Translate

mercoledì 29 febbraio 2012

Grazie, Signore

 
Grazie, Signore, per i fiori dei prati,
per il vento, per il mare,
per lo splendore dei campi di frumento.

Grazie, Signore, per il vero amore,
per i campi verdeggianti,
per l'aria, per il sole,
per l'azzurro del cielo,
per il Tuo amore.

Grazie, Signore, perché sei con noi,
anche quando noi non siamo con te.

Grazie, Signore, per tutti coloro
che con la loro vita semplice,
con le loro azioni generose,
e con il sorriso dell'amore,
hanno ispirato in noi un desiderio di santità.

Per tutto questo e per tutto
quello che ancora non comprendiamo
ma che un giorno sapremo,
grazie Signore.

(Pietro Lombardo)

Il tamtam dei cuori



Io lancio la mia gioia verso il cielo
come un volo d'uccelli!
L'ala della notte s'è allontanata
e io gioisco nella luce.
Ecco un nuovo giorno, un giorno ancora, Signore!
Il tuo sole ha bevuto la rugiada dei campi
e quella dei nostri cuori.
In noi, intorno a noi,
tutto è riconoscenza.
grazie, mio Dio,
per le gioie che mi dai
e prima di tutto
per quella di esistere.
Grazie
per il mio corpo
ogni giorno
più forte...
Mio Dio
mi rallegra il creato:
ovunque è la tua presenza...
Fa' battere in noi
a lode tua
il tamtam
dei nostri cuori.

(Giovani Africani)

sabato 25 febbraio 2012

Messaggio di Medjugorje: 25 febbraio 2012


25 febbraio 2012

"Cari figli! In questo tempo in modo particolare vi invito: pregate col cuore. Figlioli, voi parlate tanto ma pregate poco. Leggete, meditate la Sacra Scrittura e le parole scritte in essa  siano per voi vita. Io vi esorto e vi amo perché in Dio troviate la vostra pace e la gioia di vivere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
 

Fonte: Medjugorje hr.

venerdì 24 febbraio 2012

Via Crucis

_._,___

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.




Prima Stazione.





 Gesù è condannato a morte.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.



Disse loro Pilato: "Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?". Tutti gli risposero: "Sia crocifisso!". Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora urlarono: "Sia crocifisso!".
(Mt 27,22-23)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.







Seconda Stazione.





Gesù è caricato della Croce.


Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota.
(Gv 19,17)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Terza Stazione.





Gesù cade per la prima volta.


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.
(Is 53,6)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.






Quarta Stazione.





Gesù incontra sua Madre.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima".
(Lc 2,34-35)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Quinta Stazione.





Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.
(Lc 23,26)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.




Sesta Stazione.





 La Veronica asciuga il volto di Gesù.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia.
(Is 53,2-3)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Settima Stazione.





Gesù cade per la seconda volta.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.
(Is 53,7)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Ottava Stazione.





Gesù consola le donne di Gerusalemme.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?".
(Lc 23,27-31)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Nona Stazione.





Gesù cade per la terza volta.


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
(Is 53,5)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Decima Stazione.





Gesù è spogliato delle vesti.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte.
(Gv 19,23-24)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Undicesima Stazione.





Gesù è inchiodato sulla Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".
(Lc 23,33-34)







Dodicesima Stazione.



Gesù muore sulla Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò.
(Lc 23,44-46)




Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.






Tredicesima Stazione.





Gesù è deposto dalla Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


C'era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatea, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. E lo calò dalla croce.
(Lc 23,50-53)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.





Quattordicesima Stazione.





Gesù è deposto nel sepolcro.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò.
(Mt 27,59-60)



Breve pausa di riflessione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Preghiera quaresimale

O Signore e Maestro della mia vita!

Togli da me
lo spirito di ozio, di scoraggiamento,
la brama di potere e il vano parlare.

Dona invece al tuo servo
lo Spirito di castità, di umiltà, di pazienza e di amore.

Sì, o Signore e Re, concedimi
di vedere i miei errori e di non giudicare il mio fratello,
perché tu sei il benedetto nei secoli dei secoli.
Amen.

(Sant'Efrem Siro)

mercoledì 22 febbraio 2012

Testimonianza di Vicka sulla Quaresima




Insegnamenti di Vicka sulla Quaresima che sono stati raccolti da un pellegrino a Medjugorie!  
 
 
Spesso noi vediamo la Quaresima come un tempo in cui si fanno sacrifici e rinunce privandosi di caffè, alcool, cioccolata, sigarette, televisione o qualsiasi altra cosa cui siamo troppo attaccati. Ma noi dobbiamo rinunciare a queste cose per amore di Gesù e Maria, e dobbiamo stare attenti a non farlo per la nostra gloria personale. Spesso aspettiamo con ansia la fine di questi quaranta giorni solo per poter ricominciare a bere, a guardare la TV ecc... , ma questo non è il modo giusto di vivere la Quaresima!

E' certo che la Madonna ci chiede dei sacrifici, ma ce li chiede sempre, non soltanto durante la Quaresima. In Quaresima, dobbiamo offrire a Dio tutti i nostri desideri, le nostre croci, le nostre malattie e sofferenze, in modo da poter camminare con Gesù, camminare con Lui verso il Calvario. Dovremmo prendere a cuore di aiutarLo a portare la Croce, poichè Egli porta la Croce per tutti noi, e dovremmo chiederGli: "Signore, come posso aiutarTi? Cosa posso offrirTi?". Non dico che Egli non sia capace di portare la Sua Croce, ma quando ci uniamo a Lui con tutto il cuore, allora diventa una cosa bellissima. Non mi rivolgo a Lui solo quando ne ho bisogno, ma cammino con Lui quando Egli ha più bisogno di me, quando soffre per noi. Molte volte, quando abbiamo una croce, potremmo offrirGliela, e invece ci mettiamo a pregare così  "Signore, Ti prego, togli questa croce dalle mie spalle, è pesante, non riesco a portarla. Perchè l'hai data a me e non a qualcun altro? "  No! Non è così che dobbiamo pregare!
La Madonna ci dice che dovremmo dire piuttosto: "Signore, Ti ringrazio per questa croce, grazie per questo grande dono che mi fai!" "Pochissime persone capiscono il grande valore della croce e il grande valore del dono delle nostre croci quando le offriamo a Gesù. Possiamo imparare così tanto attraverso il dono di una croce! In questo tempo di Quaresima dobbiamo comprendere dal profondo del cuore quanto Gesùci ama e cominciare a camminare al Suo fianco con grande amore. Dovremmo cercare di essere uniti a Lui nella Sua Passione. E' questo il sacrificio che Egli si aspetta da noi. Camminiamo così e quando verrà il giorno di Pasqua con la Resurrezione, non vivremo la Resurrezione dal di fuori, ma risorgeremo insieme a Gesù, perchè saremo diventati liberi interiormente, liberi da noi stessi e da tutte le nostre dipendenze. Non è una cosa meravigliosa? Saremo capaci di vivere il Suo amore e la Sua Resurrezione dentro di noi! Ogni croce ha la sua ragione d'essere. Dio non ci dà mai una croce senza un motivo, un significato, ed Egli sa quando ce la toglierà. Nel momento della sofferenza, ringraziamo Gesù per questo dono e diciamoGli anche: "Se hai ancora un altro dono da farmi, eccomi, sono pronto. Ora ti chiedo solo di donarmi la Tua forza per avere il coraggio di portare la mia croce e andare avanti con Te, Signore!" Ricordo cosa mi disse la Gospa riguardo alla sofferenza: "Se voi conosceste il grande valore della sofferenza!". E' veramente una cosa bellissima ! E poi, il resto dipende interamente da noi e dalla nostra apertura di cuore. Tutto dipende dal nostro "Si" a Gesù. Ci vuole tutta una vita per imparare questo ed andare avanti. Ogni mattina, quando ci svegliamo, possiamo cominciare la nostra giornata con Dio. La Madonna non ci chiede di pregare dalla mattina alla sera, ma di mettere la preghiera al primo posto, di mettere Dio al primo posto e poi svolgere i nostri lavori ed avanzare risolutamente in tutte le cose della nostra vita, visitando gli ammalati, ecc.Quando facciamo un'opera di carità senza pregare, questo non vale. Allo stesso modo, quando preghiamo e non agiamo con carità, non vale neanche. Queste due cose, preghiera e carità, vanno sempre insieme. E così, giorno per giorno, facciamo un passo avanti. 
 
 (Fine della testimonianza di Vicka).

Sapendo quanto Vicka ha sofferto e con quale grazia lei svolge il suo ministero con i pellegrini che vanno a visitarla a Medjugorje, queste sue parole assumono un significato speciale. Vicka vive davvero il cammino della croce con Gesù giorno per giorno. E lei sa bene la gioia che esso porta con se. Che ottimo consiglio ci ha dato Vicka per questa Quaresima! Le sue parole riflettono quelle di Suor Faustina: "Oh, se solo l'anima che soffre sapesse quanto Dio la ama, morirebbe di gioia e per l'eccesso di felicità! Un giorno conosceremo il valore della sofferenza, ma allora non potremo più soffrire. Il momento presente è il nostro!" (Diario, 963).

La Parola del giorno di "Innamorati della lode": .:La Liturgia di Mercoledi 22 Febbraio 2012 :. Mer...

La Parola del giorno di "Innamorati della lode": .:La Liturgia di Mercoledi 22 Febbraio 2012 :. Mer...: O Signore, in questo tempo di quaresima tu ci chiami al pentimento e al...

martedì 21 febbraio 2012

"Silenzio alla presenza del Signore Dio."

 

Lam.3,26: " E' bene per l'uomo attendere in silenzio la salvezza".

Sof.1,7: "Silenzio alla presenza del Signore Dio."

 

Questo silenzio alla presenza del Signore, in pratica diventa saper tacere con umiltà vera davanti ai nostri fratelli.

E' un silenzio che deve porre un freno ai propri impulsi, alle proprie idee, all'amore di sé, all'orgoglio, alla presunzione.

Un silenzio che si vive col non essere ribelli, diffidenti, col non mormorare, non giudicare, non difendersi, non darsi ragione, ma riconoscersi poveri e attendere la salvezza da un Dio che si è fatto Povero.

Quando l'"io" parla, Dio tace; perché quando l'"io" parla non sa più ascoltare, ma si mette in dialogo col maligno, e si lascia pervertire l'orecchio dalle sue menzogne.

Non inganniamoci con falsi silenzi: il silenzio vero è, prima di tutto, quello che fa tacere noi stessi.

Se non facciamo tacere l'"io" possiamo andare anche nel deserto più deserto, ma è un'illusione: ci rimane l'ostacolo maggiore, quello che ci separa da Dio, che ci tiene ignoranti, che non ci lascia conoscere il "Tu".

Nei nostri rapporti interpersonali quante volte salta fuori questo terribile personaggio - l'"io" - che si mette in conflitto con gli altri, e fa tanto chiasso da stordirci, da non renderci più capaci di essere presenti al Signore, di intendere la Sua voce, di gustare le cose dell'alto, di sperimentare il mistero di Cristo che è mistero di umiltà, di silenzio, di povertà, di abnegazione.

Anna Maria Canopi.

La Parola del giorno di "Innamorati della lode": La Liturgia di Martedi 21 Febbraio 2012 :Martedì d...

La Parola del giorno di "Innamorati della lode": La Liturgia di Martedi 21 Febbraio 2012 :Martedì d...: La Liturgia di Martedi 21 Febbraio 2012 ====================================================== ...

sabato 18 febbraio 2012

.:LA TRASFIGURAZIONE:. di Don Mario Cascone

 
 
 
 
 
Ognuno di noi sicuramente ha avuto delle esperienze spirituali che gli hanno consentito di contemplare la gloria di Dio, manifestatasi in Gesù. Sono state esperienze ineffabili, nelle quali abbiamo avuto la possibilità di "vedere" con gli occhi della fede il Risorto, il Glorificato, il Cristo che ha dato la sua vita per noi e che ora siede alla destra del Padre. I nostri occhi si sono prima dovuti abituare alla sua luce abbagliante; sono stati purificati perciò dall'amore misericordioso del Padre, in modo da poter vedere Gesù e riconoscerlo come Signore della nostra vita. Ci è accaduto quanto accadde a Paolo sulla via di Damasco: i suoi occhi rimasero abbagliati dal fulgore del Risorto, che gli era apparso, e solo dopo alcuni giorni poterono riaprirsi, grazie anche all'aiuto di Anania (Atti 9, 1-20).

Proviamo a compenetrarci nell'esperienza della Trasfigurazione, rivivendola passo dopo passo insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni.

Probabilmente Gesù aveva deciso di trasfigurarsi davanti a questi apostoli, perché aveva compreso la loro difficoltà ad accettare il messaggio della Croce. In più di una occasione Pietro aveva manifestato il suo disappunto dinanzi al mistero della passione del Messia, prospettato da Gesù. Non è mai stato facile comprendere la verità del dolore offerto per amore. La croce rimane pur sempre uno scandalo e una stoltezza (1 Cor 1, 23). Gesù perciò aveva deciso di offrire un'anticipazione della sua gloria futura, quella gloria che avrebbe manifestato dopo la sua morte e risurrezione.

a) La salita verso il monte Tabor

Proviamo a pensare quali potevano essere le domande che Pietro e gli altri apostoli si ponevano mentre salivano sul monte Tabor. Probabilmente pensavano al Messia, che avrebbe dovuto liberare l'umanità dall'ingiustizia e dall'oppressione; pensavano al popolo d'Israele, ancora succube della dominazione romana; pensavano alla difficile strada prospettata da Gesù per instaurare il Regno di Dio: un concetto, questo, peraltro poco compreso dagli apostoli, i quali ancora ragionavano in termini troppo umani, disputandosi perfino i primi posti in questo Regno, di cui non avevano compreso il vero significato.
Che cosa penseremmo noi oggi, salendo insieme a Gesù verso il monte della Trasfigurazione? Potremmo pensare ai tanti drammi che attanagliano l'umanità di oggi: violenze, guerre, ingiustizie, malattie. Potremmo pensare al fatto che spesso ancora oggi, dopo duemila anni di cristianesimo, il male trionfa e non c'è poi tanta Bellezza in questo mondo. Non c'è Bellezza dove non esiste più la gioia di vivere, dove la speranza sembra spegnersi, dove l'entusiasmo viene meno: e questo accade, non di rado, anche nella vita dei cristiani. Non c'è Bellezza dove la sofferenza fisica, spirituale, morale spegne il coraggio di andare avanti e inclina a cedere, a darsi per sconfitti. La Bellezza non regna dove si osserva, con molta amarezza, che la mediocrità sembra avanzare, a tutti i livelli. E con essa la logica del profitto e del calcolo, l'arrivismo, la concorrenza spietata, il trionfo dei peggiori. Manca la Bellezza anche dove si vive in modo vuoto, monotono, ripetitivo, travolti dall'abitudine del quotidiano. Queste e altre domande possiamo forse porci, salendo con Gesù verso il monte della gloria: una salita faticosa, che facciamo tra mille dubbi e paure, pensando perfino talora che non vale la pena di farla. Tuttavia il Signore ci ha invitato e noi abbiamo deciso di salire con Lui su questo monte, dove qualcosa succederà, dove Egli si rivelerà in un modo insospettato. L'importante è salire, superando tutti gli ostacoli che ci impediscono o ci sconsigliano di farlo. Vogliamo seguire Gesù sul monte, desideriamo raccogliere il suo invito.

b) Con Gesù sul monte

Che cosa accadde quando Gesù e gli apostoli arrivarono in cima al Tabor? Ecco cosa ci riferiscono in proposito i Vangeli:

"Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: <<Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!>>. Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: <<Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!>>" (Mc 9, 2-7).

Gesù si manifesta agli apostoli in tutto lo splendore della sua gloria, uno splendore che l'evangelista Marco cerca di descrivere attraverso il segno delle vesti, che divennero così bianche che nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle tali. L'evangelista Luca aggiunge che il volto di Gesù "cambiò d'aspetto" (Lc 9, 29). Matteo specifica che "il suo volto brillò come il sole" (Mt 17, 2). Sono tutte immagini che ovviamente cercano di descrivere quanti accadde, ma lo fanno in maniera sempre approssimativa. Con Gesù apparvero anche Mosè ed Elia, che sono i personaggi più insigni dell'Antico Testamento: l'uno rappresenta la Torah, la Legge, e l'altro invece rappresenta i Profeti. Gesù, che discute con loro, è Colui che ne ha continuato l'opera, ma nello stesso tempo l'ha superata di gran lunga: Egli infatti è più di Mosè, più di Elia, più di Davide, più di Salomone. In Lui si realizzano la Legge e i Profeti, in Lui tutta la storia della salvezza trova il suo culmine.
Dinanzi a questo spettacolo meraviglioso è più che comprensibile l'esclamazione di Pietro: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!" (Mc 9, 5). In realtà né Pietro né gli altri due apostoli si rendono conto di quanto sta accadendo, sono confusi, spaventati, non sanno cosa dire. In questo stato d'animo assistono alla scena finale, che è una manifestazione della SS. Trinità: la nube che li avvolse nell'ombra è il segno dello Spirito Santo, la voce che si udì dall'alto è quella del Padre, che attesta l'identità divina del suo Figlio prediletto, invitando tutti noi ad ascoltarne la Parola di salvezza. E' quasi la ripetizione di quanto era già accaduto in occasione del Battesimo di Gesù presso il fiume Giordano (Mt 3, 13-17).

Anche noi siamo saliti sul monte della gloria, dove Gesù si è manifestato a noi in tutta la sua Bellezza. Questa Bellezza del Signore, che in tante occasioni abbiamo potuto contemplare, è tutta particolare. Essa non ha niente a che vedere con i canoni di bellezza del mondo, che si fondano spesso sull'apparenza, sul successo, sull'effimero, su operazioni cosmetiche, che a mala pena riescono a mimetizzare le bruttezze che cercano di nascondere…Gesù fa comprendere ai suoi apostoli, e a noi oggi, che la Bellezza del suo volto noi possiamo contemplarla sulla Croce. Egli paradossalmente è "il più bello tra i figli delll'uomo" (Sal 44, 3) proprio perché sulla Croce "non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi" (Is 53, 2) e ci appare come "uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia" (Is 53, 3). La Bellezza di Gesù è data dall'Amore che Egli manifesta e sprigiona sulla Croce! La scena della Trasfigurazione va legata perciò necessariamente a quella del Calvario e della Risurrezione. Lo splendore del volto di Cristo Risorto promana dal suo amore crocifisso, dalla sua donazione volontaria e totale per noi e per la nostra salvezza. Il volto di Cristo "trasfigurato" e lo stesso volto di Cristo che sulla Croce è stato "sfigurato"! Scrive a questo proposito il card. Martini: "La Bellezza è l'Amore Crocifisso, rivelazione del cuore divino che ama: del Padre sorgente di ogni dono, del Figlio consegnato alla morte per amore nostro, dello Spirito che unisce Padre e Figlio e viene effuso sugli uomini per condurre i lontani da Dio negli abissi della carità divina".

Nel contemplare la Bellezza del Signore, così descritta, noi percepiamo anche la sua Bontà e la sua Verità. Sappiamo infatti che il bello, il buono e il vero sono sempre collegati tra di loro. Ciò che è bello, per essere tale, è anche vero e buono. E lo stesso dicasi del vero e del bene. In un mondo che nega l'esistenza di una Verità oggettiva, per fare posto solo alle opinioni soggettive ritenute tutte indifferentemente vere; in una cultura che irride il bene, riducendo spesso ogni cosa all'utile e al piacevole; in una società nella quale la bellezza è esclusivamente quella effimera e apparente risplende Gesù Verità, Bontà e Bellezza. Rimaniamo colpiti, confusi, estasiati dinanzi a Lui, che continua ancora oggi ad esercitare un grande fascino su tutti gli uomini, i quali in fondo non possono nascondere di avere bisogno di Lui.

Questo ci incoraggia, perché sappiamo che in ogni uomo c'è la nostalgia di Dio, c'è il bisogno di conoscere Lui, la verità del suo amore, l'unica "verità che libera" (Gv 8, 32). Forse anche noi, come Pietro, avremmo desiderio di rimanere con Gesù sul monte della gloria, ma siamo invitati da Lui a scendere a valle, dove Egli dovrà manifestare il suo Amore crocifisso e dovrà dare a tutti gli uomini la vita nuova della risurrezione.

c) La discesa dal monte

Con la consapevolezza di ciò che attende Gesù e noi, scendiamo dal Tabor e andiamo a valle: là dove si consumano i drammi della storia, dove gli uomini vivono ancora nelle tenebre e manifestano un infinito bisogno di pace e di amore. Gesù dice a noi quanto disse ai suoi apostoli: "Alzatevi e non temete" (Mt 17, 7). E' l'invito a riprendere il cammino senza paura, con lo stesso coraggio che anima Lui, il Signore della gloria, ad andare incontro alla Croce. Sappiamo che il nostro Dio non offre una spiegazione teorica all'angoscioso problema del dolore, ma preferisce assumerlo su di sé e trasformarlo in grazia potente, capace di liberare l'uomo dalle sue paure, a cominciare da quella più grossa, che è la paura della morte. Scendere a valle e andare ad incontrare le tante croci che costellano il cammino della storia significa farlo in compagnia di Gesù glorificato, trasfigurato, risuscitato. Non siamo soli in questo cammino, nessun uomo è solo, perché Dio è con Lui, lotta al suo fianco, condivide il suo dolore, lo fa suo e lo trasfigura in potenza d'amore.

Questa è la Bellezza di Gesù crocifisso e risorto, la Bellezza che salva il mondo. Una Bellezza di cui si fa esperienza nella misura in cui ci si lascia amare da Lui e rimanendo nel suo amore, consegnandogli il proprio cuore perché lo inondi della sua presenza.
Questa è la Bellezza che noi dobbiamo annunciare agli uomini del nostro tempo, i quali vivono senza di essa, per cui vivono male. E' la Bellezza che deve risplendere nelle nostre liturgie, nella nostra preghiera personale e comunitaria, nei nostri atti di carità, nel nostro quotidiano impegno per promuovere la giustizia. E' la Bellezza che la Chiesa possiede e trasmette da duemila anni in ogni angolo della terra, senza mai stancarsi di farla conoscere. La fa conoscere attraverso la santità di alcuni suoi membri, i quali riflettono nella loro vita la Bellezza del Cristo. La fa conoscere mediante le sue comunità monastiche e religiose, che sono chiamate a testimoniare la gioia della consacrazione a Gesù povero, casto e obbediente. La fa conoscere nel servizio generoso di tanti suoi sacerdoti, che offrono quotidianamente la loro vita per il bene dei fratelli. Vuole farla conoscere oggi attraverso l'impegno dei laici, specialmente di quelli a cui il Signore ha aperto gli occhi e ha manifestato la sua gloria. I laici sono chiamati ad annunciare la Bellezza salvifica di Dio, operando in mezzo a tante "brutture" di questo mondo e dei suoi ambienti. Non è un compito facile, perché tante volte ci si può sentire sommersi dalle brutture che si incontrano ogni giorno. Quest'impegno, però, potremo svolgerlo più fruttuosamente se sapremo viverlo in unione con Gesù e se riusciremo a metterci in ascolto delle domande vere che ci sono nel cuore di ogni uomo: esse sono le domande che rimandano a Dio, perché manifestano la nostalgia di Lui, il bisogno del suo amore. Ha ragione S. Agostino quando dice: "Tu ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non è in pace finché non riposa in Te".

Don Mario Cascone

 
SIGNORE COM'E' BELLO FACCIAMO TRE TENDE E RESTIAMO QUI.........MA IL NOSTRO POSTO E' IN MEZZO AL MONDO CON TE NEL CUORE..
 
 
 
Video canto
 

 

Nella tua tenda, Signore, con te
fammi restare perchè
ora ho capito che un posto non c'è
ch'è più sicuro per me.
Voglio servirti 
e voglio amarti
con tutto il cuore per sempre.

         
Nella tua tenda
          fammi restare,
          sarò sicuro, là ci sei Tu.

Alle tue mani mi affido, Signor,
la mia salvezza sei Tu;
e della roccia più forte sarò
se accanto a Te resterò.
Voglio servirti 
e voglio amarti
con tutto il cuore per sempre.

         
Nella tua tenda...

Tu che sei tutto il mio mondo quaggiù,
no, non lasciarmi mai più;
guida i miei passi, così non cadrò
sulle tue strade, Signor.
Voglio servirti 
e voglio amarti
con tutto il cuore per sempre.

          Nella tua tenda...

Innamorati della lode

Questa lista condivide la Spiritualita'del Rinnovamento nello Spirito e del Rinnovamento Carismatico Cattolico.

I'intento del gruppo è quello di condividere la lode per il Signore nel web con altri fratelli, pregare, meditare La Parola, dare testimonianza dell'amore di Dio Padre, Gesu' e dello Spirito Santo.
Ricordo che la lode sincera: libera, guarisce, rende gioiosi e soprattutto ci rende il favore di Dio.

Gabriella


 
 
 

 

venerdì 17 febbraio 2012

L'incontro



«Ebbi lo scompartimento del treno tutto per me. Poi salì una ragazza»,
raccontava un giovane india­no cieco. «L'uomo e la donna venuti ad
accompagnar­la dovevano essere i suoi genitori. Le fecero molte
raccomandazioni. Dato che ero già cieco allora, non potevo sapere che
aspetto avesse la ragazza, ma mi piaceva il suono della sua voce».
«Va a Dehra Dun?», chiesi mentre il treno usciva dalla stazione. Mi chiedevo
se sarei riuscito a impe­dirle di scoprire che non ci vedevo. Pensai: se
resto seduto al mio posto, non dovrebbe essere troppo dif­ficile.
«Vado a Saharanpur», disse la ragazza. «Là vie­ne a prendermi mia zia. E lei
dove va?».
«A Dehra Dun, e poi a Mussoorie», risposi.
«Oh, beato lei! Vorrei tanto andare a Mussoorie. Adoro la montagna.
Specialmente in ottobre».
«Sì è la stagione migliore», dissi, attingendo ai miei ricordi di quando
potevo vedere. «Le colline sono cosparse di dalie selvatiche, il sole è
delizioso, e di sera si può star seduti davanti al fuoco a sorseggiare un
brandy. La maggior parte dei villeggianti se n'è andata, e le strade sono
silenziose e quasi deserte».
Lei taceva, e mi chiesi se le mie parole l'avesse­ro colpita, o se mi
considerasse solo un sentimenta­loide. Poi feci un errore. «Com'è fuori?»
chiesi.
Lei però non sembrò trovare nulla di strano nella domanda. Si era già
accorta che non ci vedevo? Ma le parole che disse subito dopo mi tolsero
ogni dubbio. «Perché non guarda dal finestrino?», mi chiese con la massima
naturalezza.
Scivolai lungo il sedile e cercai col tatto il fine­strino. Era aperto, e io
mi voltai da quella parte fin­gendo di studiare il panorama. Con gli occhi
della fantasia, vedevo i pali telegrafici scorrere via velo­ci. «Ha notato»,
mi azzardai a dire «che sembra che gli alberi si muovano mentre noi stiamo
fermi?».
«Succede sempre così», fece lei.
Mi girai verso la ragazza, e per un po' rimanem­mo seduti in silenzio. «Lei
ha un viso interessante» dissi poi. Lei rise piacevolmente, una risata
chiara e squillante. «E' bello sentirselo dire», fece. «Sono tal­mente stufa
di quelli che mi dicono che ho un bel visino!».
«Dunque, ce l'hai davvero una bella faccia», pen­sai, e a voce alta
proseguii:
«Beh, un viso interessante può anche essere mol­to bello».
«Lei è molto galante», disse. «Ma perché è così serio?».
«Fra poco lei sarà arrivata», dissi in tono piuo­sto brusco.
«Grazie al cielo. Non sopporto i viaggi lunghi in treno».
Io invece sarei stato disposto a rimaner seduto all'infinito, solo per
sentirla parlare. La sua voce ave­va il trillo argentino di un torrente di
montagna. Appena scesa dal treno, avrebbe dimenticato il nostro breve
incontro; ma io avrei conservato il suo ricor­do per il resto del viaggio e
anche dopo.
Il treno entrò in stazione. Una voce chiamò la ra­gazza che se ne andò,
lasciando dietro di sé solo il suo profumo.
Un uomo entrò nello scompartimento, farfuglian­do qualcosa. Il treno
ripartì. Trovai a tentoni il fine­strino e mi ci sedetti davanti, fissando
la luce del gior­no che per me era tenebra. Ancora una volta potevo rifare
il mio giochetto con un nuovo compagno di viaggio.
«Mi spiace di non essere un compagno attraente come quella che è appena
uscita», mi disse lui, cer­cando di attaccar discorso.
«Era una ragazza interessante», dissi io. «Potreb­be dirmi... aveva i
capelli lunghi o corti?».
«Non ricordo», rispose in tono perlesso. «Sono i suoi occhi che mi sono
rimasti impressi, non i capel­li. Aveva gli occhi così belli! Peccato che
non le ser­vissero affatto... era completamente cieca. Non se n'era
accorto?».
Come due ciechi che fingono di vedere. Quanti incontri tra esseri umani sono
così. Per paura di met­tere allo scoperto ciò che si è. E così si perdono
gli appuntamenti decisivi della vita. Certi incontri ac­cadono una volta
sola.


(Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù)

martedì 14 febbraio 2012

Il Sacramento del Matrimonio







NEL SEGNO DELL'UNIONE DI CRISTO E DELLA CHIESA

Il sacramento del matrimonio non è una semplice benedizione di Dio,
che si limita alla celebrazione del rito.Gli sposi stessi diventano sacramento.
Sono essi a dire bene di Dio nel mondo con il loro amore.



 
Essere segno
... Gli sposi sono il richiamo permanente per la chiesa di ciò che è accaduto sulla croce. L'evento del calvario è segno dell'infinito amore dello sposo per la sposa, abbandono totale dell'uno nell'altra, vita che scaturisce dalla morte.
Essere sposi nel Signore vuol dire essere segno permanente di questo amore di Cristo e della Chiesa.
Chi ama è pronto a dare la vita: si ama da morire per non far morire l'amore. E' il "grande mistero-sacramento" di cui parla Paolo agli Efesini. Non è una cosa da poco, e potrebbe sembrare irraggiungibile o almeno distante dalla vita quotidiana degli sposi, "affaccendati" a combattere con la realtà di ogni giorno.
 
 
Che è amore?
Noi crediamo che è proprio la grazia del sacramento ad agire in due persone che già si amano, sostenendole e arricchendole con amore più forte, fedele per sempre, qual è l'amore di Dio.
È l'amore che accoglie l'altro sempre, così com'è (io accolgo te...).
È l'amore che è prima di tutto fedeltà, al di là delle sensazioni o dei sentimenti (che vanno e vengono), per "gettarsi" nella fedeltà di colui che ama anche se è rifiutato.
È un amore quotidiano-tutti i giorni della vita-che deve affrontare gioie e dolori, salute e malattie, condividendo tutto e gustando il "Sì" del giorno delle nozze per ritrovarlo fortificato in ogni istante dell'esistenza.

Le fedi nuziali difendano un richiamo costante a questo impegno. Sono solo un segno, ma serviranno a unire invisibilmente gli sposi come gli anelli e estremi di una catena.


Con Cristo, sempre

"Eccoci io e tu, lo spero, terzo tra noi Cristo". Sì, c'è uno "terzo" tra gli sposi, che dà pienezza ad ogni momento. E' lui il motivo dell'unità; Lui la sorgente della fecondità; Lui che continuamente rivela agli sposi quell'amore sconosciuto ai nostri occhi, un amore disposto a donarsi senza chiedere nulla in cambio.
Gli sposi annunciano al mondo la verità di questo immenso dono..





Il mistero grande dell'amore


Grazie, Signore, perché ci hai dato l'amore
capace di cambiare la sostanza delle cose.
Quando un uomo e una donna diventano
uno nel matrimonio
non appaiono più come creature terrestri
ma sono l'immagine stessa di Dio.
Così uniti non hanno paura di niente.
Con la concordia, l'amore e la pace
l'uomo e la donna sono padroni di tutte
le bellezze del mondo.
Possono vivere tranquilli,
protetti dal bene che si vogliono
secondo quanto Dio ha stabilito.
Grazie, Signore, per l'amore che ci hai regalato.

(San Giovanni Crisostomo)

Lettera d'amore di Dio agli sposi
Dice Dio:
La creatura che hai al tuo fianco, emozionata , è mia.
Io l'ho creata.
Io le ho voluto bene da sempre,
ancor prima di te e ancor più di te.

Per lei non ho esitato a dare la mia vita.
Ho dei grandi progetti per lei. Te la affido.


La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.

Quando l'hai incontrata l'hai trovata bella e te ne sei innamorato.
Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza;
è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l'amore;
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intelligenza
e tutte le qualità belle che hai trovato in lei.


Devi impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri .
Ha bisogno di serenità e di gioia , di affetto e di tenerezza,
di piacere e di divertimento, di accoglienza e di dialogo,
di rapporti umani , di soddisfazione nel lavoro e di tante altre cose.

Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me
e di tutto ciò che aiuta e favorisce questo incontro con Me:
la pace del cuore, la purezza dello spirito , la preghiera,la parola,
il perdono, la speranza e la fiducia in Me, la Mia Vita.
Sono Io e non tu il principio e il fine di tutta la sua vita.
Facciamo un patto tra noi: la ameremo insieme.

Io la amo da sempre.

Sono Io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lei.
Volevo affidarla a qualcuno che se ne prendesse cura, ma volevo anche
che lei arricchisse con la sua bellezza e la sue qualità la tua vita.
Per questo ho fatto nascere nel tuo cuore l'amore per lei.
Era il modo più bello per dirti; "Eccola , te la affido".

E quando tu le hai detto:
"Prometto di esserti fedele , di amarti e di rispettare per tutta la vita",
è stato come se mi rispondessi che sei lieto di accoglierla nella tua vita
e di prenderti cura di lei.

Da quel momento siamo in due ad amarla
Dobbiamo però metterci d'accordo.
Non è possibile che tu la ami in un modo e io in un altro.
Devi avere per lei un amore simile al mio,
devi desiderare per lei le stesse cose che io desidero.
Non puoi immaginare nulla di più bello e gioioso per lei.

Ti farò capire poco alla volta quale sia il modo di amare,
e ti svelerò quale vita ho sognato e voluto per questa creatura.
Mi rendo conto che ti sto chiedendo molto.
Pensavi che questa creatura fosse tutta e solo tua,
e ora invece hai l'impressione che Io ti chieda di spartirla con me.

Non è così.

Al contrario , Io sono colui che ti aiuta ad amarla appassionatamente.
Per questo desiderio che nel tuo piccolo amore ci sia il mio grande amore.
E' questo il mio dono di nozze: un supplemento di amore
Che trasforma il tuo amore di creatura
E lo rende capace di produrre le opere di Dio nella persona che ami.
Sono parole per te misteriose, ma le capirai un poco alla volta.

Ti assicuro che non ti lascerò mai solo in questa impresa.

Io sarò sempre con te
E farò di te lo strumento del Mio amore, della mia tenerezza.
Continuerò ad amare la mia creatura attraverso i tuoi gesti
d'amore, di attenzione, di impegno, di perdono, di dedizione.

Se vi amerete in questo modo, la vostra coppia diventerà come una
fortezza che le tempeste della vita non riusciranno mai ad abbattere.
Un amore costruito sulla Mia Parola è come una casa
costruita sulla roccia: nessuna vicenda potrà distruggerla.

Ricordatelo, perché molti si illudono di poter fare a meno di me,
ma se Io non sono con voi nell'edificare la casa della vostra vita
e del vostro amore, vi affaticherete invano.
Se vi amerete in questo modo diverrete forza anche per gli altri .
Oggi si crede poco nell'amore vero, quello che dura per sempre,
e che offre la propria vita all'amato.

Si cercano più emozioni amorose che l'Amore .

Se voi saprete amarvi come Io vi amo,
con una fedeltà che non viene mai meno,
sarete una speranza per tutti,
perché vedranno che l'amore è una cosa possibile!

Padre Giordano Muraro
AUGURI A TUTTI GLI "INNAMORATI....."
AUGURI A TUTTI GLI "INNAMORATI DI GESU' E DI MARIA"
AUGURI A TUTTI GLI "INNAMORATI DELLA LODE  ;)"
ALLELUIA!!!!"

 

Gabriella 


lunedì 13 febbraio 2012

COSI’ IL PADRE CI AMA



Il Padre ci vede e ci conosce tutti, uno ad uno.
Chiunque tu sia Egli ti vede individualmente
Egli ti chiama con il tuo nome
Egli ti comprende quale realmente ti ha fatto
Egli conosce ciò che è in te, tutti i tuoi sentimenti
E pensieri più intimi, le tue disposizioni e preferenze
La tua forza e la tua debolezza.
Egli ti guarda nel giorno della gioia e nel giorno
Della tristezza, ti ama nella speranza e nella tua tentazione
S'interessa di tutte le tue ansietà, di tutti i tuoi ricordi,
di tutti gli alti e bassi del tuo spirito.
Egli ha perfino contato i capelli del tuo capo e misurato
La tua statura,ti circonda e ti sostiene con le sue braccia
ti solleva e ti depone.
Egli osserva i tratti del tuo volto, quando piangi e sorridi
Quando sei malato o godi buona salute.
Con tenerezza Egli guarda le tue mani e i tuoi piedi
Sente la tua voce,il battito del tuo cuore,ode perfino
Il tuo respiro,tu non ami te stesso più di quanto Egli ti ama.
Tu non puoi fremere dinanzi al dolore,
come Egli freme vedendolo venire sopra di te,
e se tuttavia Te lo impone è perché anche tu se fossi saggio
Lo sceglieresti per un maggior bene futuro

                                                                                                    
     
(Cardinale Newman)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...