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sabato 3 marzo 2012

TU MIA LUCE


 

TU MIA LUCE

Affinché coloro che mi guardano
non vedano la mia persona,
ma Te in me.
Rimani con me.
Così risplenderò del Tuo splendore
e potrò essere luce per gli altri.
La mia luce verrà da Te solo, Gesù,
non sarà mio nemmeno un piccolo raggio.
Sei Tu che illuminerai gli altri attraverso di me.
Ispirami la lode che Ti è più gradita,
illuminando gli altri attorno a me.
Che io Ti annunci
non con le parole ma con l'esempio,
con la testimonianza dei miei atti,
con lo scatto visibile dell'amore
che il mio cuore riceve da Te.
Amen

Madre Teresa di Calcutta

La pozzanghera (Bruno Ferrero, Il segreto dei pesci rossi)

 

 

La pozzanghera

 

C'era una volta una piccola pozzanghera. Era felice di esistere e si divertiva maliziosamente quando schizzava qualcuno con l'aiuto di un'automobile. Aveva paura solo di una cosa: del sole. 
"E' la morte delle pozzanghere", pensava rabbrividendo.
 
Un poeta che camminava con la testa sognante finì dentro alla pozzanghera con tutti e due i piedi, ma invece di arrabbiarsi fece amicizia con lei.
 
"Buongiorno" disse, e la pozzanghera rispose: "Buongiorno!".
 
"Come sei arrivata quaggiù?" chiese il poeta.
 
Invece di rispondere la pozzanghera raccolse tutte le sue forze e rispecchiò la volta celeste.
 
Parlarono a lungo del Grande Padre, la pioggia, e del fatto che la pozzanghera aveva tanta paura del sole.
 
Il buon poeta volle farle passare quella paura. Le parlò dell'incredibile vastità del mare, del guizzare dei pesci e della gioia delle onde. Le raccontò anche che il mare era la patria e la madre di tutte le pozzanghere del mondo e che la vita della terra e del mare era dovuta al sole. Anche la vita delle pozzanghere.
 
La sera abbracciò il poeta e la pozzanghera ancora assorti nel loro muto dialogo.
 
Alcuni giorni dopo, il poeta tornò dalla sua umida amica.
 
La trovò che danzava nell'aria alla calda luce del sole.
 
La pozzanghera spiegò: "Grazie a te ho capito. Quando il sole mi ha avvolto con la sua tenerezza, non ho più avuto paura. Mi sono lasciata prendere e ora parto sulle rotte delle oche selvatiche che mi indicano la via verso il mare. Arrivederci e non mi dimenticare".
 

Un pezzo di carbone si sentiva sporco, brutto e inutile. Decise di diventare bianco e levigato. Provò diversi prodotti chimici e varie operazioni chirurgiche. Niente da fare.
 
"C'è soltanto il fuoco", gli dissero.
 
Il pezzo di carbone si buttò nel fuoco. Divenne una creatura luminosa, splendente, calda, irradiante, magnifica.
 
"Ti stai consumando", gli dissero.
 
"Ma dono luce e calore", rispose il pezzo di carbone, finalmente felice.
 

Lasciati prendere dal sole e dal fuoco dello Spirito. Splenderai come un astro del cielo sulle rotte dell'infinito.

     

(Bruno Ferrero, Il segreto dei pesci rossi)

 

 
 
 


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