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mercoledì 19 giugno 2013

19- GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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GIORNO XIX.

I. L'anima deve cercare di rendersi gradita santuario al Cuore di Gesú.

- Ora viene una grazia insigne, concessa un giorno dell'Ascensione alla Santa, che la racconta in questa forma: Andando noi al coro per onorare il momento in cui nostro Signore salì al cielo, postami innanzi al divin Sacramento, mi trovai in una grande quiete; e, tosto io vidi un ardente splendore che in se accogliea 1' amabile Gesù, il quale avvicinatosi a me disse queste parole: Fi­gliuola mia, ho scelto l'anima tua, perchè mi sia un cielo di riposo in terra, ed il tuo cuore un trono di delizie al divino amor mio. E qui ascoltiamola insegnare a noi, dopo aver fatto del suo cuore un cielo di riposo a Gesù sposo suo divino, per quale via possiamo anche noi rendergli i nostri una gradita dimora.

« Io vi esorto a tener bene apparecchiato il cuor vostro a ricevere le visite del Si­gnore. Perciò fa duopo conservare tutti i nostri sensi in solitudine, sbandendo le inutili riflessioni ed i riguardi a noi, che servono solamente a turbare e a ritrarre l'anima nostra dalla pace, senza cui ella non potrà mai essere il santuario del Si­gnore.

Voi dovete mirar sempre Dio in voi; perchè così mirandolo in noi si fa necessario che tutte le nostre potenze e facoltà, ed anche i nostri sensi raccolgansi al di dentro di noi; laddove mirandolo fuori di noie oggetti facilmente ce ne distraggono.

« Quando vogliamo avere l'amor suo per ospite, ci bisogna vuotare e staccare il nostro cuore dall'affetto di tutte le crea­ture e di noi stessi, poiché quello ci è ra­pito da quanto altro a sè ci attrae, e noi veniam tolti a Dio ed al suo puro amore, che regna nel patimento, trionfa nell'umanità per gioire nell'unità.

« Dovete riguardar sempre l'anima vostra come un santuario dove abita Dio; però vi conviene andar bene guardinghi di brut­tarla con alcuna macchia. Inoltre dovete fare del cuor vostro un trono del suo amore, e là ritraendovi con lui, entrarvi in si­lenzio, lui amando e adorando di tutta vostra forza e potere.

Come una sposa diletta vi dovete studiare di render l'anima vostra tutta pura ed innocente per piacere a questo Sposo divino, avendo lui solo di mira quanto fa­rete, a lui donando tutto senza riserva.

« Il sacro Cuore del Signor nostro vuol essere l' oggetto di tutte le vostre compia­cenze, sì che poniate ogni vostro gusto in lui per rendervi degna ch'egli ponga il suo in voi. Come Gesù è geloso del vostro cuore e vuol possederlo da solo, così bi­sogna che voi siate gelosi del suo, aman­dolo più di tutti se fosse possibile ».

II. Propone alle sue novizie di formare del loro cuore un sacro oratorio al Cuor di Gesù.

- « Credo che voi non potete dare un pegno più forte dell'amor vostro al divin Cuore, e a lui più gradito, che albergandolo nella stanza di delizie da lui­ stesso edificatasi, che è il vostro cuore, donde conviene scacciare quegl'idoli da voi già si lungamente adorati, o della vo­stra superbia o della vostra propria volontà o di qualsiasi attacco alla creatura. E dopo averne bandito i nemici tutti del sacro Cuore, che sono anche vostri, vi tergerete e purgherete ogni macchia, togliendone tutte le passioni e propensioni immortificate. Poi vi arrecherete l'addobbo della purità d'intenzione; di far tutto cioè per piacere a lui.

« Appresso scaverete colla profonda u­miltà le fondamenta del suo trono da ele­varsi a farvi regnare il sacro Cuore, ossia il puro amor divino, fra gli ardori del quale esso sta sempre come vittima di olocausto immolata e sacrificata alla gloria del suo divin Padre per nostro amore.

Gli ornamenti di questo trono do­vranno essere ricchi e preziosi, come egli li desidera e voi li potrete santamente avere. Il primo dev' esser tutto d'oro di santa ca­rità, la quale vi metterà sì avanti nella sua amicizia, che egli lascerassi possedere a voi come a sue dilette spose, dicendovi amorosamente: Tutto il mio è tuo, e tutto il tuo è mio, perchè la carità ci unisce.

« Le tre potenze dell'anima vostra sono come tre angeli destinati a rendergli un omaggio continuo. L'adorazione del vostro intelletto si occuperà solo a conoscerlo e la vostra volontà ad amarlo, offrendogli ognora l' incenso di mille santi affetti, di desiderio di piacere a lui e di non esserne mai separata; il ricordare poi della vostra memoria sia tutto in una perenne ricono­scenza dei suoi beneficii.

« Tre volte al giorno vi entrerete: la mattina per rendere i vostri omaggi di ado­razione e di sacrificio a questo sacro Cuore, come a vostro Sovrano liberatore, al quale voi Sacrificherete tutto quanto avrete a fare e patire, con tutte le parti del vostro essere, per solamente servirvene ad amare, onorare, glorificar lui, unendovi alle sue sante inten­zioni, rinunciando a tutto quanto potesse a lui dispiacere: a mezzogiorno vi entrerete per rendergli i vostri omaggi di amore e di domanda; gli scoprirete tutte le piaghe e tutte le miserie dell'anima vostra, come a sovrano rimedio dei vostri mali, che può sovvenire a tutte le vostre necessità: vi entrerete la sera per rendergli i vostri omaggi di riconoscenza, per ringraziarlo di tutti i suoi benefici e chieder perdono con vivo dolore di tutte le ingratitu­dini ed infedeltà che possiate avergli usa­to, con una ferma risoluzione di morire piuttosto che offenderlo. Appresso gli for­merete una corona di atti di virtù da voi esercitate, a fine di alleviare le punture ch'egli soffre dalle spine dei nostri peccati supplicandolo di riparare il male da noi fatto col bene che egli fa ».

III. L' amore è preghiera e dalla pre­ghiera nasce l' amore.

- « Voi mi do­mandate alcuna breve preghiera per signi­ficare a lui il vostro amore; per me non ne conosco altra e non ne trovo punto di migliore che questo stesso amore, perchè tutto parla quando si ama, ed anche le più grandi occupazioni sono prove del nostro amore. Amate dunque, dice sant' Agostino, e fate quel che volete. E dacchè non si può amare senza patire, amiamo dunque e patiamo tutto insieme e non ne perdiamo un momento; perchè tutte le croci sono preziose ad un cuore che ama il suo Dio e vuol essere amato da lui. Procuriamo così di renderci copie veraci del nostro Amor crocifisso ».

IV. Orazione a nostro Signore come a Re nel divin Sacramento.

- Io vi ado­ro, o Gesù, Re potente, sul trono vostro di amore e di misericordia. Ricevetemi come vostro suddito e vostro schiavo, e perdo­nate, ve ne supplico, le mie resistenze e ribellioni al sovrano vostro dominio sopra 1' anima mia. Deh vi sovvenga o Re beni­gnissimo, come non potreste essere miseri­cordioso, se non aveste sudditi miserabili. Aprite dunque, ve ne scongiuro, la mano vostra liberale per riempire la mia estrema indigenza col tesoro prezioso del vostro santo amore, che non è altra cosa da voi stesso, dopo avermi vuotato da tutto questo miserabile amore di me e di tutti questi vani rispetti umani che mi tengono avvinto in catene. Venite, o sovrano mio Re, rompete i miei lacci e liberatemi da questa servitù, per istabilire la vostra signoria nel mio cuore. Io voglio regnare nel vostro per un ardente amore verso il prossimo, non par­landone se non con carità, sopportandolo, scusandolo, facendo solo a lui quello che vorrei fatto a me, non bruttando mai nè il mio cuore, nè la mia lingua di maldicenza o risentimento veruno; io non mi turberò di niente, affinchè il Re mio trovi in me un regno di pace. Amen ».

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