ll Diario di Santa Faustina Kowalska- I° Quaderno - Parte 1/4
(Pubblicazione a puntate - Segue dal I° quaderno - Parte 1/3)

I°
Quaderno - Parte
1/4
Una
volta vidi due suore che stavano per entrare nell'inferno. Un dolore
indescrivibile mi strinse l'anima. Pregai Iddio per loro e Gesù mi disse: «Va' dalla Madre
Superiora e dille che quelle due suore si trovano nell'occasione di commettere
un peccato grave ». il giorno dopo lo dissi alla Superiora. Una di esse
è già in stato di fervore; l'altra sta sostenendo una grande battaglia. Una
volta Gesù mi disse: “Abbandonerò
questa casa.. poiché vi sono cose che non Mi piacciono”. E l'Ostia uscì dal tabernacolo e si posò
nelle mie mani, ed io con gioia la riposi nel tabernacolo. Il fatto si ripeté
una seconda volta e io feci lo stesso. Ma la cosa si ripeté una terza volta e
l'Ostia si trasformò nel Signore Gesù vivo, e Gesù mi disse: « Io non rimarrò
qui più a lungo». Allora nella mia anima si risvegliò
improvvisamente un grande amore per Gesù e dissi: « E io non Ti lascerò partire,
Gesù, da questa casa ». E Gesù scomparve di nuovo e l'Ostia si posò nelle mie
mani. La riposi nuovamente nella pisside e chiusi il tabernacolo. E Gesù rimase
con noi. Per tre giorni mi preoccupai di fare l'adorazione riparatrice. Una
volta Gesù mi disse: « Fa' sapere alla
Madre Generale che in questa casa... succede la tal cosa... che non Mi piace e
che Mi offende molto». Non lo feci sapere subito alla Madre; ma il
turbamento che m'inviò il Signore, non mi permise d'attendere un momento di più
e scrissi subito alla Madre Generale e la pace ritornò nella mia anima.
Sperimentavo spesso sul mio corpo la Passione del Signore, sebbene ciò non fosse
visibile all'esterno; di questo sono contenta, poiché Gesù vuole così. Ma questo
durò per un breve periodo. Quelle sofferenze accesero nella mia anima il fuoco
dell'amore per Iddio e per le anime immortali. L'amore sopporterà tutto; l'amore
andrà oltre la morte; l'amore non teme niente.
22
FEBBRAIO 1931. La sera, stando nella mia cella, vidi il
Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre
l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire
due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul
Signore; l'anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un
istante, Gesù mi disse: «
Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in
Te! Desidero che questa immagine venga venerata
prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l'anima, che
venererà quest'immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in
particolare nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò
come Mia propria gloria ». Quando
ne parlai al confessore, ricevetti questa risposta: « Questo riguarda la tua
anima ». Mi disse così: “Dipingi l'immagine divina nella tua anima”. Quando
lasciai il confessionale, udii di nuovo queste parole: «
La Mia immagine c'è già nella tua anima. Io desidero che vi sia una festa della
Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga
solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve
essere la festa della Misericordia. Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia
grande Misericordia per le anime dei peccatori. Il peccatore non deve aver paura
di avvicinarsi a Me». «
Le fiamme della Misericordia Mi divorano; voglio riversarle sulle anime degli
uomini». Poi Gesù si lamentò con me dicendomi: «
La sfiducia delle anime Mi strazia le viscere. Ancora di più Mi addolora la
sfiducia delle anime elette. Nonostante il Mio amore inesauribile non hanno
fiducia in Me. Nemmeno la Mia morte è stata sufficiente per loro. Guai alle
anime che ne abusano! ». Quando
dissi alla Madre Superiora che Iddio voleva questo da me, la M. Superiora mi
rispose che Gesù doveva farlo riconoscere più chiaramente con qualche segno.
Quando pregai Gesù di dare qualche segno a dimostrazione che “sei veramente Tu,
Dio e Signore Mio, e che da Te vengono queste richieste”, udii nel mio intimo
questa voce: «
Mi farò conoscere dalle Superiore attraverso le grazie che concederò mediante
questa immagine ».
Quando volevo liberarmi da queste ispirazioni interiori, Iddio mi disse che nel
giorno del Giudizio mi avrebbe chiesto conto di un gran numero di anime. Una
volta che mi sentivo tremendamente stanca per le molte difficoltà che avevo per
il fatto che Gesù mi parlava ed esigeva che venisse dipinta quell'immagine,
decisi fra di me fermamente di chiedere al Padre Andrasz, prima dei voti
perpetui, di sciogliermi da quelle ispirazioni interiori e dall'obbligo di
dipingere quell'immagine. Ascoltata la confessione, il Padre Andrasz mi diede
questa risposta: « Non la sciolgo da nulla, sorella, e non le è permesso
sottrarsi a queste ispirazioni interiori, ma deve assolutamente parlare di tutto
al confessore, nel modo più assoluto, altrimenti andrà fuori strada, nonostante
queste grandi grazie del Signore. Momentaneamente lei si confessa da me, ma
sappia bene che deve avere un confessore fisso, cioè un direttore spirituale ».
Ne rimasi enormemente mortificata. Pensavo di potermi liberare da tutto, ed
invece era avvenuto proprio il contrario: ora avevo l'ordine esplicito di
ubbidire alla richiesta di Gesù. E di nuovo il tormento di non avere un
confessore fisso. E se per un certo tempo mi confesso da qualcuno, non posso
rivelargli la mia anima per quanto riguarda le grazie. Ne soffro in modo
incredibile. Prego Gesù di concedere queste grazie a qualcun altro, perché io
non so utilizzarle e le spreco soltanto. « Gesù, abbi compassione di me. Non
affidarmi cose tanto grandi. Vedi bene che sono un pugno di polvere buono a
nulla ». Tuttavia la bontà di Gesù è infinita. Mi aveva promesso un aiuto
visibile in terra e l'ho ricevuto dopo poco tempo a Wilno. Ho riconosciuto in
Don Sopocko quell'aiuto divino. L'avevo conosciuto prima di arrivare a Wilno
grazie ad una visione interiore. Un giorno lo vidi nella nostra cappella tra
l'altare ed il confessionale. Avevo udito improvvisamente nel mio intimo una
voce: «
Ecco l'aiuto visibile per te sulla terra. Egli ti aiuterà a fare la Mia volontà
sulla terra ». Una
volta che ero stanca di queste incertezze domandai a Gesù: « Gesù, sei Tu il mio
Dio o sei un fantasma? I Superiori infatti mi dicono che capitano illusioni e
fantasmi di vario genere. Se sei il mio Signore Ti prego di benedirmi ». Allora
Gesù fece un gran segno di croce su di me e io mi segnai. Quando chiesi perdono
a Gesù per quella domanda, Gesù mi rispose che con quella domanda non Gli avevo
recato alcun dispiacere ed il Signore mi disse inoltre che la mia fiducia Gli
piaceva molto.
1933 CONSIGLI
SPIRITUALI DATIMI DA PADRE ANDRASZ S. J.
Primo. Non le è lecito, sorella, sfuggire a
queste ispirazioni interiori ma deve informare di tutto il confessore. Se lei
riconosce che tali ispirazioni interiori riguardano, ossia sono di vantaggio
alla sua anima o ad altre anime, la prego di ascoltarle e non le è permesso
trascurarle, ma sempre d'accordo col proprio confessore. Secondo. Se queste ispirazioni non concordano
con la fede e con lo spirito della Chiesa, bisogna respingerle immediatamente,
poiché provengono dallo spirito maligno. Terzo.Se
queste ispirazioni non riguardano le anime in generale, né il loro bene in
particolare, allora, sorella, non se ne preoccupi eccessivamente, e non le
prenda affatto in considerazione. Tuttavia non decida da sola in questa materia
in un senso e nell'altro, poiché può andare fuori strada, nonostante queste
grandi grazie del Signore. Umiltà, umiltà e sempre umiltà, poiché noi da soli
non possiamo nulla. Tutto questo è soltanto grazia di Dio. Mi dice che Iddio
esige tanta fiducia dalle anime; ebbene sia lei la prima a dare la dimostrazione
di tale fiducia. Ancora una parola: accetti tutto questo con serenità. Parola di
uno dei confessori: Sorella, Iddio le prepara molte grazie particolari, ma lei
faccia in modo che la sua vita sia pura come le lacrime davanti al Signore,
senza badare a quello che potranno pensare di lei. Le basti Iddio e Lui solo.
Verso la fine del noviziato il confessore mi disse queste parole: Avanza nella
vita facendo del bene, in modo che sulle pagine della tua vita io possa
scrivere: visse facendo del bene. Iddio realizzi questo in lei, sorella.
Un'altra volta il confessore mi disse: si comporti davanti al Signore come la
vedova del Vangelo, la quale benché avesse deposto nel tesoro una moneta
spicciola di poco valore, dal Signore fu ritenuta più meritevole di quelli che
avevano fatto ricche offerte. Un'altra volta ricevetti questo insegnamento: si
comporti in modo che chiunque si avvicini a lei, se ne parta felice. Diffonda
attorno a sé il profumo della felicità, poiché da Dio ha ricevuto molto e quindi
deve dare molto agli altri. Che tutti possano ripartire felici da lei, anche se
hanno appena sfiorato l'orlo della sua veste. Ricorda bene le parole che ti ho
detto ora. Un'altra volta mi disse queste parole: permetta al Signore di
spingere la navicella della sua vita in alto mare, sulle acque immensamente
profonde della vita interiore. Alcune parole di un colloquio avuto con la Madre
Maestra verso la fine del noviziato: la caratteristica particolare della sua
anima sia la semplicità e l'umiltà. Vada attraverso il cammino della vita come
una bambina, sempre fiduciosa, sempre provvista di semplicità ed umiltà,
contenta di tutto, felice di tutto. Là dove le altre anime si spaventano, lei,
sorella, passi tranquillamente grazie alla semplicità ed all'umiltà. Questo,
sorella, lo ricordi per tutta la vita: come le acque scendono dai monti verso le
valli, così le grazie del Signore scendono soltanto sulle anime umili. O mio
Dio, comprendo bene che vuoi da me l'infanzia spirituale, dato che me la chiedi
continuamente tramite i Tuoi rappresentanti. Le sofferenze e le contrarietà
all'inizio della vita religiosa mi avevano spaventata e mi avevano tolto il
coraggio. Per questo pregavo continuamente perché Gesù mi rendesse più forte e
mi concedesse il vigore del Suo Santo Spirito, per poter adempiere in tutto la
Sua santa Volontà, poiché fin dall'inizio conoscevo e conosco tuttora la mia
debolezza. So bene chi sono da me stessa, poiché Gesù ha svelato agli occhi
della mia anima tutto l'abisso della mia miseria e pertanto mi rendo conto
perfettamente che tutto quello che c'è di buono nella mia anima è soltanto
frutto della Sua santa grazia. La consapevolezza della mia miseria mi fa
conoscere in pari tempo l'abisso della Tua Misericordia. Nella mia vita
interiore guardo con un occhio verso l'abisso di miseria e di abiezione che sono
io, e con l'altro occhio verso l'abisso della Tua Misericordia, o Dio. O mio
Gesù, Tu sei la vita della mia vita. Tu sai bene che non desidero nient'altro
all'infuori della gloria del Tuo Nome e che le anime conoscano la Tua bontà.
Perché le anime si tengono lontano da Te, o Gesù? Questo proprio non lo capisco.
Oh! potessi io dividere il mio cuore in minime particelle e offrirtele, o Gesù,
in modo che ogni particella fosse come un cuore intero, nell'intento di
compensarTi, almeno in parte per i cuori che non Ti amano! Ti amo, Gesù, con
ogni goccia del mio sangue e lo verserei volentieri per Te, per darTi la prova
del mio amore sincero. O Dio, più Ti conosco e meno riesco a comprenderTi, ma
questa mia incapacità a comprenderTi mi fa capire quanto sei grande, oDio. E
questa impossibilità a comprenderTi accende una nuova fiamma nel mio cuore per
Te, o Signore. Dal momento in cui mi hai permesso, o Gesù, di immergere lo
sguardo della mia anima in Te, riposo e non desidero nient'altro. Ho trovato la
mia destinazione nel momento in cui la mia anima è annegata in Te, unico oggetto
del mio amore. Tutto è nulla se lo si confronta con Te. Le sofferenze, le
contrarietà, le umiliazioni, gli insuccessi, i sospetti che gravano su di me,
sono fuscelli che ravvivano il mio amore verso di Te, o Gesù. Pazzi ed
irrealizzabilì sono i miei desideri. Desidero nascondere a Te che soffro. Per I
i miei sforzi e le mie opere buone desidero non essere mai ricompensata. O Gesù,
Tu solo sei la mia ricompensa. Tu mi basti, oTesoro del mio cuore. Desidero
condividere le sofferenze del prossimo e tener nascoste nel cuore le mie
sofferenze non solo al prossimo, ma anche a Te, o Gesù. Le sofferenze sono una
grande grazia. Attraverso la sofferenza l'anima diviene simile al Salvatore;
nella sofferenza l'amore si cristallizza: maggiore è la sofferenza, più puro
diviene l'amore. Una volta di notte venne a trovarmi una delle nostre suore, che
era morta due mesi prima. Era una suora del primo coro. La vidi in uno stato
spaventoso: tutta avvolta dalle fiamme, con la faccia dolorosamente stravolta.
L'apparizione durò un breve momento e scomparve. I brividi trapassarono la mia
anima, ma pur non sapendo dove soffrisse, se in purgatorio o all'inferno,
raddoppiai in ogni caso le mie preghiere per lei. La notte seguente venne di
nuovo ed era in uno stato ancora più spaventoso, tra fiamme più fitte, sul suo
volto era evidente la disperazione. Rimasi molto sorpresa di vederla in
condizioni più orribili, dopo le preghiere che avevo offerto per lei e le
chiesi: « Non ti hanno giovato per nulla le mie preghiere? ». Mi rispose che le
mie preghiere non le erano servite a nulla e che niente poteva aiutarla.
Domandai: « E le preghiere fatte per te da tutta la Congregazione, anche quelle
non ti hanno giovato niente? ». Mi rispose: « Niente. Quelle preghiere sono
andate a profitto di altre anime ». E io le dissi: «Se le mie preghiere non le
giovano per niente, la prego di non venire da me ». E scomparve immediatamente.
Io però non cessai di pregare. Dopo un certo tempo venne di nuovo da me di
notte, ma in uno stato diverso. Non era tra le fiamme come prima ed il suo volto
era raggiante, gli occhi brillavano di gioia e mi disse che avevo il vero amore
per il prossimo, che molte altre anime avevano avuto giovamento dalle mie
preghiere e mi esortò a non cessare di pregare per le anime sofferenti nel
purgatorio e mi disse che essa non sarebbe rimasta a lungo in purgatorio. I
giudizi di Dio sono veramente misteriosi!
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