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martedì 18 dicembre 2012

La misericordia è lode di Dio


La grazia sublime di Dio, o carissimi, opera ogni giorno nei cuori cristiani, trasferendo ogni desiderio nostro dai beni terreni a quelli celesti. Ma anche la vita presente trascorre per dono del Creatore e viene sostenuta dalla sua provvidenza: infatti, colui che ci elargisce i beni temporali è lo stesso che ci promette i beni eterni. Per la speranza della felicità futura, verso cui corriamo per la fede, dunque, dobbiamo ringraziare Dio di averci innalzato fino ad accogliere questa sua opera preparatrice; ma nello stesso modo per i beni che conseguiamo nel corso di tutti gli anni dobbiamo onorare e lodare Dio che, all`inizio, diede fecondità alla terra, che impose ad ogni seme e ad ogni germoglio la legge della fertilità dalla quale mai si sottraggono; e così in tutte le realtà create resta continuamente operante il governo benigno del Creatore. Quello dunque che le messi, le viti e gli ulivi producono per il bene dell`uomo, profluisce tutto dalla munificenza della divina bontà, che variando le qualità degli elementi aiuta gli incerti lavori degli agricoltori, tanto che i venti e le piogge, il freddo e il caldo, il giorno e la notte servono alla nostra utilità. La ragione umana, infatti, non basterebbe a raggiungere l`effetto delle sue opere, se Dio, al nostro quotidiano lavoro di seminagione e di irrigazione, non aggiungesse la crescita.
La pienezza perciò della religiosità e della giustizia esige che anche noi aiutiamo gli altri con i doni che il Padre celeste ci ha misericordiosamente elargito. Molti sono quelli, infatti, che nulla hanno: né campi né vigne né ulivi; dobbiamo provvedere ai loro bisogni con l`abbondanza che Dio ci ha donato, così che essi benedicano con noi Dio per la fecondità della terra e godano che, ai possessori, siano stati elargiti i beni che essi mettono in comune con i poveri e gli estranei. Felice è quel granaio, e degno che in lui si moltiplichino tutti i frutti, che serve a saziare la fame dei bisognosi e dei deboli, che serve a sollevare le necessità degli estranei, che allevia i bisogni degli ammalati. La divina giustizia ha voluto che tutti fatichino e abbiano molestie di ogni specie, al fine di coronare i miseri per la loro pazienza e i misericordiosi per la loro benevolenza.
Leone Magno, Sermoni, 16
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