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lunedì 3 giugno 2013

3 - GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

 

CuorediC

GIORNO III

I. Gesù dona il proprio Cuore agli uomini, come ultimo sforzo dell'amor suo, e ne vuole onorata in pubblico l'immagine.

- Qui narra la Santa uno dei più insigni favori, conforme ne avea già dovuto dar conto per obbedienza.

Un giorno, festa di S. Giovanni evan­gelista, dopo fattami una grazia somigliante alla ricevuta da questo diletto discepolo dell'ultima Cena, il sacro Cuore mi si pre­sentò come sopra un trono di fuoco e di fiamme, raggiante da ogni lato, più splen­dido del sole e trasparente come cristallo. La ferita riportata in croce vi appariva visibilmente; una corona di spine circondava quel divin Cuore, una croce lo sormontava. Il mio divin Maestro mi fece intendere come tali strumenti di sua passione significavano che l'amore immenso, da lui nutrito per gli uomini, era stato 1' origine di tutti i suoi patimenti, i quali fino dal primo istante di sua incarnazione, gli erano stati presenti, e da quel punto la croce gli venne, per così dire, piantata nel Cuore; accettando egli tutte le umiliazioni e i dolori, che la sua santa Umanità dovette soffrire durante la mortal vita, come anche gli oltraggi a cui l'amor suo per gli uomini esponevalo nel santissimo Sacramento sino al termine dei secoli. Egli mi diede poi a conoscere che il suo vivo desiderio di essere perfettamen­te amato dagli uomini lo avea mosso a voler manifestare e donar loro il proprio Cuore, in questi ultimi tempi, quale supremo sforzo dell'amor suo, loro, proponendo un' oggetto ed un aiuto così acconcio per impe­gnarli ad amarlo e ad amarlo sodamente; aprendo loro i tesori tutti di amore, di mi­sericordia, di grazia, di santificazione e di salute in esso racchiusi affinchè tutti coloro, che volessero al possibile rendere e procu­rare a lui onore ed amore, fossero con profusione arricchiti dei tesori divini onde egli era fonte copiosa e perenne.

« Mi assicurò inoltre che gustava un piacer singolare di esser onorato sotto figura di questo Cuore di carne, del quale voleva che fosse in pubblico esposta l' ima­gine, a fine, egli aggiunse, di toccare il cuore insensibile degli uomini; prometten­domi di spargere in abbondanza su quanti 1' onorerebbero, i tesori di grazie ond' egli era pieno.

« Dovunque tale immagine sarà esposta per essere singolarmente onorata, vi attirerà l'abbondanza di ogni maniera di benedi­zioni. Dopo ciò questo divino Salvatore mi disse presso a poco le parole seguenti:

« Ecco, figliuola mia, il disegno per cui ti ho scelta, ti ho fatte grazie così grandi e ti ho presa in particolar cura fin dalla culla. Io mi sono reso tuo maestro e tuo direttore solo per disporti a ricevere queste eccelse grazie, fra le quali tu devi contar la presente come una delle più segnalate, onde io ti scopro e ti dono il più grande di tutti i tesori col mostrarti e donarti al tempo stesso il mio Cuore ». « Allora io prostesi a terra la faccia, nè mi fu possibile esprimere i miei sentimenti in altra guisa che col silenzio, ben tosto poi interrotto dalle mie lacrime e dal miei sospiri ».

II. Memoria Perenne di tanto favore.

- A quattordici anni d'intervallo, ancora la Santa se ne ricordava con queste sublimi parole: «- Nella festa del prediletto disce­polo del nostro Diletto, mi tornò a mente, come in tal giorno questo Sposo divino mi fece la grazia incomprensibile, onde sono io cotanto indegna, di farmi riposare col discepolo prediletto sopra il suo seno, e di donarmi il suo Cuore, la sua croce, il suo amore: il suo Cuore per mio asilo, mio soccorso, mio cielo di riposo fra le tem­peste di questo procelloso mare; la sua croce per mio trono di gloria, ove io debbo non solo glorificarmi, ma giocondarmi an­cora, mentre non avvii niente di buono per me fuori di Gesù, la croce e l'amore; l'a­mor suo per purificarmi, perfezionarmi, tra­sformarmi al tutto In lui. Ma, o Dio mio, quanto male ho corrisposto a grazie così grandi, le quali mi doveano far santa, e forse non serviranno che a mia condanna! » Un'altra volta ella così scriveva:

Il sacro Cuore di Gesù mi porge con­tinui favori, e io lo ripago solamente d'in­gratitudine. Egli mi ha graziata di una vi­sita, che sperimentai sommamente proficua per le buone impressioni lasciatemene in cuore. Allora egli mi confermò, essere così grande il suo piacere in vedersi conosciuto, amato ed onorato dalle proprie creature che, se non m'inganno, mi ha promesso, che tutti coloro i quali saranno divoti e consecrati a lui non periranno giammai; che essendo egli la sorgente di tutte le benedizioni, queste a larga mano spargerà sopra ogni luogo, dove sia esposta ed oso­rata l'immagine del suo divin Cuore; che riunirà in pace le famiglie discordi, e pro­teggerà e assisterà quelle che trovandosi in qualche necessità, si rivolgeranno a lui con fiducia; che spanderà la soave unzione della sua carità sopra tutte le comunità che l'onoreranno e porrannosi sotto la speciale sua protezione; che stornerà i flagelli tutti della divina Giustizia per rimetterle in gra­zia, allorchè ne fossero scadute ».

III. Idea pratica della divozione al Sacro Cuore.

- «Io vi dirò alla semplice, scriveva la Beata, come a verace amica nel Cuore adorabile del Signor nostro Gesù Cristo, che quando io lo prego per voi mi viene in pensiero che, se voi desiderate vivere tutta per lui ed arrivare alla perfezio­ne, vi bisogna fare intero sacrificio al sacro Cuore di voi stessa e di quanto da voi dipende, senza riserva, per non volere più niente che per la volontà di questo amabil Cuore, per non affezionarvi più a niente se non alle sue affezioni, non operando niente senza il suo lume, non intraprendendo mai niente senza prima domandare a lui consiglio ed aiuto, dando a lui grazie del pari, sì nei mali come nei buoni successi delle nostre imprese, sempre rimanendo col­l'animo contento senza mai turbarci di nulla, dovendoci a tutto bastare che il divin Cuore sia contento, amato e glorificato. Se però voi bramate di essere del numero delle sue amatrici dovete a lui offrire tale sacrificio un primo venerdì del mese dopo la santa comunione, da farsi a questo intendimento, tutta consacrandovi a lui, per rendere e procurargli tutto l'amore, l'onore e la gloria che' sarà in vostro potere; e tutto questo nella maniera ch'egli v'ispirerà. Dopo ciò voi non vi dovete più riguardare se non come appartenente e dipendente. Ball' ado­rabil Cuore di Gesù, ricorrendovi in ogni vostra necessità, stabilendovi al possibile la vostra dimora. Così se voi vi unite in tutto ai suoi disegni, esso riparerà quello che nelle vostre azioni potesse trovarvi d'imperfetto, e santificherà le buone. «Ci convien procurare ad ogni nostro potere di entrar in questo Cuore adorabile, rendendoci ben piccioli per via di una confessione umile del nostro niente, nel quale dobbiamo mantenerci ognora piena­mente inabissati. Conviene inoltre stabilire, in questo sacro Cuore un regno di pace per via di conformità al suo beneplacito, a cui dobbiamo abbandonarci così, che nostra cura particolare sia di togliere quanto arrecare vi possa qualche ostacolo, con lasciar fare ad esso in noi di noi e per noi secondo il suo desiderio, a fine che egli ci venga formando a suo modo e perfezionando a suo grado. E per mante­nerci entro questo divin Cuore per sempre fa d' uopo amarlo d'un amore di preferenza siccome l'unico necessario al nostro cuore, soavemente portandoci al disprezzo od all'oblio di tutto il rimanente».

IV. Preghiera di amore al Cuore di Gesù. –

« O Cuore acceso e vivente di amore! O santuario della Divinità, tempio della Maestà sovrana, altare della divina Carità, Cuore divampante di amore per Iddio e per noi, io vi adoro, io vi amo, io mi struggo di amore e di riverenza innanzi a voi! Mi unisco alle vostre sante dispo­sizioni; voglio, sì, voglio ardere del vostro fuoco, e vivere della vostra vita. Quanto io godo vedendo voi contento e beato; quanta parte io prendo alle vostre prerogative, ai vostri dolori, alle vostre glorie, e quanto di buon cuore vorrei patire e morire anzi­chè dispiacervi! O mio cuore, ci è mestieri di non più operare che per gl'impulsi del Cuor sacratissimo di Gesù; e ci è mestieri di spirare in silenzio sotto i suoi occhi a quanto vi è di naturale e di umano. O Cuore divino, io mi unisco a voi e mi perdo in voi; voglio vivere sol di voi, per voi, e riguardo a voi! Così tutto il mio da fare dev'essere il rimanermi in silenzio e rispetto, annientato innanzi a voi, come ardente lam­pada che si consuma innanzi al santissimo Sacramento, Amare, patire e morire! Amen ».

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