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mercoledì 19 settembre 2012

Natura della vita spirituale

Capitolo I
Tu eri dentro di me e io ti cercavo fuori
(S. Agostino, Le Confessioni)

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La forza propulsiva della nave è "nascosta", sommersa nell'acqua. La carica vitale che irradia tutte le tue azioni, che dà valore e senso a tutta la tua vita, esce dal tuo cuore ed è la tua INTERIORITA '. Perciò custodiscila e coltivala.

La scoperta "folgorante" di Dio , che senza dubbio è la scoperta più esaltante nella vita di una persona, ha fatto capire a S. Agostino che la VIA per incontrarLO PASSA PER IL CUORE, meglio dire: E' DENTRO IL CUORE. Un mistico orientale definisce così il "CUORE": "La sorgente vitale, oscura e profonda, da cui scaturisce tutta la vita psichica e spirituale dell'uomo e attraverso la quale l'uomo si avvicina e comunica con la Sorgente stes­sa della vita" (E. Bhr-Sigel).

Fratello, sorella, se vuoi, puoi veramente incontrare Dio nel tuo cuore. Tu solo possiedi la chiave per aprirGli dal di dentro...
Dio lo potrai trovare al di fuori di te soltanto dopo che ti sei disposto ad incontrarlo in te, perché tu sei il suo TEMPIO VIVENTE.

Il grande maestro di vita spirituale e grande mistico S. Bernardo te lo esprime con grande forza. "Dovunque ti trovi, prega dentro di te. Se ti trovi distante dalla Chiesa, non andare lontano alla ricerca di un luogo di preghiera, perché tu stesso sei quel luogo. In qualunque posto tu sei, prega perché lì è il tuo tempio e il tuo Dio"...
Il primo che te lo dice, però, e te lo dice come Lui solo sa dirtelo, è Gesù. "Tu, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompen­serà" (Mt. 6,6). La CAMERA, che ti isola in un rapporto personale con il Dio Vivente, è il tuo CUORE. Non c'è luogo, neanche la Chiesa, che possa metterti in comunica­zione con Dio, se tu lo tieni lontano dalla tua mente e dal tuo cuore.

Quando si dice VITA SPIRITUALE, si dice, dun­que, VITA INTERIORE.
Ogni persona fa l'esperienza che la propria vita ha due dimensioni nettamente diverse: la dimensione DENTRO DI SE'=VITA IN PROFONDITÀ; la dimensione FUORI DI SE'=VITA IN SUPERFICIE.

La VITA FUORI DI SE' o VITA ESTERIORE è fatta di calcolo, di pensiero, di efficientismo, di distrazio­ne verso le mille cose che attirano.
La VITA DENTRO DI SE' o VITA INTERIORE viene, invece, "costruita" da ciascuno secondo le qualità dei rapporti, delle scelte, delle motivazioni e degli orien­tamenti che dà alla propria esistenza, in ordine a quello che percepisce come il BENE SUPREMO. Questo si riassume in una sola parola: AMORE. "Dimmi Chi o che cosa ami e ti dirò chi sei" (S. Agostino), perché là "dov'è il tuo tesoro ivi è il tuo cuore" (Gesù), ossia lì ci sei tu.

Ogni uomo si gioca il proprio destino eterno secon­do le scelte di BENE o di MALE che opera nel cuore.

Per capire la natura e il valore della VITA SPIRI­TUALE, ci serviamo di un paragone molto chiaro. La nave, che solca i mari e gli oceani, è composta da due parti unite, ma funzionalmente ben diverse: la parte im­mersa nell'acqua e la parte emersa dall'acqua. La parte della nave immersa nel mare è la più importante, perché contiene gli apparecchi che le danno la forza propulsiva per muoversi e la guidano nella rotta da seguire. La VITA INTERIORE o VITA SPIRITUALE è la FORZA PROPULSIVA e il TIMONE, perché anima, dà valore e guida la VITA ESTERIORE.

Apprezzare e coltivare la vita spirituale è un dovere di ogni persona che voglia dare un senso alla propria esistenza. Non solo. La VITA SPIRITUALE è la VIA che ci è stata tracciata per raggiungere la SANTITA'. Molti quando sentono parlare di SANTITA', rimangono sì am­mirati, ma non si sentono per nulla coinvolti personal­mente. Ritengono che essa sia riservata agli altri, a qual­che categoria "privilegiata" di persone. Nulla di più falso. Dio chiama tutti indistintamente alla SANTITA', che si­gnifica a VIVERE la COMUNIONE CON CRISTO e IN CRISTO, PER LA GLORIA DEL PADRE. S. Paolo lo afferma categoricamente : "Questa è la volontà di Dio, la vostra SANTIFICAZIONE (I Tess. 4,3).

Dio viene sempre incontro all'uomo, ma l'uomo spesso non è interiormente disposto per incontrarLo. La VITA SPIRITUALE non può crescere e svilupparsi senza l'impegno, la volontà e la ricerca di Dio. I mezzi per coltivare la VITA SPIRITUALE sono la riflessione, la meditazione, la preghiera, l'esame di coscienza, il con­fronto costante con la PAROLA di DIO. L'uomo, però, con le sue sole forze, non può raggiungere il traguardo della VITA SPIRITUALE, che è la comunione piena con Dio. Ha bisogno della GRAZIA DIVINA, che gli viene donata dal Padre in CRISTO, suo Figlio, mediante i Sa­cramenti della Chiesa.

In una parabola del Vangelo Gesù ci parla del TE­SORO NASCOSTO. In questo possiamo raffigurare la VITA SPIRITUALE. Come il tesoro è ben sotterrato nel campo, così Dio - IL VERO TESORO DELLA TUA VITA - si cela nel più intimo del tuo cuore, sempre in attesa che tu voglia affacciarti fino a quelle profondità. Ti attende per incontrarti lì. Se tu non vendi quello che pos­siedi, ossia se non ti spogli del tuo egoismo e non "scavi" in te stesso, non troverai il TESORO. Un'altra immagine: la VITA SPIRITUALE è come la radice della pianta: non si vede, ma è la parte più necessaria. Come la radice attinge dal terreno sempre linfa nuova per nutrire la vita della pianta, così la persona attinge dal cuore la linfa che rinnova tutto il suo essere.

"L'uomo buono dal suo buon tesoro (il cuore buo­no) trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo catti­vo tesoro trae cose cattive" (Mt. 12,35)

Nel suo sviluppo la VITA SPIRITUALE segue il dinamismo della crescita umana, che tende progressiva­mente alla sua maturazione.

Possiamo sintetizzare questo processo in tre principi:

1. DI INTERIORIZZAZIONE: l'uomo, nel Cammino Spirituale, con il passare degli anni, si fa sempre più ri­flessivo. Anche se attratto dal mondo che lo circonda, dà sempre meno ascolto alle parole che gli giungono dal­l'esterno, mentre ascolta sempre più i messaggi che gli giungono dal di dentro. Tende, cioè, ad interiorizzare e unificare la propria vita. In questo itinerario, la Parola di Dio diventa il suo costante punto di riferimento: "Lampa­da per i miei passi è la tua Parola, Luce sul mio cammi­no" (Sal. 119,05).

2.DI SPOGLIAZIONE: il veloce alternarsi delle sta­gioni, lo scorrere implacabile del tempo, tolgono gradual­mente all'uomo le sue false sicurezze, la sua prestanza fisica, l'influsso sociale. Quando la morte si fa più vicina della nascita, le prove dell'esistenza fanno sentire all'uo­mo che è "un soffio" che passa: "L'uomo è come un soffio che va e non ritorna" (Sal. 77,39)... Avverte sempre più acutamente la sua precarietà e fugacità in questo mondo, che lo sta portando verso la sua spogliazione totale e ra­dicale. "Nudo uscii dal seno di mia madre e nudo vi ritornerò" (Gb. 1,21).

3. DI ESSENZIALITÀ: il passeggero e il caduco fanno sempre meno presa su di lui. Aderisce sempre più alle cose che non deludono e che non tramontano. Egli tende a trattenere soltanto ciò che ha sapore di eternità, perché si rende conto con S. Paolo che:" Le cose VISIBILI sono DI UN MOMENTO, quelle INVISIBILI sono ETERNE" (2 Cor. 4,18)

La VITA SPIRITUALE infatti si proietta come DIMENSIONE DEFINITIVA OLTRE LA MORTE e dà perpetuità e stabilità all'Edificio Interiore. La MORTE, vista in questa prospettiva, diventa la VERA NASCITA dell'uomo. Mentre la VITA FISICA è sottoposta ad un progressivo ed inevitabile disfacimento, la VITA SPIRI­TUALE cresce di giorno in giorno. "Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro UOMO ESTERIORE si va disfacendo, quello INTERIORE si rinnova di giorno in giorno" (2 Cor. 4,16).

A conclusione di questo tema così essenziale per orientare e dare senso alla nostra vita "sempre in fuga", non possiamo non sottolineare il valore del SILENZIO, condizione indispensabile per poter percepire la PRE­SENZA di Dio. Vivekananda, un illuminato rappresentan­te dell'induismo moderno e un grande spirito ecumenico, scrive:
"Siediti ai bordi dell'aurora per te si leverà il sole. Siediti ai bordi della notte per te scintilleranno le stelle. Siediti ai bordi del torrente per te canterà l'usignolo. Siediti ai bordi del SILENZIO, Dio ti parlerà "

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"Le anime si pesano nel SILENZIO come l'oro e l'argento si pesano nell 'acqua pura e le parole che pronunciamo non hanno peso che grazie al SILENZIO in cui sono immerse" (Maurice Maeterlinck).

Solo nel SILENZIO la verità di ciascuno si ricompone, mette radici. Solo nel SILENZIO la preghiera" rigenera" l'uomo, lo guarisce dalla propria colpa.
"Ogni infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: non saper restare in silenzio in una camera" (B. Pascal).
Il Maestro sommo della VITA SPIRITUALE, S. Gio­vanni della Croce, nella pagina stupenda che riportiamo, ci mostra, come il SILENZIO è il "custode" di tutte le virtù, lo scrigno prezioso che "protegge" la VITA SPIRI­TUALE nel suo sviluppo.
"Tacere di sè è UMILTÀ tacere i difetti altrui è CARITÀ tacere parole inutili è PENITENZA tacere a tempo e a luogo è PRUDENZA: tacere nel dolore è EROISMO. Saper parlare è un vanto di molti Saper tacere è una SAGGEZZA di pochi saper ascoltare una GENEROSITÀ di pochissimi
 
Per possedere il Tutto
non possedere nulla di nulla!
Quando ti rifugi in qualche cosa
cessi di lanciarti nel Tutto.
Se vorrai possedere qualcosa del Tutto
non hai posto il tuo tesoro nel Tutto!"
(S. Giovanni della Croce)
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