ll Diario di Santa Faustina Kowalska- I° Quaderno - Parte 1/6
(Pubblicazione a puntate - Segue dal I° quaderno - Parte 1/5)

I°
Quaderno - Parte
1/6
TENEBRE E
TENTAZIONI. La mia mente era
stranamente ottenebrata; nessuna verità mi sembrava chiara. Quando mi parlavano
di Dio, il mio cuore era come un sasso. Non riuscivo a trarre dal cuore nemmeno
un sentimento d'amore per Lui. Quando con uno sforzo della volontà cercavo di
stare vicino al Signore, provavo gravissimi tormenti e mi sembrava con ciò di
spingere Iddio ad un'ira ancora maggiore. Non ero assolutamente in grado di
meditare, com'ero solita fare in precedenza. Sentivo un grande vuoto nell'anima
e non riuscivo a riempirlo con nulla. Cominciai a soffrire la fame e la
nostalgia di Dio, ma constatavo la mia completa impotenza. Provai a leggere
adagio, frase dopo frase, ed a meditare in quel modo, ma anche questo fu
inutile; non capivo niente di quello che leggevo. Davanti agli occhi della mia
anima c'era continuamente tutto l'abisso della mia miseria. Quando andavo in
cappella per qualche pratica di pietà, provavo ancora maggiori tormenti e
tentazioni. Talvolta per tutta la durata della S. Messa lottavo con pensieri
blasfemi, che premevano per giungere alle mie labbra. Provavo avversione per i
santi Sacramenti. Mi sembrava di non ricavare alcuno dei benefici che i santi
Sacramenti procurano. Mi accostavo ad essi solo per obbedire al confessore e
questa cieca obbedienza era per me l’unica via attraverso la quale dovevo
procedere e la mia àncora di salvezza. Quando un sacerdote mi spiegò che queste
sono prove mandate da Dio e che « nello stato in cui sei, non solo non offendi
Dio, ma Gli sei molto gradita; questo è un segno che Iddio ti ama immensamente e
che ha molta fiducia in te, dato che ti visita con queste prove », queste parole
però non mi diedero alcun conforto; mi sembrava anzi che non si riferissero
affatto a me. Una cosa mi stupiva. Talvolta capitava, quando soffrivo
tremendamente, che, nel momento in cui mi avvicinavo alla santa confessione,
cessavano all'improvviso quei terribili tormenti; ma appena mi allontanavo dalla
grata, tutti quei tormenti si abbattevano su di me con un accanimento ancora
maggiore. Allora cadevo con la faccia a terra davanti al SS.mo Sacramento e
ripetevo queste parole: « Anche se mi uccidessi, io confiderò in Te. Mi sembrava
di morire per quelle sofferenze. Il pensiero che mi tormentava di più era quello
di essere respinta da Dio. E poi seguivano altri pensieri: A che scopo
impegnarmi per la virtù e le buone azioni? Perché mortificarsi e annientarsi?
Perché emettere i voti? Perché pregare? Perché sacrificarsi e annientarsi?
Perché far di sé un olocausto ad ogni passo? Con che vantaggio, se sono già
respinta da Dio? A che pro questi sforzi? E qui Dio solo sa quello che avveniva
nel mio cuore. In un momento in cui ero tremendamente schiacciata da queste
sofferenze, andai in cappella e dissi dal profondo dell'amma queste parole: «
Fa' di me, o Gesù, quello che Ti piace. Io Ti adorerò ovunque. E avvenga in me
tutta la Tua volontà, o Signore e Dio mio, e io glorificherò la Tua infinita
Misericordia ». In seguito a quest'atto di sottomissione cessarono quei
terribili tormenti. All'improvviso vidi Gesù, che mi disse: « Io sono sempre
nel tuo cuore ». Una gioia
indicibile inondò la mia anima e la riempì di tanto amor di Dio, che infiammò il
mio povero cuore. Vedo che Iddio non permette mai prove al di sopra di quello
che possiamo sopportare. Oh! non mi spavento affatto: se manda all'anima grandi
tribolazioni, la sostiene con una grazia ancora più grande, sebbene noi non la
notiamo. Un solo atto di fiducia in quei momenti, dà più gloria a Dio che molte
ore passate nel godimento di consolazioni durante la preghiera. Ora vedo che, se
Dio vuole tenere un'anima nelle tenebre, nessun libro né alcun confessore
riuscirà ad illuminarla. O Maria, Madre e Signora mia, affido a Te la mia anima
ed il mio corpo, la mia vita e la mia morte e ciò che verrà dopo. Metto tutto
nelle Tue mani. O Madre mia, copri col Tuo manto verginale la mia anima e
concedimi la grazia della purezza del cuore, dell'anima e del corpo e difendimi
con la Tua potenza da tutti i nemici e soprattutto da quelli che nascondono la
loro malvagità sotto la maschera della virtù. O splendido Giglio, Tu sei il mio
specchio, o Madre mia. O Gesù, divino Prigioniero d'amore, quando rifletto sul
Tuo amore e sul Tuo annientamento per me, i sensi mi vengono meno. Nascondi la
Tua incomprensibile maestà e Ti abbassi fino a me miserabile. O Re della gloria,
sebbene Tu nasconda la Tua bellezza, tuttavia lo sguardo della mia anima
squarcia il velo. Vedo i cori degli angeli, che incessantemente Ti rendono onore
e tutte le Potenze del cielo, che incessantemente Ti adorano ed incessantemente
proclamano: Santo, Santo, Santo. Oh, chi mal potrà comprendere il Tuo amore e la
Tua insondabile Misericordia verso di noi? O Prigioniero d'amore, chiudo il mio
povero cuore in questo tabernacolo, perché Ti adori incessantemente, giorno e
notte. Non conosco impedimenti in questa adorazione e, anche se sarò fisicamente
lontana, il mio cuore è sempre con Te. Niente può costituire un ostacolo al mio
amore verso di Te. Non esistono impedimenti per me. O Gesù mio, Ti consolerò per
tutte le ingratitudini, per le bestemmie, per la tiepidezza, per l'odio dei
senza-dio, per i sacrilegi. O Gesù, desidero ardere come vittima pura e
consumata davanti al trono del Tuo nascondimento. T'imploro incessantemente per
i peccatori agonizzanti. O Santissima Trinità, Indivisibile, unico Dio, sii
benedetta per questo grande dono e testamento di misericordia! O Gesù mio, in
riparazione delle bestemmie, tacerò quando sarò rimproverata ingiustamente, per
ricompensarTi in questo modo almeno in piccola parte. Innalzo a te nella mia
anima un inno incessante e questo nessuno lo immagina, né lo comprende. Il canto
della mia anima è noto soltanto a Te, o mio Creatore e Signore. Non mi lascerò
assorbire dalla frenesia del lavoro fino al punto di dimenticarmi di Dio Tutti i
momenti liberi li passerò ai piedi del Maestro nascosto nei SS.mo Sacramento. È
Lui che m'istruisce fin dai miei più teneri anni. «Scrivi questo:
prima di venire come Giudice giusto, vengo come Re di Misericordia. Prima che
giunga il giorno della giustizia, sarà dato agli uomini questo segno in cielo:
si spegnerà ogni luce in cielo e ci sarà una grande oscurità su tutta la terra.
Allora apparirà in cielo il segno della Croce e dai fori, dove furono inchiodati
i piedi e le mani del Salvatore, usciranno grandi luci che per qualche tempo
illumineranno la terra. Ciò avverrà poco tempo prima dell'ultimo giorno». O Sangue e Acqua,
che scaturisti dal Cuore di Gesù, come sorgente di Misericordia per noi, confido
in Te.
Wilno,
2.VIII.1934. Venerdì, dopo la S. Comunione, venni
trasportata in ispirito davanti al trono di Dio. Davanti al trono di Dio vidi le
Potenze celesti, che adorano Dio incessantemente. Al di là del trono vidi uno
splendore inaccessibile alle creature; vi entra soltanto il Verbo Incarnato,
come Mediatore. Quando Gesù penetrò in quello splendore, sentii queste
parole: “Scrivi subito
quello che ascolti: sono il Signore nella Mia Essenza e non conosco imposizioni
né bisogni. Se chiamo delle creature alla vita, questo è per l'abisso della Mia
Misericordia”. In quello stesso momento mi vidi nella nostra cappella
come prima, nel mio inginocchiatoio; la S. Messa era terminata; queste parole le
trovai già scritte. Allorché vidi quanto il mio confessore doveva soffrire a
causa di quest'opera, che Iddio suo tramite sta mandando avanti, mi spaventai
per un momento e dissi al Signore: Gesù, dopotutto quest'impresa è Tua e perché
ti comporti così con lui, sembra quasi che gliela ostacoli, mentre esigi che la
attui? “Scrivi che giorno
e notte il Mio sguardo riposa su di lui e che permetto queste contrarietà per
aumentare i suoi meriti. Io do la ricompensa non per il risultato positivo, ma
per la pazienza e la fatica sopportata per Me ».
Wilno,
26.X.1934. Venerdì, mentre dall'orto andavo a cena con
le educande, erano le sei meno dieci, vidi Gesù sulla nostra cappella, con lo
stesso aspetto di quando L'avevo visto la prima volta: così come è dipinto in
questa immagine. I due raggi, che uscivano dal Cuore di Gesù, coprirono la
nostra cappella e l'infermeria e poi tutta la città e si estesero sul mondo
intero. Ciò durò forse circa quattro minuti e poi scomparve. Anche una delle
figliole, che era assieme a me un po dietro alle altre, vide quei raggi, ma non
vide Gesù e non vide da dove uscivano i raggi. Rimase molto impressionata e lo
raccontò alle altre ragazze. Le ragazze cominciarono a ridere di lei dicendole
che le era sembrato di vedere qualcosa e forse era una luce proveniente da un
aereo, ma essa rimase saldamente ferma sulla propria opinione e disse che mal in
vita sua aveva visto raggi di quel genere. Dato che le ragazze le obiettarono
anche che forse quello era un riflettore, essa allora rispose che conosceva la
luce dei riflettori. « Raggi così non ne avevo visti mai ». Quella ragazza dopo
cena si rivolse a me e mi disse che quei raggi l'avevano talmente impressionata,
che non riusciva a darsi pace: « Continuamente ne avrei parlato »; eppure non
aveva visto Gesù. E mi ricordava continuamente quei raggi, mettendomi così in un
certo imbarazzo, dato che non potevo dirle di aver visto Gesù. Pregai per questa
cara anima, perché il Signore le concedesse le grazie di cui aveva tanto
bisogno. Il mio cuore si rallegrò, perché Gesù stesso si fa conoscere nella Sua
opera. Benché abbia avuto per questo motivo grandi dispiaceri, tuttavia per Gesù
si può sopportare tutto. Quando andai all'adorazione, sentii la vicinanza di
Dio. Dopo un momento vidi Gesù e Maria. Quella visione riempì la mia anima di
gioia e chiesi al Signore: Quale è, Gesù, la Tua volontà in questa questione,
sulla, quale il confessore mi ordina di interpellarTi? Gesù mi rispose: « E Mia volontà
che stia qui e che non si licenzi ». E domandai a Gesù se andava bene
la scritta: « Cristo, Re di Misericordia ». Gesù mi rispose: « Sono Re di
Misericordia », e non disse: « Cristo ». « Desidero che
questa immagine venga esposta al pubblico la prima domenica dopo Pasqua. Tale
domenica è la festa della Misericordia. Attraverso il Verbo Incarnato faccio
conoscere l'abisso della Mia Misericordia ». Avvenne in modo mirabile! Come il Signore
aveva chiesto, il primo tributo di venerazione per questa immagine da parte
della folla ebbe luogo una prima domenica dopo Pasqua. Per tre giorni
quest'immagine fu esposta al pubblico e fu oggetto della pubblica venerazione.
Era stata sistemata ad Ostra Brama su di una finestra in alto, per questo era
visibile da molto lontano. Ad Ostra Brama venne celebrato un triduo solenne a
chiusura del Giubileo della Redenzione del Mondo, per il 19° centenario della
Passione del Salvatore. Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con
l'opera della Misericordia richiesta dal Signore. Un certo giorno vidi
interiormente quanto dovrà soffrire il mio confessore. Gli amici ti
abbandoneranno e tutti ti contrasteranno e le forze fisiche diminuiranno. Ti ho
visto come un grappolo d'uva, scelto dal Signore e gettato sotto il torchio
delle sofferenze. In certi momenti, padre, la tua anima sarà piena di dubbi per
quanto riguarda quest'opera e me. E vidi come se Iddio stesso gli fosse
contrario e domandai al Signore perché si comportasse così con lui, come se gli
rendesse difficile quello che ordina Ed il Signore disse: « Mi comporto così
con lui, per far comprendere che quest'opera è Mia. Digli che non abbia paura di
nulla. Il Mio sguardo è rivolto giorno e notte su di lui. Nella sua corona ci
saranno tante corone quante sono le anime che si salveranno tramite quest'opera.
Io do il premio per le sofferenze, non per il buon esito nel lavoro ».
O mio Gesù, Tu solo sai quante persecuzioni sto sopportando per il fatto che Ti
sono fedele e che mi attengo decisamente alle Tue richieste. Tu sei la mia
forza; sostienimi, affinché possa sempre fedelmente adempiere tutto quello che
richiedi da me. Io da sola non sono capace di nulla, ma se Tu mi sostieni, tutte
le difficoltà non contano niente. O Signore, vedo bene che la mia vita, dal
primo momento in cui la mia anima ricevette la capacità di conoscerTi, è una
lotta incessante e sempre più accanita. Ogni mattina durante la meditazione mi
preparo alla lotta per tutto il giorno e la S. Comunione mi dà la sicurezza che
vincerò e così avviene. Ho paura di quel giorno in cui non ho la S. Comunione.
Questo Pane dei Forti mi dà ogni energia per portare avanti quest'opera ed ho il
coraggio di eseguire tutto quello che richiede il Signore. Il coraggio e
l'energia, che sono dentro di me, non sono miei, ma di Chi abita in me:
l'Eucaristia. O Gesù mio, quanto sono grandi le incomprensioni! Talvolta, se non
ci fosse l'Eucaristia, non avrei il coraggio di proseguire sulla strada che mi
hai indicato. L'umiliazione è il mio cibo quotidiano. È logico che la promessa
sposa si adorni con ciò che interessa al suo promesso Sposo, perciò la veste
dello scherno che ha coperto Lui, deve coprire anche me. Nei momenti in cui
soffro molto, cerco di tacere poiché non mi fido della lingua, che in quei
momenti è propensa a parlare di sé, ed invece deve servirmi per lodare Iddio per
i tanti benefici e doni che mi ha elargito. Quando ricevo Gesù nella S.
Comunione Lo prego ardentemente perché si degni di guarire la mia lingua, in
modo che con essa non offenda né Iddio, né il prossimo. Desidero che la mia
lingua lodi Dio incessantemente. Grandi colpe si commettono con la lingua.
Un'anima non può giungere alla santità, se non tiene a freno la propria
lingua.
RIASSUNTO DEL
CATECHISMO DEI VOTI RELIGIOSI. D. Che cos'è il voto? R. È una promessa
volontaria fatta a Dio di eseguire un'azione più perfetta D. E da ritenere
obbligatorio un voto in materia già prescritta da un comandamento? R. Si.
L'esecuzione di un'azione in cose prescritte da un comandamento ha doppio valore
e merito, ma la sua omissione è una doppia trasgressione e cattiveria, poiché se
s'infrange il voto, al peccato contro il comandamento si aggiunge il peccato di
sacrilegio. D. Perché i voti religiosi hanno un valore così grande? R. Perché
costituiscono il fondamento della vita religiosa, approvata dalla Chiesa, in cui
i membri, uniti in una comunità religiosa, s'impegnano a tendere incessantemente
alla perfezione, per mezzo dei tre voti religiosi di povertà, castità e
obbedienza, emessi secondo le regole. D. Che cosa significa tendere alla
perfezione? R. Tendere alla perfezione significa che lo stato religioso in sé
non solo esige che venga raggiunta la perfezione, ma obbliga sotto pena di
peccato ad un impegno quotidiano per la sua conquista. E pertanto il religioso
che non intende giungere alla perfezione trascura il principale dovere del
proprio stato. D. Che cosa sono i voti religiosi solenni? R. I voti religiosi
solenni sono così vincolanti che, in casi eccezionali, solo il Santo Padre può
dispensare da essi. D. Che cosa sono i voti semplici? R. Sono voti meno
vincolanti; dai perpetui e dagli annuali dispensa la Santa Sede. D. Qual è la
differenza fra il voto e la virtù? R. il voto comprende soltanto ciò che è
prescritto sotto pena di peccato; la virtù invece tende più verso l'alto e
facilita l'osservanza del voto, e al contrario, infrangendo il voto, si vien
meno anche alla virtù e la si ferisce. D. Che obblighi impongono i voti
religiosi? R. I voti religiosi impongono l'obbligo di impegnarsi per il
conseguimento delle virtù e della totale sottomissione ai Superiori ed alle
Regole, in base alla quale si consegna la propria persona a vantaggio
dell'ordine, rinunciando a tutti i diritti su di essa e sulle sue attività, che
dedica al servizio di Dio.
Continua......
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