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mercoledì 12 giugno 2013

12- GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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GIORNO XII:

I. Il Cuore di Gesú fonte di santità.

- « L' adorabile Cuore di Gesù deve es­sere il santificatore e consumatore dei nostri coi santi ardori del puro amor suo.

« Oh bisogna che amiamo di tutte le forze nostre il Cuor di Gesù per quanto ce ne voglia costare! Bisogna che, ci santifichiamo a qualunque prezzo: e poiché egli è Santo, anche noi, dobbiamo, divenir santi. E se a questo non occorre che amare, perché non bruciamo noi senza posa; nella fornace ardente del puro, amor suo, che ci purificherà e tutto insieme ci santi­ficherà?

« Non dobbiamo più respirare che fiam­me e amore; puro amore crocifiggente e tutto sacrificato per una continua immolazione di noi, al beneplacito divino, affinché questo si compia in noi perfettamente, con­tentandoci di amare e lasciar fare a lui, sia che ci abbassi o ci sollevi, sia, che ci con­soli o ci affligga. Purché sia egli contento, tutto, il resto ci dev'essere, indifferente. A­miamo dunque quest' unico Amore delle anime nostre, poiché egli ci amò il primo ed ancora ci ama con tanto ardore, che di continuo ne avvampa nel santissimo Sa­cramento. Non bisogna più che amare que­sto Santo dei santi per divenir santi. Chi dunque ne impedirà di esser tali, quando noi abbiamo cuori per amare e corpi per patire? Ma oihmè! si può patire allorchè si ama? No, non vi sono più patimenti per quelli che amano ardentemente il Sacro Cuore del nostro amabile Gesù; perchè i dolori, le umiliazioni, i disprezzi, le con­traddizioni e quant' altro avvi di più amaro nella natura tutto viene a cangiarsi in amo­re dentro questo Cuore adorabile, il quale vuol essere amato senza misura, vuole possedere senza riserva il tutto, e tutto vuol fare in noi senza resistenza da parte nostra. Abbandoniamoci dunque in poter suo, affidiamoci a lui, lasciamo fare a lui, e vedremo com'egli applicherà immanca­bilmente tutta l' opera necessaria alla nostra perfezione, per modo che la bisogna sarà ben presto fornita, purchè non vi appor­tiamo noi ostacolo! Ah chi 1' ama perfetta­mente non pensa pure a resistergli! Amiamo lui dunque con tutte le forze e potenze nostre, e siamo interamente di lui senza riserva, giacchè egli vuole tutto o niente. E dopo esserci una volta tutto donati a lui, non ci ripigliamo più, non ri­pugnamo più ed egli avrà la cura di santificarci a misura che noi ci piglieremo quella di glorificarlo.

II. Avvisi per arrivare alla santità.

II Signore vorrebbe vederci procedere a gran passi nelle vie del suo amore, tuttochè crocifiggenti la natura. Non patteggiamo più adunque con lui, ma diamo a lui tutto, ed egli ci farà trovar tutto nel suo divin Cuore. Buon segno, quando la grazia ci persegue e ci stringe; ma temiamo che ella non si stanchi e ci abbandoni.

« Studiatevi di far buon profitto e di coltivare i buoni sentimenti ricevuti dalla somma Bontà; porgetevi attenti, perchè lo Spirito Santo spira dove gli piace la gra­zia viene e non ritorna mai. Profittiamone però, mentre il Signore ispirandoci il bene ci dà la forza di farla; ma non è così della creatura. Seguite dunque i suoi lumi senza stancarvi, fino a che voi lo abbiate reso padrone assoluto del vostro cuore. Imparate a lasciarvi e dimenticarvi, interamente ab­bandonandovi alla balia della provvidenza del sacro Cuore come una statua fra le mani dello scultore, a fine che egli tagli e recida secondo il suo desiderio.

A noi fa’ mestieri abbracciare amoro­samente tutte le occasioni di patire, come preziosi pegni della amore del sacro Cuore, ricordandoci che non si diventa santo se non coll' umiliarsi; col rinunciare a sè e mortificarsi; in una parola col crocifiggersi in tutto e per tutto. Ce ne costerà, è vero; da parte della natura, che teme la propria distruzione e tutto ciò che la fa patire; ma ohimè! si potrebbe farla morire senza molto patirne, mentre tutto vi si, oppone in noi per le nostre passioni continuamente ribelli e a noi cagione di frequenti cadute? Non bisogna però turbarci nè lasciarci abbattere o scoraggiare, ma farci violenza cavando profitto dagli stessi nostri trascorsi per animarci alla pugna, ad esempio dei santi che hanno, sentite debolezze come noi. Ci abbisogna dunque combattere con essi con­tro di noi fino al termine e morire colle armi alla mano, perchè la corona si da so­lamente ai vincitori.

Certamente non vi è mezzo, e si tratta di salvarci o di perderci per una eter­nità: 1' uno e 1' altro dipende da noi, e bisogna scegliere d' amare Dio eternamente in cielo coi Santi, dopo esserci fatta vio­lenza, mortificandoci e crocifiggendoci quag­giù, come i Santi hanno fatto ovvero noi possiamo rinunciare alla mera beatitudine dando alla natura ciò che desidera.

« Fuggiamo le ansietà; studiandoci di formare il nostro interno ed esterno sul modello dell'umile dolcezza dell'amoroso Cuor di Gesù, facendo ciascuna, delle no­stre azioni colla stessa tranquillità come fosse l'ultima di nostra vita, procurando di spendere ogni momento al fine per cui ci è conceduto.

« Oh potessimo lasciarci ed obliarci ap­pieno, per non vedere nè avere più altro se non il nostro Unico Necessario, che tanto brama da noi. Tutta la vita nostra di etendere solo a questa unità per un atto puro e semplice; unità di volere con quello del nostro Bene sovrano, per volere unicamente ciò ch'ei vuole; unità di amore, unità di cuore, di spirito, di operazione, unendoci solo a quello ch'egli opera in noi ».

III. La Santa elegge la via più sicura per giungere alla santità.

Appresso parecchi anni passati in religione il Signore ella dice, mi si presento e arrecando nell' una mano un quadro della più felice vita che possa immaginarsi per un' anima reli­giosa, tutta di pace e di consolazione in­terna ed esterna, con sanità perfetta unita­niente «i plausi ed alla stima delle creature; nell'altra un quadro di vita abbietta, croci­fissa, dispregiata, contraddetta e sempre in patimento di corpo e di spirito; e mi disse: Scegli, figliuola mia, qual meglio ti aggrada; e comunque tu scelga, io ti farò le mede­sime grazie. Ed io, prostrandornegli ai piedi per adorarlo, risposi- 0 Signor mio, io voglio solo voi e la scelta che voi farete per me. E dopo avermi egli stimolata molto a scegliere, io dissi ancora: Voi mi bastate, o Dio. mio, fate per me ciò che a voi sarà di gloria maggiore, senza riguardo nè al­1' interesse nè alla consolazione mia. Siate contento voi, e questo a me bastai Allora egli riprese, che colla Maddalena io avea.

scelta 1' ottima parte che punto mi verrebbe tolta; poiché mia eredità sarebbe egli per sempre; e porgendomi il quadro di croci­fissione, aggiunse: Ecco lo scelto da me, più a mio grado e pel compimento de' miei disegni e per rendere te a me confor­me; l'altro è vita di - godimento, non di merito, serbato per l'eternità. Accettai io dunque il quadro di morte, baciando la mano che lo porgeva, sebbene la natura lo fremesse; lo abbracciai con tutto l'affetto del cuore, e premendolo al seno, lo lo sentii si fortemente imprimersi in me che mi sem­brava non essere io più altro se non un com­posto di quanto vi aveva visto delineato.

IV. Atto di adorazione e di amore al sacro Cuore.

- « Io adoro con tutta la possa del mio cuore la vostra sovranità, o sacratissimo, divino e adorabile Cuor di Gesù, ch' io voglio temere e rispettare con un'attenzione contina di non più offendervi, perché voi siete buono infinitamente. O santissimo Cuore, io vi amo e voglio amarvi al sommo, sopra tutte le cose, con tutte le mie forze e potenze, detestando ogni pec­cato, sperando che essendo io tutta vostra per avermi voi rigenerata 'con tanti dolori sulla croce, avrete pietà delle mie debolezze e miserie, e non mi lascerete andare perduta.

Io vi amo di tutto l'amore onde il cuor mio è capace; ma dilatate voi la sua capacità ed aumentate il mio amore, affin­che io vi arai di vantaggio, e tale amore mi renda tutta vostra per sempre. Questa grazia io vi domando per me e per tutti i cuori capaci di amarvi. »

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