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martedì 10 luglio 2012

Seguire Gesù vuol dire mettersi in gioco


Seguire Gesù vuol dire trasformarsi, mettersi in gioco, cambiare, non essere fermi, sclerotizzati nelle proprie posizioni, idee e pensieri. Lo vuoi ancora seguire? 
Seguire Gesù vuol dire liberarsi dalle catene, uscire dalle nostre prigioni, perché Lui è il Liberatore, il Salvatore. E quando se ne è provato il sapore, è difficile cercare altre cose perché ormai si conosce a cosa si rinuncia. E' per questo che Gesù diceva a tutti: "La tua fede ti ha salvato". Cioè, se tu vuoi, accadrà. 
Gesù deve averci messo una passione enorme nella sua predicazione, passione che rimaneva scolpita nella testa e nell'anima delle persone, tanto da riportare tutto quello che è scritto nel vangelo. A tutti avrà detto: "Non mollare... provaci... dai... metticela tutta... guarda che è meraviglioso... guarda che puoi vivere cose che neppure immagini... guarda che puoi essere ciò che non pensi... guarda che non sei condannato a questa prigionia... guarda che puoi essere felice... guarda che puoi toccare il cielo con un dito e per sempre". 
Ma Gesù sapeva che se mancava questa volontà era meglio lasciar perdere tutto (Mt 23,37). Se uno non è disposto a lasciarsi trasformare da Dio, è meglio andare a predicare altrove.
A chi è disposto a trasformarsi (per questo "Gesù vide": Gesù vedeva dentro e sapeva se uno mentiva o era vero con sé) Gesù dice: "Seguimi, ti farò pescatore di uomini". Gesù li ha chiamati perché loro erano disposti a trasformarsi, a seguirlo. 
Questa sarà la nuova famiglia di Gesù: non più la sua casa ma coloro che condividono con lui un progetto, un sogno, uno stile di vita, una passione, questa sarà la sua (e la nostra) nuova e vera famiglia. 

"Seguimi" non è un'indicazione precisa. E' un: "Fidati e vedrai!". .  

don Marco Pedron 
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