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lunedì 24 ottobre 2011

Sulla sofferenza



Vivere da cristiano, significa accettare che la sofferenza faccia parte del nostro percorso quotidiano, riuscendo così a «viverla» senza subirla. E' vero che quando viviamo una grande sofferenza, in un primo tempo siamo come destabilizzati per quanto riguarda i nostri punti di riferimento, le cose su cui ci appoggiamo abitualmente. Ciò che ci sembrava essenziale per vivere, ora diventa molto secondario, il nostro sguardo sulle cose della vita si trasforma, ed appare una certa lucidità di vita. Vivere la sofferenza, significa riconoscere i nostri limiti, le nostre debolezze, le nostre fragilità umane. Significa fare di tutto questo un percorso di conversione interiore e di avanzamento spirituale con il Cristo. Vuol dire prendere con lui la via della croce.
La croce di Cristo è il passaggio obbligato di ogni vita spirituale. Paradossalmente, essa è la via dell'Amore. Non possiamo passare direttamente dall'incarnazione alla risurrezione, poichè tra le due c'è la passione, la croce, la morte. Gesù non ha evitato questo passaggio, anzi ne ha fatto il luogo del combattimento e della vittoria contro le potenze del male; ne ha fatto il segno irreversibile del suo amore per gli uomini e per il Padre, e il segno dell' amore del Padre per 1'umanità. La croce è uno scandalo, poichè ogni sofferenza è una prova, una pietra d'inciampo. Ma uno scandalo da vivere oggi con il Cristo e non nella ribellione contro di lui.
Pierre Blanc
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