1 MAGGIO - MARIA SANTISSIMA DONO DEL SANGUE DI CRISTO

che, da quell'istante, diventa storia dell'umana salvezza. Di questa storia Cristo è il personaggio principale, ma accanto a lui sorge la sublime figura di Maria, la prima redenta nella nuova storia dell'umanità. Ella è dunque un raggio di luce che squarcia le tenebre
del peccato: da quest'istante nel pensiero di Dio, Gesù e Maria sono indivisibili, perché Maria è stata prescelta per cooperare in modo singolare all'opera del Redentore.
Dovendo la Vergine Maria divenire Madre di Dio, Dio stesso ha voluto, quale creatura umana sommamente privilegiata, applicarle i meriti del Sangue di Cristo, ancor prima che fosse versato, sí da preservarla, unica tra i figli di Adamo, dal contagio del peccato
originale. Se nella Passione redentrice di Cristo si considera in particolar modo il suo amore, bisogna riconoscere che, innanzitutto, egli ha voluto soffrire per Lei, perché, essendo Maria la Madre sua, è la creatura più intimamente presente nel suo Cuore, quando si offre, squarciato, sulla croce. La Redenzione è l'Amore che si immola, è un'irruzione della misericordia divina in un mondo lacerato dal male, e Maria ne beneficia prima e più abbondantemente di noi, perché Dio, senza togliere nulla del suo amore a ciascuno di noi, l'ha amata più di ogni altra creatura, dovendo ella divenire la Madre del suo Figlio Unigenito. Redimere, infatti, non è soltanto cancellare il peccato.
L'amore di Dio per Maria è così grande che previene il peccato. Anche lei, come creatura umana, non poteva essere sottratta alla Redenzione, ma è stata redenta in modo del tutto singolare, nell'atto stesso del suo concepimento. «L'onda meravigliosa ed onnipotente
del Sangue di Cristo - dice il Monsabrè - l'ha avvolta in Sé, preservandola da ogni macchia di colpa». Maria è dunque il primo frutto della Redenzione, il più gran dono del suo Sangue all'umanità e, come dicono i Padri, lo splendore e il Paradiso del Sangue Divino.
Nel primo istante della sua venuta al mondo, Maria diviene l'anello di unione tra1'umanità e la Divinità, perché, allo stesso tempo è frutto di Dio e frutto dell'uomo.
Dobbiamo vedere in lei una creatura umana come noi, la cui piccolezza è stata innalzata in virtù del Sangue di Cristo, alla dignità di Madre di Dio per divenire per noi luce di verità e modello di vita cristiana.
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