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martedì 11 giugno 2013

11- GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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GIORNO XI.

I. L'anima purificata nel divin Cuore.

- « Il mio sovrano Signore, scrive la San­ta, mi presentò, nel primo giorno del mio ritiro in solitudine, il suo sacro Cuore come una fornace d'amore, dove io mi sentii gittata e compresa tosto ed infuocata di così vivi ardori, che parevami andarne incenerita; e udii queste parole: Ecco il divino purgatorio del mio amore, dove bi­sogna purificarti nel tempo di questa via purgativa; appresso io ti farò trovare un soggiorno di luce, e poi di unione e di trasformazione ».

Gli ammaestramenti della Santa rispon­deano al lume onde 1' anima sua era inon­data: « Entrate, dicea, in questo Cuor sacratissimo come in una fornace d'amore, per mondarvi di ogni macchia e bruttura da voi contratta, e per consumarvi questa vita di peccato, a fine di rivivere a quella della grazia e del puro amore che appieno vi trasformerà in sè medesimo.

« Bisogna che ci consumiamo tutti, senza eccezione nè remissione, in questa fornace ardente del sacro Cuore dell' adorabile nostro Maestro, donde ci conviene non uscire giammai; e dopo avervi perduto il nostro cuore di corruzione tra quelle fiamme divine del puro amore, ci bisogna prenderne uno tutto nuovo che ci faccia ormai vivere di una vita tutta nuova, con pensieri, ed af­fetti tutti nuovi, con operazioni tutte nuove in purezza e fervore in ogni nostro atto; cioè bisogna che non viviamo più di noi stessi, ma questo divin Cuore sostituiscasi ai nostri, viva egli solo ed operi in noi e per noi; la volontà sua tenga la nostra tal­mente annientata che possa operare senza resistenza da parte nostra; insomma i suoi pensieri, i suoi affetti, i suoi desiderii stiano in luogo dei nostri, ma sopratutto il suo amore, che amerà lui in noi e per noi. E così essendoci questo Cuore amabilissimo tutto in tutte le cose, potremo dire con san Paolo di non vivere più noi, ma egli in noi.

« Ah quanto è dolce l'amarlo per amor di lui solo! Conviene amare questo divin Cuore in modo che noi non viviamo più nè respiriamo, se non con lui e per lui.

« Ma conviene amarlo tanto in questa vita, che noi veniamo a farci una medesima cosa con lui, affinchè non ne possiamo es­ser mai separati. Solo il puro amor suo ci deve possedere, farci operare e patire. Ab­bandoniamo dunque senza ritegno i nostri ai suoi ardori, a fine di amarlo con tutto 1' essere donatoci da lui sì che tutto sia sommesso, a tutto si pieghi, tutto ubbidisca a questo divino amore.

« Amiamo adunque, ma amiamo senza eccezione; diamo tutto e tutto sacrifichiamo per conseguire un tanto bene, e tutto avremo possedendo il sacro Cuore del Signor no­stro Gesù Cristo. Amiamolo di tutte le no­stre forze, e diamo tutto al suo amore, a fine che egli ci consumi e purifichi ne' suoi più vivi ardori. Deh possiam noi eternamente bruciare nell' ardente fornace di questo divin Cuore!

« Tante grazie ricevute sono come al­trettante fiamme ardenti del suo puro amore, le quali ci debbono di continuo far bruciare di perfetta riconoscenza e di corrispondenza fedele ai disegni di lui.

« Ah perchè non bruciamo noi di que­sto fuoco divino, da lui arrecato in terra? Si, questo ci deve consumare. Ed io voglio porre ogni mio esercizio in amare e bru­ciare fra, questi santi ardori, e il sacro Cuore sarà l’altare dei nostri sacrificii.

« Il nostro cuore è fatto solo per Iddio.

Guai a lui, se si contenta di meno che di Dio, o se lasciasi bruciare da qualche altro fuoco che del puro amore di lui!

« Se sapeste quanto è dolce l'amar Dio, non vi sarebbe niente che non si sofferisse di buon grado per aver questo santo amore!

II. Il sacro Cuore elegge la Beata come altare sul quale arda il fuoco del suo amore.

- Nostro Signore, così ella, mi onorò di una delle sue visite, dicendo­mi: Sai tu bene a qual fine io ti comunico le mie grazie così abbondantemente? Egli è per renderti come un santuario dove il fuoco del mio amore arda continuamente. Il cuor tuo è come un sacro altare a cui non si accosti niente di macchiato. Io ti ho scelta per offerire all’eterno mio Padre ar­denti sacrificii, coi quali placare la sua giu­stizia e rendergli una gloria infinita per 1' offerta che in tali sacrifici tu gli farai di me, unendovi quello del tuo essere, a fine di onorare il mio. Dopo questo tempo io confesso che sentiva nel mio cuore un fuoco sì ardente e sì violento, che avrei pure vo­luto comunicarlo a tutte le creature, affinchè ne fosse amato il mio Dio.

III. Vita di sacrificio, di abbandono e di amore nel Sacro Cuore.

- La Santa scrisse così a persona decisa di abbracciare la devozione al Cuor di Gesù: « Io non dubito punto che il divin Cuore abbia caro assai il sacrificio che gli volete fare; di voi per essere tutta sua con fare e patire tutto per suo amore, a fine di poter vivere in lui, conforme il suo desiderio, una vita di sa­crificio, di abbandono di amore; di sacri­ficio di quanto vi è più caro e più vi co­sterà: di abbandono, totale di voi medesima alle cure dell' amorosa sua condotta, pren­dendo lui a vostra guida nella via di salute; e voi non farete niente senza domanda­re il suo soccorso e la sua grazia, la quale, io spero, egli doneravvi a misura della fiducia che porrete in lui. Inoltre noi dobbiamo vivere di quella vita di amore che a lui ci unisca per via di amore alla nostra abbiezione ed al nostro annienta­mento, per conformarci interamente al suo stato di sacrificio, di abbandono e di amore nel santissimo Sacramento, ove l'amore lo tiene fisso come una vittima del tutto ab­bandonata in continuo sacrificio per la gloria del suo Padre e per la nostra salute; rife­rite tutto a sua gloria; fermate la vostra dimora nel Cuore amabilissimo di Gesù, e vi troverete una pace inalterabile e la forza di effettuare tutti i buoni desiderii ch' egli v'ispira e di non commettere, colpe volon­tarie, Portatevi. tutte le vostre pene ed amarezze; poiché tutto quello che viene da questo Cuor sacratissimo è dolce e cangia tutto in amore ».

IV. Domanda al sacro Cuore di Gesù.

- « Mettetemi, o dolce mio Salvatore, nel sacro vostro costato e nel vostro adorabile Cuore, che è fornace ardente di puro amore, ed, eccomi in sicuro. Io spero che voi mi v'introdurrete, o Gesù mio e mio sommo Bene. Io eleggo il vostro sacratissimo Cuore per mia dimora, a fine che sia egli mia forza nei combattimenti, sostegno nella mia debolezza, mia luce e mia guida nelle tenebre, il riparatore di tutte le mie mancan­ze, il santificatore di tutte le mie intenzioni ed operazioni, le quali io unisco alle vostre, e ve le offro perché mi servano di continua disposizione a ricevervi. Così sia ».

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