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sabato 8 dicembre 2012

Immacolata "figlia del tuo Figlio", preservata dal peccato da colui che porti tra le braccia.


immacolata
Immacolata, dell'artista barocco Carlo Maratta

Nelle immagini che vedete in questo post, presento un modo di rappresentare la Madonna Immacolata che si differenzia dall’immagine della donna vestita di sole, solitaria, con i colori degli abiti bianchi e azzurri, tipica dell’arte spagnola e poi francese dal XVII sec. in poi, pensiamo a Velasquez, Tiepolo, Murillo, Zurbaràn ...(e impostasi poi ovunque dalla seconda metà dell’Ottocento a seguito delle apparizioni di Rue du Bac e poi Lourdes). E' una rappresentazione che definirei più teologicamente profonda e più in linea con la formulazione del dogma dell’Immacolata concezione, nel senso di redenzione che preserva dal peccato in previsione della nascita e dei meriti di Gesù.

Il "tipo", come potete osservare, prevede la Madre di Dio con Gesù in braccio: Maria è stata preservata dal peccato "in previsione della venuta e dei meriti del Figlio suo". La luna sotto i suoi piedi e il serpente, insieme alla corona di stelle, sono il segno classico dell’Immacolata, come ci vengono dai racconti biblici dell’Apocalisse e del protovangelo della Genesi.

In queste rappresentazioni Maria, pur tenendo il piede sul serpente, non è lei a schiacciarlo. Ci pensa il Bambino Gesù, che lei sorregge, a trafiggere il serpente con una lunga lancia che ha la forma della croce.
Il Serpente antico non ha morso Maria perché Gesù l’ha sconfitto. Anche se la cronologia a noi pare incoerente, perché prima Gesù redime sulla croce l’umanità, e poi tutta l’umanità è liberata; per Maria, invece, vale il contrario nell'onnipotenza di Dio: lei che doveva essere la collaboratrice di Gesù, lei che doveva diventare la Madre di Dio, il quale non può entrare dove c’è traccia di peccato, proprio lei è redenta preventivamente, perché Cristo potesse trovare sulla terra almeno "un fazzoletto di terra pulita dove posare il piede" - secondo l’espressione di sant’Antonio. 
Maria non è redenta solamente in anticipo rispetto alla sua nascita. E' preservata da ogni contatto con la colpa. Come insegna il beato Duns Scoto in Maria vediamo rifulgere la perfetta redenzione: quella che impedisce di far cadere nella colpa, piuttosto che far risalire dal baratro chi vi è già caduto. Non è stata "smacchiata" dal peccato prima di nascere: non l'ha mai incontrato, perché Dio - nel suo disegno d'amore eterno per il Figlio suo incarnato - ha voluto impedire questo incontro.


Per questo la Vergine Santa, può ben proclamare nel Magnificat: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore”. Se Maria non avesse avuto necessità alcuna di nessun genere di redenzione, non avrebbe bisogno di un Salvatore, ma visto che Maria è stata salvata, addirittura prima ancora di essere concepita, allora sì che Dio è suo Salvatore. Quel Dio che bambino lei darà alla luce!
Infatti è Cristo, per mezzo della sua nascita da Maria, che trafigge il Diavolo, causa scatenante del peccato nell’uomo. E questo ci viene rappresentato dalle belle immagini che vi espongo.

Come Maria è preservata dal contagio della colpa, seppur redenta, così l’umanità redenta dalla morte del Salvatore viene liberata dalla stessa colpa. Quindi il risultato dell'amore di Dio, potremmo dire, è lo stesso: anche noi battezzati siamo chiamati ad essere "santi e immacolati" di fronte all'Altissimo, per vocazione. Non dobbiamo mai dimenticarlo. L’ordine è diverso per la storia della salvezza che doveva compiersi. Ma il risultato è identico (anche se poi, a differenza della Tuttasanta, dopo il battesimo siamo tornati a peccare). Maria è allora la primizia che anticipa e preannuncia il completarsi del raccolto. Tutti quanti strappati (o mai posseduti, nel caso della Vergine) dal peccato in virtù dell'Incarnazione, Nascita, Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, non per altri meriti: ecco la lancia che trafigge il demonio, arma segreta resa possibile dalla disponibilità di Maria al progetto della salvezza universale.


Immacolata e santi di Carlo Maratta




Da: http://www.cantualeantonianum.com/2012/12/immacolata-figlia-del-tuo-figlio.html

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