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giovedì 25 ottobre 2012

CREDO LA VITA ETERNA

Capitolo VI

Le ultime realtà della vita umana: I NOVISSIMI

 

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Quando ti poni davanti alla tua morte, tu ti guardi come in uno spec­chio, senza più possibilità di errori o di equivoci. Tutte le maschere, che ti sei costruito per nasconderti, cado­no. La tua vita ti appare sotto la LU­CE della VERITÀ SUPREMA e DE­FINITIVA. Non puoi più eludere la scelta... che si cari­ca di tutta l'Eterni­tà.

Per progredire nella VITA SPIRITUALE, l'uomo deve elevare spesso la sua mente alle REALTÀ DECI­SIVE della sua esistenza terrena, i NOVISSIMI: la morte, il giudizio di Dio, l'inferno, il paradiso, per orientare costantemente la sua vita verso il SOMMO BENE, DIO UNO TRINO, che lo attende, per donarsi a Lui senza fine.

È vero: "per entrare nel Regno di Dio è necessario attraversare molte tribolazioni" (At. 14, 22). L'ultima, la più dolorosa e straziante, è la morte.

Ma chi si è posto alla sequela di Cristo, vede la propria morte proiettata sempre più nella morte redentrice del suo Maestro e Salvatore.

Egli, avendo assunto su di sé tutti i peccati dell'uma­nità, si assume anche, nella radicale obbedienza al Padre, la nostra morte, che ne è l'effetto più eclatante. Così, Gesù redime anche la morte, trasformandola, con la sua Resurrezione, in un passaggio alla VITA ETERNA.

L'anima, che ha percorso ormai tutte le tappe del Cam­mino Spirituale, teme sì il giudizio di Dio, che segue alla morte, perché ha preso sempre più coscienza delle proprie colpe. Ma non vive nell'angoscia e nella paura, perché ha scoperto che "abbiamo un Avvocato presso il Padre, Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati" (I Gv. 2,1-2). Offre continuamente al Pa­dre il prezzo del suo sangue preziosissimo come riscatto per la nostra purificazione e per la nostra salvezza. Quello stesso Gesù, che ha patito la croce per tutti gli uomini peccatori, l'anima lo sente sempre accanto a sé che la guida, la precede, la conforta, l'accompagna.

È Lui che invita tutti, con parole dolci e incoraggianti, a perseverare nella fede fino alla fine, assicurando come eredità il suo Regno di Amore, che si trasforma in Bea­titudine eterna.

"Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in Me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vada a prepa­rarvi un posto... poi ritornerò e vi prenderò con me, per­ché siate anche voi dove sono Io" (Gv. 14,1-3).

Giunti ormai verso la conclusione di questo breve Trat­tato sulla VITA SPIRITUALE, vogliamo riportare un Te­stamento anonimo, alquanto significativo. Lo ricopiamo così come lo abbiamo trovato. Ci sembra che esso rispecchi pienamente lo stato dell'anima che, guidata dal­lo Spirito Santo, ha percorso le varie tappe del Cammino e, giunta ormai al traguardo, contempla, con viva attesa, lo Sposo amato.

TESTAMENTO

"A TE, che ascolti la preghiera, VIENE ogni mortale ". (Sal. 64,3).

Anch'io STO PER VENIRE …

Morirò con le mani aperte, in un atto di supremo e totale abbandono a Te, DIO-TRINITA '. Ti benedirò per tutto l'Amore con cui le hai colmate queste mie piccole mani, durante il breve ma intenso, stupendo, ma insieme drammatico PASSAGGIO sulla scena di questo mondo. Le mie labbra, allora, grideranno a Te, che sei stato il SOLE e la BUSSOLA della mia vita, le PAROLE DEFINITIVE, "cavate" dalle radici del mio cuore: "SIGNORE, HAI VINTO!"… Ecco, io Ti consegno tutto il mio essere nell'atto estremo di povertà radicale che mi distacca per sempre dal mondo presente… Dal nulla mi hai tratto. Io non sono che cenere e polvere, ravvivata dal Soffio Vivi­ficante del tuo SPIRITO CREATORE. Eppure, tra le cre­ature, Tu mi hai "fatto " come il tuo "interlocutore privi­legiato" (cfr. Sal. 8), creandomi PERSONA, TUA IMMA­GINE e SOMIGLIANZA VIVENTE, per essere da te ama­to, ma anche per poterti ri-amare.

Prossimo a comparire davanti a Te per il giudizio inappellabile, guardando a ritroso la mia vita, vi scorgo tutte le mie insufficienze, le mie debolezze, le mie colpe. E qui la mia voce si fa tremante e diventa supplica acco­rata: "Non chiamare in giudizio il tuo servo: nessun vi­vente davanti a Te è giusto" (Sal. 142,2)…

"Se Tu guardi le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere?" (Sal. 129,3)…

Tu stesso, però, mi inviti poi ad aggiungere: "Ma presso di Te è il perdono" (Sal. 129, 4). Appoggiando­mi perciò, con una fiducia senza riserve, sulla Tua MI­SERICORDIA, Ti imploro: "Ricordati, Signore, del Tuo Amore, della Tua Fedeltà che è da sempre" ( Sal. 24,6).

Io so che posso contare su di Te, perché hai intessuto la mia vita del tuo AMORE TRASFIGURANTE, che ha colmato di GRAZIA e di MISERICORDIA tutte le mie deficienze.

Tu mi hai amato dall'eternità con Amore di PADRE nel tuo dilettissimo FIGLIO GESÙ CRISTO, che mi hai donato come FRATELLO e SALVATORE.

IN LUI "mi hai benedetto con ogni benedizione spiri­tuale";

IN LUI mi hai predestinato ad essere tuo figlio;

IN LUI, INCARNATO, IMMOLATO, RISORTO, mi hai liberato dal Maligno, trasferendomi nell'ineffa­bile intimità della Tua FAMIGLIA DIVINA: PA-DRE-FIGLIO-SPIRITO SANTO. (cfr. Ef.1,3 ss.). Per questo, sono e sarò sempre in debito di GRATITU­DINE con Te; debito che non potrò mai estinguere. Tu con me sei sempre "in perdita ". Eppure continui, "ostinato" nell'Amore, a colmare l'Abisso che ci separa, con la tua MISERICORDIA e la Tua BENE­VOLENZA senza limiti. Davanti a questo MISTERO di CONDISCENDENZA INFINITA, con cui Tu mi avvolgi e mi penetri tutto, io "piccolo granello di terra", ma PLASMATO dalle Tue Mani, mi smarri­sco ... entro in un pianto muto, fatto di "gemiti inesprimibili" (Rom. 8,26)...

Sotto l'Azione Potente del Tuo SPIRITO, che mi "tra­sfigura dentro", mi sento intimamente unito al tuo CRI­STO, il VERBO della VITA. Le dolci Parole che Tu rivolgi a LUI, le sento sussurrare anche nel mio cuore: "Tu sei Mio FIGLIO; OGGI Io ti ho generato" (Ebr. 1,5). Perciò, mentre Ti consegno la mia vita, che Tu hai creato e redento, Ti canto il MIO MAGNIFICAT, che vuole estendersi per tutta l'Eternità: "Benedici il Signore, ani­ma mia, quanto è in me benedica il suo Santo Nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici". (Sal. 102,1-2).

Lascia dunque che io come figlio mi abbandoni tra le tue braccia di PADRE, supplicandoti, sempre PER GRA­ZIA: Immergimi ora nel circuito beatificante del Tuo

Amore Trinitario, perchè io viva perennemente unito a Te, in un 'estasi che sarà senza fine, in cui "canterò in eterno le Meraviglie del Tuo Amore (sal. 88,2).

Mi congedo da questo "magnifico pianeta del colore e del Sole" (G. Papini), dove spesso però le "apperenze" traggono l'uomo in inganno, con un ATTO SUPREMO di FEDE IN TE, DIO—TRINITA ', che nell'AMORE TUTTO VINCI :

"NON MORIRO', RESTERO' IN VITA E ANNUN-ZIERO' LE OPERE DEL SIGNORE" (Sal. 117,17).

 

CONCLUSIONE

Una verità rifulge in tutto questo trattato sulla Spiritua­lità: la vita umana non è un cammino verso la morte ma, grazie a Cristo Crocifisso e Risorto per noi, grazie alla sua Pasqua, è divenuta, nella FEDE, un Cammino di TRASFIGURAZIONE, che trasforma la morte in VITA ETERNA. "Io sono la RISURREZIONE e la VITA; chi crede in Me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e cre­de in Me NON MORRA ' IN ETERNO" (Gv. 11,25-26).

Un grande scrittore spagnolo, Miguel De Unamuno, esprime molto efficacemente il Mistero Pasquale, EVEN­TO CENTRALE e CULMINANTE di tutta la Storia, in queste poche e lapidarie parole: "SENZA DI TE, O CRI­STO, NOI NASCIAMO PER MORIRE. CON TE, O CRI­STO, NOI MORIAMO PER VIVERE".

Con il Mistero della sua Pasqua, Gesù, ha cambiato radicalmente la storia umana: da storia di peccato, di tri­stezza, di disperazione, di morte, in storia di Liberazione, di Gioia, di Speranza, di Vita. Egli, donandoci nella Pen­tecoste lo Spirito Consolatore, non soltanto ha reso pos­sibile, ma affascinante il Cammino Spirituale verso la santità.

Ogni persona che persevera veramente nella Fede, con il passare degli anni, sente sempre più vivo il desiderio di essere santa. Questo desiderio si chiama "Nostalgia di Dio ". È il coronamento della Vita Spirituale, che prepara l’ESTASI ETERNA CON LUI NELLA GLORIA.

Se un pò di questa "Nostalgia" - che ricorda sempre da Chi proveniamo e verso Chi stiamo tornando - viene su­scitata anche in te, che leggi questo libretto, la fatica del­l'Autore non è stata vana.

me "de vita spirituali" exigui

FINIS OPERIS,

NUMQUAM VIATORI FINIS

QUAERENDI DEUM!

Tradotto dalla lingua latina in maniera libera nella lettera, ma fedele nello spirito:

QUI HA FINE UN BREVE TRATTATO SULLA

VITA SPIRITUALE, MA MAI HA FINE PER L'ANIMA, FINCHÉ È PELLEGRINA IN QUESTO MONDO, LA RICERCA DI DIO.

"Quanta sete nel mio cuore,

solo in Dio si spegnerà;

quanta attesa di salvezza,

solo in Dio si sazierà".

AMEN

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