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sabato 1 giugno 2013

1- GIORNO- MESE DEL SACRO CUORE- Dagli scritti di S. MARGHERITA M. ALACOQUE

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GIORNO I

l. Il Divin Cuore cominciasi a mani­festare alla Santa.

- Stava la santa Mar­gherita Maria preparandosi nel ritiro alla religiosa sua professione, quando nostro Signore, dopo venuto a lei in Sacramento, così le parlò: « Ecco la piaga del mio co­stato, dove tu devi fare l'attuale e perenne tua dimora; qui potrai conservare la bianca stola dell'innocenza ond' io ti ho rivestita l'anima, affinchè tu viva ormai solo della vita dell'Uomo-Dio; viva come, non vivendo più, affinché io viva perfettamente in te: o­peri come non operando più, ma, operi io in te, perchè io voglio esserti ogni cosa. Sia tua impresa l'amare ed il patire ciecamente; un sol cuore, un amore solo, un solei Dio »...­

Udite queste parole la Santa scrisse col proprio sangue la seguente protesta di amore: «Io, meschino e miserabile niente, pro­testo di sottomettermi e sacrificarmi a quanto egli richiede da me, immolando il mio cuore al compimento del suo beneplacito, senza riserbarmi altro interesse tranne la sua glo­ria e il puro amor suo, al quale io consacro tutto il mio essere e tutti gl' istanti di mia vita. Io sono del mio Diletto per sempre, sua serva, sua schiava, sua creatura, dap­poichè egli è tutto mio, e io sono sua sposa indegna, suor Margherita Maria, morta al mondo. Tutto di Dio, niente di me; tutto a Dio, niente a me; tutto per Iddio, niente per me! »

II. Il Cuor di Gesù, giardino di deli­zie, libro di vita, abisso incomprensi­bile.

- Ora la Beata ci narra così alcune delle grazie onde il Signore la favorì.

«Una volta mi sentii l'anima in doloro­sissima agonia, quando nostro Signore, onorandomi di sua visita, mi disse: Entra, figliuola mia, in questo delizioso giardino, per avvivare l’anima tua languente. E io ne vidi quel sacro Cuore adorno di un in­cantevole varietà di fiori, tutti di ammira­bile bellezza; nè osando io, dopo averli considerati, appressarvi la mano, egli disse: Tu puoi coglierne a tuo grado. - O dolce mio Salvatore, risposi gettandomi ai suoi piedi, non voglio altri fiori che voi, il quale mi siete un mazzetto di mirra, che io porterò continuamente fra le braccia del mio affetto. Hai scelto bene, replicò egli: solo questa mirra può conservare la propria bellezza e fragranza: nella mortal vita, nè si ritrova nell' eternità, dove cangia nome.

« Un giorno, mentre io leggeva, il mio Diletto mi si presentò avanti dicendo: Io ti vo' far leggere nel libro di vita, dove si contiene la scienza di amore. E scoprendomi il Cuor suo, mi diè a leggere queste parole: L'amor mio regna nel patimento, trionfa nell'umiltà, gioisce nell' unità. Il che tanto fortemente s'impresse nel mio spirito che non ne perdetti mai la memoria ». Gesù ancora le disse « di mirar 1'aper­tura del suo sacratissimo Costato, abisso scavato dallo smisurato strale dell'amore ivi chi lo amasse troverebbe due vie, l'una per l'anima, 1'altra pel cuore; chè l'anima v'incontra la sorgente delle vive acque onde purificarsi e insieme ricevere la vita, della grazia; il cuore vi trova una fornace di amore, onde non può più vivere se non d'una vita d' amore: 1' una vi si santifica, 1' altro vi si consuma; ma come l'entrata vi è molto stretta, così fa d'uopo essere molto piccolo e molto spoglio di ogni cosa per potervi penetrare».

III. Un giorno nel divin Cuore:

- Da­gli scritti della Santa si può raccorre la ma­niera seguente di passar la giornata nel Cuore di Gesù

« Al primo svegliarvi entrate nel divin Cuore, a lui consacrate, il vostro corpo, 1' anima vostra, il vostro cuore e tutto il vostro essere, per servirvene poi solamente a suo amore ed a sua, gloria ».

Eleggete il sacro Cuore come tempio augusto in cui fare tutte le vostre orazioni e preghiere, affinchè esse tornino a Dio gradite, lui amando coll'amore di questo Cuor sacratissimo, adorandolo colle sue adorazioni, lodandolo colle sue lodi, ope­rando colle sue operazioni, volendo co' suoi voleri.

« Nell'ascoltare la santa Messa, pregate questo Cuore amabilissimo, unendovi a lui, di applicarvene i meriti secondo i suoi intendimenti sopra di voi.

« Così nella confessione e comunione, offerite le disposizioni di esso in supplr­mento di quelle che a voi mancano.

Quando fate la genuflessione dinanzi al santissimo Sacramento, pensando a quelle fatte a Gesù per ischerno durante la Passione, dite: - Ogni ginocchio si pieghi, o Maestà del mio Dio, infinitamente abbas­sata nella sacra Ostia! Ogni cuore vi ami, ogni mente vi adori, ogni volontà siavi som­messa!

Mandate spesso pel vostro buon angelo il cuor vostro a rendere ossequio a quello di Gesù in sacramento.

Quando andrete a prender cibo, uni­telo al nutrimento divino onde Gesù sostenta le anime nostre nella santissima Eucaristia, lui pregando che quello del corpo, da voi preso per amor suo e per obbedienza, vi sia di comunione spirituale, onde la purità di lui s'incorpori nelle vostre intenzioni, la grazia di lui nell' anima vostra, l'amore di lui nel vostro cuore, per modo che voi non possiate mai cessare di amarlo.

Procurate che le vostre ricreazioni sie­no dedicate al divin Cuore, parlandovi di esso, consacrando al Verbo eterno ogni vo­stra parola; a fine di non pronunciarne al­cuna che non torni a sua gloria.

Unite il vostro silenzio a quello da lui serbato in Sacramento, schivando ogni di­scorso che senta di vostra lode o possa disgustare il prossimo, ogni proposito che muova dall' amor proprio e dalla vanità.

Quando avrete a soffrire qualche cosa, godetene in unione con quella che nel suo Sacramento ha sofferto e soffre tuttavia il Cuor di Gesù.

Quando sentirete spuntare in voi qual­che moto contrario al puro amore, portatelo a questo Cuor divino, perchè vi sia di­strutto, e voi ne abbiate in ricambio la gra­zia dell' umiltà; cosi fate di tutte le altre passioni e difetti.

Quando veniate a cadere, in manca­menti, volgetevi ancora ad esso per impe­trarne la contraria virtù da offerire all'eterno Padre, pregando che vi rimetta nella sua grazia; e così fate nel vedere i falli degli altri.

In ogni evento pigliate per aspirazione le parole di nostro Signore, Fiat voluntos tua; e poi: Io mi abbandono a voi.

La sera mettete in questo adorabile Cuore tutto ciò che avrete operato durante la giornata, affinchè da lui si purifichi quanto esservi potesse d' immondo e d' im­perfetto nelle vostre azioni.

A prendere in sicura pace il vostro riposo, entrate nel santuario del Cuore a­mante di Gesù, e li serratevi colla chiave di un pieno abbandono alle sue provvide cure ».

IV. Offerta di sè al divino Cuore.

- « O Cuore sacratissimo, io rni dono e con­sacro tutto a voi, il mio cuore, la mia mente, la mia memoria, la mia volontà, affinchè tutto quanto io farò e patirò sia per vostro puro amore e gloria; tutto quanto io vedrò e udirò mi porti ad amarvi; tutte quante le mie parole siano altrettanti atti di adora­zione, di lode alla vostra sovrana Maestà; e tutti quanti i movimenti delle mie labbra sieno altrettanti atti di contrizione di tutti i peccati commessi, di tutti i beni omessi da me; e da voi dimando, o Cuore amorosis­simo, che io possa tante volte attirarvi a me, quante attraggo l’aria aspirando; quante al medesimo fine respirando la ren­derò, tante volte vi offro all’eterno vostro Padre per rendere tutto ciò che a lui debbo.

« O Cuore pieno di bontà, ascoltatemi ed esauditemi. O Cuore sacratissimo, di cui sono, da cui dipendo, per cui io vivo, pos­sedetemi, infiammatemi, trasformatemi tutto in voi. Fate che ogni mio passo sia per giungere a voi, ogni mio atto e movimento sia per unirmi a voi; protestando io che vorrei meglio patir mille morti che separarmi da voi o commettere la minima infedeltà verso di voi ».

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