koll.
Terminata la testimonianza è stato proiettato ed illustrato un filmato delle attività della onlus Le Opere del Padre, fondata dalla stessa Claudia Koll, da alcuni anni impegnata in opere di misericordia e di formazione cristiana.

(Fonte: Zenit, 22 Novembre 2011) © Innovative Media Inc.



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