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lunedì 2 dicembre 2013

Non aver paura di chiamarlo Gesù mio






“Dunque tu sei re”... — Sì, Cristo è il Re, che non solo ti concede udienza quando lo desideri, ma che, in un delirio d'Amore, abbandona persino — mi capisci? — il magnifico palazzo del Cielo, dove tu non puoi ancora arrivare, e ti aspetta nel Tabernacolo. — Non ti sembra assurdo non accorrere premurosamente e con maggiore costanza a parlare con Lui?
Forgia, 1004

Da lì, dal tuo posto di lavoro, fa' che il tuo cuore corra dal Signore, accanto al Tabernacolo, per dirgli, senza fare stranezze: Gesù mio, ti amo. — Non aver paura di chiamarlo così — Gesù mio — e di ripeterglielo spesso.
Forgia, 746

Devi intrattenere — nel corso della giornata — una conversazione costante con il Signore, che si alimenti anche delle circostanze in cui si svolge la tua attività professionale. — Va' con il pensiero davanti al Tabernacolo..., e offri al Signore il lavoro che hai tra le mani.
Forgia, 745

Bambino buono: di' a Gesù molte volte al giorno: ti amo, ti amo, ti amo...
Cammino, 878

O Gesù! —Riposo in Te.
Cammino, 732

Non manchino ogni giorno un «Gesù ti amo» e una comunione spirituale — almeno —, in riparazione per tutte le profanazioni e i sacrilegi che Egli patisce per stare con noi.
Solco, 689

Ripeti di tutto cuore e con amore sempre più grande, soprattutto quando sei vicino al Tabernacolo o quando hai il Signore nel tuo petto: “Non est qui se abscondat a calore eius” — che io non fugga da te, che il fuoco del tuo Spirito mi invada.
Forgia, 515
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