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giovedì 25 dicembre 2014

Messaggi, 25 dicembre 2014



Messaggio, 25 dicembre 2014 

 "Cari figli!  Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi.  Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia.  Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera.  Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Apparizione annuale a Jakov Colo del 25 Dicembre 2014 data: 

25.12.2014. Nell'ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l'apparizione una volta all'anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest'anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L'apparizione è iniziata alle 14 e 40 ed è durata 8 minuti. Jakov , dopo di che , ha trasmesso il messaggio:

Cari figli, anche oggi in questo giorno di grazia, desidero che il cuore di ciascuno di voi diventi la capanna di Betlemme nella quale è nato il Salvatore del mondo. Io sono vostra Madre che vi ama immensamente e si prende cura di ciascuno di voi. Perciò, figli miei, abbandonatevi alla Madre affinché possa posare davanti a Gesù Bambino il cuore e la vita di ciascuno di voi, perché soltanto così, figli miei, i vostri cuori saranno testimoni della nascita quotidiana di Dio in voi. Permettete a Dio di illuminare le vostre vite con la luce ed i vostri cuori con la gioia affinché il vostro cammino sia illuminato quotidianamente e siate esempio della vera gioia per gli altri che vivono nelle tenebre e non sono aperti verso Dio e verso le Sue grazie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Fonte: http://www.medjugorje.hr/it/





giovedì 4 dicembre 2014

Qual è la differenza tra un talento ed un dono spirituale?

 I doni spirituali sono benedizioni o capacità date tramite Dio ai Suoi figli mediante il potere dello Spirito Santo. I doni dello Spirito sono dati per benedire e dare giovamento a coloro che amano il Signore e cercano di osservare i Suoi comandamenti. 

Domanda: "Qual è la differenza tra un talento ed un dono spirituale?"

Risposta:
Ci sono somiglianze e differenze tra talenti e doni spirituali. Entrambe sono doni da Dio. Entrambe crescono nella loro efficacia quando li utilizziamo. Entrambe sono intesi come strumenti da usare per gli altri e non per scopi egoistici. 1 Corinzi 12:7 afferma che i doni spirituali sono dati per il beneficio di altri e non per noi stessi. Alla luce del fatto che i due grandi comandamenti hanno a che fare con amare Dio ed il prossimo, ne consegue che dobbiamo usare i nostri talenti per questi due scopi. Ci sono tuttavia differenze tra chi riceve doni spirituali e talenti e tra quando vengono ricevuti. Una persona (a prescindere se crede in Dio o in Cristo) riceve dei talenti naturali come risultato di una combinazione genetica (c’è chi ha abilità musicali, artistiche o matematiche naturali) e del suo ambiente (chi cresce in una famiglia musicale sarà incoraggiato a sviluppare un talento musicale), oppure perché Dio ha scelto di dotare certi individui con determinati talenti (per esempio Besaleel in Esodo 31:1-6). I doni spirituali sono dati a tutti i credenti attraverso lo Spirito Santo (Romani 12:3,6) al momento in cui mettono la loro fede in Cristo per il perdono dei propri peccati. In quel momento lo Spirito Santo conferisce la nuovo credente uno o più doni spirituali in base a ciò che Lui desidera per quella persona.

Romani 12:3-8 elenca i seguenti doni spirituali: profezia, ministero, insegnamento, esortazione, dare, presiedere, fare opere di misericordia. 1 Corinzi 12:8-11 elenca i seguenti doni: parola di sapienza (saper comunicare sapienza spirituale), parola di conoscenza (capacità di comunicare verità pratiche), fede (fiducia insolita in Dio), potenza di operare miracoli, profezia, discernimento degli spiriti, lingue (capacità di parlare una lingua che non è mai studiata), e interpretazione delle lingue. Una terza lista si trova in Efesini 4:10-12 che dice che Dio ha dato alla Chiesa apostoli, profeti, evangelisti e pastori-dottori. C’è anche una domanda su quanti doni spirituali esistono, dato che nessuna di queste liste è identica. E’ possibile che le liste bibliche non siano esaurienti, e che esistano doni spirituali aggiuntivi oltre quelli menzionati dalla Bibbia.

Mentre, nel caso dei talenti, è possibile svilupparli e dirigere i propri hobby o la propria professione in accordo con essi, nel caso dei doni spirituali essi sono dati dallo Spirito Santo per l’edificazione della chiesa di Cristo e tutti i Cristiani devono svolgere un ruolo attivo nel far progredire il vangelo di Cristo. Tutti sono chiamati ed equipaggiati ad essere coinvolti “nell’opera del ministero” (Efesini 4:12). Tutti hanno doni tali da poter contribuire alla causa di Cristo come segno di gratitudine per tutto ciò che Egli ha fatto per loro. Nel farlo, trovano anche una realizzazione nella vita attraverso il loro impegno per Cristo. Le guide della chiesa devono aiutare ad edificare i santi in modo che essi possano essere meglio equipaggiati per il ministero al quale Dio li ha chiamati. Il risultato voluto da Dio dei doni spirituali è che la chiesa nel suo insieme cresce ed è fortificata da ciò che ogni membro del corpo di Cristo contribuisce.

Per riassumere, ecco le differenze tra i doni spirituali e i talenti: 1) Un talento è il risultato di genetica e/o di addestramento, mentre i doni spirituali risultano dal potere dello Spirito Santo. 2) Chiunque potenzialmente può avere un talento, che sia Cristiano o non, mentre i doni spirituali sono solo per i Cristiani. 3) Sia talenti e doni spirituali vanno usati per la gloria di Dio e per il servizio del prossimo, ma i doni spirituali sono esclusivamente dedicati a questo scopo, mentre i talenti possono essere anche usati per scopi non-spirituali.


 http://www.gotquestions.org/Italiano/chi-siamo.html

martedì 2 dicembre 2014

AMARE VUOL DIRE..



Tutto si gioca sull'amore. Nella comunità cristiana si possono fare tante belle discussioni e mettere in atto tanti bei programmi, ma alla fine saremo giudicati da quanto abbiamo veramente amato.

L'amore non è un concetto astratto, ha ben poco a che fare con il sentimentalismo e non è qualcosa di soggettivo. Nella Bibbia l'amore è definito in modo oggettivo e trova nella Persona ed opera di Gesù Cristo la massima esemplificazione. L'unità della comunità di Corinto sarà preservata non solo dalla retta dottrina, dalla retta amministrazione delle ordinanze di Cristo, dall'esercizio della disciplina e dalla mediazione fra le diverse correnti di pensiero al suo interno, ma soprattutto dall'imitazione dell'amore di Cristo. Che cosa vuol dire amare? Paolo ne da numerosi esempi e ciascuno di essi potrebbe essere ulteriormente amplificato.

Amare vuol dire avere pazienza con gli altri, sopportarli pazientemente.

Amare vuol dire essere disposti ad atti di generosa benevolenza, essere sempre autenticamente gentili, affabili e cortesi, pronti ad aiutare anche "se costa" o sembra che l'altro "non se lo meriti".

Amare vuol dire non essere invidiosi e gelosi. Non importa se l'altro sembra avere più successo di noi o maggiori beni e vantaggi. Ci si accontenta di quel che si ha e lo si valorizza.

Amare vuol dire essere umili, non pretendere riconoscimenti o vantare quel che si è o si possiede mettendosi a confronto. Essere o avere di più di altri comporta maggior impegno e responsabilità, come pure disponibilità alla condivisione ed al servizio.

Amare vuol dire essere sempre corretti nel modo in cui parliamo ed agiamo, corretti secondo lo standard morale della sapienza divina. Agire in modo sconveniente rispetto alla vocazione che abbiamo ricevuto vuol dire parlare o agire in modo incompatibile con il carattere di Cristo che, come cristiani, dobbiamo sempre riflettere. 

Amare vuol dire non cercare il proprio esclusivo interesse, anzi, "dimenticare" noi stessi. Significa servire prima gli altri, ingegnarsi a far loro del bene.

Amare vuol dire essere "lenti all'ira", non dare soddisfazione a chi ci provoca, "gettare acqua sul fuoco"delle contese. 

Amare vuol dire "non pensare sempre al male", "concedere il beneficio del dubbio", non sospettare sempre negli altri cattive intenzioni, essere più pronti a giustificare che ad accusare e condannare.

Amare vuol dire non avere senso di vendetta e di rivalsa verso gli altri, quand'anche cifacessero del male; non rallegrarsi nel vederli cadere ed essere condannati; mettere sempre in evidenza negli altri ciò che è positivo rispetto a quel che è negativo. 

Amare vuol dire rallegrarsi ogni qual volta la verità è affermata e prevale; quando gli altri sono scagionati dalle accuse loro rivolte. 

Amare vuol dire sapere quando è meglio sopportare e soffrire in silenzio anche i torti che si ricevono. 

Amare vuol dire pensare sempre bene degli altri e presumerli veraci e in buona fede. 

Amare vuol dire continuare a sperare quando gli altri hanno perduto ogni speranza. Il mondo spesso considera tutto questo "stupidità" e "debolezza" ma alla fine si rivela forza, la forza di amare.



Preghiera.Signore, insegnami ad amare come Cristo ha amato ed ha insegnato ai Suoi primi discepoli. Aiutami a vedere come sarà questo amore a sempre trionfare alla fine. Amen.






 


Preghiera del chitarrista

Signore Dio,
aiutami a mettere la chitarra al servizio dei fratelli.

Fa' in modo che lo strumento che tengo tra le mani ti renda lode.

Fa' che io non suoni tanto per me e per far vedere la mia bravura quanto per far pregare gli altri.

Fa' che, come Davide quando suonava per Saul, il suono del mio strumento aiuti le persone che mi sono vicino a stare meglio.

Aiutami ad accettare i consigli di chi ha più esperienza.

Manda il tuo Spirito per farmi capire qual' è il canto più adatto da fare in ogni circostanza.

Aiutami a rendere belle le celebrazioni e a ricordare sempre che queste sono fatte per dare gloria a te e non a me.

Aiutami a ricordare che suonare è un talento che mi hai dato tu e come ci insegna la parabola del servo fedele
i talenti devono essere messi a frutto e non nascosti.

Te lo chiedo per Cristo nostro Signore. Amen

(Antonio Piacentini)

MESSAGGIO DEL 2 DICEMBRE 2014

Cari Figli,
ricordatevi che l'Amore trionferà. So che molti di voi hanno perso la speranza, perchè intorno
a se stessi vedono la sofferenza, il dolore, la gelosia, l’invidia.
Ma Io sono vostra Madre. Sono nel Regno ma sono anche qui in mezzo a voi.
Mio Figlio mi manda nuovamente per aiutarvi, perciò non perdete la speranza ma seguitemi
perché il trionfo del mio Cuore è nel nome di Dio.
Mio Figlio ha amato e pensa a voi come ha pensato sempre.
Credetegli e vivitelo perché Lui è la Vita del mondo.
Figli miei vivere mio Figlio significa vivere il Vangelo e ciò non è facile.
Ciò significa amore, perdono e  sacrificio. Ciò purifica, vi apre la porta verso il Regno.
La preghiera sincera non è solo la parola, ma la preghiera che pronuncia il cuore. Questa vi aiuterà.
Anche il digiuno perché ciò è ancora più amore, perdono e sacrificio. Perciò non perdete la speranza ma seguitemi.
Vi invito nuovamente ad amare i vostri pastori, di pregare per i vostri pastori
affinchè guardino sempre mio Figlio che é stato il primo Pastore del mondo e la sua famiglia è stata tutto il mondo.
 Vi ringrazio

martedì 25 novembre 2014

Medjugorje: Messaggio del 25/11/2014

Medjugorje: Messaggio del 25/11/2014 "Cari figli! Oggi in modo particolare vi invito alla preghiera. Pregate, figlioli, per comprendere chi siete e dove dovete andare. Siate portatori della Buona Novella e uomini di speranza. Siate amore per tutti coloro che sono senza amore. Figlioli, sarete tutto e realizzarete tutto soltanto se pregate e se siete aperti alla volontà di Dio, Dio che desidera guidarvi verso la vita eterna. Io sono con voi e di giorno in giorno intercedo per voi davanti a mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

domenica 9 novembre 2014

Diventiamo amici di Gesù

 

Voglio farti una proposta che può trasformare la tua vita: Diventa amico di Gesù
Tutti sentiamo il bisogno e desideriamo un amico, abbiamo bisogno di dialogare con lui, ci può aiutare a dare nuovi stimoli alla nostra esistenza.

Un amico è indispensabile.

Gesù si è chiamato nostro amico, Giovanni 15:15: Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.

Adesso cerchiamo di scoprire nei vangeli le caratteristiche dell’amicizia di Gesù, i primi discepoli:
Marco 1:16 Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini”.E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

È lui che ci sceglie e che bussa per primo alle porte del nostro cuore. A volte pensiamo di essere stati noi ad amare per primi, ma non è così: Gesù ci ha amati per primo Questo significa che la sua amicizia è un dono …è un regalo… e…un regalo va ricevuto con gioia , con gratitudine… un regalo è sempre molto di più di ciò che materialmente è…
un regalo va oltre l’apparenza… un regalo parla di fedeltà ,costanza…di ricerca dell’altro…di futuro… futuro vuol dire che tutto sta per essere costruito…niente viene dato per scontato.

Futuro vuole dire essere aperti all’altro …senza pregiudizi e con grande tenerezza.
L’amicizia con Gesù ci apre orizzonti nuovi.
Noi non riusciremo mai a capire totalmente la portata, le dimensioni, di questo dono immenso che è l’amicizia di Gesù… ci saranno sempre cose nuove da scoprire e da trovare: Marco 1:29 E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Gesù non diventa solo amico della persona, ma di tutto il mondo di quella persona. e… questo include l’ambito familiare e tutte le relazioni interpersonali.

Noi tutti siamo, un parte, ciò che abbiamo ricevuto nelle nostre famiglie. Anche lì arriva Gesù…ed è chiaro che il suo arrivo porta purificazione e salvezza.
Forse Pietro non si aspettava la visita di Gesù, ed ancora meno la guarigione di sua suocera. Ma Gesù ci vuole dimostrare che, quando uno accetta la sua amicizia, Lui si occupa di tutto ciò che lo circonda…anche se tu non te lo aspetti o non lo hai chiesto. L’amicizia di Gesù libera dalle convenzioni:
Marco 2:23 In giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe.I farisei gli dissero: “Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?”.Ma egli rispose loro: “Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell'offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?”.E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato”.

Gesù vuole i suoi amici liberi da ogni sorta di condizionamento.
Molte volte, la società volendo fare il bene, compie il male…
Nel cercare di aiutare, complica le cose…
L’amico di Gesù non bada a quello che dicono gli altri.
L’amicizia con Gesù spalanca nuovi orizzonti e nuove relazioni, ti libera dalla schiavitù delle idee.
Gesù ti purifica interiormente, ti insegna a basare la tua vita non su ciò che è superfluo e passeggero, ma su ciò che è veramente importante.

Un’amicizia in continua crescita:
Marco 4:26 Diceva: “Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura”.

Essere amici di Gesù significa essere in un processo di crescita.
A Gesù non interessa essere amico di qualcuno solo per dirgli “ti voglio bene” ma soprattutto per dirgli:
“in che cosa ci possiamo aiutare?”
“che cosa possiamo fare perché la nostra amicizia cresca ogni giorno di più?”
Perciò, vedete, non è un’amicizia statica e passiva… è un’amicizia che si rinnova tutti i giorni…perché le persone cambiano tutti i giorni.
E cambiano perché affrontano nuove situazioni…nessuno è uguale ogni giorno che passa…abbiamo sempre qualcosa da condividere con il nostro amico…
Questa amicizia cresce grazie all’opera che Gesù fa nei nostri cuori…Gesù sta costruendo il suo regno (il regno di Dio) all’interno dei suoi amici. Un’amicizia che esige
Marco 4:35 In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: “Passiamo all'altra riva”.E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t'importa che moriamo?”.Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”.

L’amicizia di Gesù richiede fiducia …anche nei momenti più critici ed angosciosi. Ma Gesù sa che, a volte, gli amici si tirano indietro…dubitano...
Questo lo capisce…però li corregge…quando succede.
Gesù ci chiede fiducia e abbandono
Questo ci fa capire che ogni tipo di amicizia, compresa quella di Gesù, può essere rinnovata strada facendo.

L’amicizia che non va mai in crisi, potrebbe essere un’amicizia un po’ superficiale…che non raggiunge mai la profondità.
Gesù non rompe un’amicizia alla prima difficoltà…a volte può essere rattristato …ma non dimentica mai il cammino già percorso.
Gli amici di Gesù si lasciano rimproverare da Lui per migliorare continuamente
Molto spesso l’amico ti accompagna da lontano e in silenzio…
Noi dobbiamo avere il desiderio di cercarlo… di trovarlo …
Perché abbiamo fiducia nella sua azione…siamo sicuri che lo farà …senz’altro…è nostro amico…
Tutto questo presuppone: fiducia…confidenza… abbandono…

Un’amicizia attenta a tutto:
Marco 6:41 Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono ,e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
A volte limitiamo l’esperienza dell’amicizia con Gesù alla sola sfera spirituale. Gesù non la pensa così. Gesù non vuole che i suoi amici si trovino in difficoltà…vuole che abbiano tutto il necessario per stare bene… Non desidera che i suoi amici abbiano problemi materiali…e provvede per le loro necessità…

Ricordiamolo sempre:
il nostro amico Gesù non ha una visione solo spiritualista o solo materialista dei suoi amici.
Gesù vuole la mia crescita totale…il tuo arricchimento completo…e… non solo il mio …o il tuo …o quello di pochi altri…Gesù vuole il bene di tutti. Gesù desidera un’amicizia basata su ciò che Lui è e non solo su quello che Lui fa.
Molti lo cercano per i suoi miracoli …ma poi lo dimenticano…

Gesù vuole un’amicizia basata sulla fedeltà…gratuita e disinteressata…non fatta di momenti di esaltazione e di momenti di delusione…Lui ti offre e desidera fedeltà

Gesù chiede, dunque, un’amicizia che non si basi sullo straordinario…ma sulla fedeltà. Se uno cerca lo straordinario, senza ciò che è fondamentale nella fede, e cioè il rapporto personale, intimo, con il Signore
Anziché attirare Gesù lo allontanerà.

Ermanno Ugoletti

Tratto :  http://www.ugoletti.com/gesutichiama/index.php?it/11/diventiamo-amici-di-ges

domenica 2 novembre 2014

Messaggio straordinario del 2 novembre 2014

Cari figli, sono con voi con la benedizione di mio Figlio.
Sono con voi che mi amate e che cercate di seguirmi.

Io desidero essere madre anche di tutti voi che non mi accettate.

Apro il mio cuore pieno di amore a tutti voi e vi benedico con le mie mani materne.
Sono una madre che vi comprende: ho vissuto la vostra vita e provato le vostre sofferenze e gioie.
Voi che vivete il dolore, capite il mio dolore e la mia sofferenza per quei miei figli che non permettono che la luce di mio Figlio li illumini, per quei miei figli che vivono nelle tenebre.

Per questo ho bisogno di voi, voi che siete stati illuminati dalla luce e che avete compreso la verità.

Vi invito ad adorare mio Figlio, affinché la vostra anima possa crescere e giungere alla vera spiritualità.Apostoli miei, solo allora potrete aiutarmi. Aiutare me significa pregare per coloro che non hanno
conosciuto l’amore di mio Figlio. Pregando per loro, voi mostrate a mio Figlio che lo amate e che lo seguite.

Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai perché qui ci siete voi, le anime dei giusti:
voi che cercate di dire le vostre preghiere con il cuore, voi che offrite a mio Figlio i vostri dolori e le vostre sofferenze, voi che comprendete che la vostra vita è solo un battito di ciglia, voi che anelate il regno celeste.

Tutto ciò vi rende miei apostoli e vi conduce al trionfo del mio cuore.

Perciò figli miei, purificate i vostri cuori e adorate mio Figlio. Vi ringrazio”.

mercoledì 29 ottobre 2014

La Chiesa Cattolica scomunica Halloween e in Italia vietata ogni festa: fa male ai bambini…


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In un messaggio pubblicato sul sito internet del’Arcidiocesi di Roma, la tradizione di Halloween è definita “un frutto della propagazione dell’occultismo e della magia”.

Questa tradizione ha “le sue radici – continua – nell’adorazione pagana degli spiriti e di un dio celtico della morte. Anton Lavey, fondatore del satanismo moderno, sosteneva che la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre era la più grande festa luciferina e vi si tenevano numerosi atti occultistici di violenza. La Chiesa condanna apertamente tali pratiche“.
“Con la scusa di divertirsi - attacca la Chiesa - si invitano i bambini e gli adulti a praticare l’occultismo, e questo è in contraddizione con la Chiesa e con la vocazione cristiana“.

Oggi, invece, è stata diffusa la notizia che la festa di Halloween è stata bandita nelle scuole e nei luoghi di incontro di tutta la nazione, su iniziativa del Ministero dell’Interno e della Pubblica Istruzione. Lo riferisce il sito del quotidiano Libertà. In una sua direttiva, il Ministero, citando esperti ed esponenti della diocesi romana, sostiene che la festa – molto popolare negli Usa e diffusasi in Italia solo dopo il crollo del totalitarismo –«rappresenta una grande minaccia per i bambini».

«il culto della morte e la personificazione degli spiriti del male contraddice la natura laica della pubblica istruzionee distrugge la salute psichica e spirituale degli alunni»,
osserva il ministero, aggiungendo che le scuole dovrebbero organizzare feste sulla base dei valori tradizionali cattolici.

«I bambini che partecipano a questi festeggiamenti spesso si impauriscono, avvertono sentimenti di oppressione e aggressione, e sono inclini al suicidio», si legge nel documento, che cita il parere di psichiatri e psicologi. La diocesi locale ha definito sul proprio sito quella di Halloween«una festa satanica» e «un esempio dell’attacco contro la cultura tradizionale e la morale».

sabato 25 ottobre 2014

MESSAGGIO DEL 25 OTTOBRE 2014:

"Cari figli! Pregate in questo tempo di grazia e chiedete l'intercessione di Tutti i Santi che sono già nella luce. Loro vi siano d' esempio e d' esortazione di giorno in giorno, sul cammino della vostra conversione. Figlioli, siate coscienti che la vostra vita è breve e passeggera. Perciò anelate all'eternità e preparate i vostri cuori nella preghiera. Io sono con voi ed intercedo presso il mio Figlio per ciascuno di voi, soprattutto per coloro che si sono consacrati a Me ed a mio Figlio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

venerdì 24 ottobre 2014

IL DONO DELLA SAPIENZA

Il dono della sapienza consiste in una illuminazione dello Spirito Santo in forza della quale noi possiamo contemplare Dio e le verità della nostra fede provandone gioia e gusto. Più c’è luce, quindi, e più si ama. Invece, il dono dell’intelletto (come vedremo in seguito), ci permette di penetrare, come d’intuito, nelle verità rivelate. Tra i due doni non ci sono confini ben marcati, essi si completano. Così il dono della sapienza viene in soccorso al nostro intelletto con una luce straordinaria per farci scoprire Dio, le sue perfezioni, Gesù Cristo e il suo grande mistero, per darcene una conoscenza piena di buon sapore e di calore. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8).
Una vista penetrante, dunque, un occhio limpido, una lente di ingrandimento che ci rende capaci, ma sempre nella pura fede, di una contemplazione amorosa e bella, continua e appassionata di Dio. L’anima rimane come incantata o assopita durante la sua preghiera. Lo Spirito svela al suo cuore cose che uno “capisce”, cioè racchiude entro di sé, ma che non si possono assolutamente descrivere. Il campo del dono della sapienza non sono le visioni né le estasi, ma la certezza di stare familiarmente a tu per tu con il Signore.

Una antifona della festa di Santa Cecilia dice così: “La vergine Cecilia portava nel cuore l’Evangelo di Cristo, e giorno e notte parlava con Dio”.
Il dono della Sapienza ha adombrato la Vergine di Nazaret, quando ricevette l’annuncio dell’Angelo Gabriele. Per opera dello Spirito Santo, Maria concepì prima nel cuore e poi nel grembo immacolato il Figlio di Dio. Per questa altissima conoscenza di Dio e del suo progetto la Vergine, conquistata dall’Amore, non esitò a dire: “Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola” (Lc 1,38).

Scendendo, poi, dalle alte sfere, diciamo che il dono della sapienza illumina la nostra strada e guida i nostri passi nella vita quotidiana, nella ordinaria amministrazione delle nostre faccende domestiche e di comunità. Ci aiuta a discernere e a giudicare l’amore: quando è dono e quando invece è puro egoismo o semplice erotismo. Ci dice se la nostra gioia è superficiale, ingannevole, oppure vera contentezza dei figli di Dio.
Preghiamo con il libro della Sapienza (7,22-26)
Nella Sapienza c’è uno spirito intelligente,
santo, unico, molteplice, sottile, mobile, penetrante,
senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene,
acuto, libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, senz’affanni.
Onnipotente, onniveggente
e che pervade tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottilissimi.
È un’emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell’Onnipotente,
per questo nulla di contaminato in essa s’infiltra.
È un riflesso della Luce perenne, uno specchio senza macchia
dell’attività di Dio e un’immagine della sua bontà.
La sapienza è un dono che oltre a farci conoscere Dio ci procura un gusto spirituale, una dolcezza che non si può esprimere; ci procura una visione piena di sapore, di gioia e di consolazione. Sempre e solo nella fede viva. Raggio di luce, ma anche raggio di calore. La sapienza ha il potere di infiammare mente e cuore: un gusto sperimentale di Dio e delle cose di Dio. “Gustate e vedete quanto è buono il Signore” (Sal 34,9). L’anima è rapita e assapora l’incontro. Si tuffa in lui, perché la conoscenza luminosa di Dio si trasforma in desiderio di possederlo, e il desiderio vivissimo diventa già possesso pieno di gusto. Per questo dice: “Gustate” e poi “vedete”, anche se prima c’è il vedere e poi il gustare, ma sia l’una che l’altra azione vengono riferite alla bontà del Signore. E allora il Salmo 34 prosegue: “Beato l’uomo che in lui si rifugia”.


Preghiamo con San Paolo (cf 1 Cor 1,23-30)

Noi predichiamo Cristo crocifisso,
scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani;
ma per coloro che sono chiamati, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.
Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto
per confondere i sapienti,
Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti.
Dio ha scelto ciò che nel mondo
è ignobile e disprezzato perché nessun possa gloriarsi davanti a Dio.
Cristo Gesù è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione.

 
Gustare Dio ci conduce al senso del riposo, del silenzio, della pace e favorisce enormemente la lode, il ringraziamento, il canto di gioia, l’amicizia, e, naturalmente, anche l’azione apostolica. Il gusto di Dio ci cambia dal di dentro. Incontrare Gesù in modo forte produce sempre un cambiamento radicale di vita: i santi ne sono la riprova. E il bello è questo: lo Spirito Santo in persona ha l’iniziativa sia della contemplazione come della santificazione e dell’azione.
Questo incontro con il Signore Gesù Cristo lo possiamo avere quando ci fermiamo in adorazione davanti al Tabernacolo o a Gesù esposto. Sono momenti di grande intensità di fede, di intimità, riflessione e propositi. Non c’è bisogno di molte parole: il silenzio è l’ideale. “Io guardo lui e lui guarda me”.
Gli effetti del dono della sapienza

Eccone alcuni. Una sensibilità, che possiamo dire divina, nel giudicare avvenimenti, uomini e cose. Per istinto vediamo tutto secondo il cuore di Dio che è buono, pieno di misericordia e giusto. Nulla ci deve turbare.
La carità viene portata fino all’eroismo: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, non giudicate, non condannate.
Quando uno ama molto è capace di fare mille pazzie. Un esempio è la croce sulla quale Gesù si è lasciato inchiodare per noi. Il Crocifisso ci attira fortemente. Condividiamo con amore i patimenti di Gesù, sostenuti liberamente per i nostri peccati, e gettiamo nel suo cuore turbamenti, dolori e lacrime in abbondanza.
Sintesi tra vita attiva e contemplativa, il dono della sapienza pone decisamente l’anima nello stato di unione con Dio anche in mezzo alle faccende quotidiane, le più disparate.


                                                                                Don Timoteo Munari SdB

 http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Celebrazioni/04-05/04-Doni_Spirito_Santo_Sapienza.html

Sapere e Sapienza



E' importante distinguere tra sapere e sapienza. Si può essere colti ed eruditi a livello alto, eppure incapaci di spiegare e di comprendere in profondità la verità e l'autenticità delle cose. La sapienza è, invece, una dote che è, sì, frutto di studio, ma è anche dono; è impegno di ricerca intellettuale, ma è anche maturità personale; è nitore di pensiero, ma è anche calore di passione. Non per nulla in latino sàpere significa «aver sapore» e studère è «appassionarsi». Su questo crinale si misura la vera cultura, ma anche la genuina ricchezza interiore di una persona. Ed è solo per questa via che si può diventare maestri, anche senza avere i titoli accademici.


Tratto da : http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Il%20mattutino/SAPERE%20E%20SAPIENZA_20061129.aspx?Rubrica=il%20mattutino

venerdì 17 ottobre 2014

Papa Francesco: la preghiera di lode è difficile ma dona la gioia

Il Papa durante la Messa nella Cappella di Santa Marta - L'OSERVATORE ROMANO 16/10/2014

E' facile pregare per chiedere delle grazie, mentre è più difficile la preghiera di lode ma è questa la preghiera della vera gioia: è quanto ha detto Papa Francesco nella Messa mattutina a Santa Marta. Ce ne parla Sergio Centofanti:

 

Al centro dell’omelia del Papa, la Lettera agli Efesini, in cui San Paolo eleva con gioia la sua benedizione a Dio. Si tratta di una preghiera di lode – osserva - una preghiera “che noi non facciamo tanto abitualmente: lodare Dio – afferma - è gratuità pura” ed è entrare “in una grande gioia”:

“Noi sappiamo pregare benissimo quanto chiediamo cose, anche quando ringraziamo il Signore, ma la preghiera di lode è un po’ più difficile per noi: non è tanto abituale lodare il Signore. E questo lo possiamo sentire meglio quando noi facciamo memoria delle cose che il Signore ha fatto nella nostra vita: ‘In Lui - in Cristo - ci ha scelti prima della creazione del mondo’. Benedetto sei Signore, perché tu mi ha scelto! E’ la gioia di una vicinanza paterna e tenera”.

“La preghiera di lode” – ha proseguito - ci porta questa gioia, a essere felici davanti al Signore. Facciamo uno sforzo per ritrovarla!” – esclama Papa Francesco – ma “il punto di partenza” è proprio “fare memoria” di questa scelta: “il Signore mi ha scelto prima della creazione del mondo. Ma questo non si può capire!”:

“Non si può capire e anche non si può immaginare: che il Signore mi abbia conosciuto prima della creazione del mondo, che il mio nome era nel cuore del Signore. Questa è la verità! Questa è la rivelazione! Se noi non crediamo questo non siamo cristiani, eh! Forse saremo impregnati di una religiosità teista, ma non cristiani! Il cristiano è uno scelto, il cristiano è uno scelto nel cuore di Dio prima della creazione del mondo. Anche questo pensiero riempie di gioia il nostro cuore: io sono scelto! E ci dà sicurezza”.

“Il nostro nome – ha osservato il Papa - è nel cuore di Dio, proprio nelle viscere di Dio, come il bambino è dentro la sua mamma. Questa è la nostra gioia di essere eletti”. E’ qualcosa – sottolinea – che “non si può capire solo con la testa. Neppure solo col cuore. Per capire questo dobbiamo entrare nel Mistero di Gesù Cristo. Il Mistero del suo Figlio amato: ‘Egli ha riversato il suo sangue in abbondanza su di noi, con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà’.

 E questo è un terzo atteggiamento: entrare nel Mistero”:
“Quando noi celebriamo l’Eucaristia, entriamo in questo Mistero, che non si può capire totalmente: il Signore è vivo, è con noi, qui, nella sua gloria, nella sua pienezza e dona un’altra volta la sua vita per noi. Questo atteggiamento di entrare nel Mistero dobbiamo impararlo ogni giorno. Il cristiano è una donna, è un uomo, che si sforza di entrare nel Mistero. Il Mistero non si può controllare: è il Mistero! Io entro”. 

La preghiera di lode – conclude il Papa - è dunque innanzitutto “preghiera di gioia”, poi “preghiera di memoria: ‘Ma quanto ha fatto il Signore per me! Con quanta tenerezza mi ha accompagnato, come si è abbassato; si è inchinato come il papà si inchina col bambino per farlo camminare’”. E infine preghiera allo Spirito Santo che ci doni “la grazia di entrare nel Mistero, soprattutto quando celebriamo l’Eucaristia”.

 http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/16/il_papa_la_preghiera_di_lode_%C3%A8_la_preghiera_della_gioia/1108698

venerdì 3 ottobre 2014

Messaggio del 2 ottobre 2014 a Mirjana 

Messaggio del 2 ottobre 2014 a Mirjana  «Cari figli, con materno amore vi prego: amatevi gli uni gli altri!  Che nei vostri cuori sia come mio Figlio ha voluto fin dall’inizio: al primo posto l’amore verso il Padre Celeste e verso il vostro prossimo, al di sopra di tutto ciò che è di questa terra.  Cari figli miei, non riconoscete i segni dei tempi?  Non riconoscete che tutto quello che è intorno a voi, tutto quello che sta succedendo, accade perché non c’è amore?  Comprendete che la salvezza è nei veri valori, accogliete la potenza del Padre Celeste, amatelo e rispettatelo. Camminate sulle orme di mio Figlio. Voi, figli miei, apostoli miei cari, voi vi radunate sempre di nuovo attorno a me perché siete assetati, siete assetati di pace, di amore e di felicità.  Dissetatevi dalle mie mani!  Le mie mani vi offrono mio Figlio, che è Sorgente d’acqua pura.  Egli rianimerà la vostra fede e purificherà i vostri cuori, perché mio Figlio ama con cuore puro ed i cuori puri amano mio Figlio.  Solo i cuori puri sono umili e hanno una fede salda.  Io vi chiedo cuori del genere, figli miei! Mio Figlio mi ha detto che io sono la Madre del mondo intero: prego voi, che mi accogliete come tale, che con la vostra vita, preghiera e sacrificio mi aiutiate affinché tutti i miei figli mi accolgano come Madre, perché io possa condurli alla Sorgente d’acqua pura.  Vi ringrazio! Cari figli miei, mentre i vostri pastori, con le loro mani benedette, vi offrono il Corpo di mio Figlio, ringraziate sempre nel cuore mio Figlio per il suo sacrificio e per i pastori che vi dà sempre di nuovo». La Madonna ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti di devozione che abbiamo portato perché venissero benedetti.  

venerdì 26 settembre 2014

IL VALORE DEL SILENZIO

 

IL VALORE DEL SILENZIO

..........Parlare, tacere..........
 
Parlare a tempo opportuno è tatto.
Parlare con un nemico è ardimento.
Parlare davanti ad un'ingiustizia è coraggio.
Parlare per rettificare è un dovere.


Tacere le miserie umane è carità.
Tacere a tempo è prudenza.
Tacere di sé è umiltà.
Tacere parole inutili è virtù.

Parlare per difendere è compassione.
Parlare davanti ad un dolore è consolare.
Parlare per aiutare gli altri è carità.
Parlare con sincerità è rettitudine.

Tacere quando accusano è eroismo.
Tacere quando insultano è amore.
Tacere le proprie pene è sacrificio.
Tacere nel dolore è penitenza.

Parlare di se stessi è vanità.
Parlare per lodare gli altri è magnanimità.
Parlare per diffondere pettegolezzi è stupidità.
Parlare per dissipare falsità è spirito di saggezza.

Tacere quando feriscono è santità.
Tacere per difendere è nobiltà.
Tacere i difetti altrui è benevolenza.
Tacere dovendo parlare è codardia.

Parlare di difetti è far del male.
Parlare dovendo tacere è stupidità.
Parlare per parlare è stoltezza.

Sappi tacere a tempo debito!
 
Colui che parla molto, erra molto.

Tacere a tempo debito è proprio dei saggi.

(Dal web)

giovedì 25 settembre 2014

Messaggio 25 settembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi invito perché anche voi siate come le stelle che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli altri affinché gioiscano. Figlioli, siate anche voi splendore, bellezza, gioia e pace e soprattutto preghiera per tutti coloro che sono lontani dal mio amore e dall’amore di mio Figlio Gesù. Figlioli, testimoniate la vostra fede e preghiera nella gioia, nella gioia della fede che è nei vostri cuori e pregate per la pace che è dono prezioso di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

martedì 2 settembre 2014

Messaggio del 2 settembre 2014 a Mirjana 

Cari figli, io vostra madre vengo di nuovo in mezzo a voi dall’Amore che non ha fine, dall’incommensurabile amore dell’incommensurabile Padre Celeste.

Mentre guardo nei vostri cuori vedo che molti di voi mi accolgono come madre e con cuore puro e sincero desiderano essere miei apostoli, ma io sono la madre anche di voi che non mi accogliete e nella durezza del vostro cuore non desiderate conoscere l’amore di mio Figlio.

Non sapete quanto soffre il mio cuore e quanto prego mio Figlio per voi.
Lo prego affinché guarisca le vostre anime perché Lui può farlo. Io prego affinché vi illumini col miracolo dello Spirito Santo per smettere di continuare sempre ad offenderLo, bestemmiarLo e ferirLo.

Con tutto il cuore prego affinché comprendiate che solo mio Figlio è la salvezza e la luce del mondo. Voi, figli miei, apostoli miei cari, portate sempre mio Figlio nel vostro cuore e nei vostri pensieri e così porterete amore.

Tutti coloro che non lo conoscono, lo riconosceranno attraverso il vostro amore. Io sarò sempre accanto a voi. In modo particolare, sarò accanto ai vostri pastori, perché mio Figlio li ha chiamati a guidarvi sulla via verso l’eternità.

Vi ringrazio, apostoli miei per i vostri sacrifici e per il vostro amore.”

lunedì 25 agosto 2014

Medjugorje: Messaggio del 25/08/2014

"Cari figli! Pregate per le mie intenzioni perché Satana desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi. I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio. Io vi amo e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

sabato 9 agosto 2014

Video Edith Stein


domenica 3 agosto 2014

LASCIA FARE A ME!





LASCIA FARE A ME!

Lascia fare a me!, 

Non temere, io sono la luce vera quella che illumina ogni uomo (Gv1,9), il tuo fondamento, “sono la pietra scartata, diventata testata d’angolo” (Mt 21,42) io ti amo, conto su di te!

Questo non ti basta? Se lascerai fare a me, hai tutto l’aiuto necessario, non ti mancherà nulla.

Solo se sarai capace di abbandonarti totalmente a me, io potrò servirmi di te; questo  è  il segreto della felicità, dell’amore.

Lascia fare a me! Desidero che la tua vita sia un canto d’amore, tutta e solo amore. 

Non avere paura, conosco il tuo cuore, nulla mi è nascosto di te!

Conosco i tuoi sforzi, il tuo impegno, i tuoi desideri, le tue attese, le tue speranze. Mi sono noti i tuoi turbamenti, le tue cadute, le tue incertezze, vedo quando soffri a causa dello scoraggiamento, dei tuoi fallimenti, delle incomprensioni, sei vulnerabile lo so, ma tu hai dimenticato che per quanto ti affanni, da solo non puoi riuscire a far fronte a tutto.

A volte ti comporti come se tutto dipendesse da te eppure non puoi aggiungere un’ora soltanto alla tua vita; (Lc12,25) non temere piccolo mio e lascia fare a me!

Ti senti debole,solo, dimenticato, ti sono vicino,dimoro in te, non ti abbandono neanche per un istante, ti ho forse guidato in strade sbagliate? Non temere, ti indicherò io la strada da percorrere, ma tu lascia fare a me!

Io sono l’Amore!

Ma tu smettila di ripiegarti su te stesso, sulla tua preghiera, sul tuo impegno, sulle tue azioni, conta sulla mia preghiera, il mio impegno, le mie azioni, abbandonati al mio cuore, abbi fiducia e lascia fare a me!

Anche nella notte più oscura perché continui a temere, confida in me, cercami, chiamami, dimmi “Gesù. Lascio fare a Te! Agisci tu in me!” questo vale più di ogni tua preghiera, ogni tuo impegno, ogni tua azione; tu potrai così trovare rifugio in me.

Lasciati riscaldare dal mio amore, così potrai realizzare il progetto d’amore che è nel cuore del Padre. 

Lascia fare a me che sono mite e umile di cuore (Mt11,29) desidero condividere con te la mia tenerezza, la mia misericordia, come una madre.

Non sono io il buon Pastore? Io non sono un mercenario, ti sei scordato che ho percorso ogni via, sono giunto fino alle porte dell’inferno per ritrovarti e così far scaturire il bene anche dal male.

Eri impaurito, stanco, affamato, ti ho accarezzato, caricato sulle mie spalle, mi sono preso cura di te; tuttavia hai ancora paura di lasciare fare a me!

Non dimenticare che quando piangi io piango con te, quando soffri io soffro con te, quando sei nella gioia io gioisco con te; tutto ciò che tu provi io lo provo con te!

Io sono sempre presente in te, ti tengo stretto a me.

Domandati spesso: Gesù, parla, io ti ascolto. Gesù, cosa vuoi che io realizzi? Gesù, cosa ti attendi da me in questo momento?

Lascia fare a me! Non significa lasciare qualcosa di te a me, ma lasciare tutto te stesso.

Molti lasciano qualcosa di loro, pochi lasciano tutto.

Lascia la tua vita a me ed io ti trasformerò, allora con me rinnoverai il mondo, in quanto darai amore al mondo, di questo hanno bisogno le anime.

Ti stai chiedendo ancora come fare? Lascia fare a me! Confida nel mio amore, apriti alla mia Grazia, con questo desiderio umile, sincero, rimanendo nella tua piccolezza, saprai rispondere alle mie esigenze divine.

Non mi deludere. Basta dire: Gesù sì, ed io mi unirò a te!

LASCIA FARE A ME……..E VEDRAI!

 Don Tiziano Soldavini.

Preghiera per il dono dell'equilibrio Cristiano:



Vergine, Madre di Dio e degli uomini, Maria,
noi ti chiediamo il dono dell'equilibrio cristiano,
tanto necessario alla Chiesa e al mondo d'oggi.
Liberaci dal male e dalle nostre meschinità,
salvaci dai compromessi e dai conformismi,
tienici lontani dai miti e dalle illusioni,
dallo scoraggiamento e dall'orgoglio,
dalla timidezza e dalla sufficienza,
dalla presunzione e dall'ignoranza,
dall'errore, dalla durezza del cuore.
Donaci la tenacia nello sforzo,
la calma nella sconfitta,
il coraggio per ricominciare,
l'umiltà nel successo.
Apri i nostri cuori alla santità,
donaci una perfetta semplicità,
un cuore puro, l'amore alla verità e all'essenziale,
la forza di impegnarci senza calcolo alcuno,
la lealtà di conoscere i nostri limiti
e di rispettarli.
Accordaci
di saper accogliere e vivere la Parola di Dio,
accordaci il dono della preghiera.
Apri i nostri cuori a Dio:
noi ti chiediamo l'amore alla Chiesa,
così come tuo Figlio l'ha voluta,
per partecipare in essa e con essa,
in fraterna comunione con tutti i membri
del popolo di Dio, gerarchia e fedeli,
alla salvezza degli uomini nostri fratelli.
Infondici per gli uomini
comprensione e rispetto,
misericordia e amore.
Apri i nostri cuori agli altri:
mantienici nell'impegno di vivere e di accrescere
questo equilibrio, che è fede e speranza,
sapienza e rettitudine,
spirito di iniziativa e prudenza,
apertura e interiorità,
dono totale, amore.
Santa Maria,
noi ci affidiamo alla tua tenerezza Amen.
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