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mercoledì 17 aprile 2013

Il Canto e la Preghiera in Lingue



LA PREGHIERA DI LODE A DIO, LA PREGHIERA SPONTANEA, IL CANTO DEGLI ANGELI

"Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili" (Rm 8, 26).

L'esperienza degli esorcisti e dei gruppi che praticano abitualmente preghiere di liberazione, ci ha fornito delle indicazioni precise su quale sia una delle forse di preghiera più efficaci nel liberare dal Maligno: la preghiera di lode.

La preghiera di lode è una preghiera che si fa sotto l'azione dello Spirito Santo immergendosi nella pienezza dell'amore di Dio. Nella preghiera di lode, tutto è luce, tutto è amore, tutto è gioia. Lodare Dio significa elevarsi al di sopra delle nostre miserie umane e inneggiare alla Sua gloria con tutto il nostro essere.

La preghiera di lode è la preghiera degli Angeli - il canto degli Angeli - che sono al cospetto di Dio. La preghiera di lode è un immergersi nello sconfinato amore di Dio abbandonandosi sotto la giuda dello Spirito.

I demoni risentono fortemente della preghiera di lode, non solo perché è una preghiera potente, ma anche perché con essa rivivono ciò che di più prezioso hanno perso: la possibilità di abbandonarsi con fiducia tra le braccia amorose del Creatore in una lode gioiosa.

Qui, però, c'è da specificare è un passaggio importante. La preghiera di lode si può fare in diverse maniere: si possono usare i salmi o altre espressioni della Bibbia, o anche preghiere già codificate dalla Chiesa… Ma una delle forme più "efficaci" è quella spontanea. E a questo riguardo spicca su tutti il "canto in lingue".

Molto praticato dai gruppi del Rinnovamento nello Spirito, il canto in lingue esprime una forma di preghiera spontanea per monosillabi. Mi spiego. Cantare in lingue non significa parlare lingue sconosciute: sotto l'azione dello Spirito ci si lascia andare ad una preghiera di lode che non si articola con parole e frasi di senso compiuto, ma, al contrario, con "gemiti" ed espressioni apparentemente senza senso che richiamano in un certo senso quelli che sono i monosillabi pronunciati da una mamma quando si stringe al seno il figlio.

Sant'Agostino chiamava questo tipo di preghiera: preghiera in jubilo.

"Chi è nella gioia non dica parole; la sua gioia si fa capire senza che egli vi aggiunga parole: è il canto di un'anima che la gioia inonda e che può esternare dei sentimenti senza arrivare a formare delle frasi. L'uomo che è nella gioia, cominciando dalle parole che non possono né dirsi né comprendersi, giunge a una specie di grido in cui la felicità scaturisce senza parole" (Sant'Agostino, Commento al Salmo 90).

Concludo riportando la testimonianza di due tra i più noti esorcisti italiani riguardo a questo argomento.

"In sostanza si tratta di preghiere di adorazione a Dio, parole senza un significato compiuto. La prima volta che mi è accaduto di sentire queste preghiere mi dissi: ma qui sono una gabbia di matti! Poi ci ho preso gusto… Personalmente non ho il dono della preghiera in lingue, ma la ascolto volentieri. E poi funzionano!" (Padre Amorth intervistato da Marco Tosatti, Memorie di un esorcista, Ed. Piemme, Milano 2010, pag.186).

E ancora, l'esorcista siciliano padre Matteo La Grua.

«La preghiera in lingue è una preghiera nello Spirito. L'esperienza ci insegna che i demoni sono molto sensibili alla preghiera in lingue. Nel corso di una liberazione, quando già parecchi demoni erano usciti ma altri resistevano tenacemente, domandammo per telefono alla comunità riunita in preghiera a parecchi chilometri di distanza di venirci in aiuto. Ci aiutarono pregando in lingue: "Chi sono questi che cantano lontano, che sono queste lingue che io sento?" disse lo spirito che teneva legata la ragazza, e, dopo averla rotolata a terra per parecchi metri, fuggì ruggendo».


(Matteo La Grua, La preghiera di Liberazione, Ed. Herbita, Palermo 1985, pag. 89).
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