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giovedì 3 ottobre 2013

L'umiltà



Una delle virtù che oggi viene maggiormente calpestata dal mondo moderno è senza dubbio l'umiltà. L'orgoglio nelle opere e nel sapere è imperante, ciò non soltanto impedisce un dialogo che sia un vero scambio reciproco tra le persone, ma snatura completamente il rapporto dell'uomo con Dio. La stessa preghiera, se non viene fatta con umiltà è quasi inutile: per abbandonarsi infatti nelle Sante Mani di Gesù è necessario ammettere a se stessi di essere pieni di difetti e di peccati, in opere, pensieri ed omissioni, così da avere il cuore colmo di gioia nel dialogo con un Padre così misericordioso. L'orgoglio rende inutile la preghiera. Anche se poi facciamo qualcosa di buono, lo facciamo perchè Dio opera in noi e non certo con le nostre uniche forze. Chi si appoggia solo su se stesso è destinato a cadere. E' Dio che ci parla dandoci sublimi rivelazioni, è solo Dio che con la Grazia ci permette di amare il nemico! Perchè Dio elegga alcune persone e non altre, questo non lo sappiamo, ma sappiamo per certo che non è per meriti o bravura. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Spesso infatti mi capita di sentire fra gli stessi cattolici preghiere molto somiglianti a quella del fariseo O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Umiltà di fronte a Dio dunque, perchè tutto viene da Lui e di fronte agli altri, perchè molto abbiamo da imparare, e se crediamo di conoscere ormai tutto e di avere solo da insegnare siamo sulla cattiva strada. 

 Vi propongo ora un messaggio che Gesù Cristo Nostro Signore ha consegnato ad una carismatica in occasione (non casuale) della festa di San Pio, esempio di umiltà per tutti.

“Il raccoglimento è preghiera, l'agire con modestia e discrezione è preghiera, il vestire in modo modesto e decoroso è ancora preghiera. Tutta la vita, se vissuta correttamente e virtuosamente, può diventare preghiera, e il frutto della preghiera fatta con cuore sincero e amore ardente a Dio è l'umiltà.
L'umiltà è la base di tutto l'apostolato, è il condimento di ogni stato di vita, è la virtù essenziale e primaria di ogni cristiano. Senza di essa non c'è buon cattolico. Se manca l'umiltà, tutte le azioni, anche le più valorose e sacre, diventano come cenere al suolo.

Essa ha formato e permesso ai santi di crescere in sapienza e grazia, essa è quella che rende glorioso il cristiano e impedisce a Satana di trascinare seco l'uomo.

Tutti i santi erano umili. Non ci può essere santità senza umiltà, né miracoli, né predicazione, né opere grandiose, perché tutto sarebbe fatto a vano; perché, cari figli, se non si fa ogni azione, anche la minima azione, per la maggior gloria di Dio, la si fa per propria vanagloria, e la superbia, figlia di Satana, pervade l'uomo e lo porta alla perdizione.

L'umile non si attribuisce nessun merito, riconosce che tutto proviene da Dio e che senza il suo aiuto e la sua Grazia l'uomo tornerebbe polvere e non sussisterebbe nessuna opera.
L'umile non giudica, non critica, non si vanta, non disprezza il povero, non manca di carità, non si esalta, non cerca la propria gloria, non si mette in vista, non vuole primeggiare. L'umile parla sommessamente, con modestia, non segue le mode del tempo, non parla in modo volgare e sconcio ma fa silenzio e parla solamente quando il dovere e la carità lo richiedono. Il suo parlare è come il Vangelo, sì sì, no no, perché tutto il resto viene da Satana, fonte di superbia e vanità.

Cara figlia, ti parlo oggi di questa virtù, attributo primario della vita cristiana, perché il grande Santo che oggi celebrate è grande per la sua immensa umiltà. I miracoli vengono da Dio, la luce soprannaturale, la bontà, l'ascolto, tutte le virtù vengono da Dio, e la base di tutte è la santa e preziosa umiltà.

Vedi, cara figlia, il Padre (tuo spirituale) scherzando ha chiesto un trattato sull'umiltà. Non è necessario, questo, ma in questa festa solenne per la santificazione di questo novello Francesco, ho voluto donarvi materia di riflessione su ciò che Tu, caro figlio, avevi chiesto. [...]
Oggi religiosi e laici, sacerdoti e teologi credono di fare tanto perché lavorano, corrono, organizzano, parlano, ma non si rendono conto che per la maggior parte di essi non è lo Spirito di Dio che si muove ad azione, ma il loro compiacimento e il desiderio di essere ammirati, applauditi, venerati. Tutto questo perché la modernità, sostenuta dal massonismo, ha spinto l'uomo a calpestare questa rara virtù. Con l'accentramento dell'uomo in primo piano nella storia, l'uomo diviene l'interprete senza Dio di tutte le cose, e i suoi risultati, non  più alimentati dalla mano di Dio, sono conseguenza della sua capacità e della sua bravura. 

Questa è totale mancanza di umiltà. Togliete dall'uomo l'umiltà, e avrete come risultato traditori ed egoisti, fautori del culto idolatrico del proprio io.

Tolta la virtù dell'umiltà decade conseguentemente la carità, la povertà, la castità, che comprende, oltre la purezza del corpo e la modestia dei costumi, anche la purezza dello spirito, e lo spirito è spesso inquinato dalla superbia.

L'umiltà, figli, apre le porte del Cielo e introduce i santi nella gloria del Padre, li eleva allo stato di figli di Dio a sua immagine e somiglianza. 

La superbia deturpa questa immagine di Dio e trascina, di conseguenza, l'uomo nei delitti più atroci, nell'immondezza più nera, [...] nell'egoismo più sfrenato e deleterio. Ottiene non più un mondo di santi, ma una creazione di impurità e di sudiciume, dove gli uomini,non più sotto l'azione dello Spirito di Dio, si assoggettano come figliolanza a Satana e rovinano il progetto di Dio sulla umanità e sulla santa Chiesa.

Io voglio da te umiltà profonda, così profonda e tale da sentirti smarrita di fronte alla Potenza divina. Sei ancora lontana, figlia, da questa umiltà. Ma se sarai docile strumento nelle mani della Provvidenza di Dio, che fa bene ogni cosa per ciascuna creatura, anche tu potrai raggiungere questo grado di umiltà e dare gloria a Dio per tutta l'eternità. Ti benedico”.


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