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venerdì 7 giugno 2013

7- GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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GIORNO VII.

I. Disegni amorosi del Sacro Cuore verso quelli che ne abbracciano la di­vozione.

- « Il Signore nostro mi ha fatto conoscere, scrive la Beata, come egli voglia essere conosciuto, amato e adorato dagli uomini, e sia quindi per comunicar loro molte grazie, quando si consacrino alla divozione ed all'amore, del suo sacro Cuo­re. Egli mi va scoprendo tesori di amore e di grazie per le persone che si dediche­ranno e sacrificheranno tutte a render e procurare a lui l'onore, l'amore e la gloria che meglio potranno; ma tesori così grandi che mi è impossibile esprimerlo.

« Egli mi sembra che la gran brama del Signor nostro che il suo sacro Cuore venga onorato da qualche speciale ossequio abbia di mira il rinnovar nelle anime gli effetti della sua redenzione, facendo di questo Cuor divino come un secondo mediatore - vuol dire una nuova manifestazione dell'u­nico nostro Mediatore - fra Dio e gli uo­mini, dei quali si sono moltiplicate le colpe a segno che vi bisogna tutta la virtù di sua potenza per ottener loro misericordia colle grazie di salute e santificazione, cui egli ha si gran brama di loro impartire abbon­dantemente.

« Egli non vuole stabilire il suo nuovo regno fra noi, se non a fine di accordarci più copiose le sue grandi misericordie e le sue preziose grazie di santificazione e di salute. Ma saranno tolte, egli dice, a coloro i quali non ne approfitteranno rendendole vittoriose in sè medesimi; perchè qui si tratta come di preziosa bevanda offertaci dal nostro buon Padre a rimedio ultimo dei nostri mali ».

« Io non potrei darmi a credere che le persone consacrate al divin Cuore periscano, cadendo col peccato mortale sotto la do­minazione del demonio; cioè, se dopo es­sersi a lui dedicate, esse procurino di ono­rarlo, amarlo e glorificarlo quanto possono, conformandosi a tutti i suoi santi insegna­menti.

« Non si dà più breve cammino, alla perfezione, nè via di salute più sicura che l'essere consacrato a questo divin Cuore, per rendergli tutti gli omaggi di amore, di onore, di lode onde noi siamo capaci.

« Penso, e non mi posso tenere dal dir­lo a voi, che il sacro Cuore avrà una partitolar protezione d'amore e d'unione sopra, le comunità che a lui renderanno qualche particolare onoranza.

« L'ardente suo desiderio di spargere a profusione le sue grazie nelle anime lo muove a voler essere conosciuto, amato e lodato dalle sue creature, nelle quali ei vuole stabilire il suo impero, come fonte di ogni bene, a fine di provvedere ad ogni bisogno; e vuole anche per questo che a lui ci rivolgiamo con gran confidenza, e a me sembra che un aiuto dei più efficaci ad ottenere le nostre dimande sia di porgerle interponendo il Sacrificio della Messa, fa­cendone dire tre o cinque ad onore delle cinque Piaghe, in venerdì. Parecchie per­sone, ridotte agli estremi, ne hanno rice­vuto prodigiose guarigioni».

II. Promesse divine.

- La Santa scris­se così al padre Rolin gesuita: «Che non posso io raccontare quello che so dell' a­mabile divozione al Cuore di Gesù e sco­prire a tutta la terra i tesori di grazie in esso racchiusi, da spargersi a profusione sopra coloro che la praticheranno? O Pa­dre mio, non omettete niente, ve ne scon­giuro, a fine d'ispirarne il mondo intero.

Gesù Cristo mi ha fatto conoscere in guisa, da non poterne dubitare, come egli volea per opera principalmente dei Padri della Com­pagnia stabilire dappertutto questa solida divozione e formarsi con essa un numero infinito di servitori fedeli, di perfetti amici di figliuoli riconoscenti. I tesori di benedi­zioni e di grazie, che il sacro Cuore vi accoglie sono inestimabili; nè si dà, che io sappia, nella vita spirituale pratica divota più opportuna di questa per sollevare in breve le anime alla più alta santità e far loro gustare le veraci dolcezze che si tro­vano in servire a Dio. Sì, lo dico a sicurtà, se altri sapesse quanto Gesù Cristo se ne compiace, non vi sarebbe cristiano, si poco amante di questo amabile Salvatore, che non la praticasse all' istante. Fate che l'ab­braccino le persone religiose, e ne saranno così aiutate che non vi bisognerà più altro a ridestare il fervor primitivo e la più esat­ta osservanza nelle comunità meno regolate, e portate le meglio regolate al colmo della perfezione.

« Il divino mio Salvatore mi ha fatto intendere, come le persone occupate in cercar la salute delle anime avranno l'arte di toccare i cuori più indurati, e faticheranno con meravigliosa riuscita, quando sieno com­prese di una tenera divozione al suo sacro Cuore.

Le persone secolari poi troveranno cosi ogni soccorso necessario allo stato loro, cioè la pace nelle famiglie, il sollievo nei travagli, le benedizioni celesti in tutte le loro imprese, la consolazione nelle loro miserie, un luogo certissimo di rifugio in questo Cuore adorabile durante la vita, ma principalmente all'ora della morte. Deh quanto è dolce il morire, dopo nudrita co­stante divozione al Cuore di Quello che ci dee giudicare!

« Insomma è chiaro non esservi al mondo persona che da un amore di perfetta gratitudine mostrato a Gesù Cristo con onorarne il sacratissimo Cuore, non sia per conseguirne ogni sorta di celestiali aiuti ».

III. Dall'unione del sacro Cuore si attinge fervore in servire a Dio.

- In una lettera della Santa si legge: « Quanto alla vostra pena del sentirvi languida nel servire a Dio, egli sembra mi ponga in pensiero che vi dica di non turbarvene punto, ma che per soddisfarlo in questo avete solo ad unirvi in ogni vostro fatto al sacro Cuore; il che vi serva in principio di disposizione, in fine di soddisfazione. Non potete, per esempio, far niente nell'o­razione? contentatevi di offerir quella che questo divin Salvatore fa per noi nel suo Sacramento, presentando i suoi ardori in riparazione delle vostre tiepidezze, e dite in ciascuna delle vostre azioni: Dio mio, voglio fare o patir questo nel sacro Cuore del vostro divin Figliuolo e secondo le sue sante intenzioni, che io vi offro a rimedio di quanto hanno d'impuro e d'imperfetto le mie. E così nel rimanente. Quando v'in­colga qualche pena, mortificazione o affli­zione, dite a voi stessa: Prendila, che il sacro Cuore t' invia per unirti a lui. Ma fate sopra tutto di conservare la pace del cuore, che vale più di tutti i tesori immaginabili; ed il mezzo di conservarla sta in non aver più Volontà, mettendo quella del divin Cuore in luogo della nostra, per lasciarlo volere per noi tutta quello che a lui sarà di maggior gloria, contenti di sottometterci con il santo abbandono. E questo amabil Cuore a tutto supplirà che possa mancare da parte vostra, perchè amerà Dio per voi, e voi lo amerete in lui e per lui ».

IV. Atto di pura intenzione.

- Io mi offro tutto a voi, o Cuor di amore con in­tenzione che tutto il mio essere, la mia vita, i miei patimenti sieno per amarvi, onorarvi nel tempo e nell'eternità, Vi amo, o Cuore tutto amtabile, come il sommo mio bene, tutto il mio bene, tutta la mia gioia, solo degno dell'amore di tutti i cuori. Potesse il mio incenerirsi per l’ardore e veemenza di tale amore, pel quale io rinnovo con tutta l'anima tutte le offerte che vi ho fatto di me stesso! Guardatemi dal dispia­cervi, e fatemi fare - quello che più a voi piaccia. O Cuore sorgente del puro amore, che non sono io tutto amore per amarvi, tutto spirito per adorarvi! Fate adunque che io non possa, ve ne supplico, amare che voi, in voi e per voi; la mia memoria non ricordi che voi, non abbia io più mente che per conoscere voi, non più volontà nè affetto che per amar voi, non più lingua che per lodar voi, non più occhi che per mirare a voi, non più mani che per servire a voi, non più piedi che per cercar Voi, a fine che io possa un giorno amar voi senza timore di perdervi nella beata eternità. Amen ».

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